Holy Hole by MARTINAMORE [Vietato ai minori]




Mi senti bagnata mentre finivo di leggere un altro romanzo erotico, che finiva con la bella protagonista, che a furia di essere scopata da un bel stallone di un maschio, alla fine rimaneva incinta.
E come sempre non riuscì a non pensare, com’è, prenderlo in ogni dove? e com’è rimanere incinta?
Con tutti quei pensieri me ne andai in bagno per stuzzicare il mio grilletto e provare un intenso piacere, che doveva essere insignificante a confronto di un atto sessuale completo.
Io mi chiamo Holy, Holy Hole, ho 18 anni, sono alta 1.60m, i miei occhi sono nocciola e i miei capelli sono dorati e lunghi fino al seno, ho la 2 di seno e quasi ogni giorno sogno finalmente di provare un vero cazzo come le ragazze dei libri, che non mi stanco mai di leggere.
Non so come le altre mie amiche, ma l’uomo dei miei sogni ha una faccia, e persino un nome: Bred.
Bred è un bel uomo di 32 anni, l’amico di mio padre, purtroppo è sposato, ma non per questo non posso immaginarlo tra le mie gambe.
È alto 1.80 capelli castani e gli occhi neri, anche se ha 32 anni ha un fisico di un modello, lo so perché l’ho visto già senza camicia, quando un’estate aiutava a mio padre sistemare qualcosa nel giardino. In realtà è da quel giorno, che ho le gambe bagnate ogni volta, che lo vedo o ne sento parlare.
E glabro, e ogni volta, che suda mi viene voglia di leccarli via ogni traccia di sudore da quel corpo notevole.
La sua moglie non l’ho mai vista, ma so che è bella ed inoltre i due hanno ormai 3 figli, tutti maschi.
Io e mio padre abitiamo da soli in una villa fuori città, mio padre è un uomo ricco e potente da quello, che ho potuto capire, anche se non so con esattezza, che lavoro fa, ma non mi fa mancare mai niente ed è questa la cosa importante.
Invece non ho mai conosciuto mia madre, ma la nostra governante Zoe ha quasi sostituito questo ruolo per me.
Mentre stavo per andare nel mio bagno a liberarmi dalla sfrenata voglia, che si impossesso di me finendo di leggere il mio libro, senti provenire la voce di Bred dal piano di sotto.
Quindi accantonai l’idea di andare in bagno e non appena mi sistemai alla meglio di fronte allo specchio, scesi di corsa per vedere quel bel pezzo d’uomo, che mi appare ormai da tempo nei miei sogni.
Non appena raggiunsi le scale, mi calmai, e poi cercando di rimane più calma possibile, cominciai a scendere le scale come se, il motivo di tale scesa non fosse l’arrivo di Bred.
Mi stupì di vederlo li, senza mio padre, mentre parlava con Zoe. Zoe era una donna bellissima, con occhi blu e capelli ramati, aveva un fisico di una ragazza nonostante avesse la stessa età di Bred.
– Dov’è mio padre? – chiesi, cercando di essere stupita e quasi ansiosa di vederlo, nonostante sperai dentro di me, che fosse lontano da casa.
– Ritornerà domani Holy, sono venuto qui solo per vedere come se la passano le due belle ragazze come voi – rispose Bred lanciandomi un sorriso straordinario, che rischio di farmi svenire, specialmente con tutto quello, che la mia vagina mi urlava nella testa.
– Che adulatore, dai vieni ti preparo un thè – rispose Zoe, avviandosi verso la cucina – anche tu ne vuoi Holy? – chiese a me.
– Certo – risposi, scendendo ulteriormente le scale. Bred si avvicino alle scale e mi porse la mano, prima ancora che riuscissi a scendere, per un attimo ci siamo guardati negli occhi e mi sembro per un’attimo di perdere la cognizione del tempo e del luogo, mentre guardavo in quei occhi neri nei quali non riuscivo a distinguere l’iride dal cristallino. Scesi con tenendo la sua mano, che non volevo lasciar andare.
– Sai Holy, diventi bella ogni giorno, che passa – disse Bred mentre ci avviamo nella cucina, che Zoe sicuramente ha raggiunto visto, che non la vedevo più vicino – quasi quasi invidio l’uomo, che ti sposerà – aggiunse mentre mi incamminavo attaccata a lui. Poi senti la sua mano scendere sulla mia schiena e posarsi sul mio fondoschiena. Non riuscivo a crederci, quando mi resi conto del gesto e del fatto, che mentre ci incamminavamo lui non se la toglieva. Indossavo come sempre un vestito, mi padre mi diceva sempre, che essendo una ragazza dovevo vestirmi da ragazza, senza contare la sua supposizione, che il motivo principale secondo lui della perdita della femminilità nelle donne e della loro predisposizione verso malattie femminili è proprio il fatto, che hanno smesso di indossare abiti femminili. Ovviamente non sapevo se è vero o meno e ovviamente non avevo la voglia di scoprirlo, senza contare, che gli abiti femminili mi piacciono e poi piacciono anche a Bred. Come se il fatto ti avere la sua mano sul mio culo non gli bastasse, Bred lo palpo per tastarlo, e mentre lo faceva, la mia vagina perdeva sempre più umori, come se si trattasse di una spugna bagnata, che più viene spremuta più liquido comincia a perdere. Meno male, che avevo un assorbente, che provvedeva anche a quelle perdite. Avevo un cuore in gola, e ovviamente volevo di più che una sua mano, che mi tasta sopra il vestito. Per dirne una, anche io volevo tastarlo, a quel pensiero il mio volto si infiammo, come una pira, nella quale veniva versato l’alcol.
Non appena raggiungemmo la cucina, Bred tolse la sua mano dal mio sedere, che ormai cominciava ad abituarsi a quel trattamento.
Zoe nel frattempo preparava le tazze e qualche stuzzichino, mentre il thè cominciava quasi a bollire.
Ci sedemmo tutti e tre, ma nonostante le mie speranze di sedere con Bred, dovetti sistemarmi accanto a Zoe, di fronte l’uomo.
– Come mai sei venuto qui, senza Signor Roal? – chiese Zoe.
– Perche non posso farti visita senza di lui? – chiese divertito Bred.
– No, e solo che non l’hai mai fatto prima – disse Zoe, andando a controllare l’acqua.
– In realtà sono qui per ordini di Signor Roal, devo sistemare alcune faccende per lui, per domani, quindi dovresti prepararmi la stanza perché ci dovrò passare la notte qui – disse Bred, mordendo un biscotto, e facendo un occhiolino a me.
Roal è mio padre ed è il capo di Bred.
– Ed Elsa è d’accordo? – chiese Zoe riferendosi alla moglie di Bred.
– Ovviamente è gelosa di te – scherzo Bred.
– Quindi non si lamenta mai, dei tuoi orari di lavoro? – chiese Zoe, sedendosi accanto a me.
– Non le ho mai sentito lamentarsi, mentre spende i soldi che mi guadagno con questo lavoro – rispose Bred riservando totalmente la sua attenzione per Zoe. Desiderai allora che Zoe sparisse.
– Il the è pronto – aggiunse Bred sentendo l’acqua bollente, che scendeva sulle fiamme, mentre la donna sembrava persa nei propri pensieri.
– Quindi non ti dispiace se resto? – chiese Bred a Zoe
– Ma figurati – rispose Zoe per meta sorridendo.
– E a te Holy? – chiese Bred fissandomi con l’espressione interrogativa.
– Per niente, sei uno di famiglia Bred – risposi sorridendo, cercando di sembrare sempre la stessa almeno agli occhi di Zoe, tanto ormai la maggior parte del fuoco sbolli, mentre desideravo la morte di Zoe, pur di rimanere sola con Bred.
– Bene, cosi non mi sentirò come se fossi un ospite non gradito – disse Bred masticando il suo biscotto, mentre Zoe gli versava l’acqua nella tazza con le bustine.
Dopo aver finito il suo thè, Bred contro tutti i miei desideri, si alzo, ringrazio e se ne andò per i fatti suoi.
Rimasi lì con Zoe, per non farle sospettare quello, che volevo fare realmente.
Dopo circa 15 minuti, fini il mio thè e mi diressi verso l’ufficio del mio padre, per parlare con Bred e forse per essere di nuovo toccata da lui. L’ufficio era vuoto e dopo aver rinchiuso la porta mi senti imbarazzata e spaventata per quello, che stavo facendo, e se lui fosse davvero li? che cosa avrei fatto? Che cosa gli avrei detto? No, è meglio andare nel bagno e finire quello, che dovevo fare prima della venuta di Bred, prima che di combinare sciocchezze irrimediabili, anche perché se io gli si mostrassi disponibile e lui mi rifiutasse, non avrei più potuto parlarli come prima e persino guardarli negli occhi.
Si certo lui mi ha toccato il sedere, ma questo non diceva niente in realtà.
Tornando nella mia stanza e chiudendo dietro di me la porta a chiave, poggiai la mia fronte sulla porta chiusa.
– Sei già abbastanza grande per leggere dei libri del genere? – all’improvviso mi chiese una voce famigliare, girandosi scopri, che si trattava davvero di lui, di Bred.
Bred seduto sul mio letto, stava leggendo l’ultimo libro, che avevo letto, che tra l’altro avevo finito poco fa.
Mi lanciai sul libro e lo chiusi per non fargli leggere oltre, anche se sapevo, che il danno era ormai fatto.
– Non e come la pensi – affermai, andando verso alla mia sinistra per rimetterlo nella mia libreria.
– Peccato – disse Bred dietro di me – e io, che pensavo che fossi già abbastanza grande per certe cose – aggiunge sussurrandomi nell’orecchio, e parlandomi il sedere più forte del prima, nel corridoio.
– Cer…certo che lo sono – risposi come se dovessi scusarmi con lui.
– Dimostramelo – disse Bred guardandomi negli occhi esigendo una risposta.
Non seppi, che cosa dirli e come dimostrarli, senza contare che lui era di 20cm più alto di me quindi non potevo raggiungerlo per baciarlo, quindi feci quello, che volevo fare da tempo, gli poggiai la mano sul suo pacco, scoprendo anche che era gonfio. Non era un gesto pensato quanto istintivo, come potrebbe essere un schiaffo.
Lui non rispose, ne con le parole ne con l’espressione, pensai di aver sbagliato mira, quindi tastai meglio, finche non fui certa di averlo afferrato per bene.
– Impavida, ma è ancora impacchettato – rispose Bred come se volesse rimproverarmi.
Sembrava essere in un sogno, e non perché stavo li ad aprire i pantaloni ad un uomo dei miei sogni, ma perche stavo li ad aprire i pantaloni ad un uomo, e non credevo veramente possibile di poterlo mai fare realmente, di solito gli uomini sono focosi e si buttano sulle donne come carnivori sulle prede, e non solo si tolgono tutto da solo, ma anche quello che c’è sulle donne, almeno e quello che ho trovato nei miei libri.
Persi davvero connessione con la realtà e la situazione sembrava oltre al limite della sopportazione, riuscì persino a sentire il polso sulle mie tempie.
Tolsi la cintura e poi sbottonai il primo bottone. Cerniera si apri da sola e notai, che cadendo i pantaloni mostravano i slip neri di Bred riempiti oltre il limite.
Cercai di toglierli subito, ma fui fermata dalle possenti mani dell’uomo.
– Prima devi odorarlo – spiego Bred, alla mia occhiata interrogativa.
Non avevo mai letto niente del genere nei miei libri, quindi non capi esattamente quello che dovevo fare.
Bred invece di spiegarsi, mi prese per la nuca e mi porto sul suo bozzo e disse – annusa.
Lo feci, ma mi ci vuole un po’ prima di afferrare quell’odore, che mai più scorderò: un odore di maschio.
Bred guidava la mia testa su tutto il bozzo ed anche quasi sotto tra le gambe, non so quanto tempo passo, perché mi sentivo attonita.
– Alzati ora – disse Bred, con una voce ferma e quasi fui delusa, che il gioco era finito – toglimi la camicia – aggiunse e mi ritrovai a sorridere per un altro sogno, che si stava avverando.
Con le mani protese e tremanti e senza riuscir a guardarlo negli occhi, cominciai a sbottonarli la camicia, mentre lui si toglieva da solo la cravatta.
La sua pelle era calda e setosa. Quando sbottonai l’ultimo bottone, Bred si tolse la camicia, mostrando tutto per me il suo torso nudo e muscoloso.
Lo guardai dal basso fino ad incontrare i suoi occhi neri puntati su di me, non appena lo feci distolsi lo sguardo, imbarazzata.
Butto la camicia vicino al mio letto e poi togliendosi del tutto i pantaloni fece lo stesso, rimanendo solo con gli slip neri e molto gonfi. Rimasi li a fissare il suo culo, muscoloso, sodo e grande.
– Ora spogliati – disse Bred, mentre sedeva sul mio letto con le gambe aperte e sostenendosi dietro con le mani.
Mi senti imbarazzata, ma lo feci. Il mio corpo era splendido, giovane e senza nessun centimetro fuori posto, ma mi sentivo lo stesso brutta ed inadeguata di fronte a lui.
Quando fui totalmente svestita, Bred prese la sua valigia, che era vicino alla porta, non l’avevo notato prima e si diresse verso il mio bagno, dicendomi di seguirlo. Lo feci.
Il mio bagno era grande, completo di doccia, la vasca, water, bidè ed altro. Bred apri la sua valigetta e dentro vedi molti oggetti curiosi, la funzionalità di alcuni scopri in seguito.
– Prima di fare alcunché, tu dovrai fare quello, che ti dico e senza fare domande, chiaro? – mi chiese con una voce forte, tanto che per un momento pensai, che fosse arrabbiato con me.
– Si – risposi tra il velo di imbarazzo e timidezza.
Lui si avvicino alla vasca, prese lo shower, lo svito dal tubo, che lo collegava al rubinetto, poi prese qualcosa dalla valigia e lo avvito al tubo al posto di shower.
– Ora vieni qui – mi disse Bred, facendomi sedere sul lato della vasca.
– Ora tieniti a me, sopporta e fai quello che ti dico – aggiunse mentre, mi afferravo a lui, spaventata per l’ignoto ed contenta del fatto di poterlo abbracciare nudo essendo nuda a mia volta.
Lui mi bagno il sedere, poi lo insapono. Poi accorgendosi del mio tampone assorbente, all’improvviso me lo tolse, spaventandomi ed imbarazzandomi ulteriormente. Poi senti qualcosa entrare nel mio sedere, pensai che si trattasse di quel affare che prima lo vidi avvitare, ma poi mi resi conto, che in realtà era solo il suo dito. Il suo dito nel mio culo, finalmente, pensai. Anche se volevo avere qualcos’altro di un suo dito dentro di me e non nel sedere, fui felice lo stesso del fatto che lui finalmente era dentro di me, mi aggrappai più forte a lui, contenta che i nostri torsi fossero nudi. Poi lui si alzo, e nel abbracciarlo mi resi conto che il suo gonfio pacco era tra il mio senno, mi eccitai ulteriormente.
Il dolore nel sedere era forte, ma resistei e fui contenta di fare ciò per Bred.
Poi senti il suo dito uscire da me e poi senti entrare quella cosa di plastica.
– Ora resisti – disse Bred accendendo l’acqua, che portata da quel tubo fino al mio sedere comincio a riempirmi. Fu una sensazione strana, piacevole e anche dolorosa. Un dolore analogo quando stai per pisciare oppure per defecare.
– – Butta via tutto – mi disse Bred, quando tolse il tubo, come se potessi trattenere tutta quell’acqua dentro di me, lo feci. In seguito scopri, che si trattava di clisma, e in un certo senso fui felice di farla, anche perché era, divertente in un certo senso e anche perché dopo mi senti più pulita di prima, non so come spiegarlo.
Dopo 4 o 5 volte, finimmo. Bred mi pulì via il sapone sia dal culo che dalla figa e fui lieta di sentire le sue mani sulle mie intimità. Fu sempre lui ad asciugarmi e scortarmi via dal bagno.
Bred porto con se la sua valigia, che una volta seduto sul mio letto poggio accanto a se.
Io invece dovetti sedere sulla moquette di fronte a lui.
– Ora baciami qui – disse Bred puntando verso un punto del suo interno coscia, a differenza del suo torso le sue gambe erano leggermente coperti di pelo. Lo baciai.
– – Ora qui – disse Bred mostrando un altro punto di un altro interno coscia, e cosi sempre più vicino al suo pacco.
– Ora annusalo ancora – disse – ti piace? – mi chiese dopo che lo feci.
– Si – risposi.
– Vuoi succhiarmi il cazzo? – chiese Bred mentre mi guardava negli occhi, mentre io annusavo la sua gonfia minchia impacchettata.
– Si, lo voglio – risposi imbarazzata, ora meno di prima.
– Allora scarta il regalo – rispose con un sorriso, che mi fece tremare le ginocchia.
– Posso? – chiesi per essere sicura, guardando dentro quei occhi neri come la pece.
– Devi – rispose Bred ad un tratto serio.
Il suo cazzo balzo via come un diavoletto nella scatola caricata. Lui sorrise dalla mia sorpresa. Aveva un cazzo di 18x06cm ovviamente era sopra la norma, ma mi sembrava davvero gigantesco, più del reale.
Mentre ci pensavo a toglierli le mutande completamente dalle sue gambe, Bred nascose dentro le mani il suo arnese lasciando fuori solo le palle.
– Prima leccami le palle – spiego Bred alla mia faccia interrogativa.
– Succhiale adesso! – ordino Bred, ed io obbedi. L’odore e sapore delle palle era più forte di quello del cazzo, tanto che mi infoiai ancora di più.
– Che brava troietta, adesso succhia pure la tua caramella bambina – mi disse con tono arrogante e derisorio, mentre io mi impossessavo del suo cazzo.
Non riuscivo ad ingoiare nient’altro oltre la sua cappella, cosi Bred mi ordino di baciarla e laccarla da ogni lato fino alle palle e lo feci soffermandomi poi sui suoi meravigliosi, gustosi e gonfi coglioni.
– Dovrai imparare a succhiare sto cazzo fino ai marroni, hai capito troia? – mi chiese Bred.
Per niente offesa da quella parola ed afferrando il concetto, che ci sarebbe stato almeno un’altra volta, con un rinnovato entusiasmo, cominciai ad esercitarmi a prenderlo sempre più affondo nella mia bocca.
Poi Bred si sdraio sul letto e portando a se le ginocchia, mi offri con tutta la comodità di succhiarli i suoi coglioni, visto, che come scopri anche lui, mi piacevano tanto.
– Già che ci sei bambina, leccami anche il buco del culo, si hai capito bene fallo! – disse lui e notando la mia indecisione mi prese per la testa e la schiaccio contro il suo bellissimo sedere.
Iniziai a leccarlo perché non volevo deluderlo, ma continuai perche scopri che mi piaceva da matti.
Quando fini, Bred, mi mise sul letto a quattro zampe e scendendo dal letto comincio da li a leccarmi il sedere ed allora scopri quando era meraviglioso sentire la lingua di qualcuno tra le proprie chiappe.
– Ti piace Holy? – chiese Bred per la prima volta rivolgendosi per nome da quando ci siamo spogliati. Questa cosa mi fece precipitare di nuovo nella realtà e la cosa anche se inizialmente mi spavento poi divento ancora più eccitante.
– Si Bred – risposi, sperando di farli provare la stessa emozione.
– Sai che cosa faccio adesso, tesoro? – chiese Bred andando a prendere qualcosa nella sua valigia, il cuore mi si riempi di gioia a quel nomignolo.
– Che cosa, tesoro? – risposi io desiderosa di fare lo stesso, solo nei miei sogni potevo immaginare di chiamarlo cosi, e mentre erano nudi.
– Ti scopo – rispose Bred, rendendomi felice. Non vedevo l’ora di sentire quel suo cazzo nella propria figa ed essere cosi anche sverginata da lui.
Poi senti essere spalmata con qualcosa, sul buco del culo da Bred. Forse Bred si era sbagliato pensai, ma visto che non ero competente quanto lui, non potevo saperlo. Forse c’era un altro motivo per cui mi spalmava proprio li.
– Allora vuoi essere scopata in culo da me? – chiese Bred
– In culo? – chiesi sorpresa.
– Si, in culo, tesoro – rispose Bred mentre cominciava ormai ad infilare qualche dito dentro.
– Pensavo nella vag…. – dissi non riuscendo a finire la frase.
– Cosa ha detto? – chiese Bred divertito.
– Pensavo mi scopassi nella vagina – ripetei sentendomi imbarazzata per la parola “vagina” un termine quasi medico, forse in quella situazione doveva dire la “figa”.
– Mi dispiace tesoro, ma non ho un preservativo e poi ti voglio venire dentro e non voglio rischiare di metterti incinta – spiego Bred quasi deridendomi, almeno e quello che percepì, tuttavia rimasi delusa, che lui non mi volesse mettere incinta anche se capivo, che le conseguenze sarebbero disastrose: lui era sposato.
Prima che potessi pensare se continuare allora o meno la cosa, senti il suo cazzo entrare nel mio culo, quasi lacerandomi in due per lo sforzo ed inattesa.
– Spingi fuori come se cagassi – spiego Bred e mi infilzo con maggior vigore, lo feci e lui entro quasi subito dentro di me, e con una fluidità tale come se fosse una spada dentro il proprio fodero.
– Ora aspettiamo – disse Bred, mentre si piegava su di me, e come se non bastasse sentire i suoi coglioni contro le mie grandi labbra, senti anche il suo addome sulla mia schiena e le sue mani intorno al mio seno. Fu abbastanza faticoso di sentirlo su di me ma resistei.
– Ti piace, troia sentirmi dentro di te? – mi chiese Bred sussurrandomi nell’orecchio, prima che potessi rispondere senti qualcuno bussare alla porta, che fortunatamente era chiusa a chiave.
– Holy sono Zoe – disse la voce dietro la porta.
Volevo liberarmi di Bred sconvolta dal fatto, che entrambi eravamo nudi e facevano una cosa del genere mentre Zoe, governante che era come madre per me, era lì, proprio dietro la porta della mia stanza e voleva parlare con me.
– Non ti lascio, quindi rispondi cosi come sei – sussurro all’orecchio Bred, impedendomi di cambiare la posizione e di sfilarsi da suo cazzo che sembrava gonfiarsi ancora di più.
– Si che c’è? – chiesi a Zoe, mentre Bred mi palpava il seno e cominciava a muoversi come se si fosse appena svegliato.
– Che stai facendo, perché la porta e chiusa? – chiese Zoe, facendomi impazzire a quella domanda inappropriata.
– Mi sto lavando – risposi lasciando la rabbia per me.
– Hai visto Bred? – chiese Zoe.
– In che senso? – chiesi – lo abbiamo visto entrambi mentre bevevamo il thè – aggiunsi.
– Intendevo dopo – disse Zoe.
– No, perché? – chiesi curiosa, trattenendo i gemiti dalla lenta cavalcata, che era cominciata solo ora, che Bred si era alzato dalla mia schiena.
– No, niente, scusa per il disturbo – disse Zoe e se ne andò via.
– Come mai ti cerca? – chiesi a Bred, prima di ricevere un affondo ai reni, trattenendo il gemito.
– Sara vogliosa del mio cazzo quanto te, bambina – rispose Bred come se la cosa non lo toccasse e spinse ancora.
– Zoe? – chiesi stupefatta, sentendo solo il dolore a quelle spinte.
– Perché pensi di essere l’unica con la vagina vogliosa? – chiese Bred, facendo un altro affondo, come se con quello facesse la propria domanda.
– No, ma non pensavo che – non riuscì a finire la frase.
– Sai un tempo Zoe era la mia ragazza – disse Bred, lasciandomi sorpresa.
– Davvero? – chiesi, dall’incredulità.
– Certo, ti faceva da baby-sitter ed io ero il suo ragazzo – spiego Bred dando altri affondi di cazzo nel mio giovane e stressato culo.
– E perché vi siete separati? – chiesi tutta curiosa, quasi dimenticando il fatto, che stavo facendo l’amore con Bred.
– Sei un bambina curiosa – disse Bred, lanciandomi un sorriso – ora ti devo punire, quindi affonda la faccia nel cuccino e vedi di non fare rumore – aggiunse Bred porgendomi il cuscino.
Feci come mi ha detto senza capirne il motivo e poi senti Bred prendere velocità, e alla fine capi. Bred mi trapanava il culo senza pietà e con una velocità che mi sembrava inumana. Mi scopava senza pietà ne riguardi. Lo sfintere comincio a bruciarmi, ma sentivo anche che il mio ano si allargava spontaneamente ad ogni colpo, come un ferro rovente al martello, lasciandomi cosi godere quel meraviglioso cazzo fino alla fine.
Gridai, piansi e poi ansimai dentro il mio cuscino, che prima di questo giorno non conosceva niente di simile come anche il mio culo.
Non so quando tempo passo, ma ogni attimo mi sembrava un eternità e mentre il sole tramontava non mi accorsi che stava scendendo la notte. Alla fine mi senti allagata e poi capi il perché. Bred mi era venuto dentro, e quando mi girai lo vidi ansimante e completamente sudato.
Ti è piaciuta la tua punizione, bambina? – chiese Brad.

Continua

Note finali:

per qualsiasi cosa, contattatemi su celeste53@yandex.com)

Questo racconto è stato letto 293 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: