Il mio grande amore




La nostra è una storia iniziata come la solita stronzata. Qualche bacio, qualche messaggio e una paura incontrollabile di affezionarsi. Capimmo di esserci innamorati la prima volta che facemmo l’amore: fu l’esperienza più spontanea e romantica della mia vita. Ma non è questo che voglio raccontare bensì la prima volta che venne dentro di me, cioè due mesi fa. Avevamo deciso di andare in discoteca, ma il destino volle che la macchina si rompesse proprio davanti al mio appartamento. Chiamammo la nostra combriccola e chiedemmo se avessero potuto passare a prenderci ma dissero che avrebbreo perso almeno 1 ora e mezza. Allora infreddoliti decidemmo di entrare in casa. Accesi la stufa, lo condussi a letto e iniziai a baciarlo. Lui accarezzava ogni parte del mio corpo e senza accorgermene mi ritrovai in mutande e reggiseno. Allora iniziò a baciarmi il collo, scendendo lentamente fino ai seni leccando dispettosamente i bordi del reggiseno. Gli bastò un abbraccio per liberarmi da quell’ostacolo al piacere e si buttò a capofitto sui miei capezzoli già duri per l’attesa. Li succhiava, li leccava, li mordeva e io sentivo il mio perizoma bagnarsi sempre di più. All’improvviso, mentre per ansimare avevo la bocca aperta mi infilò un dito quasi in gola e mi ordinò di succhiarlo. Io mi eccitai ancora di più e immaginavo di poter sentire con la lingua la forma della sua grossa cappella e le sensuali venature della sua asta. Dopo dieci minuti il suo dito non mi bastava più. Salii con le cosce sul suo viso offrendogli la vista della mia figa stretta, aperta e grondante d’umori, intanto mi abbassavo e accarezzavo il suo cazzo con i miei capezzoli turgidi. Lui al limite dell’eccitazione mi strinse i fianchi e iniziò a sfiorarmi il clitoride con la lingua facendomi gridare dal piacere. Presi il suo enorme cazzo in bocca cercando di farlo entrare il più possibile ma era impossibile così iniziai a succhiare con un’energia tale che sembrava volessi far uscire la sua anima. Lui intanto ansimava, soffiando inconsapevolmente sulla mia figa e facendomi tremare dal piacere. Ricominciò a leccarmi in maniera più brusca e io iniziavo a raggiungere l’apice del mio piacere, ma non era come il solito. Mi stava togliendo le forze. Più mi accasciavo sul suo viso più aumentava il ritmo. Iniziai aa tremare, sembrava avessi le convulsioni e sentivo come lo stimolo di fare pipì. Lui, più esperto di me, capì ciò che stava succedendo e mi urlò di lasciarmi andare. Lo feci e iniziai a squirtare sul suo viso e caddi così stremata, con la figa e le gambe inzuppate e lui tutto bagnato sotto di me che mi accarezzava il culo. Mi tenne stretta per una decina di minuti, il tempo di riprendermi e ricominciò a baciarmi. Pianò pianò infilò il suo pisello durissimo nella figa ancira sensibilissima. Nel frattempo mi abbracciava forte ripetendomi quanto mi amasse e l’importanza che avevo per lui. Io non riuscivo a reggere così tante emozioni in così poco tempo, ma riuscì a capire una cosa. L’uomo che si muoveva dentro di me, sarebbe stato mio marito, il compagno della mia vita e in quel momento ne fui certa. Lo tirai a me e gli sussurrai nell’orecchio “vienimi dentro amore mio”. Lui si fermó e mi guardò con occhi dolcissimi e mi chiese se ne fossi sicura. Io ne ero più che sicura. In quel momento era l’unica certezza che avevo oltre a quella di amarlo. Lui allora iniziò ad andare più lentamente e ad ogni colpo mi dava un bacio o mi sussurrava “ti amo” fino a quando non sentì il suo cazzo pulsare e il “ti amo” divenne un ruggito. Mi strinse più forte e gridava fino a quando non si abbandonò sul mio corpo che lo stringeva a sè con tutto l’amore di questo mondo.
Adesso mentre rileggo questo racconto ad alta voce. Lui è sdraiato accanto a me, consapevole che tra poco tempo potremo tenere tra le nostre braccia il frutto d’amore di quella stupenda notte.
Ti amo amore mio.

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