Gli anni dell'Università by MrGeorge [Vietato ai minori]




Gli anni dell’Università di MrGeorge New!

Carla e Marta sono state le donne che mi hanno fatto scoprire il sesso e il “potere” che il mio grosso cazzo esercitava sulle donne.
Una sensazione ancora più rafforzata dal fatto che avevo a che fare non con ragazzine inesperte ma con donne “grandi” per un ragazzino 19enne mature, sposate, serie nella loro vita di tutti i giorni che a letto si trasformavano in troie senza freni ne limiti.
Tutto quello che avevo imparato guardando le foto dei giornali porno con cui mi ero masturbato nell’adolescenza ora potevo realizzarlo e realizzarlo con donne così.
Stavo bene e mi sentivo sicuro di me stesso.
Le ragazze della mia età non mi interessavano e mi sembravano bambine.
Qualche provocazione da parte mia ma più per mostrare che “il Cobra” era un uomo che non si curava di loro che per portarmele davvero a letto.
Poi iniziai l’Università.
Nuovi amici, nuove conoscenze, nuovi “giri”.
Ma soprattutto la possibilità di incrociare in Università ragazze più grandi e più interessanti.
Il mio soprannome cominciò a girare subito tra gli amici e i compagni di corso. Le docce in comune tra maschi dopo qualche attività sportiva erano il modo migliore per rafforzarlo e diffondere le ragioni per cui ero “il Cobra”.
Il mio amico Andrea si era iscritto a un’altra Università e quindi la minore frequentazione tra noi mi dava modo di vedere sua madre con più regolarità e anche con meno sensi di colpa nei suoi confronti.
La scopavo almeno un paio di volte a settimana sempre più spesso immaginando mentre lo facevo questa o quella fighetta vista in un corridoio, al bar dell’Università o in sala studi.
C’erano 4 o 5 ragazze che erano in cima ai miei pensieri maiali. Le tenevo d’occhio, cercavo di conoscerle e di incrociarle ad ogni occasione magari rischiando di rendermi un po’ ridicolo ai loro occhi ma determinato a scoparle.
Una di queste era la ragazza di un amico più grande di me, del terzo anno, che però era nella nostra stessa squadra sportiva e perciò non solo conoscevo ma sapevo molto bene come era messo tra le gambe.
Barbara era davvero notevole: alta, corpo magro e gambe lunghe, mora, con i capelli ricci e gli occhi verdi, due tette da urlo, una quarta piena e soda che contrastava decisamente con il suo corpo e faceva venire il pensiero di perdercisi li in mezzo.
Feci amicizia dopo che me la presentò lui, tutto orgoglioso di mostrarmi la bella fidanzata che aveva e da quel momento cercai di capire le sue abitudini in Università e non mi lasciavo scappare nessuna occasione per incrociarla. Sapevo l’orario dei corsi che frequentava lei, le aule in cui si svolgevano, i luoghi in cui andava a studiare nelle pause tra un corso e l’altro….
Ad ogni occasione la confidenza cresceva e Barbara oltre che una bella gnocca si dimostrava simpatica e intelligente.
Aveva solo poco più di 2 anni in più di me e ci trovavamo bene insieme.
Faceva molto sport e ci organizzammo per andare a correre insieme al parco.
La vidi arrivare mentre ero seduto su un prato ad aspettarla: una maglietta molto aderente a stringere le sue grosse tette e un paio di fuseaux altrettanto o forse ancora più aderenti che modellavano perfettamente il suo splendido culetto, un filo di trucco a renderla ancora più stuzzicante.
“Pronto? Riposato? Guarda che ti semino ….”
In effetti correva davvero molto bene e forte ma non abbastanza per non riuscire a stare al suo fianco, al massimo era un’ottima scusa per starle un po’ dietro e ammirare quel culo pieno e sodo che correva davanti ai miei occhi.
Corremmo oltre un ora insieme per poi sdraiarci sull’erba a riposare.
Io sdraiato su un fianco rivolto verso di lei e lei sulla pancia con i gomiti appoggiati a terra e la testa a pochi centimetri dalla mia.
“E così oltre a giocare bene a calcio corri anche molto forte….”
“Te l’avevo detto … “
“Sono abituata col mio ragazzo. Le poche volte che lo convinco a correre con me lo semino per davvero…”
“Beh in effetti anche al campo non è certo il massimo a correre….”
“Fosse l’unica cosa per cui non è il massimo …”
“in che senso Barbara?”
“Beh dai … a lui mai nessuno darebbe un soprannome come quello che hanno dato a te ….Anzi credo proprio sia un po’ invidioso … visto che qualche sera fa mi ha raccontato il motivo per cui ti chiamano così…”
“Davvero?”
“Già …figurati che mi ha persino detto …. ‘Barbara secondo me uno così ha dei problemi con le donne … una scappa mica si fa scopare …dovresti vederlo … è incredibile per quanto è lungo e largo già a riposo …’ … pensa te che fidanzato scemo mi ritrovo ….”
Decisi di correre il rischio e di non perdere l’occasione e misi le mani sull’elastico dei miei calzoncini abbassandoli quel tanto che bastava per fare uscire da sopra il mio cazzo.
“E tu invece che ne dici Barbara?”
“Dio … è davvero grande … è bellissimo …”
Guardarla negli occhi mi fece capire subito che non si sarebbe limitata a vederlo davanti a sé e quindi le misi una mano dietro la nuca per portarle la bocca vicino alla cappella.
Prendilo Barbara … fallo diventare ancora più grosso … senti com’è per davvero …”
Non se lo fece certo ripetere e iniziò a spompinarmi con gusto anche se con qualche fatica a prenderselo tutto in bocca. Non contento le presi una mano e la portai sull’asta in modo che mi segasse mentre lo leccava.
“E’ davvero enorme … mmmmhhh…. “
La fermai quando il cazzo era completamente in erezione e le alzai la testa per baciarla in bocca con passione; sapevo che non dovevo farmi scappare l’occasione per evitare che sensi di colpa o ripensamenti le facessero cambiare idea e che quindi per quanto divertente potesse essere non potevamo rimanere a lungo a pomiciare nel parco.
“Vieni con me … a casa da me non c’è nessuno e sono solo due fermate di metropolitana”
Raggiungemmo casa mia sherzando e ridendo della situazione e soprattutto del fatto che fosse stato proprio il suo ragazzo a spingerla verso di me.
Appena entrati la musica cambiò e alle risa si sostituirono i gemiti di piacere e poi le urla.
“Ora tocca a me vederti… “ . La feci sedere sul divano e le sfilai la maglietta prima e poi le abbassai i fuseaux : “…. Tocca me a vederti e a leccarti ….”
La trovai molto bagnata quando mi tuffai tra le sue cosce …la lingua a separarle le labbra.. a mangiarle il clitoride …
“Siiii …così …bravo leccami così …”
“Quindi non fai come dice lui …non scappi dal mio cazzo grosso …”
“Dammelo … scopami …fammelo sentire tutto ….”
Era sicuramente più stretta delle due donne che avevo avuto sinora ma era talmente fardicia che il mio cazzo le scivolò sino in fondo senza problemi.
“Ahhhh …cazzo ….si così …dio che cazzo che hai … scopami così…. vengoooo ….ancora….”
La pompai a lungo, a pelle, con le mani a stringere quelle tette grosse e sode e a strizzarle i capezzoli regalandole due o tre orgasmi prima di venire a mia volta riempiendole la figa con la mia sborra calda.
Il secondo e il terzo round furono decisamente più lunghi e ancora più piacevoli e finii a cavalcioni su di lei con il cazzo bagnato dai suoi umori che le scopava le tette fino a schizzare nuovamente tutto il mio seme sulla sua faccia.
Da allora ci vedemmo più volte e al suo ragazzo crebbero corna molto solide e ben ramificate anche se la loro storia proseguiva senza che da parte mia ci fosse mai la minima intenzione di metterla in difficoltà.
In fondo mi andava bene così …fottevo Barbara ogni volta che potevo …e sfottevo il suo ragazzo ogni volta che facevamo la doccia insieme al campo …
Ogni volta l’intesa cresceva e lei era sempre più presa dal piacere che io e il mio grosso arnese sapevamo regalarle.
Adorava essere scopata a smorzacandela, stare sopra sbattendomi in faccia le sue tette e impalandosi sul mio cazzo fino alal radice
“Guarda che puttana che sei ….dimmelo che ti piace il mio cazzo grosso …che non ne puoi più fare a meno troia … “
“Si …sono una zoccola … mi piace …cazzo quanto mi piace ….cazzo dammelo …fottimi così porco… cazzo quanto lo sento …mi riempie ….godooo….godooo….”
“Brava così sborrami sul cazzo …brava puttana …godi …godi così….”
Fu in uno di questi momenti che la feci girare e decisi di prenderle il culetto.
Oppose qualche resistenza visto che anche se lo aveva gia fatto con il suo ragazzo sentiva un po’ di dolore all’inizio ma alla fine la cappella le ruppe il buchino e si ritrovò con 24cm di cazzo piantati nel culo.
“Mi spacchi …mi sfondi il culo porco ….cazzo ….”
“E’ solo questo che vuoi … vero puttana? … vuoi che ti spacchi il culo troia ….”
“Siiii ….siiii …siiii…”
“Brava così …vedi come lo prendi bene troia? … dai che godi anche cosi puttana …”
Bastò allungare una mano a cercare il suo clitoride gonfio per sentirla urlare il suo ennesimo orgasmo … il primo facendo sesso anale…
Ricordo la battuta con cui mi salutò quella volta:
“Adesso per lui sarà quasi impossibile farmi godere … già praticamente quando mi scopava dopo aver provato il tuo mi sembrava di non sentirlo nemmeno … si rifaceva scopandomi il culo … ora sarà lo stesso anche lì …poverino il mio cornuto”
La interpretai come la dichiarazione che non avrebbe più fatto a meno del mio cazzo.
E visto quello che accadde negli anni successivi era l’interpretazione giusta.

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