Il potere, la dominazione, una donna in mano by Notorius [Vietato ai minori]




Ogni tanto chi cortesemente mi contatta mi chiede perché scrivo. Sarò onesto le motivazioni sono molteplici. Vi è la voglia di raccontarsi, di far emergere la propria sessualità, di sicuro vi è un pizzico di esibizionismo. Di sicuro non vi è la necessità di creare opportunità di incontri anche se non pongo mai limiti a quello che può nascere da una nuova conoscenza. Di sicuro vi è il desiderio di dominare una donna, di renderla schiava della tua mente. Per me la dominazione parte dal rispetto verso la tua partner; un dominatore potrà essere tale solo se sarà credibile, sottile ed intelligente e condizione primaria, saper leggere nel profondo della mente di chi lo contatta. Credo che spesso la forza di parole sensuali pronunciate da una voce roca, eccitante, decisa siano assai più potenti che mille fotografie o similari. Di sicuro il rispetto è fondamentale. Per intenderci, fino a quando vedrete i miei racconti vorrà dire che al momento non ho rapporti in atto. Se dovesse nascerne uno, mi fermerei immediatamente e sarei concentrato solo verso colei che ha suscitato le mie attenzioni e voglie. Ci tenevo a raccontarvi qualcosa di me senza cadere nelle solite banalità.

Ho quasi 60 anni, agiato di famiglia, quindi il lavoro per me deve essere passione pura come lo è stato tutto nella vita.

Alla sera gestisco con due soci un ristorantino gourmet ma il mio essere molto adrenalinico necessita di ulteriori impegni.
Quindi ho preso il patentino per poter giudicare i futuri guidatori su strada.

Sono un uomo molto aperto ma ho una mente dominatrice e nella vita spesso ho trovato donne che amano essere sottomesse, con intelligenza ma alla fine rimanere del tutto in mio potere.

Quel pomeriggio era stato piacevole in quanto i primi sei candidati si erano rivelati in gamba e non mi avevano creato alcun problema nel promuoverli.

Accolgo quindi con un sorriso l’ultima candidata. Rosanna di Milano. Bella donna, sui 35, leggermente abbronzata, capelli castani alle spalle, corpo sinuoso fasciato da un vestito aderente al ginocchio e sottili spalline a lasciare nude delle spalle davvero belle.

La faccio accomodare per prendere confidenza con la Golf che usavamo.
“Bene signora, lei è proprio l’ultima, vedrà che andrà tutto bene”
“Lo spero proprio, sono nervosissima, questo per me non è solo un semplice esame di guida”
“In che senso mi scusi?”

“Sono sposata da due anni e abito in una casa che abbiamo scelto un poco al di sopra di quanto sarebbe stato logico permetterci, ma era troppo bella e si è deciso che il mutuo lo avrebbe coperto il mio stipendio. Il problema è che tre mesi fa senza alcun segnale né preavviso la ditta per cui lavoro mi ha licenziata causa una severa riduzione di personale. Può immaginare il problema che ne è nato. Da tre mesi in casa facciamo fatica. Con difficoltà ho trovato posto in una finanziaria, dovrò procurare clientela per gli investimenti del gruppo. Per fare questo lavoro, ho bisogno della patente e lunedì mi devo presentare per il primo giorno già attiva. Questo è il motivo del mio nervosismo”

“Rosanna, la capisco, ma io ho il dovere di mettere in strada gente sicura, stia tranquilla e vedrà che non le chiederò la luna”

Registra bene schienale e specchietti e poi si mette in moto. Nell’immettersi in strada guarda nello specchietto laterale, ma non segnala l’immissione con la freccia.

“Rosanna pensa di aver fatto tutto quello che si doveva per immettersi?”

“Mi pare proprio di sì; ho regolato tutto per bene, ho guardato nel retrovisore, la prima auto era lontana e allora mi sono immessa”

“Lei non usa la freccia per segnalare le sue intenzioni ?”

“Di solito la uso, ma stavolta l’ auto era cosi distante”

“Male Rosanna, la freccia va usata comunque, se non lo fa ora sotto esame, non ne farà mai uso in futuro. Stia attenta, posso accettare per la tensione una manovra non perfetta, ma non l’ ignoranza delle regole stradali. Di solito in questi casi sospendo l’esame, mi lascio condizionare dalla sua storia, ma l’avverto al primo errore l’esame termina e male”

La vedo contrarre le mani sul volante, è davvero tesa allo spasimo.
Compie un paio di manovre corrette, poi ad un semaforo con freccia di svolta rossa, ma nessuno in arrivo dalla parte opposta, le dico che può avviarsi. Rossana svolta.
Scuoto la testa, torniamo al punto di partenza

“Rosanna sono affranto, ma non posso proprio promuoverla” Alle mie parole sbianca

“Ma, ma come, ho fatto tutto quello che mi ha chiesto”

“E’ proprio questo il problema, le ho chiesto di svoltare quando ancora non si poteva. Lei doveva dirmi, attendo il verde e poi parto, invece ha svoltato subito. L’ho messa alla prova. Purtroppo ha delle falle non accettabili riguardo il codice stradale. Posso fare solo una cosa per aiutarla. Non menzionare l’esame. E’ come se lei non si fosse presentata, quindi tra due settimane può ridarlo. Se scrivessi che l’ho bocciata dovrebbe aspettare molto più tempo.”

“Lei è molto gentile, ma io ho bisogno del patentino timbrato oggi, non tra due settimane”

“Mi spiace signora, non è possibile”

“Senta per me è una questione vitale, sono disposta a tutto per averlo oggi, ci sarà pure qualcosa che posso fare per lei”

Nell’agitarsi la gonna sale di molto mostrando due gambe tornite e carnose proprio come piacciono a me. Il mio cazzo reagisce subito alla visione.

“Rosanna non peggiori la situazione”

“Senta possiamo fare così , per un anno la metterò gratuitamente a conoscenza su redditizi investimenti mobiliari”

“Rosanna lasci perdere, inoltre non impazzisco per la borsa e affini”

“Allora per un anno le girerò una parte del mio fisso così avrà un’entratura sicura”

“Non ho bisogno di soldi ed inoltre sta perdendo il suo tempo, non mi faccia ricredere sull’aiuto che le ho dato prima”

Mentre parlava, il respiro affannoso gonfiava un seno che solo ora notavo pieno sotto il vestito.

“Ci sarà pure una cosa che la interessa, che posso fare”

In effetti c’è , ma davvero non è nel mio carattere e difatti glielo dico..

“Ci sarebbe, ma non gliela confesserò’ mai, si arrabbierebbe il doppio quindi è meglio che ci salutiamo”

“Sta scherzando vero!, sono qui a cercare di salvare il mio futuro e lei mi nasconde una via di uscita! Voglio saperlo!”

“Le assicuro Rosanna, meglio di no, buona giornata”

“Non scendo di qui se non me la dice”

La guardavo, era uno schianto, non era giusto andare oltre ma se l’era cercata.

“Come vuole. Devo ammettere che nella mia vita ho sempre subito il fascino femminile, diciamo che è un mio difetto…pericoloso”

Comincia forse a capire, il suo sguardo muta a poco a poco espressione.

“Quindi l’unica cosa che potrebbe farmi chiudere entrambi gli occhi sarebbe una sua visita stasera a casa mia, diciamo alle 20. Le garantisco che sarebbe libera di rientrare ad un orario accettabile”

Lo sguardo prima allibito e poi d’odio che mi rivolge me lo ricorderò a lungo.

Le mani diventano una morsa attorno al volante, le nocche rosse dalla tensione.

Un interminabile momento di silenzio. Poi un’esplosione.

“Ma come si permette, lei è un maiale, le ho appena detto che sono felicemente sposata da due anni”

“Nessun problema signora, le avevo anticipato più volte che non le sarebbe piaciuta la proposta”

“Che bastardo, tutti uguali voi uomini, tutti porci”

“Rosanna moderi i termini, se lei mi prima mi dava retta, questo non sarebbe accaduto”

Senza ascoltarmi, continua per qualche istante ad insultare me ed il genere maschile , ma non scende dall’auto. Io la guardo eccitato ed un tratto capisco di averla in mio potere.

“Dove abita?”

Le dico il mio indirizzo aggiungendo

“La consola sapere che sono sorpreso dal suo cambiamento?”

“Lei è uno stronzo, ma non voglio che il rifiuto di un sacrificio di una sera rovini il mio futuro e quello del mio matrimonio”

“Bene Rosanna, ma vede il suo atteggiamento e le sue parole proprio non mi sono piaciute, quindi ci sarà una terza clausola. Alle 20 dovrà essere disponibile a tutto e in più vestita in un modo che, diciamo, non userebbe mai con il suo bel maritino. Se solo una di queste condizioni non verrà soddisfatta, il nostro accordo salterà. A dopo allora”

Mi guarda con un’aria di sfida e scende dall’auto sbattendo forte la portiera.

Alle 1955 sento suonare il citofono.
Pochi istanti dopo il campanello del mio appartamento.

E’ bellissima, pettinata con cura, leggermente truccata rispetto al pomeriggio. Indossa scarpe nere con tacchi a spillo e un leggero soprabito di Burberry beige.
La faccio accomodare, preferisce tenere il soprabito. Le offro da bere e opta per un martini bianco con ghiaccio. Ne preparo due e ci accomodiamo in sala.

“Bene Rosanna, mi piacerebbe sapere come hai fatto a liberarti, ah non ti dispiace se ti do del tu vero?”

“Assolutamente per me nessun problema, sul resto invece sono cavoli miei”

“Ahi ahi ahi. Forse non hai capito troietta che stasera ho io il coltello dalla parte del manico, non ammetterò rifiuti, quindi rispondi!!”

Beve nervosamente un sorso, il tono e le mie parole l’hanno credo sorpresa.

“Ho detto a mio marito che la mia migliore amica da poco mollata dal fidanzato voleva una serata con me. Pizza più cinema, diciamo che devo rientrare entro l’una”

“Ingegnoso, bene Rosanna, la prima condizione, l’orario, l’hai ottemperata, sulla tua disponibilità ad essere la mia troia ho pochi dubbi, non vorrei tu mi fossi caduta sulla terza”

Mi guarda cattiva, finisce il bicchiere con un lungo sorso, lo posa, si alza, mi viene davanti, slaccia lentamente il soprabito e se lo lascia scivolare ai piedi.

E’ … pazzesca, erotica, zoccola.

Indossa un abito nero attillato con uno spacco abissale che arriva all’inguine e che non nasconde il perizoma dello stesso colore. Il seno, di sicuro libero da intimo è fasciato da una pettorina aperta sui due lati, la schiena nuda fino all’attaccatura delle natiche, le spalle nude con due sottilissime spalline.

Con ancora in mano il bicchiere, parto dalle caviglie e risalgo lentamente. Si irrigidisce. La mano entra nello spacco e arriva al perizoma, liscio come una seconda pelle.
I nostri sguardi si incrociano, fissi, nessuno dei due vuole cedere.

“Sai Rosanna, sono convinto, che tutto sommato essere qua ti eccita e non poco, vero puttanella?”

Nel pronunciare le parole spingo il tessuto all’interno della sua figa e lo premo forte. Le scappa un sospiro. Le sue labbra si increspano

“Puoi pensare quello che vuoi porco, tanto ogni mia risposta potrebbe non essere vera”

“Vero, ma la tua figa parla e dice che hai voglia di cazzo. Sai una cos? sono altresì certo che se nella vita ti capiteranno altre occasioni tipo questa dove una volta messa al riparo la tua morale, ti verrà richiesto di essere una puttana per migliorare la tua condizione e quella della tua famiglia, beh non ti farai problemi ad accettare e ne godrai come una troia”

I miei movimenti diventano più sensuali, uso le unghie per provocarle contatti più forti. Il suo respiro diventa irregolare

“Pen..sa quello che…v ..uoi stron…zo”

Mi stacco da lei, mi guarda sorpresa

“Siediti su quel divano troietta”

Con uno sguardo di sfida esegue accavallando le gambe che lo spacco lascia totalmente libere.

“Divarica le cosce, fammi vedere come si tocca una troia d’alto bordo come te”

“Sei pazzo, questo non lo farò mai”

“Come vuoi, buona notte Rosanna, in bocca al lupo per il lavoro”

Scuote la testa, vinta, alla mia totale merce’, allarga le gambe e lentamente comincia a toccarsi.

Mi alzo, inserisco un disco sensuale di musica nera e mi risiedo sorseggiando il martini.

Il suo sguardo incomincia ad illanguidirsi. Anche se si sta sfiorando più che toccarsi

“Scosta il perizoma ed infilati tre dita dentro, ORA!!”

“Sei un maiale schifoso” le parole escono senza tentennamenti stavolta, ma la voce è diversa, bassa roca, erotica.

Scosta il perizoma e comincia a scoparsi sempre con lentezza

“Smettila di fare la santarellina che non sei, stasera sei la mia puttana, ti voglio dura, cattiva, FALLO!!”

Le dita entrano fino alla base ed il ritmo diventa più veloce.

Qualcosa in lei cambia, oltre allo sguardo l’altra mano va come un automa ai seni e li palpa senza un mio ordine.

Sorrido e con la mano libera comincio a percorrere la lunghezza del mio cazzo che trattenuto dal nulla sotto i bermuda si vede nitido.

Il suo sguardo corre alla mia patta e non è una mia impressione che il suo ritmo aumenta ancora.
Ormai ansima in continuazione

“Ti piace troione vero?

Lo intuisco dal rumore liquido delle penetrazioni.

Mi alzo in piedi, il suo sguardo corre fisso alla mia erezione

“Spogliami ora”

Si alza dal divano e mi viene davanti. Con i tacchi a spillo è alta poco meno di me.
Slaccia i bottoni della camicia bianca baciando e leccando le zone del mio petto che libera.
Va ai bermuda, passa più volte la mano sul mio cazzo duro guardandomi dritto negli occhi.
Indi senza alcuna pressione, lentamente, si accovaccia davanti a me.

Sento i suoi denti mordere il tessuto e le mani a tastare le mie cosce muscolose. Sbottona il bermuda, abbassa lentamente la zip, il mio cazzo la colpisce come una molla.
Lo guarda, palpeggia i miei coglioni e poi se lo infila in bocca. Lo succhia come se non vedesse un cazzo da mesi.

Le prendo la nuca e le do il ritmo che voglio. Mugola in continuazione

“Toccati troia, lo sapevo che lo eri, te lo si legge in faccia, ti avevo chiesto di spogliarmi, questo lo stai facendo di tuo” Si stacca un attimo, mi guarda da sotto

“Porco, stasera avrai il meglio della puttana che c’è in me, non voglio che salti tutto per essermi controllata, ora stai zitto che comincia a piacermi davvero”

Riprende a succhiarmi, le mani piantate nelle mie cosce

“Ora smettiamo di giocare puttana, appoggiati a quella parete”

Si stacca, mi sembra a malincuore, va alla parete, ha capito cosa voglio.

Due mani sul muro, gambe divaricate, culo leggermente indietro, è fantastica.
Le vado dietro. Infilo le mani sotto il vestito dagli spacchi laterali e le palpo due tette dure e sode.
Le palpo con forza i capezzoli, mugola di piacere.
Tolgo le mani, le porto sulla zip e l’abbasso lentamente baciandole prima il collo e poi la schiena.

Non appena il vestito scivola libero ai suoi piedi, la mogliettina fedele, l’ irreprensibile professionista, spinge indietro il suo bel culo fino a toccare la punta del mio cazzo.

Lo prendo in mano e lo faccio passare prima in mezzo alle cosce, poi lungo il solco.
Lo sente e si muove per farlo aderire tutto

All’ improvviso prendo il perizoma e to tiro forte verso l’alto. Lo faccio entrare nella sua figa fradicia e con dei movimenti laterali l’apro in due con una lama di tessuto.

“mmmh aaaah ci…sa…i faa re….mmmmh”

“ti piace essere scopata dura vero zoccola?” tiro con decisione verso l’alto

Non risponde. Ripeto la domanda ancora, silenzio.

Al che faccio partire uno schiaffo forte sul culo e solo allora dopo un lungo gemito

“mmmh siiii….”

“ti accontento subito….. troia”

Prendo il perizoma con le due mani e con un colpo secco lo strappo. Annuso il profumo di donna eccitata e poi glielo metto in bocca

“Senti quanto sei puttana”

È una scarica elettrica per lei. Lo espelle, si gira con il volto.

Vi leggo lussuria, piacere

“Scopami… maiale, fammi di tutto”

Da quel momento inizia un’altra storia che non si chiude quella sera ma che vi racconterò in seguito se interesserà

Se qualche donna vuole esprimere fantasie al limite, ha in qualche modo invidiato Rossana, se vuol scoprire qualcosa in più di se stessa…. o solo confessarsi,
notorius47@yahoo.it.

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