Il negozio delle caramelle by piccolaeva [Vietato ai minori]




Il negozio delle caramelle di piccolaeva New!
Io non ho niente a che fare con quello che adesso mi metto a raccontare. È un episodio offerto alle mie dita da un’altra persona, un’altra vita. Ma io lo prendo e mi permetto di raccontarlo impersonandomi in una delle ragazze presenti in quel momento che chiamerò rispettivamente Azzurra e Rosa.
Siamo arrivate e gli abbiamo chiesto di andare in bagno… Usare l’acqua per iniziare a bagnare i nostri corpi prima di darli a lui che in fondo, per raggiungere quello scopo, non ha affatto bisogno di toccarli. Noi siamo come gatte accaldate e riscaldate quando andiamo li da lui. Lui ha quasi vent’anni più da noi e il corpo asciutto e l’esperienza che ha un uomo arrivato a quell’età. Che serve a noi per crescere. Lui ancora non sa niente, ci sente, solamente a usare l’acqua e noi indossiamo adesso i costumi di scena che non conosce ancora.
Io Rosa, la diavola rossa.
Lei Azzurra, un angelo blu.
Ride lui, adesso è entrato… Azzurra sbatte me, contro al muro e mi bacia mentre
tiene una mano davanti nella stoffa arricciata, di raso blu e lieve, della biancheria infradiciata.
Io ho le braccia in alto, sopra la testa e gli occhi chiusi ma lo vedo, lui è davanti a me adesso, adesso tra di noi, il suo ventre è contro il mio.
Vai via che arriviamo.
Lui si mette sul divano con la tuta e i piedi nudi… Noi attendiamo cinque minuti. La voglia non deve aver fretta.
Ci sediamo una per lato. È tranquilla la tv. Contemporaneamente iniziamo a accarezzarci, ognuna da sola, una per lato.
Lui è già eccitato.
Entrambe lo tastiamo. Per una mano che affonda un’altra rifugge. Una rovista tra le proprie cosce e un’altra chiude il cazzo a lui, nel pugno di una mano.

Lui ha smesso di star fermo ma è a lei che va per primo. Fermo alle sue spalle dopo aver baciato me per assicurarsi che li guardassi
Le incastra il reggipetto sotto il seno, nievo e fresco e i due capezzoli sono duri come il marmo. Lei continua a toccarsi, con gli occhi aperti nei miei adesso. Le sue tette sono invitanti, io le mangio chinandomi mentre appoggiata sul mio collo lei alza il culo verso lui. Sopra la tuta glielo sfrega, sa che basterà il contatto ad attirarlo.
Lui è come acqua, esce dalla tuta, fresco e lucido, la prende e la riempie lei freme e si distende.

Io lo aiuto sdraiandomi e leccandola, da sotto, mentre le sue mani strizzano me e il suo cazzo scopa lei.
Ma la lascia.
Lei è venuta.
Adesso tocca a me succhiarlo.
Alzo il ventre verso lui, la porta sbatte, dimenticata aperta.
Sbatte, sbatte e lui mi entra.
Lei ci guarda miagolando, Azzurra, gemito celestiale. Giovane gatta in calore.
Aprila. Aprila. Lo sta dicendo a lui
Però io apro da sola. Aggiustandomi al divano, una coscia su ogni lato per fargli vedere il taglio aperto e pieno, lui si china adesso e lecca, rosso in volto dal momento in cui ha fatto venire lei e fa venire me, forse pensando ancora, davanti alla rosa calda e aperta, quando preso dalla fica di lei non capiva più dove finiva il suo cazzo e cominciava lei.
Io mi stiro, mordo e graffio.
Vengo, gemo, mi contraggo.
Ora sono una coperta, lui si stende sopra a me, con le spalle sul mio petto, mette lei sopra di sé.

Lei lo succhia, dalla cima fino in fondo.
Sa di zucchero filato.
Ah, no caramellato.
Appiccicoso e denso, sperma liquido e salato, di lui che ha vent’anni più di noi ma come un bimbo è ritornato.
Nel negozio delle caramelle.
Io la Rossana e lei la liquirizia. Ti ricordi quelle tonde? Attorcigliate e sinuose, che avevano la carta blu?
Tu a quattro zampe.
Lei a cosce larghe sul divano.
Così dice.
Ma tu non devi venire. Rispondiamo.
Devi sbatterci per bene….

Mi da un triplice bacio, sa di Azzurra sa di me, sa dello stesso suo sapore.
Tira il vento nel giardino, mi colpisce con violenza il sole agli occhi mentre sbatte la finestra, dimenticata aperta. Sbatte, sbatte. E sul divano si rimette.
Non finiranno mai le caramelle finché noi torniamo qui. Finché il pranzo della domenica sarà un continuo lavarsi, strusciarsi, leccarsi, farsi sbattere e succhiare.

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