Il branco




Scritto da ninoccio,
il 2015-05-28,
genere zoofilia

Sempre più spesso, quando facevamo l’amore, mia moglie Desi, mi chiedeva di indossare una sua vecchia pelliccia di foca dal pelo raso e piuttosto ruvido. Sui gusti altrui non si discute, dicevano gli antichi! Chiedeva prolungate leccate di fica e quasi sempre chiavate alla pecorina o di essere inculata. Per me andava bene, bastava scopare. Mi chiedevo tuttavia il perché di questo cambiamento di gusti e la risposta mi venne quando la sorpresi una sera a guardare video porno del genere zoofilia, si spiegava tutto e continuai ben felice ad assecondarla. Venne l’estate e, come tutti gli anni, ci recammo per le ferie nella nostra piccola casetta nella campagna pugliese, vicino Trani. Piccola villetta solitaria con minuscola piscina, il tutto recintato da una foltissima siepe, impenetrabile agli sguardi dei rari passanti, cosi che era nostra abitudine starcene quasi sempre nudi all’aria aperta. La recinzione della proprietà si rendeva necessaria anche perché sovente di lì transitavano mute di cani randagi, per lo più innocui, ma per ogni evenienza era meglio recingere!Purtroppo, ma forse volutamente, avevo dimenticato a casa la vecchia pelliccia e di questo lei me ne volle al punto di negarmi o almeno limitarmi le consuete scopate. Un pomeriggio stavamo sdraiati al sole quando sentimmo un improvviso latrare fuori dal portoncino della recinzione, incuriosito mi accostai e dallo spioncino guardai all’esterno, si trattava della solita muta di cani randagi che piazzatasi lì innanzi si stavano azzuffando tra loro mentre altri, in disparte, si stavano, a turno, accoppiando con una cagna evidentemente in calore. Chiamai Desi che, dopo aver visto quanto stava accadendo, non volle più scostarsi dallo spioncino tanto era attirata dalla scena. A letto, quella sera, sembrava impazzita, godette e mi vece godere come non mai, nonostante non indossassi la pelliccia! Poi, non riuscendo a prender sonno, rimuginai la cosa e presi una decisione. Se Desi era tanto attratta dai cani perché non assecondarla, anche perché la cosa nel suo insieme attirava pure me? Architettai un piano sperando di riuscire ad attuarlo.
Come al solito, e pressoché alla stessa ora, passò il branco di cani, quel giorno sembravano più tranquilli, uno degli ultimi in particolare attirò la mia attenzione, aprì il portoncino e chiamai con un fischio, se ne avvicinarono due o tre, diedi loro degli avanzi di cibo e provai ad accarezzare quello che più mi interessava. Si lasciò coccolare, si trattava di un grosso meticcio, forse un incrocio tra alano e labrador, biondo miele. Lo feci entrare nel giardino e rinchiusi il portoncino, sembrava accettare l’ospitalità. Come vide la piscina si avvicino alla sponda e con mia sorpresa saltò nell’acqua con un tonfo che svegliò mia moglie che si era appisolata su una sdraio. Desi chiese cosa stava succedendo e quando le mostrai il nostro ospite dimostrò subito un certo piacere.
Intanto il cagnone continuava ad uscire e a rituffarsi nell’acqua, lasciandovi diversa peluria e non c’era verso di farlo smettere. Desi pensò di attirarlo con un bell’osso di manzo lesso e la cosa infatti riuscì. Il bestione, scrollatasi l’acqua di dosso, si avvicinò a lei scodinzolando in attesa dell’osso che in quattro e quattro otto spolpò della poca carne di cui era provvisto, poi si accucciò lì vicino rosicchiandolo. Io e Desi ci sedemmo guardandolo, senza parlare. Passati alcuni minuti, il cane, pensando forse di ricevere ancora qualche bocconcino, ci si avvicinò scodinzolando. Ormai si era quasi asciugato completamente e grazie ai numerosi tuffi in piscina si era pure ben ripulito, risultando più presentabile, ci si accostò poggiando il fianco contro una coscia di Desi e posando il muso sulle mie ginocchia, forse chiedendo carezze e coccole cosa che immediatamente facemmo con suo gradimento, evidentemente gli mancavano da chissà quanto tempo. Ad un certo momento il cane cambiò posizione, invertendo i ruoli, si accostò al mio fianco posando il testone in grembo a Desi che assunse una strana espressione tra il divertito e il preoccupato, lui invece era talmente a suo agio che poco dopo cominciò ad annusare tra le cosce di Desi, sdraiata nuda, percependo forse un certo effluvio che, forse, inavvertitamente lei emanava. Io dentro di me ghignavo, il mio progetto stava andando in porto! Accarezzavo il cagnone, prima sul dorso, poi mano a mano sul fianco esterno scendendo impercettibilmente fino a sfiorare il suo pene, lui stava fermo, quasi in attesa. Chissà quante volte era stato già toccato in quel posto. Ad un certo punto volli rischiare e gli presi il pene tra due dita masturbandolo leggermente, con delicatezza all’inizio poi un poco più decisamente sino a che sentii il suo membro indurirsi ed ingrossarsi, il cane iniziava a mimare leggermente la monta perciò a quel punto mi fermai e rimasi a vedere cosa sarebbe successo. Infatti, scostatosi da me, indirizzò la sua attenzione su Desi e avvinghiatala con entrambe le zampe all’altezza delle ginocchia, quasi raggomitolato su se stesso, cominciò una improvvisa e scoordinata monta sbattendole il cazzo sulle ginocchia. Desi svegliatasi, spaventata gettò un urlo e scattò in piedi non capendo cosa stava succedendo, il cane era ancora avvinghiato alle sue gambe e fotteva a tutto spiano sborrando sulle sue gambe, a quel punto lei capì cosa stava succedendo e si rivolse incazzata a me che stavo sghignazzando come un matto. Il bestione intanto si era sdraiato e si leccava il cazzone ancora semi rigido e umido di sborra. Desi fatta una doccia e calmatasi un poco mi si avvicinò chiedendomi come fosse potuto succedere tutto ciò al che dissi che mi ero pure io addormentato e che probabilmente il cane ere abituato a certe confidenze con gli umani, anzi date le tendenze di lei sarebbe forse stato il caso di approfittarne. Mi arrivò una sberla, però il cane rimase con noi almeno per quella sera.
continua

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