Il maschio da monta by Viktorie [Vietato ai minori]




Tutto iniziò come una sfida tra amiche. Per la precisione, tra amiche sbronze.
“… Forse alla fine ci ho guadagnato.” disse ciondolando la testa biondiccia Sara, appena tornata single “… Se la mia vita doveva essere come gli ultimi mesi con lui!”
I ricci scuri di Agata sobbalzarono scossi da una risatina chioccia “cioè del fatto che non ti scopava neanche per sbaglio?” Agata si beccò una gomitata da Sara. “non mi scopava perché quella troia di Rossana, che QUALCUNA gli ha presentato, gli drenava le palle!”
Il dito accusatore della bionda mi puntava con la precisione di un laser ondeggiante, ma mi sentii tirata in causa, adagiata nel mio divanetto. “Te la prendi con me, bionda?” sbottai, smettendo di perdermi tra i giochi di luce del mio cocktail semivuoto. “non è che una presenta una nuova assunta al suo collega e va a pensare che finiscono a scopare!”
Agata finì un altro sorso e sentenziò con voce roca dall’alcool che se io non li avessi fatti conoscere, non sarebbe successo.

“Neser me!” Imprecai nella mia madrelingua. “… Non sono la babysitter dei vostri fidanzatini!”
Sara fece un gesto con la mano a mezza via tra scacciare una mosca e chiamare il cameriere.
“… È che lavorate in un posto pieno di gente, da me in contabilità passa solo il corriere…”
Agata scoppiò a ridere “… Signorina, ho un pacco per lei!” “…deve pagare la penale perché è molto voluminoso!!” Feci eco io, mimando con l’avambraccio un fallo enorme. Il cameriere ci trovò a ridere come delle deficienti aspettando pazientemente che smettessimo.

“mi porti un altro di questi?” Chiese la bionda senza ricordare neanche il nome del drink. Il cameriere annuì guardando Agata che pensierosa rifletteva su cosa prendere.
“non mi ricordo mai come bisogna fare…” Disse guardandoci un po’ persa.
“a fare cosa?” Chiese il ragazzo. “con i drink, bisogna prenderli meno forti o…”

Scrollai la testa con un sorriso. “… O lo stesso cocktail, o con la stessa base. Se cambi lo fai a salire di gradazione alcolica di base.” Agata ordinò un’altra miscela ignorando il discorso.
“a lei cosa porto?” Riflettei. “a quanti sono di questi?” “tre.” “Rammollita.” Finii il bicchiere con un sorso. “Per me un altro Black russian” dissi, porgendo il calice vuoto.

“… Vedi? È cosi che bisogna fare.” Sospirò Sara “decise, Vik prende quello che vuole!”
Risi. “come con i ragazzi! Prendi quello che ti interessa, e poi cambi. Stessa base o a salire!!”
Le mia amiche scoppiarono a ridere anche loro “a salire di cosa?” “indovina!!”

Il cameriere arrivò con i nuovi bicchieri e brindammo.
“a Sara, che adesso deve trovarsi un uomo che almeno le faccia recuperare questi mesi di pile AA consumate da sola a letto!” Sorrisi guardandola da sopra il bicchiere mentre arrossiva.
“… Scusa se non ho una vita come la tua, con dei manzi da scopare sempre nuovi sottomano” disse prima di bere piano.
Fissai il bicchiere nelle sue sfumature marroni cioccolato per un po’. “… È solo cinismo. Approfittare delle situazioni che capitano e crearne altre.”
Agata sembrava disgustata dal suo cocktail, la indicai con un cenno della testa.
“guarda la riccia, lì. Prende cose a caso, non mi dà retta e adesso non sente neanche il gusto di quello che beve perché la vodka di prima le copre i sapori.”

“A me non capitano le occasioni.” Sospirò Sara. “… Non puoi bere i cocktail a caso, così come non puoi farli da sola, serve un barista che ne sa!”
Agata rise “Viktorie ne sa! Perché non le ordini un bel cock-tail??” Scoppiai a ridere anche io, prima di sorseggiare il mio drink.
Sara ristette un attimo in silenzio, mentre bevevamo tutte e tre guardandoci attorno.
Ad un tavolo non troppo lontano un gruppo di ragazzi con cui s’era scambiata qualche occhiata continuava tenerci d’occhio. Fissai per un istante un moretto dal viso carino, ma più come si guarda per strada un bel modello di abito. Non lo compreresti, non ti serve, però, carino.
“Quelli ce li troviamo al tavolo tra un po’!” Commentai senza troppo entusiasmo.

“… Vik…”disse sottovoce la bionda.
“Sì?” Diedi un altro sorso.
“… Mi troveresti un bel divertimento? Ne ho bisogno.” Tossì quasi nel bicchiere l’amica, mandandomi il sorso di traverso.

Mentre Agata rideva tornavo a respirare e fissare Sara.
“Come??”
“Guarda come ti muovi! Ogni giorno ti trovi uno da portarti a letto, sei qui e hai sondato la sala, e se facessi un cenno di sicuro qualcuno di quelli verrebbe qui.”
Non potei trattenermi dal guardarla con ironia. “Sara, questo è perché ho una vagina.” risposi, indicandomi la gonna corta. “… Se ben ricordo, ne hai una anche tu.”

“Viktorie non vuole condividere con le amiche i suoi stalloni!!” Rise sguaiatamente Agata, che non sentiva il sapore del suo drink ma sicuramente la sua portata alcolica.
Le soffiai contro come i gatti arrabbiati.
“… O forse non è capace di trovarti un divertimento, e cerca delle scuse!” Incalzò Agata.
Mi adombrai. “Come? Stai dicendo che non sono in grado di trovare un passatempo sessuale per Sara?”
La riccia annuì.
“… Sono perfettamente in grado di trovare un bel pezzo di carne per lei, anzi! Sono sicura di poter trovare un maschio da monta da primo premio entro fine mese!!”
Portai avanti il bicchiere nella mia mano in un ciondolare di braccialetti.
“È una scommessa?”
“È una scommessa. Se perdo, esco con il fattorino.”
Sara assunse un’espressione preoccupata. “non ti conviene…”
“No no, lasciala fare!!” Cinguettò Agata. “E se vinci?”
“Se vinco, ci uscite voi.” Mentre la riccia soppesava il rischio, Sara si fece audace.
“come facciamo a verificare che sia cosi bravo?”
“mi pare ovvio. Dovrà scoparci tutte e tre. Hai paura, biondina?”
“Neanche per idea.”

I bicchieri si scontrarono, suggellando la scommessa assieme a un sorriso complice.

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