Il nuovo Lavoro by RiservatoCa [Vietato ai minori]




Marina e Gabriele erano l’immagine della felicità, giovani, mediamente belli, una vita semplice da neosposini molto innamorati.
Avevano appena comprato un piccolo trivano nella periferia di Cagliari, mutuo acceso grazie al lavoro a tempo indeterminato di Gabriele che faceva le consegne per un padroncino in appalto presso una grossa ditta di consegne.
Marina e Gabriele erano coetanei, 25 anni, e stavano insieme dai tempi delle superiori, la classica coppia perfetta, uscite tranquille e pranzi domenicali con le famiglie.
Marina era minuta, altezza media e un viso molto dolce, si teneva in forma facendo molta palestra e nel mentre mandava Curriculum per trovare un nuovo lavoro dopo aver perso quello di commessa.
Intanto entrambi stavano iniziando a fare due conti sulla possibilità di avere un figlio, sognavano una famiglia numerosa ma si fermavano spaventati all’idea delle scarse risorse economiche. Entrambi erano d’accordo che Marina avrebbe prima dovuto trovare un lavoro a tempo indeterminato.
Dopo tanti Curriculum senza ricevere risposta finalmente Marina venne chiamata un lunedì mattina, era appena uscita dalla doccia e stava preparandosi per andare a fare delle commissioni con la sorella quando sentì il cellulare squillare

Buongiorno sono la dottoressa Marzi, la chiamo per il curriculum che ci ha inviato in merito alla posizione di segretaria

Marina fece in tempo a dire poche parole, soprattutto di ringraziamento e di conferma. Poi chiamò subito il marito e dopo la sorella per raccontarle della telefonata, era euforica e speranzosa.
Mercoledì mattina Marina fece un’ora intensa di allenamento in palestra per scaricare la tensione, amava la palestra, la infastidiva l’ambiente, ragazzi da fisici scolpiti ma menti limitate che continuamente e con i modi più sgraziati cercavano di approcciarla, lei non dava confidenza a nessuno, era socievole solo con il proprio istruttore che si era comunque sempre dimostrato estremamente professionale. Marina sapeva di piacere ma non aveva mai dato peso a questa cosa, era una ragazza di valori, semplice e ci teneva a questo suo modo di essere.
Pranzo velocemente con la sorella e poi si diresse presso la ditta per il colloquio, aveva indossato un taileur grigio chiaro, gonna lunga e aderente e giacca che si disegnava sui suoi fianchi, camicia bianca e scarpa con tacco medio. Era elegante ma sobria, forse la gonna metteva troppo in risalto il suo sedere ma la tanto sarebbe stata sempre seduta.
La accolse la dott.ssa Marzi, figlia di uno dei due soci e responsabile del personale, una donna di circa quarant’anni, molto bella ma troppo appariscente per i gusti di Marina, aveva una maglia bianca scollata e trasparente, seni in vista palesemente rifatti, come le labbra, minigonna e tacco 12. Capello corto biondo ossigenato e un fisico estremamente palestrato, anche troppo, al limite del mascolino.
Il colloquio fu comunque molto formale, la dott.ssa Marzi fece moltissime domande a Marina, ma questa vinse subito la propria timidezza e riuscì ad essere spigliata e tranquilla. Rispose a tutto ed aveva la convinzione di aver affrontato il colloquio con il piglio giusto.
Il colloquio fu interrotto dopo circa un’ora da un signore di circa sessant’anni, brizzolato, alto, molto robusto ed elegantissimo. Lineamenti rigidi e severi. Entrò e si rivolse alla dott.ssa Marzì con tono sbrigativo

Era il titolare, il signor Marzi. Marina incrociò il suo sguardo ed educatamente disse , Marzi si fermò a fissarla, non rispose al saluto ma mantenne il suo sguardo fisso negli occhi di Marina fino a quando lei imbarazzata non abbassò lo sguardo, allora Marzì le girò un po’ intorno senza dirle nulla ma sempre fissandola, Marina sentiva il viso diventarle rosso dalla timidezza e imbarazzo, non sapeva come comportarsi, incrociò lo sguardo della dott.ssa Marzi che invece osservava divertita.
Il signor Marzi uscì dalla stanza senza salutare, Marina finì il colloquio dopo pochi minuti, ancora turbata da quel signore poco cortese e scorbutico.
Rientrata a casa si mise a cucinare per preparare una bella cena al marito, aveva voglia di essere coccolata, aveva voglia di far l’amore con Gabriele. Infatti la sera e la notte portarono via qualsiasi tensione per l’incontro di lavoro. Gabriele conosceva perfettamente il suo corpo e sapeva come darle piacere, era un amante generoso, mediamente dotato ma molto altruista. Marina si riteneva un’amante dolce ma passionale, avevano una bellissima intesa.
Pochi giorni dopo il colloquio la dott.ssa Marzì chiamo Marina, le disse che era stata scelta lei per la ricerca in corso e le diede appuntamento per definire gli aspetti contrattuali. Marina era felicissima, adesso la sua vita era veramente completa, con il lavoro avrebbe anche potuto pensare a fare dei figli che tanto desiderava con il marito.
Si presentò all’appuntamento con dei pantaloni neri non tanto aderenti e una camicia bianca sotto un maglione leggero grigio, scarpe basse, voleva mantenere un profilo basso e sobrio, avrebbe poi mostrato le proprie capacità nello svolgimento del lavoro. La accolse la dott.ssa Marzì con un ampio sorriso che la portò subito nello studio e le mostro le condizioni economiche, erano estremamente vantaggiose, Marina avrebbe guadagnato più del marito. Il suo ruolo prevedeva delle rare trasferte in quanto avrebbe fatto la segretaria dei due titolari, delle volte partivano fuori per lavoro e in quei casi marina avrebbe dovuto dare disponibilità per la trasferta, naturalmente ben rimunerata. Marina pensava a questa cosa delle trasferte con grande ansia ma non poteva permettersi di fare problemi e firmò subito. Non vedeva l’ora di festeggiare con il marito e la famiglia per il suo nuovo lavoro.
Il lunedì successivo Marina si presentò presso la sede entusiasta all’idea di capire come svolgere il proprio lavoro, fece pochissima anticamera e poi fu portata dal Signor Marzi, la ragazza della reception che aveva accompagnato Marina entrò nell’ufficio tenendo la testa bassa senza mai guardare il proprio titolare, doveva incutere timore a tutti i dipendenti

La ragazza andò via senza mai sollevare lo sguardo, Marina rimase vicino alla porta e salutò intimidita il proprio capo

Si stava avvicinando con la mano tesa quando vide che il proprio capo la stava nuovamente fissando autoritario e rigido, non si era mosso di un millimetro e non le era andato incontro con la mano.
Marina divenne rossa in viso una nuova volta, si fermò e abbassò lo sguardo rimanendo immobile in mezzo alla stanza.

Marina fu sollevata all’idea di uscire da quella stanza e allontanarsi da quell’ambiente pieno di tensione, il signor Marzi le metteva estrema soggezione, era antipatico, scorbutico e la trattava con palese astio
La prima settimana nel nuovo lavoro scorse abbastanza tranquilla, gli unici momenti di panico Marina li avvertiva quando doveva entrare a contatto con il signor Marzi, aveva capito che non doveva salutarlo e che doveva sempre tenere lo sguardo basso e così fece, si adeguò. Una settimana dopo aver iniziato il suo lavoro Marina conobbe il socio, il signor Villa, che era esattamente l’opposto di Marzi, gentile e galante le fece il baciamano quando si presentò, si mostrò cordiale e le spiegò che lavori doveva fare per lui. Anche lui doveva avere la stessa età di Marzi ma era molto meno in forma, una prominente pancia e un viso pacioccone e simpatico.
La vita di Marina e Gabriele continuò tranquilla per diverso tempo, Marina aveva imparato velocemente a gestire il suo lavoro e capire le esigenze dei suoi capi, l’unica nota stonata e che la faceva stare male era il modo in cui la trattava il signor Marzi, ma si rendeva conto che tutte le ragazze della società si comportavano nella stessa maniera in sua presenza, sguardo basso ed estrema soggezione. Esclusa la figlia naturalmente.
Marina era nel suo ufficio, stava sistemando l’agenda del signor Marzi quando sentì la sua voce burbera

Vieni Qua!!

Era logicamente riferito a lei, non la chiamava mai per nome e non la salutava mai, Marina entrò con lo sguardo basso e con la voce sottomessa gli disse

Ha bisogno di me cavaliere?

Mercoledì partiamo 3 giorni a Milano per incontrare dei clienti.
Fissa l’agenda e prenota alberghi e ristoranti. E comprati vestiti eleganti e femminili. Ora vai

Marina uscì dallo studio, rossa in volto e con gli occhi che si stavano per riempire di lacrime, si sentiva umiliata dai modi del suo capo, terrorizzata all’idea di passare tre giorni con lui e adesso non aveva neanche idea di cosa intendesse per abbigliamento elegante e femminile. Era molto agitata quando la raggiunse la dott.ssa Marzi, aveva assistito alla conversazione ed aveva intuito il turbamento della neoassunta, si mostrò molto più comprensiva e dolce di quanto Marina avrebbe potuto immaginare

Non ti devi preoccupare. Mio padre è meno burbero di quanto sembra. Dopo ti accompagno io a fare shopping

Marina fu molto rasserenata da quelle parole e un’ora prima del solito si alzò dalla scrivania, avvisò Marzi e raggiunse la figlia per andare a fare shopping.

Marina salì nel Suv di Barbara Marzi, un bellissimo e fiammante Q7 che Barbara guidava con molta disinvoltura. Andarono subito nel centro di Cagliari, girarono nei negozi più importanti e costosi della città dove però comprarono poche cose fino a quando in una via abbastanza nascosta Barbara non portò Marina in un negozio piccolo all’ingresso ma molto maestoso e imponente una volta entrati.
Furono accolti da un signore in smoking che salutò con l’inchino e prese i giubbotti delle due ragazze, le fece passare in un andito che le porto nel cuore del negozio, dove c’era una bellissima commessa con abiti eleganti ma succinti e quella che doveva essere la titolare, un donnone robusto e volgare che salutò Barbara con grande enfasi. Dalla voce maschile Marina capì che si trattava di un Trans e che doveva avere molta confidenza con Barbara.

Il trans urlò al dipendente vestito come un maggiordomo di chiudere il negozio che si sarebbero dedicati solo a loro, poi alla commessa ordinò di portare tutte le nuove collezioni e poi rivolgendosi a Marina le dissè

Tu spogliati.. Dovrò impegnarsi molto con te.

Barbara accolse la frase di LadyMary, il suo amico Trans con una sonora risata, Marina rossa in voltò rimase immobile per qualche istante poi anche se titubante e intimidità si tolse scarpe, gonna e camicia

Oddio… Hai i collant.. Togli quel obbrobrio le urlò ladymary

Marina guardò terrorizzata Barbara ma questa si avvicinò a lei e le prese la mano

Barbara le prese il bordo del collant e iniziò ad abbassarglielo, Marina finì il lavoro era in mutande e reggiseno davanti al suo capo del personale e un Trans mai sconosciuto.
Nella stanza tornò la bellissima commessa con un carrello pieno di vestiti, di intimo ricercato, di scarpe di ogni tipo
LadyMary si avvicinò alla sua commessa e le intimò

Tu spogliati che devi provare i vestiti per la nostra amica

La commessa in pochi secondi si tolse il top, la gonna, i tacchi, poi tolse anche le autoreggenti, il perizoma e il reggiseno. Rimase completamente nuda, con il suo fisico statuario e le parti intime completamente depilate.
Marina guardava sempre più in soggezione. Era terrorizzata da una situazione a cui non era proprio abituata.

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