IL NUOVO VICINO DI CASA by piacerecuck [Vietato ai minori]




IL NUOVO VICINO DI CASA di piacerecuck New!

Note:

UNA CASA DISABITATA DA ANNI, UN NUOVO VICINO DI CASA, UNA NUOVA AMICIZIA CHE SI RIVELERA’ UNA VENTATA DI NOVITA’ ALL’INTERNO DI UNA COPPIA “NORMALE” UN TURBINIO DI SITUAZIONI E DI SESSO DAI RISVOLTI IMPREVEDIBILI.

Note dell’autore:

UNA NUOVA CONOSCENZA, UNO SCRITTORE DI LETTERATURA EROTICA CHE RIUSCIRA’ A COINVOLGERE ME E MONICA IN UNA SITUAZIONE DI SESSO DEGRADANTE MA PIACEVOLISSIMO PER ENTRAMBI

Quella strana eccitazione e curiosità che ti prende quando vedi che nella casa accanto, da anni disabitata, fervono i lavori che preannunciano l’arrivo di nuovi inquilini.
Subito abbiamo pensato ad una ventata di novità nella nostra vita diventata un po’ monotona dopo che i nostri figli ormai grandicelli avevano lasciato il nido, una per andare a convivere e l’altro per frequentare l’università in una città lontana dal nostro piccolo paese della Val Brembana.
Altro che ventata di novità.. col senno del poi quello sarebbe stato un vero ciclone che avrebbe cambiato indissolubilmente la nostra vita.
Torniamo un passo indietro, io sono Claudio 52 anni sposato da 27 anni con Monica di 49, ci siamo conosciuti giovanissimi, e come spesso accade in un paesino, siamo cresciuti insieme, ci siamo frequentati fidanzati fino a quando, come se tutti in paese non si aspettassero altro, ci siamo sposati, siamo due persone tranquille e senza tanti grilli per la testa, la passione di Monica è sempre stata quella di curare la nostra casa, di contro la mia quella di curare il giardino e l’ampio appezzamento di terreno che la circonda.
Da qualche tempo in paese si vociferava dell’acquisto della tenuta confinante con noi da parte di un signore benestante che appena raggiunta la pensione aveva deciso di ritirarsi in un ambiente tranquillo lontano dal traffico cittadino.
Ci si immagina una persona anziana e saggia con cui parlare di concetti filosofici, oppure da invitare a bersi un caffè sotto la nostra veranda che la sera vista la calura estiva sfruttavamo spesso,
l’unico limite, facevo notare a Monica, era che non avrebbe piu’ potuto girare sia per casa che in giardino in canotta e mutande come lei sovente poteva fare visto l’isolamento di casa nostra e la mancanza di vicini, “Ti immagini? Se poi il vecchietto ti vede e gli viene un infarto? Non ti sentiresti in colpa?” rivolgendomi scherzosamente verso di lei, “Scusa ma sono o non sono a casa mia? potrò pure fare quello che voglio!” ecco… quando lei fa così non si capisce se scherza o è seria, nel senso che io dopo una battuta la accompagno con una risata mentre lei no, dice e ti lascia in sospeso.
Gli anni per noi, tra la costruzione della casa e il crescere i figli, sono volati, ed ora ci troviamo in questa casa vuota un po’ malinconicamente con la sensazione che abbiamo dato tutto ma ci siamo privati di molto, è solo una sensazione perché di fatto nessuno di noi ha mai accampato pretese, è solo un notare che ultimamente Monica sembra abbia bisogno di conferme e rassicurazioni, vuole spesso che le dica che è una bella donna, non serve mentire visto che a scapito dei suoi 49 anni ha un bel fisico, due belle gambe che ultimamente tende a valorizzare con delle gonne un po’ corte, un seno sulla terza e un sorriso che sprizza simpatia da tutti i pori, il tutto in 160 cm, io sono poco più alto con molti capelli in meno e cerco di tenermi in forma come posso con dei lunghi giri in bici che nella nostra vallata sono abbastanza impegnativi, a dire di mia moglie mi ha sposato perché sono un brav’uomo, e se gli chiedo se mi trova anche bello mi risponde con un “ti ho sposato quindi…” maledetti puntini che non so mai dove portano .
Andiamo molto d’accordo, non ricordo litigate degne di nota, anche nel sesso pensiamo di essere nella norma, niente di clamoroso, qualche fantasia buttata li per la serie “o famo strano” sporadicamente durante i nostri amplessi ma, come sopra, nessuno ha mai chiesto di più, del resto per entrambi siamo stati l’unica esperienza, e nonostante in certi momenti entrambi fossimo su di giri poi alla fine si rientrava nei ranghi e non se ne parlava più.
Una mattina di luglio cominciamo a vedere dei camion passare davanti casa nostra per poi infilarsi nella stradina che porta alla casa confinante, vediamo scaricare mobili e persone impartire ordini per sistemare il tutto, va avanti così per un paio di giorni e poi più nulla per una settimana, in noi cresce la curiosità e ogni sera al rientro dal lavoro chiedo a Monica, visto che lei fa la casalinga, di aggiornarmi sui movimenti.
Finchè un sabato sera vediamo un suv parcheggiato in cima al vialetto e un signore che passeggiando con le mani in tasca sembrava prendere visione in modo quasi annoiato della tenuta, per poi piano piano dirigersi verso di noi vedendoci trafficare nel nostro giardino, e una volta arrivato alla staccionata che delimita il confine “buonasera, sono Vittorio, il nuovo proprietario della casa e vostro nuovo confinante” io e Monica lo guardiamo e ricambiando il saluto con una forte stretta di mano e ci viene da sorridere perché ci aspettavamo un vecchietto capelli bianchi mite un po’ ingobbito, invece questo avrà si e no 60 anni capelli brizzolati giacca e cravatta, insomma piu’ che un pensionato sembra un manager, e con una battuta glie lo facciamo notare, lui tra il divertito e il serio ci conferma il pensionamento ma ci dice che è ancora in attività per il suo secondo lavoro, e se è venuto ad abitare in posto così tranquillo era proprio per quello, ci spiega di essere uno scrittore piuttosto affermato nel suo settore, ma che ultimamente aveva perso la vena artistica ed era in cerca di ispirazione.
Alla Monica il discorso interessò subito in quanto grossa fruitrice di libri, in casa ne abbiamo in quantità industriale, questo fece si che cominciò subito a parlare di autori di titoli ma stranamente non trovando grossa partecipazione al dialogo da parte del nostro nuovo vicino che alla fine si congedò con un cordiale saluto e un galante baciamano nei confronti di mia moglie, lasciandoci un po’ interdetti.
“non sarà che siamo stati troppo loquaci come primo incontro col nostro nuovo vicino? Mi ha dato quasi l’impressione non vedesse l’ora di essere lasciato in pace, però hai visto? Il baciamano… nessuno me lo aveva mai fatto, e poi è anche un bell’uomo, ha quel non so che di misterioso.. e poi uno scrittore…” la stoppo con un “mi devo preoccupare? Doveva arrivare un vecchietto e invece arriva un burbero tenebroso che fa anche il baciamano” e come sempre accompagno la battuta con una risata.
Il giorno dopo, domenica mattina, siamo fuori ad annaffiare l’orto e vediamo Vittorio che viene verso di noi, “buongiorno signori, volevo scusarmi se ieri vi sono sembrato un po’ sotto tono ma in realtà ero molto stanco, e avrei piacere invitarvi a bere un caffè da me anche per avere un parere su come hanno lavorato gli architetti” “volentieri” rispose subito Monica, e ci avviammo seguendolo anche se vestiti da giardinaggio io con una tuta da ginnastica comoda e Monica con con un grembiule a pois che faceva molto anni 60, ma nel suo chè molto intrigante con quell’incrocio davanti che disegnava il seno e lasciava una specie di spacco sulle gambe.
La casa era trasformata letteralmente da come la ricordavamo con il vecchio proprietario, il piano sotto era diventato un open space con un bellissimo caminetto a vista e in fondo una grossa libreria piena di volumi e libri fino all’inverosimile, cosa che attrasse subito Monica curiosa di vedere i titoli, le risultarono subito sconosciuti e anche strani, mentre Vittorio armeggiava con la macchinetta del caffè rideva di gusto, “si lo so, degli autori e titoli che mi dicevi ieri qui non troverai traccia, tutti quei libri molti sono scritti da me sotto lo pseudonimo Anonimus, molti altri per coltivare il genere,che non credo siano il tuo, sono libri di carattere erotico, un genere che ultimamente ha conosciuto un’esplosione di richieste”
“Ah” rispose Monica un po’ sull’imbarazzato io seguivo la conversazione tra il divertito e l’incuriosito.
Ci sedemmo all’esterno sotto un grosso albero su un tavolo in ferro a degustare un ottimo caffè e vedevo che Vittorio indugiava nello scrutare lo stato d’animo di mia moglie che sembrava un po’ subire la sua personalità e quindi era meno loquace del solito, “spero di non avervi scandalizzati, sapete ho cominciato a scrivere un po’ per scherzo e alla fine è diventata la mia professione, ho cominciato con i romanzi ma il successo lo ho trovato con i libri a sfondo erotico e fetish, sono molto richiesti più che altro dalle donne che sembra riescano più degli uomini ad immedesimarsi nel personaggio” “se fossero tutte come me per la lettura di questi libri mi sa che questa casa per lei acquistarla sarebbe stata dura” e finalmente anche Monica si lasciò andare in una grassa risata, l’imbarazzo iniziale stava via via sparendo per lasciare spazio ad una cordiale chiacchierata, e con l’invito garbato a scegliere un libro, anzi il suo ultimo libro anche per dargli un giudizio da “profana” vista la per lei assoluta novità del genere, la Monica indugiò un attimo e poi “perché no? Siamo adulti e vaccinati, ok me lo dia pure se ha un po’ di pazienza lo leggerò anche se obiettivamente non ne ho mai letti di questo tipo e le darò un giudizio spassionato”
Il libro si intitolava “memorie di un cuckold” e alla domanda cosa voleva dire quella parola rispose “lo legga e capirà” a queste parole seguì il saluto e il ringraziamento per la compagnia con ancora una volta un baciamano questa volta accompagnato scherzosamente da un mezzo inchino di Monica, da parte mia in tutto questo avevo la strana sensazione di essere quasi invisibile, ma non era una novità non sono mai stato uno “splendido” nelle conversazioni ma piuttosto uno che ascolta e guarda.
Una volta a casa vedo Monica con il libro che lo rigira tra le mani, “che tipo strano quel Vittorio, sembra uno che custodisca chissà quali segreti, chissà che vissuto avrà, altro che noi qua in questa casa, ie e te, te e io, che noi che barba…, riprendendo le battute di una nota coppia di comici” e questa volta accompagna la battuta con una risata dandomi scherzosamente il libro giù per la testa.
Bè dico io, leggi il libro così magari scopri che è autobiografico e conosci un po’ della sua storia, del resto molti scrittori prendono spunto dalle loro storie passate.
Lo farò tranquillo domani mentre sei al lavoro comincerò a leggerlo.
Lunedi’, mentre io mi preparo per recarmi all’ufficio della ragioneria del comune la Monica dopo avermi preparato la colazione si siede su uno sdraio in veranda con il libro tra le mani, si mette comoda e comincia ad assorbirsi nella lettura, e io una volta finito di mangiare la saluto senza disturbarla e la lascio li in compagnia di un qualcosa che mi turba leggermente, ma non riesco a capire il perché.
Verso le 10 del mattino passando presso l’ufficio tecnico intravedo Vittorio li che aspetta qualcosa o qualcuno, lo avvicino e spiegandogli che lavoravo li gli chiedo se ha qualche problema, niente di che mi dice, è solo una pratica edilizia che sto aspettando ma sembra non sia ancora pronta, mi propongo di interessarmene ed eventualmente portargliela io stesso a casa appena pronta, mi ringrazia del piacere e mi chiede se Monica aveva cominciato a leggere il libro, “ certo” gli rispondo “ gia questa mattina si è messa li con il suo libro” “non avevo dubbi” mi risponde, “difficilmente mi sbaglio e se tanto mi da tanto ti sto già rendendo il piacere che mi stai facendo”
Non avevo capito bene cosa intendesse, anche il tono che aveva usato mi sfuggiva, ma come al solito non mi facevo troppe domande e mi sono ributtato nel lavoro.
La sera verso le 5 del pomeriggio come al solito rientro a casa, la Monica mi aspetta in giardino, e dopo un fugace bacio mi porto all’interno per deporre la mia borsa, non prima di avere estratto il documento che avevo promesso a Vittorio, nell’uscire ripasso di nuovo davanti la Monica, “dove vai?” “ah niente devo solo portare questo documento a Vittorio, è passato oggi in comune e gli ho promesso che me ne sarei interessato” rispondo io, “ bè visto che vai portagli anche il libro”.
Ma come mi chiedo, già finito di leggerlo? Conosco abbastanza bene mia moglie per sapere da sempre che se un libro non gli interessa ci mette una settimana a leggerlo ma se la acchiappa, come dice lei, lo divora in un giorno.
“ti è piaciuto?” chiedo, “o niente di che, è un po’ un casino, non è il mio genere, è perché so che tu non leggi libri ma mi piacerebbe che provassi a leggerlo… ti verrebbe un infarto geloso come sei, sarei solo curiosa se è frutto di fantasia o se è riferito a situazioni reali, chiediglielo” rispose Monica con fare quasi di indifferenza.
Intanto, quando prende quell’atteggiamento di superiorità mi suona un po’ falsa, e seconda cosa per avere letto un libro con tutte quelle pagine in un giorno quel “niente di che” suona ancora peggio.
Poco male, mi avvio su per il vialetto che porta alla casa di Vittorio e busso alla porta, “eila ciao Claudio, vedo che sei riuscito ad avere il mio documento, e vedo che mi hai già riportato il libro, non era di suo gradimento?” rispondo io “ no no lo ha già letto tutto anche se ha detto che non è nelle sue corde, ma conoscendola credo gli sia piaciuto vista la velocità nel finirlo, mi ha detto solo di chiederle se è opera di fantasia o sono situazioni reali, io non so neanche di cosa parla”
Vittorio mi invita ad accomodarmi in veranda stappando una birra fresca, davvero gradita a quest’ora della giornata, e una volta rilassati esordisce con “ al momento è un racconto di fantasia, ma potrebbe anche trattare di fatti realmente accaduti… dipende da voi” io lo guardo e non capisco, mentre Vittorio con fare distaccato si accende un sigaro.
“non ti ha detto Monica di cosa tratta il libro?” no dico io, allora lui mettendosi comodo sulla poltroncina in vimini con il sigaro in mano guardandomi “è la storia di una coppia che decide di vivere una fantasia, in questo caso come diceva il titolo una fantasia cuckold, è la fantasia che vede un marito a godere nel vedere la propria moglie presa da un altro uomo, cuckold è il termine che identifica questa tipologia di uomini, sono persone miti, con mogli tranquille ma insospettabilmente troie, nel libro si narra appunto la storia di questo marito che accetta di subire l’umiliazione delle corna e si mette al completo servizio dell’improvvisata coppia, mi chiedi se è storia vissuta? No, io di queste situazioni ne ho vissute molte ma sempre dalla parte del bull, cioè quello che scopa la moglie e umilia il marito, una parte che mi riesce bene, ora… se tua moglie ha letto il libro tutto d’un fiato mi sa che non disdegna la fantasia, per quanto riguarda te caro Claudio ti vedo interdetto ma non reattivo e se tanto mi da tanto…”
Interdetto? Direi impietrito, intanto dall’autorevolezza con cui Vittorio mi spiegava il contesto e poi anche da uno strano tono di sfida che aveva guardandomi fisso negli occhi e a cui io non riuscivo a sottrarmi, e in pratica senza parole mi accomiatai, non prima che Vittorio sempre con tono quasi perentorio ci avesse invitati per la sera successiva a cena per cementare, diceva lui, i rapporti di vicinato, e a cui segui un solo un “va bene” da parte mia.
Rientrai a casa quasi in trance, la Monica non colse appieno il mio stato e mi chiese cosa volevo per cena, non avevo molta fame “facciamo per stasera un piatto di verdura” risposi io.
Mentre mangiavamo le dissi dell’invito a cena, “ma si dai finalmente un po’ di vita, e poi sono sicura, chissà quante cose ha da raccontare quell’uomo” anche troppe pensai io.
La sera andammo a letto, e mentre Monica come il suo solito prese sonno praticamente subito con mia grande delusione, avrei voluto mi parlasse di quel libro, io cominciai a girarmi e rigirarmi nel letto pensando a quanto mi aveva detto Vittorio, possibile che Monica non si sia scandalizzata di quella trama? I pensieri cominciavano a vagare e lo stato di agitazione continuava a crescere, e non solo quella, mi accorsi che un’erezione prepotente si era palesata che chiedeva a gran voce un po’ di “consolazione” possibile che quei pensieri invece di farmi incazzare mi davano questi effetti?
Molto lentamente la mano cominciò a scorrere sul cazzo duro come il marmo e cercando di fare meno rumore possibile cominciai una lentissima sega, nel mentre i pensieri creavano immagini che vedevano Monica scopata da un perfetto sconosciuto e me che in un angolo mi masturbavo, il respiro si faceva via via più affannoso quando una mano delicatamente scostò la mia e continuò la sega, io rimasi paralizzato dalla vergogna, ma la Monica con una voce suadente mi sussurrò in un orecchio “vedo che la chiacchierata che hai fatto con Vittorio ti ha fatto qualche effetto, ti confido un segreto, io mi sono masturbata almeno 5 o 6 volte oggi mentre leggevo quel libro, sono entrata nella parte della protagonista e c’e’ voluto poco in quanto sembra che i protagonisti per età e per descrizione siano disegnati su di noi, io mi ci sono trovata bene nella parte della protagonista, ma mi chiedevo se tu avresti apprezzato la fantasia descritta nel libro, ma direi che il tuo cazzo non disdegnerebbe vedere la tua bella mogliettina corteggiata da un altro uomo, e sai che ti dico Claudio? Erano anni che non mi sentivo così viva e anche ora che sto parlandone con te sono bagnatissima e avrei voglia delle attenzioni di un vero uomo” mentre diceva queste ultime parole il mio cazzo esplose in una violentissima eiaculazione, “lo vedi? Sei già arrivato e io invece rimango con la voglia, e va bè, penseremo a qualche soluzione” nel mentre mi passò un paio di fazzolettini per asciugare lo sperma che mi aveva imbrattato e si diresse verso il bagno.
Io rimasi zitto, del resto non avevo parole, da una parte avevo paura di usare quelle sbagliate per descrivere le mie emozioni, dall’altra la Monica sembrava non volerne neanche sentire, e quando tornò ci mettemmo finalmente a dormire.
Il mattino seguente sembrava che nulla fosse successo, la Monica era molto arzilla, del resto la giornata si presentava radiosa e decisi di non tornare sull’argomento, la considerai una parentesi chiusa, meglio così altrimenti difficilmente saremmo riusciti a spiegare i rispettivi comportamenti, un bacio appena più affettuoso del solito e via al lavoro.
La giornata trascorse con un pensiero fisso, possibile che bastasse un libro a scatenare la Monica fino a quel punto? Forse c’era qualcosa della sua personalità che mi era sempre sfuggito? E di me cosa dire? Ritrovarmi a menarmelo al pensiero di vederla scopata da un altro.. ma sarà normale?
In tutto questo turbinio di domande il pomeriggio arriva presto e non mi ero certo dimenticato che la sera saremmo stati a cena da Vittorio, già… quella persona pareva la sapesse davvero lunga, ma non ci volevo pensare più di tanto, mi ero messo in modalità “vediamo che succede”.
Arrivato a casa trovo la Monica un po’ sull’agitato, “che cosa hai preso da portare stasera? Non ci hai pensato? Mica possiamo andare a mani vuote” non ci avevo proprio pensato, “non ti preoccupare, abbiamo quella bottiglia di prosecco che teniamo per le grandi occasioni” rispondo io con fare distratto, “ come mi devo vestire? Giuro che non so cosa mettermi” “ e cosa vuoi metterti? è una cena di vicinato mica di gala, vedi te, vestiti come vuoi” gli rispondo.
Alla fine la vedo uscire dalla camera con una camicetta rossa appena sbottonata su un reggiseno in pizzo nero e una gonna non eccessivamente corta ma elegante con l’occhio che inevitabilmente cade sullo spacco laterale, gambe abbronzate dalle ore passate in giardino e un paio di scarpe con un tacco abbastanza alto da slanciarla sia come gambe che come culo.
La guardo e penso che così è anche troppo attraente, ma è davvero bella e non mi sento di dirgli niente se non fargli i complimenti per come porta i suoi 49 anni, io invece decido di uscire semplicemente con una camicia bianca maniche corte e pantaloni sportivi, tanto, penso, siamo in una casa privata mica in un ristorante.
Alle 20 siamo fuori dalla casa di Vittorio che, una volta apertaci la porta ha cominciato subito a fare i complimenti alla Monica, addirittura prendendola per una mano gli fa fare una giravolta come per ammirarla meglio, lei va in brodo di giuggiole, si capisce che ha bisogno di complimenti, cosa di cui io per indole sono sempre abbastanza avaro.
Il clima è molto gioviale, consegno la nostra bottiglia a Vittorio spiegandogli che è di una qualità superiore ma non mi lascia finire la frase prende la bottiglia e la mette in un angolo, quasi come non gli interessasse, mentre torna verso Monica io vedo un secchiello dove ci sono già delle bottiglie nel ghiaccio e ci piazzo anche la nostra, sarebbe un peccato berla calda.
Ci sediamo a una tavola non molto grande e rotonda, dove sono già serviti degli antipasti a base di crostini, mentre su un carrello a fianco altri piatti con dentro stuzzichini freddi di varia natura, lui ci spiega che vista la calura estiva non gli era sembrato il caso di servire piatti caldi e aveva dirottato su un buffet freddo a base di pesce e verdura, il tutto condito da un ottimo vino di cui lui si considera un buon intenditore.
Cominciamo a parlare delle nostre vite, dei nostri figli ormai grandi, dei suoi avuti da un precedente matrimonio poi naufragato per cause su cui preferiva glissare, a dire la verità parlano solo loro, io ascolto e guardo, guardo Vittorio vestito impeccabilmente con una camicia nera e una cravatta rossa, rossa come la camicia di Monica leggermente aperta sul decoltè, sembra quasi si siano messi d’accordo, la guardo e mi sembra molto presa, sicuramente subisce il suo fascino, per lei è una novità, come uomo è agli antipodi da come sono io, è sicuro, è colto, ha una grossa personalità che mette soggezione anche a me.
In tutto questo per riuscire a dialogare meglio Vittorio si avvicina sempre di più con la sua sedia a quella di Monica, agevolato dal tavolo rotondo, mentre io mi sento sempre più escluso dalla situazione, finche il discorso finisce sul libro, “allora Monica, questo giudizio spassionato? Che te ne pare?” chiede lui, “ si dai, devo dire che come storia si è dimostrata intrigante, strana ma intrigante” riprende lui “ come strana, cosa c’e’ di strano?” “ bè la storia di un marito che butta la moglie tra le braccia di un altro converrai che non è normale, anzi lo metterei come letteratura più che sull’erotico come genere nella fantascienza” rispose la Monica con un sorriso.
“eppure è una fantasia molto più comune di quello che potresti immaginare, io stesso ne sono stato protagonista un sacco di volte con coppie assolutamente affiatate con cui ho preso la parte del terzo incomodo e con grandissima soddisfazione da parte di tutti compreso il marito di volta in volta o spettatore o partecipe passivo nel gioco il più delle volte anche umiliato da parte di entrambi ma sempre e comunque felice ed eccitato dalla situazione” a questa frase la Monica alzando il bicchiere propose un cin cin e butto li’ un “bo mi sembra difficile da immaginare una situazione simile a quella del libro nella realtà” ancora Vittorio “be vorreste farmi credere che voi due non avete mai avuto fantasie riguardanti situazioni strane, se fosse così sarebbe una tristezza, ma sono sicuro del contrario, tu sei una donna molto sexy Monica, e Claudio non può che essere orgoglioso di avere una moglie così e come tutti i mariti che si sentono privilegiati hanno il desiderio piu’ o meno inconscio di dividere tanta bellezza con altri anche solo per farsi invidiare.
Io ascoltavo a volte annuivo, cercavo di capire le espressioni ora di uno ora di mia moglie per carpire gli stati d’animo, guardavo e vedevo che la sedia di Vittorio era ormai arrivata molto vicina a quella della Monica, e vedevo ogni tanto una mano che spariva da sopra il tavolo mentre lui continuava a parlare di esperienze e situazioni vissute.
Ogni tanto incrociavo gli occhi della Monica che avevano un’espressione quasi distaccata, poi incrociavo quelli di Vittorio che sembravano dire”aspetta un po’ e vedi cosa ti combino” poi d’un tratto una frase di Vittorio che mi gela letteralmente il sangue, “ bella la fichetta della Monica, tutta liscia e depilata, sono qui che la sto palpeggiando e vedo che mi lascia fare, tu che mi dici Claudio? Posso?” io guardo la Monica, ha lo sguardo un po’ perso, ma vedo anche che abbassa un po’ il bacino sulla sedia quasi per agevolare la palpazione, non riesco ad abbozzare mezza parola ma mi sento il cuore in gola, non avrei mai e poi mai pensato di vederla così a farsi toccare davanti a mè senza nessun ritegno,
“bene, chi tace acconsente, allora avevo visto giusto, siete esattamente come vi avevo immaginato, lei ha bisogno di un vero maschio e tu godrai nel vederla all’opera, e se ho ragione del tutto per tè c’e’ anche dell’altro, adesso lasciami lavorare e guarda tua moglie come gode” cosa avrà voluto dire? Di sicuro c’era che la Monica stava godendo davvero, si stava movendo sempre più freneticamente e lui sembrava ci sapesse fare con le dita, finche non venne con un mezzo urlo di liberazione, pochi secondi per riprendere fiato e guardandomi: “ cazzo Claudio, è davvero bravo, hai visto come mi ha fatto godere con le dita? Ti è piaciuto vedermi? Dai dimmi che ti è piaciuto” “certo che gli è piaciuto, digli che si alzi in piedi e ti faccia vedere il bozzo che ha sui pantaloni, come si dice nel gergo cazzo veritas” aveva ragione, vedere Monica abbandonarsi a quel ditalino mi aveva messo agitazione ma anche eccitazione addosso e il cazzo mi era diventato duro come il marmo nei calzoni.
Vittorio mi buttò addosso le mutandine appena sfilate da sotto la tavola di Monica zuppe di umori, e credo lo fossero ancora prima che cominciasse il palpeggio, lei adesso si era spostata con la sedia da sotto il tavolo e rivolta verso di me la vedevo con le gambe oscenamente aperte e la fica grondante con lui che continuava a trastullarla con una mano e con l’altra invece si era insinuato sotto il reggiseno e aveva cominciato a palpeggiare le sue tette, tutti e due guardando me per vedere le mie reazioni.
La Monica mi disse “perché non fai uscire quel cazzo dai pantaloni prima che si rompa la zip?” io ubbidii e una volta slacciata la cintura e sbottonati i pantaloni lo feci uscire cominciando a menarmelo, molto lentamente per non venire subito.
“lo vedi Monica, non è fantascienza, tu stai godendo e tuo marito si sta masturbando, ergo, tu sei una troia e lui un cornuto, è tutto regolare, la verità è che nessuno conosce nessuno fino in fondo, e io sono qui per farvi tirare fuori le vostre fantasie più recondite, quelle che sicuramente mai vi sareste confessate a vicenda, e non per questo vi amerete meno di prima, anzi, vi stupirete della vostra complicità, dovete solo essere sinceri fino in fondo con voi stessi e lasciarvi andare, alla fine come è sempre successo mi ringrazierete.”
Monica ormai completamente partita “ si voglio essere trattata come quella del libro, come una troia, credo di averlo sempre voluto, ma con Claudio più di tanto non si può fare, ieri mi sono masturbata un sacco di volte mentre leggevo il libro e ieri sera avevo una voglia matta ma lui non ha trovato di meglio da fare che sborrarsi addosso, e mi sono dovuta andare a masturbare ancora in bagno, ma adesso voglio un uomo, un vero uomo, quindi tu Claudio non rompere i coglioni e lasciami godere in pace, tu se vuoi menatelo” e io menavo, eccome se menavo, godevo a vedere lei così infoiata, godevo anche del suo turpiloquio, cosa per lei lontana anni luce fino a pochi istanti prima, ma godevo, guardavo, mi segavo e godevo.
A quel punto Vittorio armeggiando con una mano sulla patta estrasse un cazzo quasi asinino, la Monica strabuzzò gli occhi “ alla faccia, altro che il tuo Claudio” e si fiondò con le mani per sentirne la consistenza, Vittorio mi guardò facendomi l’occhiolino come per dire “visto tua moglie? Apprezza apprezza” con la mano prese la testa di Monica e senza che lei opponesse resistenza la portò con la bocca all’altezza della cappella violacea che ad occhio e croce sembrava il doppio della mia, e non fece altro che aprire la bocca al massimo per accoglierla tutta, cominciando così un pompino quasi osceno, la camicetta ormai era completamene aperta e il reggiseno spostato verso l’alto lasciava libere le tette che Vittorio con vigore strizzava ora una ora l’altra senza tanti complimenti, la Monica mugolava ma gradiva, ogni tanto con il pollice e l’indice strizzava un capezzolo quasi a farle male ma sembrava anche per verificare il suo grado di sopportazione, il tutto alternato da qualche schiaffo sui seni tanto da farli ballonzolare di lato, la Monica stava aumentando sempre di più la frequenza della pompa, io ero sempre più al limite dell’eiaculazione guardando anche le dita di lui che si infilavano nella fica di Monica ora due, ora tre, ora metteva la mano a cuneo e sembrava volesse infilarla del tutto nella sua vagina dilatata enormemente ma ancora di più bagnata fino all’inverosimile, per mè era troppo e la sborrata arrivò copiosa con schizzi che, nonostante fossi a due metri dalla Monica, quasi la colpivano, lei sospese il pompino e mi guardò quasi incazzata.
“eccolo la” disse lei “ io lo conosco, questo quando viene poi per lui è finito anche il gioco e vuole sicuramente che la smetta anche io, mai una volta che riesca a tenerla un po’ lunga vero Claudio?”
mi stava rimproverando per paura che fermassi il gioco, e in effetti era vero, il mio cazzo si stava sgonfiando e con il cazzo moscio se ne stava andando anche la carica erotica.
“e io cosa ci sto a fare qui?” disse Vittorio, “dai Claudio, togliti i pantaloni e le mutande che così sei quasi ridicolo e mettiti su quel divano, adesso ti insegno qualcosa Monica” io ubbidii e una volta seduto sul divano Vittorio posizionò lei proprio davanti a me intimandogli di cominciare a succhiarmi il cazzo, ubbidì e cominciò un bocchino con un cazzo praticamente moscio in bocca, “forza Monica datti da fare, ciucciaglielo per bene e nel frattempo alzagli le gambe, inumidisciti un dito e ficcaglielo nel culo” incredibile come lei non esitò un attimo, sembrava una professionista, si abbassò un attimo e invece di inumidirsi il dito sputò direttamente sull’ano e con un dito cominciò un massaggio circolare salvo dopo poco puntarlo e farlo entrare lentamente riprendendo il bocchino, io sentivo questo corpo estraneo che entrava e il cazzo che reagiva, in pochi attimi aveva ripreso il vigore di prima e la Monica con una mano me lo stava menando e con l’altra mi stava inculando.
“sei proprio un porco Claudio, non avrei mai immaginato che ti piacesse prenderlo nel culo, è proprio vero che nessuno conosce nessuno, mi sa che sei anche un po’ frocio vero Vittorio?”
“credo che sul suo conto di sorprese ne avrai diverse” io li ascoltavo e a dire al verità godevo del loro umiliarmi, la Monica poi parlandomi così non faceva che farmi aumentare l’eccitazione.
“adesso ti faccio vedere come si fa a montare una troia, guarda bene cornuto, continua a menartelo e impara” detto questo Vittorio tirò a se Monica, gli sfilò la gonna e la camicetta, il reggiseno quasi lo strappò via, la mise alla pecorina sul divano appena in fianco a me e piegandola senza tanti complimenti gli schiaffò il suo enorme cazzo nella figa, il contraccolpo quasi spostò il divano e una volta entrato fino in fondo indugiò un attimo per poi cominciare un andirivieni lento dapprima poi sempre più veloce e deciso, me la stava squassando ma lei buttava la testa da una parte all’altra e godeva come una pazza, “sbattimi, sbattimi, sfondami, scopa questa troia che ne ha bisogno, guarda coglione come si scopa una donna, questo si che è un cazzo!” aveva praticamente perso il controllo della ragione e continuava un turpiloquio senza fine, “ siiii siii sfondami dai dai daiiiiiiii cazzoooooo!” Vittorio la stava davvero sfondando senza ritegno, gli mollava anche delle sonore sculacciate che sembravano ingrifarla ancora di più, d’un tratto un ordine perentorio “mettiti sotto e leccagli la fica cornuto” in quel momento avrei ubbidito a qualsiasi ordine, e mi posizionai sedendomi per terra ma con la bocca tra le gambe di Monica e Vittorio sotto la fica, provavo a leccarla ma i colpi di lui rendevano difficile l’operazione, ogni tanto riuscivo a sfiorarla con la punta ma più spesso mi trovavo sulla bocca le palle di lui, ma leccavo anche quelle, ormai ero partito anche io e mi andava bene tutto.
Una cosa era sicura, gli umori di Monica mi stavano inondando la faccia, poi d’un tratto inaspettatamente Vittorio sfilò il cazzo dalla sua fica e me lo trovai praticamente in bocca, “indovina un po’ quel cornuto di tuo marito mi sta succhiando il cazzo, lo avresti mai detto troia?” “si” rispose lei “adesso ho capito di che pasta è fatto fagli fare quello che vuoi sono sicura che te ne sarà grato” non glielo stavo ciucciando ma leccando, dalla punta alle palle era grondante di succhi buonissimi e io lo stavo ripulendo per bene.
“hai ragione ho la sensazione che più lo strapazziamo è più è contento vediamo un po’ cosa fargli fare” mi fu ordinato di distendermi per terra e alla Monica di posizionarsi sopra di me a gambe divaricate, da quella posizione era bellissima da vedere mentre si stava masturbando, “pisciagli addosso!” era un ordine che non ammetteva repliche, la Monica esitò solo un attimo ma poi all’idea la frequenza della sua masturbazione prese una velocità forsennata fino a venire con il solito turpiloquio “adesso ti piscio addosso cornuto, ti inondo tutto di calda piscia e tu continua a menarti quel mezzo cazzo che hai” si fermò appena un attimo per rilassarsi e il primo fiotto mi colpì sul cazzo, ma con il movimento del bacino comincio ad indirizzare i successivi verso la pancia il petto… la faccia, era bellissimo vederla in quello stato, la mia Monica completamente trasformata, “adesso abbassati e fattela leccare” fu l’ordine di Vittorio, e mi ritrovai a leccare la fica ancora grondante sia di piscio che di umori, era eccitatissima, ma lui la prese subito per un braccio rimettendola di nuovo sul divano questa volta a pancia in su, e cominciò di nuovo a stantuffarla senza tanti complimenti, “siete proprio una bella coppia di maiali, credo che mi toglierò delle belle soddisfazioni con voi, questo è solo l’inizio” e dicendo questo continuava a schiaffeggiare le tette di Monica, le infilava quattro dita in bocca quasi a causargli dei conati di vomito, gli sputava in faccia ma in tutto questo lei urlava di piacere, fino a quando anche Vittorio arrivato al culmine estrasse il cazzo e spostandosi più verso il viso vi indirizzò la copiosa sborrata colpendola sulla guancia sugli occhi e un po’ dappertutto, lasciandola poi ansimante e sfinita, “ora tocca a te” fu il nuovo ordine di Vittorio e questa volta toccò a Monica distendersi per terra posizionandosi lui sopra e pronto a pisciargli addosso, invitò anche me a fare altrettanto e ci mettemmo uno per parte mentre Monica non trovò di meglio che ricominciare a masturbarsi “ siiiiii daiiiii pisciatemi addosso, fatemi sentire quanto siete porci, riempitemi dai cosa aspettate” io a sentirla aumentai la frequenza della sega e invece di pisciargli addosso gli sborrai abbondantemente sulle tette mentre Vittorio aveva cominciato ad innondarla sulla fica sulle tette sulla faccia dappertutto e lei sembrava indemoniata si stava massacrando la fica a furia di menarsela per poi venire con un urlo quasi disumano e quindi abbandonarsi ancora in preda alle convulsioni.
La guardavo, era bellissima, con gli occhi chiusi, il fiato corto, assolutamente appagata, era stato bellissimo.
“non penserete di stare qui in quelle condizioni, alzatevi e andate pure a casa vostra che qui ho un sacco di roba da pulire, prendetevi su i vostri vestiti ma non indossateli, vi voglio vedere avviarvi giù per il vialetto nudi, tanto qui non vi vede nessuno, a proposito Monica visto che ti è piaciuto tanto il mio ultimo libro ti faccio leggere anche questo che parla di dominazione schiave e padroni, fosse mai che ti piaccia, e non ho dubbi in proposito, anche questo libro potrebbe darti parecchi spunti per altre fantasie da realizzare, su adesso fuori dalle palle”
Ci incamminammo con le gambe quasi tremolanti come due scampati a chissà quale disastro e ci avviammo verso casa consci di avere fatto un qualcosa molto fuori da tutto ciò che era stato il nostro vissuto, ma una volta entrati ci abbracciammo come due fidanzatini e ci incontrammo in un lungo tenero bacio, lontano anni luce da tutto ciò che appena prima era successo, “grazie amore, grazie per avermi lasciato provare questa straordinaria esperienza, non avrei mai pensato di trovare questo lato oscuro in me, ma c’era, e ogni tanto lo sentivo bussare, ma non avevo mai avuto il coraggio di parlartene, grazie ancora amore mio” la Monica in quel momento era dolcissima e sentivo di amarla più di prima, aveva ragione Vittorio, quell’uomo la sapeva davvero lunga e ci aveva letto nell’anima forse ancora prima di conoscerci.
“domani comincerò la lettura del secondo libro e poi ti dirò Claudio, ora che ho cominciato questo gioco non so se vorrò smettere, ma l’importante è che tu mi stia vicino e sia mio complice fino in fondo e io ti amerò per sempre”.
“Complice…., si Monica, ti sarò complice fino in fondo, fammi una promessa però, promettimi che ci sarò sempre io con tè nei nostri giochi, voglio esserci sempre, è stato troppo bello vederti in quella parte, quindi qualsiasi cosa ci verrà proposta in futuro promettimi che lo faremo sempre insieme”.
Un ennesimo dolcissimo bacio “promesso” adesso torniamo alla nostra vita, questa è stata solo una parentesi, torniamo il Claudio e la Monica la tranquilla coppia che conoscono tutti in paese… se sapessero…

Note finali:

tutti i riferimenti del racconto non sono puramente casuali, avrei piacere sapere cosa ne pensate all’indirizzo piacerecuck@libero.it

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