Il nuovo lavoro by gigio [Vietato ai minori]




Il nuovo lavoro di gigio New!

IL MIO NUOVO LAVORO
Dopo un periodo di crisi nel nostro paese e dopo aver passato 6 mesi da disoccupato ormai la fiducia di trovare qualche impiego stava svanendo. Io sono Michele ed ero un giovane 35enne a quel tempo, alto, moro, fisico atletico ,sposato da poco, che dopo 7 anni di lavoro in una ditta si era trovato dall’oggi al domani senza un futuro.La voglia di lavorare in quel periodo era tanta ma soprattutto c’era la necessita’di avere uno stipendio che mi garantisse di provvedere alle spese di tutti i giorni, quindi sarei stato disponibile a fare qualsiasi lavoro. Mandai quindi curriculum da tutte le parti e un giorno di novembre finalmente mi si prospetto’ un’occasione di lavoro. Mi chiamo’alla sera il responsabile del personale di un grosso gruppo di discount nel settore alimentare chiedendomi , se ancora interessato, di presentarmi per un incontro di presentazione il giorno dopo. Subito cominciarono ad illuminarsi di nuovo i miei occhi e i miei pensieri volavano gia’ alti come se gia’ fossi stato assunto. Ne parlai anche a Lara, mia moglie. Di quel posto ne avevo proprio bisogno e non potevo assolutamente lasciarmi scappare questa occasione unica e rara. Il punto vendita non distava molto da casa mia ma il mattino dopo, gia’ due ore prima dell’appuntamento ero gia’ in agitazione. Mi alzai presto, mi feci la barba, feci attenzione a curare i minimi particolari del mio aspetto perche’ volevo fare una bella figura e presentarmi bene, d’altra parte e’ la prima impressione quella che conta no ? Giunto sul posto puntualissimo, fui accolto da un signore baffuto sulla cinquantina, alto , ben messo, anche lui con un fisico statuario e in giacca e cravatta. Con fare autoritario e serio mi fece subito accomodare nel suo ufficio, si presento’e comincio’ subito a farmi domande sulle mie esperienze lavorative, se ero disoccupato, sposato o single, volle sapere anche i miei stili di vita e cosa mi piaceva fare ma soprattutto se conducevo una vita regolare o no. Era il direttore di quel punto vendita, il Sig.Bruno e tutti facevano riferimento a lui e naturalmente dipendevano da lui. In quella mezz’ora di colloquio, lo vidi impartire disposizioni per telefono a qualcuno che doveva controllare della merce in entrata e capii subito che aveva tutto sotto controllo e che i suoi ordini non si discutevano. Mi disse allora che stavano cercando un magazziniere in aggiunta all’altro che gia’ c’era per avere la possibilita’ di gestire la merce in entrata con un orario di lavoro abbastanza mattutino, si trattava di essere presente alle 6 del mattino e aspettare il camion del magazzino centrale che veniva a scaricare gli articoli ordinati il giorno prima. Ah, non mi pareva vero, questo era il lavoro che faceva per me. Dato il mio consenso, prendemmo accordi per un mese di prova e comincio’ cosi’ la mia avventura come magazziniere, in fin dei conti si trattava solo di scaricare e sistemare come indicato i bancali di materiale che poi avrebbero sistemato i banconieri. Ando’ tutto bene per due settimane dove il collega mi istrui’su tutto, tanto che potevo gia’immaginare di avere la certezza di essere assunto quando una sera il direttore mi chiamo’ in ufficio. Domani mattina il tuo collega manchera’ e dunque sarai da solo, pero’ dovrai esser qua’ almeno mezz’ora prima per organizzarti meglio ok ? Accettai di buon grado vedendo che cominciava ad avere una certa fiducia in me. Anche mia moglie era contenta e vedeva che mi dava proprio soddisfazione lavorare. Arrivai alle 5,25 ed era ancora buio ma quando mi avvicinai per aprire il magazzino mi accorsi che le luci erano accese e che dentro c’era gia’ qualcuno. Il collega pensai, ma appena aprii la porta mi trovai davanti il Sig.Bruno. Entra, entra mi disse e chiudi subito la porta mi disse con voce minacciosa. Ti hanno spiegato i tuoi colleghi come ti devi comportare con me, vero ? Restai stupito e ammutolito pensando di aver combinato qualcosa. Contro la mia volonta’mi spinse in un angolo del magazzino e mi mise subito una mano nella patta, dai fammi sentire come ce l’hai disse. Sembrava un altro e con foga comicio’ a palpeggiarmi dappertutto. Ei cosa stai facendo? Qui’ non mi hanno detto niente di queste cose e non capisco cosa vuoi da me gli dissi non riferendomi piu’ a lui come un superiore e cercando di respingerlo. Lui alzando sempre piu’ la voce : ti interessa questo posto di lavoro? E allora zitto e fai quello che dico io. Mi prese con le sue grosse braccia e mi blocco’: dai che ti piacera’essere assunto qui’e mi infilo’ la lingua in un’orecchio! Finche’ mi divincolavo mi slaccio’ i pantaloni e in un attimo me li sfilo’, dai dai ubbidisci al tuo direttore ansimava. Mi ritrovai col cazzo fuori e con gia’ le sue mani che mi masturbavano. Sii come ce l’hai bello, dai che vedo che ti piace, senti … sta’diventando duro, e non fare cosi’ il difficile. Non avevo mai provato la sensazione di farmi sfiorare da un’uomo e perlopiu’ in quella situazione che mi trovava molto impreparato e sorpreso. Pensai per un attimo la faccia che avrebbe fatto mia moglie se mi avesse visto cosi’, lei che era cosi’ tradizionalista e all’antica. Nemmeno il tempo di dire qualcosa e Bruno si chino’, mi prese per i fianchi e comincio’ a succhiarmelo. Afferrai Bruno per la testa come per allontanarlo ma stavo cominciando a provare piacere. Sentivo i suoi baffoni che mi sfioravano il pube e la sua lingua che accompagnava quella penetrazione orale e la cosa cominciava a intrigarmi, il mio membro stava reagendo diventando sempre piu’ rigido. Le mie insistenze si fecero sempre piu’ flebili, la tensione calo’e Bruno se ne accorse mollando un po’ la presa. Si tolse anche lui i pantaloni e notai che il suo cazzo era veramente un bell’uccello in erezione. Dai accarezzamelo anche tu porco, mi disse e mi accompagno’ la mano un po’ tremolante sul suo membro. Glielo accarezzai. Adesso inginocchiati a prendimelo in bocca, dai che te lo faccio sentire, il mio cazzo com’e’ buono mi disse. Ubbidiente come non mai glielo presi in bocca e come non aveva mai fatto mia moglie con me, incominciai a ingoiarlo. Il suo cazzo era diventato duro come il marmo e la sua cappella era enorme. La mia testa veniva guidata da Bruno che mi teneva per i capelli. Non capivo cosa mi stava succedendo ma la mia bocca lo accoglieva sempre piu’.Lo vedi che sei un porco,mi disse con superbia’. Con immenso piacere se lo faceva succhiare stantuffandomelo avanti e indietro in bocca facendomelo arrivare certe volte fino in gola e facendomi mancare il fiato in certi momenti. Gli presi le palle e gliele strizzai vedendo che gemeva e accondiscendeva.Ahh, ahh, lo sentivo . Ad un tratto mi fece rialzare, mi giro’ di spalle di brutto e mi appoggio’ ad un bancale che mi arrivava all’altezza del ventre facendomi chinare in avanti. Mi divarico’le gambe e, dai fammi sentire se il tuo buchino e’ ancora vergine. Il suo dito s’infilo’in un attimo dentro al mio sfintere facendomi sussultare un po’, ahh dissi restringendo le natiche. Si succhio’ il dito lubrificandolo e me lo infilo’ di nuovo. Il mio cazzo sembrava diventato di marmo, questa cosa mi stava eccitando. Quando il mio buco si inumidi’ un po’ e cominciavo ad apprezzare il suo ditone, ….. ahhhhhh gridai, fai piano almeno, dissi. Il suo cazzone mi aveva gia’ allargato il posteriore e mi stava scopando. Non accetto ordini mi disse, adesso comando io e tu stai zitto o sei licenziato. Ahhhh, lo sentivo dietro di me urtarmi contro il bancale che dall’altra parte opponeva resistenza, ero bloccato li’ e dopo un po’ di dolore cominciavo a sentirlo scivolare dentro di me. Cominciavo a mugugnare sottovoce ma non sapevo piu’ come trattenermi, stavo godendo come un maiale anche io. Bruno allora con fare esperto , finche’mi sbatteva per bene mi riprese il cazzo in mano facendomi una bella sega. Venni di brutto in una maniera come non mai e in quel momento gridai …… siiiiii sono il tuo porco !!!!!! Bruno mi venne dentro dall’emozione e dall’essere riuscito a domarmi. Bravo bravo mi disse, ritirandosi poi, e dirigendosi verso il bagno per la pulizia. Driiin, driiin, driiin, il camionista suono’ il campanello, erano gia’ le sei. Bruno si rivesti’, dai apri e scarica questo camion porco, e se ne ando’in ufficio lasciandomi li’a sistemarmi. Tornai a fine turno a casa saltellando gioioso …… Lara, Lara, sono stato assunto !!! E mi bacio’. Ma le avventure non finirono qui’, ma questo ve lo svelero’ nel prossimo racconto.

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