In vacanza




Finalmente una vacanza tutta per noi. Non accadeva da 26 anni, cioè dal viaggio di nozze. Non è che per tutto questo tempo non fossimo andati in vacanza, ma prima con i bambini e con gli amici; poi con i ragazzi e magari pure con gli amici; poi magari con i ragazzi e pure i fidanzati. Insomma, mai da soli. Quest’anno ci siamo riusciti: una settimana di riposo assoluto tutta per noi. Io sono Franco, un uomo di 54 anni, giovanile, in gran forma e gran porco. Mai moglie Giusy è una gran bella femmina di 52 anni. Donna di classe, bella e con tutti gli attributi al posto giusto; una donna desiderabile.Dimostra molti anni di meno di quelli che ha avendo ancora, senza frequentare né palestre né praticare alcun tipo di sport, le carni sode e lisce. Per cui a 52 anni si ritrova con un paio di tette, terza misura e ancora all’insù; un ventre quasi del tutto piatto nono stante le gravidanze; un culo da sballo e un paio di cosce che, quando è vestita in un certo modo, sono così provocanti che spesso, quando siamo in compagnia, sono oggetto di sbirciatine. A volte, scherzando, glielo dico pure io di metterle in mostra e vedere gli altri che la desiderano. Lei sorridendo mi dice che sono stronzo e porco. Sia ben chiara una cosa: non abbiamo mai trasgredito e sono quasi del tutto convinto che non mi ha mai tradito. Io qualche volta si. A letto ci sa fare in tutto, assecondando le mie voglie di porco e soddisfacendo tutte le sue. Siamo siciliani e ,tanto per non fare lunghi viaggi, siamo riusciti a prenotare una settimana in un villaggio turistico a Favignana: da sabato 29 agosto a sabato 5 settembre. Già durante il viaggio in auto, tanto per tirarci su e stare in allegria, manifesto la mia voglia di trascorrere una settimana in piena libertà, senza formalità, tanto li non ci conosceva nessuno. Le dissi ridendo che se fosse stata l’occasione mi sarei fatto una bella ragazzina e che anche lei non facesse la monaca e che si mostrasse per farsi guardare, tanto alla nostra età non era più il caso di essere gelosi. “Che stronzate! Chi ci deve guardare alla nostra età?” “Si, questo lo dici tu. Chissà quanti te le le vorrebbero palpare queste belle cosce” dico allungando la mano e accarezzandogliele. “Si, va bene va” dice lei con un tono come se mi volesse dare ragione tanto per farmi contento. Prendiamo possesso del cottage. E’ grazioso e confortevole. Sistemiamo gli indumenti. La pensione completa inizia con la cena; il pranzo del giorno di arrivo non è compreso, ma sono già le 15,30 e la cena inizia alle 19,00 per cui decidiamo di fare un giretto per conoscere il villaggio e casomai prendere qualche cosa al bar- Quello centrale, vicino alla reception, sta per chiudere ma la ragazza barista sorridendoci ci chiede se siamo nuovi arrivati e fa un’ eccezione di due minuti. E’ molto carina. Rientriamo e cerchiamo di riposare un po. Giusy si addormenta subito. Io sposto qualcosa per fare spazio. Mi da fastidio un separé in vimini ripiegabile sistemato ai piedi del letto. Mi sembra inutile ma poi, come vedrete in seguito, sarà molto utile. Intanto lo ripiego in parte e lo sistemo a coprire i troller in un angolo. Ci rinfreschiamo e ci prepariamo per uscire. Le dico di essere sexy; sbuffa. Alla fine indossa un tubino bianco che le arriva 4 dita sopra il ginocchio e con un spacco di circa 15 cm sul retro; una maglietta viola, senza reggiseno e un paio di sandali con tacco di 6-7 cm- Sono le 18,45; facciamo un giro fino alla piscina e da lì uno sguardo alla splendida spiaggetta. Entrambe semi gremite di bagnanti di ogni età. Quindi ci rechiamo al ristorante. Un ragazzo ci chiede che siamo, ci riscontra sull’elenco e ci indica il nostro tavolo. Dopo passiamo dal bar per il caffè. Rossana, così si chiama la ragazza di prima, ci accoglie ancora con un bel sorriso. Con lei nasce una simpatia spontanea e reciproca e, mentre mia moglie fa un giretto nel negozio di souvenir, parliamo pure: ha 21 anni, ed è universitaria.; in estate lavora per mantenersi agli studi. E’ bionda con occhi azzurri e bel corpicino. Facciamo due passi fumando la sigaretta; ci ritiriamo e poi riusciamo; passiamo ancora dal bar e quando Rosanna si accorge del mio sguardo insistente arrossisce e abbassa il suo. E’ l’ora dell’animazione che ha luogo nello spiazzo adiacente la piscina dove vi è un piccolo palcoscenico e dall’altra parte il piano bar. Ci sediamo ad un tavolinetto. Cerco di stuzzicare mia moglie dicendole di fare in modo di attirare l’attenzione e di farsi ammirare. Fa finta di sbuffare e dice che non sa come sono diventato. Il fatto sta che si sposta in modo di mostrare le sue gambe, che il tubino bianco mette in bella evidenza, anziché tenerle sotto il tavolinetto. Dopo pochi minuti le dico che sta facendo eccitare tanti bei maschiacci. Dopo qualche secondo noto che, con fare del tutto naturale, aggiustandosi la chioma con movimenti del capo, guarda a destra e a manca per captare lo sguardo di qualcuno su di lei. Dopo un’oretta di cabaret inizia la musica. Molte coppie ballano e lo facciamo pure noi. Le faccio sentire il cazzo duro sul ventre e mi riprende. Nel frattempo le sussurro che uno strano tipo le sta guardando il culo e la parte di cosce che lo spacco posteriore lascia scoperte muovendosi. Sento che è eccitata e quando ci risediamo le faccio notare il tizio. “Che tipo! Ma da dove viene?” “Intanto l’hai fatto eccitare”- E’ veramente un tipo strano: palestrato, muscoloso; non è un ragazzino ma sicuramente molto più giovane di noi, diciamo tra 35 e 40 anni; capelli castani, lunghi con codino e occhi azzurri; un paio di bermuda bianchi e camicia turchese quasi del tutto aperta che mette in mostra un torace senza un pelo, cosi come le gambe; abbronzato come il cioccolato fondente. Il bello viene quando, mentre io sono al bar a prendere 2 acque toniche, sulla pista danno vita al trenino al seguito di una vecchia canzone di uno spettacolo di Renzo Arbore. Al ritorno mi seggo aspettando lei. La vedo in fila saltellando con le mani sui fianchi di un ragazzo e dietro di lei quel tizio che la tiene serratamente e le mani che, di tanto in tanto, saltellando di qua e di là, vanno giù a palparle le chiappe. Lei più di una volta guarda indietro e sorride. Quando ritorna al tavolino, tutta sudata, prende a sorseggiare l’acqua tonica. Le chiedo se si è divertita e sorridendo risponde di si. “Ti piaceva quando ti toccava il culo?” “Non me ne sono accorta di chi c’era dietro di me, mi sono girata e ho visto a quello” “Non credo che ti vuole scopare e fai la stronza!” “E va bene va. Subito tu….”- E’ molto eccitata e quando rientriamo scopiamo alla grande. L’indomani mattina la sorpresa: quel tizio è il bagnino. Quando arriviamo in spiaggia ce lo troviamo davanti. Giusy è imbarazzata. Ci chiede se è il primo giorno e poi sparisce. ritorna dopo qualche minuto con l’ombrellone e due sdraio e ci sistema a pochi metri dalla sua postazione. Le sue intenzioni sono quelle. Più volte lo sussurro a mia moglie. Le dico pure di mettersi in modo che lui le potesse ammirare il culo e le cosce nel modo più eccitante. Lei indossa un costume intero, è molto sexy e sprigiona sensualità da tutti i pori. Decido di allontanarmi. Faccio due passi e arrivo al bar dove lavora Rosanna. Sta servendo due persone , mi vede arrivare e sorride come per salutarmi. Aspetto e non appena è sola mi avvicino, la saluto e ordino un succo di frutta. Scambiamo qualche parola e si lascia andare dicendo che non guadagna molto ma che è meglio di niente in quanto studiando ne ha bisogno. Non so come mi viene ma le dico: “Io qualche regalino te lo farei volentieri”- Capisce, arrossisce e fa una smorfia. “Perché che ci trovi di male?” Diventa ancora più rossa e poi dice che il fidanzato lavora pure al villaggio. Come per dire: . Arrivano altre persone e saluto per andare via. Ritorno in spiaggia e li trovo che dialogano, ma quando arrivo io lui si allontana. “Allora? Cosa ti diceva?”- Quasi si nasconde, “Niente così” “Si, niente così. Dopo che ieri sera ti toccava il culo? E ha visto che ti piaceva!”- Mi dice che lui ci tenta. “E tu?” “E io cosa? Che faccio? Che sono……?” “Sei eccitata però” “Si, eccitata. Va bene va. Tutto tu dici”- Dopo un minuto lo vedo arrivare, va sotto il suo ombrellone, si sfila i pantaloncini e resta in costume a slip, quindi va farsi un tuffo. Chiedo a Giusy se ha notato il pacco e mi dice di smetterla. Quando Antonio, così si chiama, è di ritorno la invito a guardare. Lo fa. “Ha un cazzo! Perché non glielo fai un pompino?” “Scemo che sei” “Ieri sera però hai scopato pensando al suo cazzo” “Si va bene, che ne sai? Mi leggi il pensiero?”- La sera, durante l’animazione noto che lo cerca fra le tante persone e quando è l’ora del trenino si alza e mi dice che lo va a fare. Vedo lui che, non appena lei è in coda, è subito dietro di lei prendendola per i fianchi. “Ti ha palpato di nuovo il culo?” le chiedo dopo. “Mm”– L’indomani mattina al mare le dico che mi allontano per permettere a lui di fare le sue avance. Non la faccio nemmeno ribattere e vado via. Ma non vado via, sto in un posto dove posso vedere senza essere notato. Non appena scompaio alla loro vista lui le si avvicina. Parlano per qualche minuto e poi lui, gestendo come per indicarle qualcosa, si allontana scomparendo dietro un piccolo promontorio di rocce dove si trova un casotto adibito a deposito. Lei è imbarazzata, si alza, si guarda intorno e si avvia nella stessa direzione. Ritorno e mi sdraio in modo che non può sostenere il contrario. Ritorna dopo dieci minuti. “Qua sei?” dice. Non dico niente ma le sorrido. Si sdraia, la guardo bene e le dico che ha tutta la bocca impastata e una goccia di sborra nell’angolo del labbro. Arrossisce come un peperoncino e si passa i due indici ai lati della bocca. La invito al bar a prendere qualcosa. “Scusa, non me l’hai detto tu? Che sei arrabbiato?” “No, anzi, infatti. Gli hai fatto un bel pompino come quelli che sai fare tu?” “Mm” “E’ vero che ha il cazzo grosso?” “Si” “La sua sborra ti è piaciuta? E’ gustosa come la mia?” “Si” “Non ti ha scopata?” “In cinque minuti? Me l’ha detto, aspetta me”- Il giorno dopo quando vado a trovare Rosanna, la trovo sorridente, imbarazzata e rossa. Ordino. Imbarazzata mi dice che l’indomani il fidanzato sarebbe dovuto andare a fare il giro dell’isola in barca con degli amici che lo venivano a trovare. Mi da il numero dell’ alloggio e restiamo intesi per il primo pomeriggio. Lo dico a mia moglie. “Hai fatto colpo!” “Come te. Dopo domani organizziamo per farti trombare. Ho una mezza idea”. Con Rosanna, l’indomani, è un po imbarazzante da parte sua; eccitante ma nello stesso tempo mi trovo in una situazione delicata. Insomma, è una ragazza di 21 anni; sicuramente non era vergine ma non so fino a che punto potevo spingermi. E’ tutto semplice: la bacio subito e non appena le tocco la fica è già fuori di se. Non appena la lecco gode in un minuto. Quando impugna il mio cazzo è imbarazzata. Sono in ginocchio con lei supina sotto di me; glielo metto fra le tette e lo ammira mentre mi muovo; glielo metto davanti alla bocca, lo lecca e poi glielo ficco dentro; non è la bocca di mia moglie ma è molto eccitante; mi sistemo fra le sue cosce, le cincillo il clitoride con la cappella, chiude gli occhi e geme; glielo ficco dentro, ha come un sobbalzo e quando mi muovo dentro di lei ansima, sospira forte e geme; muove il bacino, mi guarda e mi fa capire che sta per godere; viene agitandosi tutta e dopo mi dice di non venirle dentro; glielo sfilo, la prendo per le natiche, la tiro su, la lecco e geme ancora; le lecco il culo, gradisce ma la vedo meravigliata; le chiedo se lo fa col fidanzato e risponde di no; le chiedo se vuole provare e dice che non l’ha mai fatto e ha paura di farsi male; le ficco la lingua nel culo, la insalivo per bene, appoggio la cappella e piano piano vado dentro; si trattiene dal gridare ma le sue smorfie sono evidenti; la invito a toccarsi; si sditalina e non appena la sento ansimare affondo il cazzo; dopo un po non si lamenta più; geme e alza la testa per guardare quello che succede; le chiedo se le piace e risponde di si; le chiedo se vuole sentire la mia sborra dentro e risponde di si; aumento il ritmo e le sborro dentro inondandole l’intestino; gode pure lei strappandosi quasi il clitoride. Le regalo 300 euro e ringraziandomi mi dice che le è piaciuto e spera che il fidanzato non si accorga di nulla. Ci baciamo e poi vado via. Giusy vuole sapere e le racconto tutto. tranne delle 300 euro- Naturalmente. Avevo già un piano stabilito in quanto volevo assistere all’esibizione di mia moglie. A sua insaputa naturalmente. Il giorno dopo, dopo pranzo, le dico di andare al mare e di invitare Antonio nel nostro cottage. “E tu?” “Digli che sono andato al centro abitato e che è l’occasione giusta”- Mi dice che è imbarazzante a prendere lei l’iniziativa. “Ma che scema sei! Se non vedi l’ora di farti trombare!”- E’ imbarazzata ma molto eccitata. Indossa il costume e va. Io sarei dovuto andare via, invece mi sistemo dietro il famoso separé sperando che tutto vada bene. D’altra parte lei non aveva spostato né guardato dietro, perché avrebbe dovuto farlo ora che doveva scopare? Aspetto e nel frattemto allargo leggermente un paio di maglie di vimini per avere possibilità di sbirciare. Sono eccitato e nello stesso tempo timoroso perché se, per un motivo qualsiasi, non fosse stato possibile come avrei fatto io a presentarmi a mia moglie sbucando da dietro il separé? La chiamo al cellulare e fortunatamente mi dice che stava rientrando e lui sarebbe arrivato subito dopo. Spengo il cellulare e resto in attesa. Dopo un paio di minuti sento aprire la porta. Cerco di non fare il minimo rumore. Sbircio, mi da le spalle; si libera del pareo e del costume. Ho il cazzo duro, ma non perché mia moglie è nuda, ma per la sua apparente disinvoltura nel prepararsi a farsi trombare. Va in bagno e sento scorrere l’acqua; ritorna e indossa un prendisole facendo a meno di mutandine e reggiseno. Si guarda allo specchio passando l’indice ai lati degli occhi e della bocca e, nello stesso momento, si sentono due colpi di toc alla porta. Va ad aprire e subito sento la voce di Antonio. (Voglio raccontare i dialoghi in siciliano come parla Antonio e poi pure mia moglie perché è molto più eccitante)- “Oh chi voglia! Sticchiazzu ca si fammi un pumpinu comu chiddu di prima. Subitu u capivu ca eri na troia”– Sono davanti a me e davanti al letto. Lui è a dorso nudo e tutto sudato. Le prende forte le tette. “Pianu, calmati, avemu tuttu u tempu ca vulemmu” dice lei. Si baciano e mugugnano; vedo i movimenti dei loro menti; si stanno gustando e poi le loro lingue che si intrecciano fuori dalle bocche. Lei è già fuori di se e le sue mani sono sul cazzo. Lui tira giù le spalline e il prendisole scivola a terra. “Minchia chi minni!”. SI china, le lecca e le succhia i capezzoli. “Ah che bellù! “Ti piaci troia?” “Si”risponde tirandogli giù i pantaloncini e il costume e impossessandosi del cazzo. Lo maneggia con ambedue le mani. “Minchia chi si brava di maniari a minchia. uannu una è troia è troia e basta. Ti piaci sucari i minchi è veru troia?” “Si, si” “Pumpinara ca si ti piaci a me minchia?” “Si” “Allura sucamilla”- Lei si siede, lo prende in bocca e ci gioca con la lingua; se lo sfila e lo lecca tutto comprese le palle. “Minchia chi pulla ca si! A me minchia ti piaci chiussà di chidda di to marito veru?” “Si, è bella grossa”– Brutta troia di mia moglie, si è proprio un bel cazzone ma il mio mica è un giocattolino. “Veni ca ti vogliu rumpiri tutta” La porta sul letto distesa e lui a fianco prende a giocare con la fica; mentre si slinguano oscenamente. “Si, rumpimi tutta, nun ni pozzu chiù”–Troia, e da quanto tempo è che non scopa da un mese? Prende a muovere il bacino e lo sega velocemente. “Minchia! E chi si na vacca? Te tria mettitillu unni vo tu” dice lui mettendosi sopra. Lei apre le cosce, glielo prende e se lo ficca dentro. “Ahaaa! Che belluuuu! Scassami tutta” Prende a pomparla e vedo il cazzo che fa la spola dentro la fica di mia moglie. Ho il cazzo che mi scoppia, altro che essere geloso. Grida di piacere. “Ti stai arricriannu ca me minchia veru troia?” “Si, ahaaaaa. Siiii, chiu forti”. Al che porta le gambe attorno alla schiena di lui e si muovono assieme facendo tremare il letto. “Ahiii, ahiiii. Si forti, staiu gudennu. Che belluuuuu! Ahaaaaa. Ahaaaaaaaa”. Riporta le gambe nella posizione di prima ma continua a muovere il bacino spingendosi sui piedi. Si placa ma se lo gusta ancora. “Bona ti arricriasti. Eh troia?” “Si, si” “Ma ancora nun amu finutu, ti vogliu fari u culu quantu nu panaru. Ti piaci fariti rumpiri u culu?” “Si, rumpimillu ca mi piaci” “To maritu tu rumpi u culu?” “Si” “Forza vacca”- Lui scende dal letto e lei alla pecorina sul bordo. Lui si posiziona dietro, se lo prende in mano, prende la misura e l’accompagna dentro. “Ahiii!” “Zittiti troia ca ora ti piaci e ti fazzu arricriari comu na vacca”- Il culo di mia moglie è ben collaudato perché lo facciamo sempre. “Chi ahi se tasi lisciu lisciu. Cosà quantu minchi ha pigliatu ni stu culazzu, pezza di tria, nun ci cridu ca ha pigliatu sulu chidda di to maritu. Assai na pigliatu veru?” “Siii” grida. “T’hannu piaciutu tutti minchi ca ha pigliatu nu culu?” “Si, sii, tutti mi piaciunu i minchi nu culu”- E’ bene la mia mogliettina! Con l’occasione vengo pure a scoprire che mi ha fatto le corna. Chissà quante volte? Chissà con chi? Ma chi se ne frega! Adesso voglio godermi lo spettacolo del cazzo di Antonio che esce ed entra dal culo di mia moglie con colpi tremendi e l’impatto di lui contro di lei le fa traballare le chiappe, i fianchi e le tette. Il rumore rende tutto più eccitante. “Ci sugnu buttana, t’allagu tutta. Ahaa. Ti piaci?” “Sii, siiiii. Vegnu puru io”– Che spettacolo! Ma non è finita. Sale sul letto; sono di fianco nella posizione del 69; lui gliela lecca e lei continua a godere; lei glielo pulisce tutto e riprende a spompinarlo. Le sborra in bocca, lei gode ancora e dopo si abbandonano sfiniti. Lui si rialza e mette costume e pantoloncini. Si alza pure lei e rimette il prendisole. “Quannu ni vedemmu? Prima ca tinni va u facemmu ancora” “Nun lu sacciu.Mi piacissi ma c’è me maritu”– Francamente io non avrei nulla in contrario. Prima di andarsene le ficca la lingua in bocca; quindi si leccano reciprocamente. “Chi vacca si?Ancora voglia ha? Minchia, pi chissu ha pigliatu tutti sti cazzi nu culu!”.- Lei sorride. “Ti piacivu però!” “Ancora tisa ci l’haiu a minchia” “Dammilla ca ti fazzu nautru serviziu”– Resto sbalordito di mia moglie. Antonio si rispoglia. Il suo cazzo è ancora duro. lei tira giù le spalline e rimane con le tette di fuori. Si siede sul bordo del letto, lo prende fra le chiappe, lo tira a se e si mette ikl cazzo fra le tette. “Minchia cu tia mai si finisci” “E ti lamenti?” “No, cusà quannu si ni parla aviri a chi fari cu na troia buttanazza comu a tia”- Ma che palle ha? Quanta sborra produce? Dopo qualche minuto di su e giù fra le tette di mia moglie sborra ancora copiosamente come se fosse la prima volta. Ma adesso come faccio? Se lei non esce posso restare nascosto per chissà quanto tempo. Prende il cellulare e chiama, ma il mio è spento. Si toglie il prendisole e va in bagno; sento scorrere l’acqua della doccia e spero di essere fortunato. Lo sono: la porta è socchiusa, esco dal mio nascondiglio in punta di piedi, piano piano apro la porta esterna e quando esco la richiudo usando le chiavi per evitare il rumore della serratura. Riaccendo il cellulare e dopo 5 minuti lo sento squillare. “Puoi tornare” dice “Se ne andato?” chiedo come se non lo sapessi. “Si” “Tutto a posto?” “Si”- Rientro, La trovo distesa sul letto in mutandine. Sono eccitato come un toro scatenato; mi trattengo; lei è imbarazzata e mortificata; mi seggo sul bordo del letto; mi chiede se sono arrabbiato e le rispondo di no. “Ti sei divertita?” “Mm, si” “Com’è? Ha un bel cazzo? l’hai preso in tutti i buchi?” “Si. Mi è piaciuto molto. Se devo essere sincera”- Io, comunque, sono curioso: con quanti e con chi mi ha cornificato? Il venerdì sera, ultima sera, in quanto l’indomani mattina finiva la nostra vacanza, mi dice che Antonio la vuole scopare ancora tanto per salutarla. Le dico che faccio finta di non accorgermi della sua assenza durante l’animazione. “Ad un patto però” “Quale?” che dopo mi racconti tutto per filo e per segno nei minimi particolari” “OK”– E’ bravissima nella sua esposizione mentre scopiamo alla grande con lei ancora sporca di sborra.

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