Giunonica Sardegna by Travolgente [Vietato ai minori]




Quando mi svegliai ero in un letto bianco, completamente bianco, lenzuola e cuscini bianchi. Passai la mano tra i capelli e realizzai di non sapere dove fossi. Non ricordavo nulla della precedente notte, non ricordavo nulla di nulla…mi mancavano almeno un paio di giorni all’appello. Cos’era successo?

Una donna giunonica entrò nella stanza e mi disse: “Buongiorno stallone…”

Chi era? Mai vista prima d’ora…la guardavo cercando qualche informazione su di lei ma il vuoto cosmico mi annebbiava la mente. La donna doveva avere una quarantina d’anni, capelli color biondo, corti sino al collo, una gran bella donna, le forme giunoniche spuntavano da sotto la sua vestaglia color bianco e la pelle della gamba che fuoriusciva dalla stessa sembrava davvero morbida.

“Buongiorno a te…” le risposi.

“Come hai dormito tesoro?”

“Bene…ho solo un gran mal di testa…”

“Anche io, stai tranquillo…è normale, abbiamo passato una notte da paura…”

E si avvicinò per darmi un bacio distendendosi su di me.

“Tieni, una mentina…sai com’è di prima mattina l’alito non è dei migliori…”

“Ah…grazie…”

Cominciai a passarmi la caramellina da una parte all’altra della bocca, notai che l’accento della donna sembrava sardo.

“Va meglio ora?”

“Beh si…” risposi.

“Bene”

Mi infilò la lingua in bocca e cominciammo a limonare. Si spostò verso il mio collo e disse:

“Mmm…stanotte mi hai fatto godere come poche volte avevo goduto…”

Non ricordando davvero nulla le chiesi:

“Dai raccontami tutto…fai finta di dover raccontare la notte ad una tua amica…”

Si mise a ridere e mentre leccava il mio collo disse:

“Beh sei stato un portento, anzi, sono stata con un portento…un mezzo stallone, mamma mia che notte. 

Mi ha scopata ovunque, non si fermava mai, credo di aver goduto poche volte in quella maniera…sarò venuta tre o quattro volte, mi ha scopato come se non scopasse da mesi, con una riserva infinita, anche lui è venuto due volte inondandomi di sperma ovunque…”

Nel frattempo era arrivata al petto e allo stomaco.

“Mi ha fatto sentire la donna più desiderata del mondo, mi leccava ovunque, mi ha fatto venire solo con la lingua e poi due volte con il suo bell’arnese, mamma che fuoriclasse, mi sono concessa totalmente e ne è valsa la pena. Vorrei che rimanesse sempre qui con me, che mi aspettasse ogni giorno che rientro da lavoro e che mi scopasse come mi ha scopato questa notte, che mi prendesse sulla porta e mi facesse male con tutta la sua voglia…ah, peccato che Mino presto tornerà e tutto questo sarà finito.”

EH?! Chi è questo Mino!?

“Come Mino…”

“Lo sai, mio marito tornerà dalla missione tra qualche settimana, e tutto questo sarà finito…ma io non voglio, voglio averti qui…”

Oddio, in che pasticcio mi ero infilato?

Nel frattempo era arrivata all’ombellico ed il mio arnese era già bello teso verso l’alto.

“Ma non importa quando tornerà, ora ci sei e ti voglio sfruttare appieno…mmm…”

Cominciò a leccarmi la cappella ed a farmi sospirare, accucciata con la sua testa sul mio stomaco mi leccava l’uccello tenendolo con grazia nella sua bella mano.

La bocca accompagnava il movimento della mano che andava su e giù ed io muovevo la mia testa sul cuscino imprecando per il desiderio.

“Ti voglio anche di mattina, voglio bere il tuo seme, ti voglio tutto…”

Appoggiai la mia mano sulla sua testa e su i suoi bei capelli biondi e la spinsi verso il basso sempre di più, così cominciò a massaggiarmi le palle ed a farsi scopare in bocca dal mio movimento. Dopo alcuni minuti esplosi nella sua bocca e da brava concubina leccò tutto e si accucciò sul mio stomaco continuando a leccare il suo giocattolo.

Mi riaddormentai e mi risvegliai da solo.

Mi alzai per andare di là ma non c’era nessuno. La casa era una bella casa piena di luce, il salotto completamente bianco risplendeva la luce del sole che entrava dalle finestre. Il giardino rigoglioso regala una bella visione. Girai un po’ per casa trovando un’altra stanza da letto, di una ragazza, un’altra di un ragazzo e poi un bagno.

Una bella casa senza dubbio. Mi infilai qualcosa per uscire un po’ e sentire l’aria ma notai che la porta era chiusa…mi aveva chiuso dentro casa!

In salotto notai una piccola nota:

“Ciao stallone, ti ho chiuso perché non ti voglio perdere…ti voglio tutto mio, voglio essere accolta quando torno come una regina, anzi…no, voglio essere la tua puttana come stanotte, non vedo l’ora di tornare a casa e rivederti voglioso…non preoccuparti, in casa c’è tutto  quello di cui potresti aver bisogno, rigenerati. Buona giornata. Torno per pranzo.

Ps: Ho anche sky!”

Sorrisi e mi guardai intorno.

Aprì il frigo in cerca di qualcosa da mangiare, notai uno yogurt alle ciliegie che presi. Aprendo un’anta di un mobile ci trovai le macine e cominciai ad inzupparle dentro il mio yogurt.

Poco dopo, visto che ero solo, cominciai a girare per casa. Nel salotto c’erano delle foto della famiglia al completo e notai subito quel gran bel bocconcino della figlia, sembravano una famiglia felice dalla foto, chissà perché lei stava tradendo il marito.

Curioso di cercare altre foto della figlia entrai nella sua camera, una parete era costellata di sue foto con amiche, era davvero una gran bella topa. In una foto a mare notai il suo bel fisico snello contornata dalle grazie che sua madre, gentilmente, le aveva donato. Doveva avere una ventina d’anni o poco più, insomma dieci anni meno di me. Notai il suo portatile ed instintivamente lo accesi.

Il sistema mi chiedeva una parola d’ordine…accidenti, non avevo completamente idea di quale potesse essere, non sapevo neanche come si chiamasse. Incuriosito e soprattutto per occuparmi il tempo, cominciai a cercare nella sua camera qualcosa.

Su di una bacheca erano riportati alcuni numeri di cellulare e frasi fatte d’autori, cantanti e poeti…e poi notai sul bordo della bacheca una scritta , fatta sicuramente da una matita, cancellata da una gomma.

“L’essenziale è invisibile agli occhi”

Così mi portai al pc e provai a scriverla al pc, ma niente da fare, pensai quindi al “piccolo principe” e niente, mi venne un lampo: “Piccola principessa” bingo!

Il suo pc non presentava nulla di interessante, provai a spulciare tra le sue foto, alcune interessanti per soggetti e per quello che mettevano in risalto ma poi nulla di interessante. Mentre però mi accingevo a spegnerlo notai una cartella sul dekstop: “Dati Uni”, cartella innocua, che però mi fece un attimino pensare.

Dati Uni, era proprio il nome che mettevo solitamente alle mie cartelle un po’ osè, per non dire porno, o che solitamente riportavo sui cd per ricordare quali fossero quelli porno.

Così la aprì e ci trovai dentro tante cartelle, nomi di esami e file pdf a go go in ognuna…mmm, che flop. Poi mi ricordai della ricerca direttamente dal pc dei video e la avviai. Dopo un paio di minuti trovò alcuni suoi video con amiche ma niente di interessante, così stufato spensi il pc e me ne andai in salotto per vedere Sky.

Passai anche nella camera del ragazzo, che doveva avere sui quindici/sedici anni e notai l’xbox piena zeppa di giochi a fianco. Tornai in salotto e guardai: “Demolition Man” !

Finito il film pensai alla possibilità di avere un cellulare con me e pensai di farlo squillare ma non essendoci un telefono fisso dentro casa, come avrei fatto? Mi feci una doccia ed aspettai che tornasse la donna del mattino.

Dopo quasi un’oretta sentì le mandate del portone e mi diressi con il solo accappatoio verso l’entrata, lei entrò felice e sorridente nel vedermi così.

“Wow…sei tutto nudo sotto quell’accappatoio…”

“Beh si…”

“Mmm…”

Era stupenda, un magliettina scollatissima trattenuta a stento da un golfino altrettanto scollato supportava una gonna sino al ginocchio aderente. Si avvicinò e mise la mano dentro l’accappatoio.

“Mmm mi piace toccarti…”

Mi tolsi l’accappatoio e la abbassai per farmelo succhiare un po’, le sue calde labbra vogliose non aspettavano altro. Da brava concubina prese a succhiarlo con ardore menandolo su e giù. Arrivato all’apice della grandezza la accompagnai sul divano e dopo averle fatto scendere la gonna giù cominciai a massaggiarle le gambe con le mie mani. Le calze nere aderenti mi eccitavano da morire, strappai un piccolo foro all’altezza della sua passera e dopo aver spostato le mutande cominciai a leccarla per bene. Prese dalla goduria si mise a sedere ed allargò le gambe per permettermi di succhiarla meglio, così affondai la mia faccia nella passera e presi a leccarla per bene. I suoi umori colavano che erano una bellezza, dopo poco esplose con mia grande felicità, così mi alzai e la colpì con forza.

La foga con cui scopavo era degna di uno stantuffo da fabbrica e le sue grida aiutavano la mia lavorazione; decisi di toglierle il golfino e la magliettina e dopo averla messa sopra le liberai le sue grandi tettone che scivolarono automaticamente sul mio viso. Cominciò a cavalcarmi e dovetti sforzarmi parecchio per non inondarla subito. Era molto sensuale, ed era stupendo scoparla. Arrivai all’apice così la spostai sul lato del divano e dopo aver messo la mia mano sulla sua tettona cominciai a trapanarla con forza sino a quando non le venni sul suo bel pancino.

Rimanemmo abbracciati per un po’ e poi disse che si faceva una doccia e che dopo avremmo pranzato.

Durante il pranzo le chiesi il mio cell e lei mi disse di averlo trovato nella sua borsetta stamattina. 

Provai a scorrere l’elenco delle ultime chiamate e dei messaggi ed effettivamente ce ne erano alcuni con mio zia di Cagliari ed i miei cugini…poi un lampo, io che salivo sull’aereo…io che scendo, mia zia che mi accompagna, entriamo dentro casa sua, la sera esco con i miei cugini poi…il vuoto.

Ero in sardegna, almeno questo era assodato, per confermare questa ipotesi accesi rai tre per le notizie della regione ed effettivamente mi accorsi di essere in sardegna.

Intanto la donna, di cui ignoravo ancora il nome, dopo essere stata un po’ sul divano con me a sonnecchiare si rivestì e tornò a lavoro salutandomi con un potente bacio.

Le dissi ovviamente che non avevo intenzione di scappare e di lasciarmi la porta aperta sorrise e mi chiese se lo scherzo mi era piuciuto. Chiamai quindi i miei cugini:

“Oh ma dove cazzo state?”

“Noi? E tu? Sono due giorni che ti cerchiamo!”

“Si ho visto le chiamate…”

“Ma dove stai? Sempre con Ester?”

“Ester? la bionda?”

“Ahahahah ma come la bionda? Non sai come si chiama?”

“Guarda non mi ricordo come cazzo ci sono arrivato qua a casa sua ma credo che sia lei, sposata con due figli giusto?”

“Ahahahahahah è lei, ma sei da manicomio tu! Ahahahahah”

“Si si ridi…io qua non so davvero come ci sono arrivato…”

“Ma sei stupido avete fatto schifo in pubblico, alcolizzati e drogati più che mai e poi nel parcheggio…mamma lasciamo stare dai…”

“Aspetta aspetta…io non ricordo davvero nulla…”

“Oddio il mix ti ha fatto perdere la memoria breve!? ahahahahah”

“Pare di si…”

“Beh siamo usciti tutti insieme, io e Daniela eravamo con te, e poi c’era Ester con Sara la figlia, siamo usciti perché Sara era appena tornata dall’università e volevamo festeggiare…”

“Ma lei non c’è qui…siamo soli..”

“Eh si, lei è rimasta a dormire a casa nostra perchè tu e sua madre eravate spariti…”

“Oddio…”

“Lei conosce sua madre, però stanotte mi è sembrato di sentirla piangere…”

“Poveraccia…”

“Comunque scatenati come non mai avete ballato davanti a tutti e poi siete spariti…vi ho trovato in bagno che vi baciavate come pazzi, vi ho detto di sparire perchè Sara avrebbe potuto vedervi, e voi dove siete andati? nel parcheggio all’aperto, con lei che ti spompinava e che si vedeva lontano un miglio! Ho dovuto fare mille peripezie per non far passare Sara e Daniela davanti a voi, e poi siete spariti…”

“Mamma mia…ho trovato un troione comunque, ma non ricordo davvero nulla…ma Sara ora non torna a casa? “

“Non lo so, è uscita oggi dopo pranzo e non so dove sia andata.”

“Va bene dai, ora che torna Ester ne parlo un pochino e poi me ne torno a casa vostra…anche perché qua dice che tra poco torna il marito…”

“Si capirai il marito…va bene dai, ti saluto a presto”

“Ciao e grazie!”

Mamma mia che storia.

Rumore al portone, mi giro, una ragazza.

“Ciao…”

“Ciao” le rispondo.

“Mia madre dov’è?”

“E’ a lavoro” era Sara quindi…

“E tu sei qui solo a casa mia?”

“Eh si…”

Che fregna che era Sara, lunghi capelli castani lisci, due gambe belle muscolose, piccole superga ai piedi e due tettone dure ed alzate grazie all’età.

“Vado in camera mia, se vuoi puoi andartene, anzi vorrei te ne andassi, grazie.”

“Ma tua madre mi aspetta per cena…”

“Mia madre ti aspetta per cena? Non ti basta quanto te la sei scopata?”

“Guarda io sinceramente non ricordo davvero nulla di quanto successo, mi sono svegliato stamattina qui con un vuoto assurdo e Giulio ti potrà confermare tutto quanto perché gli ho raccontato tutto poco fa…”

“Non me ne frega nulla se non ricordi niente, mi è bastato vedere quello che avete combinato ieri per capire come è potuta finire la serata…e la colpa sai di chi è? E’ mia, mia perchè sono tornata, mia perché ho fatto bere mia madre, mia perchè col trip che si è fatta non è più riuscita a controllarsi, e mia se scopa con i ragazzi della mia età…”

E se ne andò sbattendo la porta.

Non sapevo cosa fare.

Dopo un po’ provai a bussare alla sua porta per poterle parlare, ma mi disse di andare via. Ma io ormai ero lì, per cui bussai ed entrai subito.

Era in reggiseno e mutande.

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