Giuse ed Alessandro by 1945 [Vietato ai minori]




Racconto commissionato. Mi dice che è una storia vera.

Giuse ed Alessandro
Era la primavera del 2012. Ad un inverno freddo e piovoso era seguito una bellissima primavera .La natura si era risvegliata e il verde dei prati ed i colori dei primi fiori diffondevano gioia.
La gente era “toccata” da quelle bellissime giornate e dopo essersi infagottata per lungo tempo aveva ripreso, fin precocemente, ad indossare abiti che richiamavano la vicina estate.
Tutti erano felici ,forse.
Io no.
Da pochi giorni avevo fatto una scoperta che mi stava triturando la vita.
Mia moglie mi tradiva. E con chi? Con il miglior amico di mio figlio Luca.
Mi tradivo con un uomo, ma che uomo e uomo. Era un ragazzo di oltre 20 anni più giovane di lei.
Era stata una scoperta casuale. Ne ero venuto a conoscenza da poco, ma ero riuscito a ricostruire tutto o quasi.
Per inquadrare meglio la vicenda devo fare un “tuffo” nel passato..
Sessanta anni fa , nel boom dello sviluppo del dopo guerra, mio nonno aveva fondato una piccola azienda che produceva macchinari per filati.
Ebbe successo sin dall’inizio ed in pochi anni la piccola “fabbrichetta” del varesotto era diventata una azienda di medie dimensione.
Nonno, lungimirante, non volle mai fare il passo più lungo della gamba e, se anche le richieste che aveva erano tante, preferì assestarsi su quella produzione che era soddisfacente soddisfare i suoi clienti di più alta qualità ed affidabilità.
Puntò molto sulla ricerca ed i suoi macchinari furono sempre all’avanguardia e tra i più ricercati, soprattutto all’estero .
I suoi mercati principali furono, e lo sono tuttora, la Germania e l’Australia.
Mio padre fu figlio unico, così come il sottoscritto e fu un passaggio naturale il passaggio di proprietà dell’azienda: dal nonno a mio padre, da papà a me.
Mio padre, gran lavoratore, parlava bene l’inglese e con quello si arrangiava anche con i clienti tedeschi, ma in previsione mi fece studiare sia l’inglese che il tedesco con lunghi soggiorni all’estero.
Fu quasi obbligatorio per me fare prima lo scientifico alle superiori e poi laurearmi al politecnico di Milano in ingegneria.
E qui arriva Giuse(diminutivo di Giuseppina).
Le nostre vite si incontrano durante gli anni di studio allo scientifico. Io ero in quarta, lei in prima, quando la conobbi.
Fui colpito da quella ragazza con lunghi e lisci capelli biondi che sembrava librarsi eterea sul resto dei compagni.
Era alta e magra ,ma di lei mi colpì in particolare il viso sereno ed il suo smagliante sorriso.
Non so se fu amore dal primo istante, ma è certo che colsi ogni occasione per starle vicino.
Era brillante e dolce nel contempo . Mi faceva sorridere e quando con lei tutto mi sembrava più bello.
Finalmente un anno dopo diventò la mia ragazza.
Ero vergine. Sino ad allora le mie esperienze sessuali si limitavano all’auto masturbazione, a qualche “limonata” con palpeggio di tettine ed a tanti erotici sogni, anche ad occhi aperti.
Anche lei era vergine ed insieme facemmo le prime e poi le più importanti scoperte sull’amore e sul sesso.
Mi sentivo un imbranato con il timore di fare brutte figure e ,non ridete per favore, leggevo libri per informarmi su……Me la cavai. Almeno sino a poco tempo fa la pensavo così.
Quell’anno passò in fretta . Fui promosso e mi iscrissi ad ingegneria a Milano.
Mio padre per non farmi sprecare tempo e concentrazione mi prese un appartamentino vicino l’università. Ciò da una parte favorì il mio percorso di laurea dall’altra parte mi teneva per lungo tempo lontana da Giuse .
Mi ero entrata nel sangue e il non vederla mi faceva star male. Inoltre ero macerato dalla paura di perderla
Lei mi diceva le stesse cose.
Sono sempre stato un buon studente e mi laureai nei tempi minimi. Finalmente tornai a casa definitivamente.
Lei si era iscritta ad Economia e Commercio e mostrava le sue capacità nello studio.
In quegli anni quella ragazza era cresciuta ed aveva acquisito molto in femminilità. I punti di magrezza si erano riempiti ed aveva tutte “le curve” ,dal culetto al seno, che si potevano desiderare. Era diventata una donna. Che indossasse pantaloni ,gonne o minigonne, era sempre un bel vedere e notavo come ragazzi e uomini in strada la guardassero con piacere.
Io ero fortemente consapevole e di questa sua piacevole crescita e ciò mi aiutò ,insieme alla paura di perderla, a “ chiudere” il cerchio.
Ci sposammo giovani. Lei aveva venti anni.
Io iniziai a lavorare a tempo pieno nella nostra azienda .Non avevamo problemi economici, anzi.
Vivevamo nella casa paterna.
Era/è una grande villa circondata da prati e boschi nel varesino. C’era la piscina ed il campo da tennis. Dopo aggiungemmo un campo da calcetto ed una piccola palestra.
Ci sposammo per amore e volli che continuasse a studiare. Il caso, o no, volle che restasse subito incinta, ma la maternità ci diede solo gioia; nacque Emilio.
Furono anni bellissimi. Emilio cresceva(purtroppo nonostante i tentativi è rimasto figlio unico). Giuse si laureò. L’azienda ,anche grazie al mio apporto, migliorò per quanto possibile.
Giuse era diventata una bellissima mamma e signora di elevatissima classe.
Vi ho detto poco di me. Sono alto quasi un metro e novanta. Amo lo sport e tra i tanti sport che pratico in particolare posso dire che ho fatto la “guardia” in una squadra di serie B di pallacanestro vicino casa.
Ho un fisico che piace, ma è inutile al momento parlare ancora di me.
Mio padre alcuni anni si ritirò dall’azienda passandomi tutte le responsabilità.
Papà e mamma contenti di me e della nuora hanno deciso di fare i ricchi pensionati e sono sempre in giro.
Hanno preferito lasciare a noi la villa e si sono trasferiti in una casa più piccola non lontani da noi..
L’azienda” funziona”, c’è uno staff eccellente ed io mi dedico solo ai grandi clienti per cui con una certa frequenza mi reco in Germania ed in Australia.
Giuse è diventata la responsabile del controllo di gestione in azienda ed ogni giorno dimostra le sue grandi capacità.

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