Grazie nonna




Scritto da Key Seven,
il 2015-08-07,
genere incesti

Mi ammazzavo di seghe!
Diciamola tutta non è facile vivere in una grande casa con 6 donne. La nonna, la
mamma, le mie due sorelle e le due sorelle della nonna ossia le mie prozie
facevano un bel mucchio.
E ognuna a modo suo me lo faceva diventare duro.
Ogni tanto capitava di vedere mia sorella più grande Vanessa togliersi i vestiti e notare quelle grandi poppe mature e sode nascoste da reggiseni troppo corti.
Oppure capitava di fare ancora la doccia insieme a Tanya la mia sorella gemella,
abitudine che avevamo da sempre ma che adesso con quel fisico minuto e formoso che aveva messo su diventava sempre più problematica visto che il cazzo mi si alzava come un’asta e la sfiorava immancabilmente sui fianchi.
Anche Tanya doveva avere qualche problema perchè mi fissava il cazzo ogni volta
con trasparente imbarazzo.
Inevitabilmente dopo la doccia aspettavo che lei se ne andasse e prima di uscire
me lo menavo come un pazzo per non impazzire.
Poi c’era mia mamma Chantal con le sue gambe perfette, i capelli rosso fuoco, il
viso bellissimo, i seducenti occhi azzurri, la pelle bianchissima.
Bellissima e desiderabile con quelle minigonne corte da poter sbirciare fino
all’inguine senza problemi ogni volta che si chinava.
Impossibile non toccarsi ogni tanto pensando a mammina in calze a rete e così
giù altra sborra.
C’era zia Luana, o meglio prozia visto che era sorella minore di nonna, una
brunetta formosa con il seno gigante che dondolava ogni volta che muoveva un
passo. Odorava sempre di buono ogni volta che le andavo accanto e nonostante i
suoi sessanta e passa. Anche lei con gonne così corte da mostrare il reggicalze
ogni volta che si sedeva. In più aveva un vizio strano.
Ogni tanto, da soli, si metteva chinata in avanti sul tavolo col grosso culo teso in aria e si spogliava dalla vita in su. Certo aveva una mano sul petto e stava chinata a coprire il tettame ma sapere che era a poppe al vento mi metteva
inevitabilmente una gran voglia dentro.
In più la zia mi chiedeva di passarle sulla schiena una crema apposta perchè mi
diceva che le piaceva essere pulita ovunque.
E così ero l’ dietro di lei a due millimetri dal suo culo con lei chinata in avanti in perfetta posa da pecorina. Impossibile vista la posa e i movimenti non desiderare di darle un po’ della mia crema…
E così appena finita la spalmata eccomi di nuovo a segare come un pazzo immaginando cosa sarebbe successo se quella gonna si fosse sollevata.
Sua sorella minore Mary aveva i capelli molto più chiari, era di dieci centimetri
più alta e non somigliava affatto a Luana.
A parte una cosa: le tettone.
Forse erano di famiglia perchè anche Mary aveva due perone immense che con
quel fisico asciutto parevano davvero due palloni gonfi in cielo.
In più, forse proprio per l’altezza, non c’era mai una gonna che le coprisse
davvero le gambe ed erano davvero delle belle gambe.
E così altre seghe tanto più immaginando cosa avrebbe fatto zia Mary essendo a
detta di tutta la famiglia ancora vergine e casta.
Solo l’idea che ci saremmo potuti sverginare a vicenda mi faceva schizzare come
un cavallo da riproduzione.
E infine c’era la nonna.
In viaggio per i 70 ma ancora bellissima: bionda, formosa col suo bel seno gonfio
ed immenso, gambe carnose e quella ciccia sul ventre che mi pareva meravigliosa.
Quando gli ormoni iniziarono a pulsare insistentemente fu proprio lei la prima a
mostrarmi che cosa desideravo….
Seduta sulla sua poltrona preferita a guardare la tv forse aveva allargato le gambe
più del dovuto, forse si era solo dimenticata di mettere le mutande fatto stà che
me la mise praticamente in faccia.
Bella, pelosa invitante… La prima fica che vidi dal vivo.
Ora quando mi smulinavo il cazzo avevo davvero qualcosa a cui dedicare i miei
fluenti schizzi.
E non c’era solo la gnocca. C’erano anche le calze. Chissà perchè ma quando le
vedevo i gancetti da sotto la gonna che sorreggevano le sue calze di nylon
trasparenti con quella giarrettiera decorata mi arrapavo da matti.
Una volta che ne trovai un paio sopra la lavatrice in bagno mi venne da prenderli
in mano e odorarli mentre schizzavo a tutta forza ancora e ancora.
Ma di chi erano? Delle mie sorelle?
No per loro erano troppo strette.
Di zia Luana?
No lei le aveva sempre nere fumè.
Di zia Mary?
No visto che una volta avevo scoperto che portava il collant.
Di certo non di mamma che di solito aveva calze sgargianti in rosso, azzurro o
verde.
Non c’era dubbio erano di nonna e avevano tutto il suo odore.
Un odore strano… odore di piedi? Odore di fica? Non saprei ma mi esaltava come
un dannato.
E così sborrai. Con la calza di nonna in faccia odorando ciò che potevo di lei.
Ero proprio un porco e stavo peggiorando. Ormai ero arrivato anche a dieci seghe
al giorno….me lo stavo consumando con la mano.
Ma se avessi immaginato cosa stava per accadere non me ne sarei preoccupatao
così tanto. Il vero problema infatti mi arrivò addosso come una doccia gelata
pochi minuti dopo.
I fatti o meglio gli errori erano tre.
Il primo di certo che mi facevo seghe a tutto spiano sulla tazza del cesso.
Il secondo che mi ero messo sul naso una calza da donna.
Il terzo che da un po’ di tempo la maniglia della porta del bagno piccolo non si
chiudeva bene. Infatti le seghe me le facevo sempre di sopra nel bagno della
camera da letto ma quel giorno non avevo salito la scala. Per pigrizia o forse solo
leggerezza avevo segnati il destino e ormai era tardi per porvi rimedio. Troppo
tardi.
La porta era mezza spalancata.
La nonna era lì con gli occhi sbarrati.
Io con la calza sul naso e l’uccello tutto duro.
Lei (che evidentemente non sapeva ci fossi io in bagno) con la gonna calata alle
caviglie.
Io con la mano sul cazzo a menarlo a gran forza.
Lei con la fica in vista bella, bellissima.
Quell’istante parve durare un secolo. Da sprofondare sotto al pavimento per la
vergogna.
Ma di nuovo stavo sbagliando. Non era un problema era la cura alla mania delle
seghe. Da allora me ne feci davvero molte molte di meno.
“Nonna!”.
“Come mai con la mia calza?”
Il scuoto la testa e la lascio cadere sul pavimento “No scusa nonna è solo che…”.
“Si fa niente. Hai finito che mi scappa!”.
Dimenticavo di dire che nonna Gilberta non ha peli sulla lingua. Carattere forte di una donna rimasta vedova troppo presto e che ha cresciuto i figli quasi da sola.
Mi scosto “Si io… esco è meglio”.
Ma lei mi sbarra il pazzo e ora che mi sono un po’ voltato verso di lei me lo fissa
bene bene “Accidenti che stanga che ti è cresciuta”.
Io arrossisco “Dai nonna scusa ma non sfottere”.
“E chi sfotte. Guarda George è una delle mitraglie più grosse che ho visto”.
Il complimento è gradito perchè il mio “amico” si alza ancor di più e la cappella è
tutta fuori a pulsare pronta ad esplodere.
Di scatto la nonna allunga una mano, me lo prende giusto sulla metà e lo stringe.
La sensazione di avere una mano non mia sul cazzo è così nuova e diversa che
non posso trattenermi.
“Urgh!” gemo digrignando i denti e un fiotto di sborra parte a mille all’ora fuori
dalla cappella.
Ne sparo così tanta che potrei riempire una bottiglia e prima che la nonna possa
dire o fare qualcosa ho già diciamo così…. fatto centro.
La maggior parte è fintia sulla sua pancia. Con la gonna abbassata alle caviglie e la patata all’aria un po’ gli è arrivata direttamente sulla peluria.
Altra sborra sulla camicetta dall’ombelico su fino al seno e altra ancora sugli
occhiali.
Cazzo ma come ha fatto a volare fino agli occhiali penso. Ma smetto di
preoccuparmi quando mi accorgo che un altro po’ è accanto alle labbra….
Ci fissiamo.
Ora che farà la nonna?
Uno schiaffo sarebbe il minimo credo.
Forse dovrei gettarmi ai suoi piedi e implorarla di non dire nulla a nessuno di
questa “spruzzata!”.
Temo proprio che la punizione sarà grande e continuo a pensarlo finchè la nonna
con la punta della lingua si pulisce il labbro.
Come se fosse maionese si porta lo sperma dal labbro alla gola e ingoia “Sai di
dolce” dice.
Perchè ci sono anche i sapori dello sperma?
E se si lei come fa a saperlo?
Che dire? Non mi esce nulla dalla bocca…
“Dai ora scansati che me la stò davvero facendo sotto.
Come un automa le obbedisco e resto lì a fissare mia nonna, praticamente nuda
dalla vita in giù che si siede sulla tazza, allarga bene le gambe e inizia a sparare
lenti fiotti di urina che sgorgano dalla sua fica sempre più ammaliatrice per i miei occhi.
L’automatica conseguenza di ciò che vedo è una erezione da paura. Forse anche
più di prima…
Nonna ancora seduta sulla tazza si sfila la camicetta sporca di sperma e la usa
per pulirsi gli occhiali.
Il risultato però è che ora addosso ha solo un minuscolo lembo di stoffa che le
cinge la vita e che funge da reggicalze.
Per il resto non c’è più nulla. Tette al vento, fica al vento, ciccia dei fianchi e della
pancia in bella vista.
Non ce la faccio…
Meccanicamente, inconsapevolmente inizio a segarmi incurante che mia nonna
mi stia guardando.
Per un attimo di lucidità mi rendo conto che sono nudo davanti a mia nonna
nuda anche lei e me lo sto menando come un pazzo ma che debbo fare?
Ma soprattutto che può fare lei?
Sgridarmi? E per cosa? Perchè mi segavo con le sue calze? Perchè le ho sborrato
in faccia? Perchè le ho guardato la patatona pisciare? Ha solo l’imbarazzo della
scelta direi…
Allora tanto vale chiudere in bellezza e sborrare ancora una volta. Il danno ormai è fatto.
Ma nonna, come temevo, non ha intenzione di farmi fare un altra sega e alla
fine reagisce.
Di certo non come immaginavo…
Tutto accade in perfetto silenzio.
La sua mano si allunga, si posa sulla mia e mi ferma la masturbazione. Con
delicatezza ma decisione mi scosta le dita dalla trave e me la afferra lei. Chiude la mano a pugno e la sento stringere il mio attrezzo con l’esperienza di chi non lo fa per la prima volta.
Io resto immobile.
Lei inizia a muovere la mano piano ma con molta decisione. Il piacere di farsi fare una sega è dieci volte meglio di farsela da soli ammettiamolo.
Incredulo ma felice allungo piano le mani. Non posso resistere a quelle tettone.
Prima le sfioro appena ma poi sempre con più insistenza la mungo come una
mucca. Dio che bello, che tettone….
Ora che sono più vicino accade. Il mio viso chinato accanto a lei è un invito
troppo esplicito. La nonna con la mano libera mi prende dietro la nuca, mi
avvicina a lei…mi bacia…
Le nostre lingue si toccano e ho sempre una mano su una sua tetta.
L’altra ora è scivolata giù fino al pancione e ancora più giù. Si, le sto toccando la
fica. Bagnata di urina e non solo mi pare la cosa più bella del mondo. Timido,
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impacciato ma arrapatissimo gliela accarezzo.
A quel punto la nonna si alza in piedi e interrompe il gioco.
No,no,no Non adesso per favore. Cazzo stavo venendo ma perchè proprio adesso…
Perchè dirmi basta quando stavo per venire.
Perchè tormentarmi così….
La odio!
Nonna cattiva. Prima mi attizzi e poi mi molli a metà!
Poi la vedo mettersi bene bene con la pancia appoggiata sulla lavatrice che sta
nell’angolo. Ci vuole un secondo per connettere ma con la nonna
inequivocabilmente a pecorina che mi porge le sue chiappone in bella vista e che,
se non bastasse, allarga bene le gambe tanto da far trasparire i peli della fica che
altro c’è da capire.
Mi avvicino da dietro come quando faccio i massaggi a zia Luana, mi struscio a lei chinandomi un po’ in basso e poi in avanti e il gioco è fatto.
La nonna è così bagnata e dilatata che accade quasi automaticamente con un
semplicissimo “Splosh”.
Si, non è un sogno. Ho la cappella dentro alla sua fica!
Mi viene istintivo spingere in avanti per l’incredibile piacere che scaturisce dal penetrarla ed è alla seconda spinta ch le strappo un “OUCH! Piano, piano tesoro sennò mi rompi tutta”.
“Scusa nonna faccio piano” sussurro col fiato corto.
“Ecco bravo fallo entrare piano piano fino in fondo”.
Obbedisco e facendo il più delicatamente possibile lascio che la mia lunga asta
entri tutta dentro a nonna che intanto nsospira sempre più forte e pare sempre
più calda.
“Ecco bravo adesso si che devi fare forte”.
Inizio a ondeggiare avanti e indietro. Mi viene da prenderla con una mano sotto
alla pancia strizzandole un seno e la cosa deve andar bene perchè lei mi lascia
fare.
“Dai con forza…” insiste nonna che a sua volta stà ondeggiando avanti e indietro aumentando la potenza dei miei movimenti.
“Dai più forte…. Siiii….. Siiii…. Più forte…. Siiiii” ulula la nonna.
E meno male che a casa siamo soli soletti.
Stavolta non voglio che il divertimento duri due secondi e faccio di tutto per
rallentare la sborrata anche se in questa vagina incandescente pare molto
difficile. La nonna pare gradire e dopo un po’ inizia a urlare “O si vengooooooo,
vengoooo”.
Io non le do tregua e pompo ancora più forte.
Il mio cazzo è un martello pneumatico, le mie mani le tastano ogni centimetro del
corpo. Le palpo le tettone, le pizzico il culone, le accarezzo la ciccia dei fianchi.
Palparla mi da altrettanto piacere che infilarlo a tutta forza.
“Siiii. O si un’altra volta! O siii che bravo George siiii”.
“O nonna io…. anche io” imploro.
“Si sborra George, sborra tranquillo si… riempimi tutta”.
“Obbedisco….”.
Con l’appagamento più assoluto riempio la fica di mia nonna di sborra e mi
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svuoto le palle alla grande prima di crollare esausto appoggiato al muro.
La nonna mi fissa strano.
Che vuol fare adesso? Sgridarmi per averla chiavata.
“Ti è piaciuto?” domanda seria mentre con la carta igienica si pulisce la patata
che cola piscio e sborra a secchiate.
“Nonna è stato bellissimo”.
“Lo credo con quella trave che hai. Pari nato per chiavare”.
Il complimento fa il suo effetto perchè mi si rizza di nuovo come se volesse
salutare.
“Ora però -riprende la nonna- bisognerà che ti trovi una ragazza della tua età a
cui dare quell’anguilla”.
“Io credo di essere timido nonna” provo a giustificarmi.
“Non mi parevi timido un momento fa mentre me lo facevi uscire dalla bocca”.
Scuoto la testa “Nonna con te è stato diverso… Ma una donna estranea. Non so…
Ci vorrà un po’ credo”.
“Allora aspetteremo” sorride la nonna e tutta nuda se ne va “Vado a mettermi
qualcosa di pulito”.
Io resto solo in bagno con i vestiti di nonna pieni della mia sborra. Li raccolgo e li
metto nel cesto.
Che bello, che bello. Non sono più vergine e mi sono fatto una scopata da paura.
Salgo anche io di sopra ancora nudo perchè ho di certo bisogno di fare una
doccia.
Allungo la testa in camera di nonna “Nonnina vado a farmi una bella doccia” dico
quando mi accorgo che lei è ancora nuda, sdraiata sul letto e mi fissa.
Ha ancora le calze che la rendono più sexy e dalle gambe accavallate vedo la sua
gnocca pelosa e invitante.
Ricordati George che finchè vorrai aspettare la tua nonnina ci sarà sempre”.
Le sorrido.
“Si nonna, grazie nonna, sei fantastica nonna”.
Entro in camera. Scivolo sul letto e mi struscio accanto a lei. La nonna è sotto di
me, il cazzo è di nuovo durissimo.
Con un unico colpo le scivolo dentro. Stavolta non mi dice neanche di fare piano.
“Tutte le volte che vorrai ricordati che la nonna è qui” sospira lei mentre la mia
asta le entra dentro fin nelle viscere.
“Si nonna… Grazie nonna” sospiro felice e la scopo come un matto senza freni
ancora una volta….

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