Il Collega by fraone [Vietato ai minori]




Il Collega di fraone New!

Note dell’autore:

Il nuovo lavoro

Il Collega
Giorgio, 31 anni e sposato da pochi mesi aveva appena ricevuto una chiamata per un colloquio di lavoro. Era contento perché stava per scadergli la disoccupazione dopo aver perso il lavoro che faceva da 10 anni come magazziniere in un grande supermercato.
Era stato chiamato direttamente dal dott. Corda, il titolare di un mobilificio che aveva bisogno di un tuttofare per la sua piccola azienda, consegnavano e montavano i mobili e aveva bisogno di sostituire una persona che si era appena licenziata.
Entrò nel negozio di mobili, che conosceva perché aveva spesso visto di passaggio nella strada che portava al suo paese. Era bello, pulito ma piccolino. Era consapevole che si trattasse di una piccola società ma a lui adesso importava solo trovare un lavoro.
La moglie Alessia, sua coetanea, lavorava in un call center, minuta e molto timida, viveva per il marito con cui si era sposata dopo 10 anni di fidanzamento. Avevano anche il sogno di un bambino, lei era innamorata di quel ragazzo, anche lui timido, dolce e minuto come lei.
Il dott. Corda si mostrò subito una persona molto affabile, un signore di circa 50 anni, dai modi garbati, dopo aver parlato gli fece fare un giro nella sede. Nel negozio di mobili la vendita era compito della moglie, una signora piacente di mezza età, anche lei molto garbata ma che non riusciva a nascondere un particolare nervosismo. Mentre nel magazzino Giorgio vide i 3 magazzinieri installatori che avrebbe dovuto affiancare. Si avvicinò subito a lui Giuliano, un ragazzo simpatico e sorridente che gli andò incontro presentandosi e fu subito seguito da Andrea, un uomo di 40 anni, anche lui gentile ma che si presentò scuro in volto, nervoso, anche triste e con un evidente rossore nella guancia come se avesse appena preso uno schiaffo.
Seduto in ufficio, con i piedi nella scrivania, c’era Marco il terzo collega che non si avvicinò per conoscere Giorgio.
Fu il dott. Corda ad entrare da lui e nonostante fosse il capo si rivolgeva a Marco in maniera subordinata
– Marco, scusa se ti disturbo, volevo presentarti il nuovo collega
– Fallo entrare
Come Giorgio entrò nell’ufficio, Marco si alzò e la sua figura era davvero imponente, oltre il metro e novanta, spalle larghissime, classico antipatico naturale, poteva anche essere un bel ragazzo se il viso non fosse deturpato da una vistosa cicatrice che dal labbro arrivava quasi all’orecchio.
Marco non disse una parola, ma gli strinse la mano così forte che Giorgio pensava gliela stesse rompendo, mantenne la stretta fino a quando a Giorgio non cedettero le ginocchia e disse
– Mi stai facendo male
Marco continuò a stringere, per poi lasciarla dopo poco senza dire nulla, si voltò e si risedette poggiando i piedi nuovamente nella scrivania. Quindi si rivolse al titolare e a Giorgio e disse loro
– Adesso Fuori!
Il dott. Corda uscì a testa bassa seguito da Giorgio dolorante alla mano.
Il giorno dopo avrebbe iniziato a lavorare presso di loro e nonostante questo episodio spiacevole Giorgio non stava più nella pelle e appena rientrato a casa raccontò tutto ad Alessia. Andarono a mangiare una pizza per festeggiare e la notte fecero l’amore, con dolcezza e intensità, si conoscevano benissimo e nonostante i tanti anni insieme si desideravano ancora, Alessia raggiunse prima l’orgasmo, poi si poggiò con la testa nella spalla del marito e lo masturbò fino a farlo venire. Dopo prese le salviette e lo pulì accuratamente, un rituale che faceva dopo ogni volta che facevano l’amore. Giorgio adorava sua moglie e il loro modo di far sesso.
La mattina dopo Giorgio si presentò alle 8 presso la sede, era raggiante all’idea di iniziare la sua prima giornata di lavoro. Lo accolserò Giuliano e Simone che stavano caricando dei mobili da consegnare. Marco era seduto al volante del camion e fumava una sigaretta. Fu lui a parlare per primo a Giorgio
– È arrivato il coglione nuovo. Vai ad aiutare gli altri due scemi che dobbiamo fare una consegna.
Giorgio non rispose e raggiunse i due colleghi, si mostrò subito molto volenteroso e cercava di fare vedere la sua voglia di lavorare. Simone sottovoce gli disse
– Non contraddirlo mai a Marco. È una persona cattiva e violenta. Qui in pratica comanda lui. Anche il titolare lo teme. Se hai una moglie o una fidanzata non dirglielo. È anche un depravato
Marco si accorse dei due che confabulavano e si avvicinò a loro
– Coglione! Cosa gli hai detto?
Disse con tono perentorio.
– Nulla Marco, gli stavo dando consigli per il lavoro. Abbiamo finito di caricare.
– Bene! Voi due scemi salirete nel vano con i mobili. Tu frocio colleghino nuovo vieni con me davanti
Disse con tono perentorio ai 3 ragazzi. Simone e Giuliano mesti salirono dietro e Giorgio impaurito raggiunse Marco nel posto vicino alla guida
– Allora. Vediamo di conoscerci un pochino. Sei sposato o fidanzato?
– No Marco, sono single!
Giorgio seguì il suggerimento di Simone e omise il fatto di essere sposato, ma aveva una paura incontrollabile e gli tremavano le gambe. Quel ragazzo lo intimoriva come mai era successo in vita sua.
Alla risposta di Giorgio però Marco fulmineo fece partire uno schiaffo di rovescio che lo prese in pieno labbro spaccandoglielo e facendogli uscire sangue. Giorgio non riusciva a trattenere le lacrime.
– Quindi è questo che ti ha detto quel coglione. Bene dopo faremo i conti anche con lui. Evidentemente non sa che prima di assumere il titolare deve girarmi i curriculum, ho letto che sei sposato e stasera verrò a cena a conoscere la tua dolce signora
La frase di Marco fu seguita da una lunga risata, poi non parlò più per il resto della giornata, una volta scaricati i mobili per far ritorno in sede fece andare Giuliano e Giorgio davanti e lui si chiuse nel vano con Simone, si sentirono urla e rumori di colpi. Ma sia Giuliano che Giorgio non osavano proferire parola. Simone uscì dal vano camminando a stento, rosso in viso e con lo sguardo basso.
Il resto della giornata Giorgio lo passò in tensione all’idea della cena dove Marco si sarebbe presentato alla moglie, non capiva che intenzioni avesse e non sapeva neanche come dire alla moglie di questo improvviso invito.
Prima di andar via Giorgio prese coraggio e si avvicinò da Marco, titubante e con voce insicura gli disse
– Marco, per questa sera io e mie moglie non possiamo, però possiamo organizzare a breve una cena.
– Ahahaha – rise Marco – non dire cazzate. Alle nove sono da voi, fai cucinare qualcosa di buono e adesso togliti dalle palle immediatamente
Giorgio uscì cupo in volto e preoccupato, cercava lo sguardo dei due colleghi che tenevano volutamente la testa bassa per non intromettersi in quella storia.
Non sapendo cosa dire alla moglie le disse semplicemente che aveva invitato un collega a casa e si scusava per non averla avvisata prima. Alessia rimproverò il marito ma poi iniziò subito a cucinare per far fare bella figura a Giorgio. Vedeva il marito silenzioso e cupo e nonostante le sue richieste lui non sapeva cosa rispondere alla moglie e diceva semplicemente che era stanco.
Alessia aveva apparecchiato la tavola elegantemente la tavola e messo gli antipasti in tavola, quando alle nove precise suonò il campanello, Giorgio andò ad aprire con Alessia dietro che lo seguiva.
Marco entrò senza salutarlo ma porse subito la mano ad Alessia per presentarsi, come lei gli diede la mano lui la trascinò verso di lui e le diede due baci nelle guance mentre con una mano le teneva i fianchi.
Entrò in casa prepotentemente, si sedette subito a tavola, nel posto capotavola, poi fece i complimenti ad Alessia per come aveva preparato il tutto.
Alessia stava andando a prendere il vino in frigo quando Marco la blocco con una presa forte nella pancia
– Siediti qui vicino a me. Non è giusto che sia solo la donna a faticare. Tu! Vai a prendere il vino
Alessia rimase scossa dai modi bruschi e maleducati del collega del marito ma ancora di più rimase sconvolta dal fare sottomesso di Giorgio che come un automa scattò all’ordine di Marco.
Alessia si sedette nella sedia indicata da Marco, vicino a lui, ma lui con una forza nella mano notevole la spostò facilmente fino a metterla adiacente a lui, ora erano attaccati.
– Stammi vicino. Oggi voglio conoscere e sapere tutto di te. Non pensavo che Giorgio avesse una moglie così deliziosa
Giorgio portò il vino e lo verso a tutti, poi si sedette nella sedia che inizialmente era vicino alla moglie. Il tavolo era lungo e rettangolare, ma quella disposizione non piaceva a Marco.
– Così mi fai sentire di troppo. Prendi il tuo piatto e mettiti capotavola come me, ci penso io a servire il vino a tua moglie
Mentre dava l’ordine Marco mise una mano sul ginocchio di Alessia, nel mentre Giorgio prese il piatto e si spostò dall’altra parte del tavolo.
Nonostante la timidezza Alessia con voce titubante disse a Marco che forse stava esagerando e lui ridendo rispose
– Tuo marito è molto contento che i colleghi familiarizzino con la moglie. Vero Giorgio.
Giorgio abbassò la testa sommessamente e annuì. Allora Marco lo rimproverò
– Così non ti sentiamo, devi dire a tua moglie che sei felice se noi familiarizziamo
Marco nel dirglielo aveva la voce e lo sguardo minaccioso, che Giorgio aveva imparato a conoscere durante la giornata di lavoro e che temeva moltissimo
– Si tesoro. Mi fa piacere che tu familiarizzi con i miei colleghi
– Bene adesso vai a controllare il primo
Marco diede l’ennesimo ordine a Giorgio e questi scattò. Nel mentre continuava ad accarezzare il ginocchio e una parte della coscia di Alessia che era sconvolta e in imbarazzo per i modi di fare di quell’energumeno.
– Devo farti un rimprovero! Potevi vestirti più carina per questa cena. Jeans e maglietta non mi piacciono. Hai gonne o vestiti?
– Certo – rispose sottovoce Alessia – ma non capisco cosa sta succedendo
– Non devi capire – disse Marco in modo perentorio – poi le prese la mano e la sollevò di peso – andiamo in camera tua e fammi vedere che abiti hai
Alessia provò a protestare e cercare lo sguardo del marito per farsi aiutare, ma lui assisteva impaurito e in disparte
Marco e Alessia entrarono nella camera matrimoniale, Marco si sedette sul letto, e disse ad Alessia di fargli vedere i suoi vestiti più sexy. Lei intimorita come il marito dall’invadenza di quell’uomo tirò fuori tutti gli abiti, fino a quando Marco non scelse un vestito nero aderente e corto, che Alessia raramente usava.
– Bene indossa questo – disse Marco perentorio – fammi vedere come ti sta!
– Raggiungi mio marito in soggiorno – arriverò con questo vestito
– Hai due possibilità: faccio venire qui tuo marito e gli dico di dirti lui di cambiarti davanti a me oppure ti tolgo io i vestiti e ti metto il vestito. Nel primo caso penso che sarà più imbarazzante farlo davanti a quel frocio di tuo marito e nel secondo rischierei di farti male. Sono molto brusco nei modi

Note finali:

per suggerimenti giorgio974@libero.it

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