In Metropolitana by Travsex [Vietato ai minori]




In Metropolitana di Travsex New!

Anche quest’anno arrivano le feste, il natale e il Capodanno… chissa’ se il 2016 sara’ l’anno della 3° Guerra Mondiale oppure se tornera’ la pace nel Mondo. io spero vivamente nella seconda ipotesi,ce gia’ troppa tristezza e violenza in giro. sarebbe tempo di tirare le somme e Arrivare a quella pace che questo brutto mondo non ha mai conosciuto. ma non é di Guerra & Pace che voglio parlarvi, vorrei invece raccontarvi come sempre, qualcosa che mi accadde proprio in un periodo come questo anni orsono. per una volta che avevo deciso di darmi ai miei maschi in una stagione diversa, dato che di solito preferivo l’estate e il caldo per scatenare le mie voglie sessuali mi sono infilata in un bel casino come sempre. d’altra parte tutte le mie avventure vengono fuori da idee venute al momento e mai ragionate prima,Pensandoci Oggi se ogni tanto mi fossi fermata a ragionare su cio’ che facevo forse mi sarei evitata troppi guai, ma forse non avrei poi concluso queste esperienze che vi sto’ Oggi Raccontando,e voi sareste rimasti a cazzo asciutto senza svuotarvi leggendomi come so’ che fate. ma partiamo con ordine… ancora prima di natale,ricordo che in quel periodo mi facevo molte foto da mettere su internet, avevo iniziato a farmi delle foto e a metterle in web,cosi’ per gioco, ma date le richieste di uomini che ho avuto con quelle prime foto, piu’ avanti ho deciso di aprire un Blog dedicato tutto a me’ stessa alle mie foto sexy. dovevo e volevo sempre trovare posti nuovi e pose nuove per le mie foto anche con la neve o il freddo del periodo natalizio. volevo dare ai miei maschi qualcosa su cui masturbasi e sbrodolare continuamente,decisi cosi’ di avventurarmi nelle metropolitane di Milano. era una cosa rischiosissima lo sapevo bene, ma se le cose al tempo non erano pericolose non mi piacevano, oggi ripensandoci avrei potuto fare le cose con molta piu’ prudenza e magari avrei evitato anche molti guai. ma tant’é… quindi decisi di fare una visitina alla metropolitana come ho detto in orario notturno dove avrei potuto indisturbata e senza gente che passava di continuo, scattarmi qualche selfie con il cellulare. decisi di scendere entro la mezzanotte, dato che a quell’ora il traffico di gente era quasi nullo e la metro avrebbe chiuso poco dopo. mi preparai il necessario dentro uno zainetto, cellulare e tripiede per i selfie compresi, indossai l’intimo, con un top, un tanga nero calze a rete autoreggenti e reggicalze,stivaloni neri lucidi fino al ginocchio,mi truccai bene mi legai i capelli a coda,indossai un paio di Leggins elasticizzati neri, uno spolverino nero in pelle mi caricai sulla spalla lo zainetto e sono partita per la Metro attraversando la strada che mi separava dall’ingresso,presi il Tram scesi e arrivai alla Metro, feci il biglietto scesi nel tunnel e aspettai il primo treno. controllai l’orologio, era quasi mezzanotte e li sotto non si vedeva una mosca se non i soliti extracomunitari di colore che qui’ e li’ chiacchieravano e mi lanciavano occhiate assai poco amichevoli. aspettai poco per mia fortuna, il treno arrivo’ quasi subito dopo qualche minuto, ovviamente era quasi vuoto a parte come ho gia’ accennato, i soliti extracomunitari che salirono con me’ in alcuni vagoni. scesi un paio di fermate dopo ed ebbi l’impressione di essere seguita da quegli extracomunitari che erano entrati sul mio stesso vagone. mi guardai intorno ma non c’era anima viva,tutto taceva solo il lontano rumore del treno che si allontanava dalla banchina. mi diressi verso un tunnel vuoto e li’ mi sono preparata il tripiede con sopra il telefonino, mi sono tolta lo spolverino e i leggins restando solo con addosso l’intimo e mi sono messa in posa scattando qualche selfie eccitatissima e con il cazzo duro dentro il Tanga che mi copriva a stento le palle. tutto stava procedendo come da copiane, gia’ pensavo a quante seghe e quante sborrate avrei fatto fare a chi avrebbe poi ammirato le mie foto nel Web. finiti i Selfie ho rimesso l’attrezzatura nello zainetto, mi sono rimessa lo spolverino e ho aspettato l’altra metro. non mi ero rimessa i leggins perche’ volevo fare altri Selfie su altri tunnel ad altre fermate, e visto che li sotto non faceva particolarmente freddo e gente a quell’ora non ce ne stava, decisi di coprirmi solo con lo spolverino che tutto sommato mi copriva abbastanza. arrivo’ un’altro treno metro, sono salita su uno degli ultimi vagoni per evitare altri incontri con eventuali ragazzi di colore che avevo visto aggirarsi li’ nei dintorni, e la sensazione di essere seguita torno’ di nuovo. le porte della metro si chiusero e il treno parti’. mi sedetti su una delle panche e aspettai di arrivare alla fermata dove dovevo poi scendere. Ero eccitatissima ma l’orario mi favoriva un tiepido sonno. Devo in effetti essermi assopita e addormentata per qualche minuto, perche’ non vedo altra spiegazione a quello che successe qualche minuto dopo il mio risveglio. come dicevo stavo seduta sulla panca del vagone mentre la metro correva sui binari del tunnel, lo sferragliare delle ruote sui binari era cosi’ monotono che sicuramente ho appoggiato la testa sul braccio. so’ di essermi svegliata di colpo quando la metro si e fermata e le porte si sono aperte facendo salire un gruppetto di Cinque Ragazzoni neri alti e magri, gli stessi che temevo mi stessero seguendo dall’inizio e in effetti non mi sbagliavo. i Cinque sono entrati nel mio,forse erano in un’altro vagone avanti che aspettavano il fermarsi della metro ed entrare nel mio vagone. fatto sta’ che le porte si sono chiuse e mi son ritrovata i Cinque dentro con me’ da sola. non avevo fatto in tempo a scendere tra l’altro alla mia fermata, mi sono alzata e avvicinata alla porta,pensavo di scendere alla prossima e tornare indietro con un’altra Metro. ma appena mi sono alzata due dei cinque mi si sono presentati davanti appena mi sono alzata dalla panca bloccandomi all’istante. ‘Ciao Bela’ ha detto uno, mentre l’altro mi spingeva a sedermi di nuovo.. cosa volete lasciatemi stare ho ribattuto in tono minaccioso ai due, ‘Tu Scopa e nessuno fa te male’ ha detto l’altro che mi aveva spinta a sedermi. perche’ dovrei scopare con voi,nemmeno vi conosco ho balbettato a voce bassa. a questo punto gli altri tre si sono avvicinati sedendosi accanto a me’ uno mi ha sbottonato lo spolverino e mi ha palpata coscie e culo. Trans… ha detto uno, no ho subito precisato, non sono Trans sono un travestito. uno ha detto qualcosa che non ho capito e si sono messi tutti a ridere penso prendendomi in giro… Transvestidos continuavano a ripetermi, Transvestidos Troia. ho cercato di rialzarmi ma uno di loro davanti a me’ mi ha rispinta a sedermi poi mi ha detto con un italiano non certo perfetto: ‘stai li’ o ti picchio’. ho subito fatto mente locale, quelli volevano violentarmi e sembrava non avessi scampo. come ho detto all’inizio sono finita varie volte nei guai per la mia voglia di cazzo. la metro proseguiva, forse stavamo andando in cantiere in capolinea, guardai l’orologio era mezzanotte e mezza passata, e forse avevamo fatto l’ultima fermata prima che il convoglio finiva in cantiere per poi ripartire la mattina dopo per le 5:00. non sapevo che fare,il sonno mi era sparito tutto in una volta e mi sentivo imprigionata, le mani di quei maiali tornarono a palparmi tutta, li lasciai fare per paura mi picchiassero, ma anche perché avere delle grosse mani nere e fredde che mi toccavano mi eccitava non poco.. uno mi ha tolto lo spolverino e rimasi in intimo. mi saltarono praticamente addosso insultandomi in ogni modo e pure nella loro lingua,me ne hanno dette tante da Puttana a travestito di merda, da Troia succhiacazzi ad altri appellativi meno onorevoli. il mio zainetto venne frugato ma di valore a parte il telefonino non c’era nulla. telefonino che uno si e messo in tasca e quando ho cercato di riprendermelo mi e arrivata una sberla. stai seduta Troia mi ha detto quello, Telefonino Mio Adesso. li’ ho iniziato ad aver paura, ma non ho pianto, non sono cosi’ debole ci vuole altro per farmi del male seriamente. la metro stava rallentando in un tunnel buio, non so dove davvero dove stessimo andando, forse in cantiere sicuramente… la metro aveva finito il giro, ma se cosi’ fosse, come mai quelli erano riusciti a salire senza esser visti da nessuno? intanto che mi facevo queste domande in Testa,uno di loro mi ha messo le mani sul cazzo dentro il tanga, e me lo ha tirato fuori. era moscio ovviamente, in quel momento non ero eccitata per nulla era normale lo avessi ritirato, uno di loro disse qualcosa nella loro lingua e quelli se la risero ancora. cercai di rimettermi dentro agli slip il pisello, ma quello che me lo aveva tirato fuori me lo estrasse nuovamente facendo ridere tutti di nuovo. mi ha detto, no cazzo questo, ha abbassato i pantaloni tirando fuori una sberla di cazzo nero lungo e duro come un palo e me lo ha messo davanti la bocca dicendomi prendi questo,Cazzo vero mio, non tuo. senza pensarci ho aperto la bocca e ho lasciato che quel palo grosso e nero mi entrasse fino in gola iniziando a succhiarlo prima con svogliatezza poi sempre con maggior passione, infine mi sono attaccata a quella canna con la mano e ho iniziato a darmi da fare seriamente. alla fine violenza o no,un cazzo che mi pompa in bocca rimane un piacere unico e da Troia che sono non ho’ certo detto No’ alla situazione. vedendo che collaboravo, gli altri si sono calmati allentando la presa su di me’, con le porte chiuse ora dove scappavo poi. si abbassarono i pantaloni e mi hanno messo davanti la faccia anche i loro bei grossi pali neri che io succhiai uno dopo l’altro senza fare storie. nel frattempo la Metro si era fermata ma non vedevo uscite ne banchine fuori dai vetri, forse eravamo entrati in deposito, e mi dissi che L’autista del Treno prima di uscire avrebbe senz’altro fatto il giro dei vagoni e forse mi avrebbe aiutata evitandomi di essere sfondata da quei Cinque figli di buona donna. feci male i miei calcoli purtroppo, perche’ non solo le porte del vagone non si aprirono, ma ando’ pure via la luce interna e restammo al buio completo. quello non me lo aspettavo proprio, ora con il buio e un debolissimo chiarore proveniente da chissa’ dove, li dentro era un vero macello. se eravamo nel deposito, non avrebbero riattivato le luci e rimesso in funzione il treno fino all’alba, e avrei dovuto passare ancora molte ore li’ dentro imprigionata con quei Cinque Neri. ho maledetto la mia cretinaggine e la mia voglia di cacciarmi nei guai,intanto luce o non luce li’ dentro nulla era cambiato, i bastardi mi tenevano sempre occupata a succhiare i loro duri e grossi cazzi fino a soffocarmi la gola,infatti mi fecero tossire piu’ di una volta e qualche conato di vomito mi era anche venuto. cercare vie di scampo e uscire da quel vagone ormai era impossibile, non sapevo dove mi trovavo e senza luce o possibilita’ di aprire le porte del treno e chiedere aiuto ero per forza di cose costretta a sottomettermi a quei maiali. ho sentito qualcuno sedersi vicino a me’ qualcun’altro mi ha presa per un braccio tirandomi in piedi e spingendomi a sedermi su quello che si era messo accanto a me’ poco prima. mi sono sentita strappare gli slip di dosso con la forza di un gancio che ti tira via e ti solleva, erano magri ma forti non ce dubbio che fossi in svantaggio sulla forza fisica, mi sono sentita aprire le chiappe in modo non proprio gentile,ho cercato di coprirmi il culo con una mano che mi é subito stata fermata da qualcun’altro di loro. al buio io non vedevo nulla,ma quelli sembravano invece vederci benissimo. dopo che qualcuno mi ha aperto il culo mi sono sentita sbattere dentro un cazzo dei loro e spingermelo dentro a forza, urlai dal dolore ma fui zittita subito da uno che mi tappo’ immediatamente la bocca infilandoci il suo cazzo dentro. il dolore continuava e stavolta anche un po’ di lacrime le versai davvero. non potendo fare nulla per sottrarmi a quello stupro di gruppo, ho cercato di collaborare meglio che potevo e far trascorrere il tempo che mi restava da passare li dentro con loro. mi sono sentita spingere sopra questo tizio a cavallo del suo bastone nero, ho cercato di rilassare il mio culetto meglio che potevo e dopo un po’ il dolore sembrava diminuire mentre adesso qualcuno tirandomi su’ per le braccia come una bambola, mi faceva saltellare su’ e giu’ dal cazzo del Nero seduto sulla panca. cercai di cavalcarlo tenendo un ritmo veloce anche se faceva male avere dentro un cazzo cosi’ grosso e lungo, dopo qualche minuto pero’ ero li’ che ansimavo invece di piangere, me la stavo godendo infondo,e mi sono sorpresa anche che il mio cazzo era diventato durissimo ormai senza piu’ il tanga a coprirlo. ma nessuno di loro me lo ha mai toccato, era evidente gli interessavano altre parti di me’. mi sono lasciata sfondare il culo per qualche minuto prima che qualcun’altro mi tirasse su di nuovo a forza e mi mettesse contro la parete del vagone a gambe aperte e piegata in avanti contro le porte chiuse e buie. ce’ da dire che parlavano poco, e se parlavano lo facevano sempre nella loro lingua, balbettavano qualche frase in italiano solo se dovevano dirmi qualcosa. zitta non fiatavo e cercavo di limitare i danni che stavo subendo… “se fossi stata al gioco mi dicevo tra me’,forse avrei trasformato uno stupro di gruppo in una bella Scopata da Gangbang. bastava adattarsi e nessuno mi avrebbe fatto del male.” la sberla datami poco prima ancora mi risuonava nelle orecchie, quindi era meglio ragionare e fare come volevano, alla fine mi stava pure piacendo la cosa. da dietro uno di loro mi ha presa per i fianchi con le sue fredde mani nere infilandomi senza tanti complimenti il suo grosso cazzo nel culo ormai gia’ slabbrato dall’altro. ancora una volta un po’ di dolore mi ha presa all’inizio, mentre il cazzo mi sfondava un bruciore fastidioso mi ha trafitta il culetto. poi il piacere mentre me lo sentivo entrare e uscire veloce con spinte che mi sconquassavano tutta. sospiravo e godevo adesso come una vacca che ero. a turno mi stavano sfondando bocca e culo, addosso mi era rimasto ben poco,solo il top e le calze a rete, i reggicalze mi si erano rotti insieme al tanga strappato da uno di loro all’inizio, lo spolverino doveva essere li’ a terra da qualche parte insieme al resto dei miei oggetti, i leggins e il tripiede ripieghevole che avevo nello zainetto. il mio cellulare era finito ormai in tasca a uno di loro e almeno quello volevo e dovevo riprendermelo prima che tutto finisse. per farla breve sono rimasta li’ dentro quel vagone con quei Cinque maiali neri per qualche oretta cercando di farli sborrare in tutti i modi, ci stavo mettendo l’anima ma la storia che si racconta sui neri che hanno una resistenza da paura e tutta vera purtroppo. non sborrano mai. stavo quasi per cedere al sonno e al dolore che si era riacutizzato al mio bel culetto, e stavo per chiedere pieta’ quando ho sentito degli spruzzi arrivarmi in viso e altri arrivarmi sul corpo, ben presto mi son ritrovata piena di sperma da ogni parte,pure sui capelli. pensavo ringraziando il cielo che fosse finita li’,ora si rivestiranno e mi lascieranno in pace mi son detta. invece uno di loro mi ha ripresa per un braccio tirandomi verso di lui e mettendomi il suo cazzo in mano per masturbarlo ancora gocciolante di sperma. all’improvviso le luci si sono riaccese accecandoci tutti e mostrando una scena poco Rassicurante all’interno del vagone, io gocciolante di sperma da ogni lato mezza nuda con i capelli arruffati e appiccicati di sperma, i Cinque Neri con i pantaloni calati e i cazzi ancora belli duri, buttando uno sguardo generale alla scena ho visto a terra il mio spolverino e lo zainetto poco distanti dalle porte d’entrata ancora chiuse. ho riconosciuto subito lo stronzo che mi aveva tirata a sé con modi anche poco gentili, quelli sono come animali non gli frega se ti fanno male, a loro frega un cazzo proprio. ad ogni modo era quello stronzo che mi aveva fottuto il cellulare, gli ho dato una gomitata sul viso aprofittando del fatto che nel riaccendersi le luci nel vagone tutti si erano un po’ imbalsamati,forse temevano che le porte si riaprissero ed entrasse qualcuno, gli ho sfilato dalla tasca il mio cellulare ho preso al volo spolverino e zainetto e sono corsa via appena le porte si sono effettivamente aperte davvero per miracolo. Ancora Oggi ho dei seri dubbi su chi sia stato ad aprire le Porte e Riavviando le Luci Interne al Vagone Buio se L’utista della Metro era andato via spegnendo tutti i sistemi, chi era rimasto a riattivarli poco prima dell’alba? sta di fatto che ho corso non so nemmeno dove, sembrava un’altra stazione a vederla cosi’.. poi ho scoperto che ero finita nel deposito della stazione di Sesto S.Giovanni poco fuori Milano. ho corso con tutto il fiato che mi era rimasto dolorante e mezza nuda fino a trovare un riparo dietro un grande pilastro di marmo e da li’ una scala portava in alto,mi sono coperta con lo spolverino abbottonandolo bene meglio che potevo, non avevo i leggins che dovevano essere rimasti nel vagone, ma tentai la scalata e arrivai sopra fino alla biglietteria ovviamente chiusa e deserta. in giro non c’era un’anima quindi cercai di risalire in superficie ma trovai i cancelli che danno all’aperto sbarrati. sembra la trama di un Film, ma e proprio cio’ che mi é capitato quella brutta notte in Metro’ a Milano. non so come e nemmeno me lo ricordo,forse per la paura o per il dolore che provavo ho rimosso il resto, sta di fatto che mi son trovata all’aperto a notte Fonda in una zona a me’ sconosciuta, chiamare i Carabinieri e denunciare la violenza subita? Mai.. sarebbe stato uno sputtanamento totale, ho preferito di Gran Lunga Fermare un’automobilista gentile a cui ho raccontato tutta la faccenda, e che mi ha dato gentilmente un passaggio fino a casa. anche se piu’ volte mi ha intimato di denunciare la cosa ai carabinieri, io non gli ho dato retta. lasciandolo e ringraziandolo mille volte appena giuta sotto casa mia. ovviamente Mia Mamma non ha mai saputo nulla di tutto questo, forse e una delle poche cose che non gli ho Ancora Rivelato. Mamma al tempo non viveva con me’ a Milano,e quindi questo episodio successe tutto sottobanco diciamo. Ma ripensando a quella brutta esperienza qualche giorno piu’ tardi e riguardando le poche foto scattate sotto la Metro quella notte, mi sono masturbata ripensando ai grossi cazzi di quei maiali bastardi che ho preso dentro.. com’erano belli duri lunghi e Grossi. alla fine avevo anche goduto pur nel guaio che mi ero cacciata, avevo fatto una bella scopata con quei Cinque Neri, e sparita la paura mi é pure piaciuto alla fine devo ammetterlo. tutto questo accadeva in un’inverno prima di natale degli anni 90. ma nonostante lo spavento preso, Nonostante piu’ volte mi sono promessa di stare attenta e di pensare alle cose prima di farle,come dicevo all’inizio non mi sono mai fermata a riflettere prima di fare una cazzata che poteva portarmi piacere ma anche molti Guai.
Se Volete Scrivermi anche solo per un commento questa e la mia Mail: travesta1974@yahoo.it

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