Giovane troietta ci racconta come si è fatta assumere




Sono una ragazza di 24 anni, sto ancora studiando all’Università ma ho cercato un lavoro per guadagnare qualcosa e gravare molto meno sui miei genitori. Inizialmente è stato difficile, ho fatto diversi colloqui, le paghe erano pessime, oppure gli orari di lavoro erano del tutto incompatibili con i miei orari universitari, poi finalmente la svolta.

Ho visto un annuncio di un avvocato che cercava una segretaria part-time con orari flessibili, tra i requisiti c’era il titolo di studio minimo diploma di scuola superiore.

Ho deciso di presentarmi e provare, mi sono vestita in modo femminile ma non eccessivamente provocante, ho atteso per circa un’ora, poi finalmente il mio futuro datore di lavoro mi ha aperto e mi ha fatto entrare.

Era un uomo di bell’aspetto, poteva avere massimo 35 anni, occhi scuri, capelli neri, un po’ di barba, indossava un vestito da lavoro e aveva l’aria di essere nervoso.

Mi chiese il nome, prese il mio curriculum, lo lesse velocemente, mi chiese per quale motivo volevo quel posto, gli parlai apertamente dicendogli che avevo bisogno di qualche soldo per non pesare sui miei che già mi pagavano l’università e l’appartamento dove vivevo per studiare.

Lui sembrò apprezzare le mie motivazioni, si alzò, si accese una sigaretta e mi chiese se volevo un caffè, accettai e attesi che dicesse qualcosa.

Il suo sguardò si soffermò sulla mia figura, incrociai le gambe e lo squadrai, ci stavamo osservando in silenzio, in attesa che uno dei due dicesse qualcosa.

Avevo indosso una gonna leggermente corta ma non troppo, ora le mie ginocchia erano allo scoperto, osservavo il suo via vai nella stanza, poi chiuse la porta dello studio a chiave e tornò alla scrivania.

Inizialmente non badai molto a quel gesto poi comincia a capire qualcosa, sapevo già cosa mi stava per proporre, stava a me decidere se scendere a quel tipo di compromessi oppure no.

Iniziò a farmi il discorso sul buon comportamento, sulla puntualità e sulla precisione, stava cercando una persona disposta a tutto pur di accontentarlo, impeccabile sul lavoro ma anche in grado di farlo rilassare dal troppo stress.

Fu in quel momento che capii cosa volesse dire, rimase in silenzio, mi guardava con un mezzo sorriso e lo sguardo fisso, probabilmente stava cercando una reazione da parte mia, si aspettava che dicessi qualcosa.

Ci pensai, avevo cercato in lungo e in largo, questo lavoro era tranquillo, dovevo stare alla scrivania, potevo venire la mattina o il pomeriggio a seconda dei miei orari delle lezioni, non mi avrebbe assorta completamente e potevo anche studiare quando non c’era nulla da fare.

Tutto dipendeva da una cosa, il mio voler o meno soddisfarlo in altri ambiti, era chiaro che mi stava dicendo “Se vuoi questo lavoro devi farti scopare”, non avevo un ragazzo e non avevo intenzione di impegnarmi con qualcuno, lui era attraente ed io non aveva niente in contrario a scopare qualche volta, forse avrebbe fatto bene anche a me.

Mi presi qualche altro secondo poi gli dissi che avrei accettato qualsiasi tipo di mansione extra volesse propormi, sul suo viso comparve un sorriso a trentadue denti, si sciolse la cravatta e mi fece cenno di avvicinarmi, a quanto pare voleva iniziare fin da subito.

Si spostò dalla scrivania, aveva le gambe aperte, mi chinai e gli aprii la zip dei pantaloni, lui mi attrasse a se e mi baciò, sentii a sua lingua entrarmi in bocca, la mia mano si infilò sotto gli slip, gli tirai fuori il cazzo e iniziai a segarlo.

Lo aveva abbastanza grosso ed era già un po’ duro, la situazione lo stava eccitando e non poco, mi inginocchiai davanti a lui, mi spostò i capelli per osservare la scena, vide la mia bocca avvolgere completamente il suo uccello.

Cominciai a pomparlo, muovevo la testa su e giù, leccai la cappella, le palle, me lo sbattevo sulle labbra e sulla faccia, poi lo succhiavo nuovamente sempre più forte, non riuscivo a fare a meno di tenerlo nella bocca, quel sapore mi piaceva, con mia grande sorpresa.

Gemeva e farfugliava qualcosa, io continuavo il mio lavoro di bocca, poi mi fece alzare di forza e mi fece sedere davanti a lui sulla scrivania, mi aprì le gambe e sfilò le mutandine, sentii la sua lingua sfiorarmi il clitoride e poi tutta la figa.

Mi stava leccando avidamente, fece scivolare due dita dentro, mi lasciai andai al piacere, mi stavo bagnando tantissimo, bramavo fortemente il suo cazzo nella mia passera, attesi impaziente poi finalmente mi penetrò.

Mi aggrappai forte alla scrivania, stavo li a gambe aperte mentre lui mi sbatteva forte e mi diceva parole sporche, più lo faceva e più mi eccitavo, mi sollevò e mi fece sedere con lui sulla sedia, lo cavalcai per bene, il suo cazzo entrava ed uscivo dalla mia figa sempre più velocemente, ormai il ritmo era sostenuto e incessante, stavamo godendo tantissimo.

Mi disse che ero assunta, che era proprio una bella puttanella, lo stavo facendo godere tantissimo, mi baciò ancora e mi fece sdraiare sulla scrivania, continuò a scoparmi per qualche minuto, poi, arrivato al limite, tirò fuori il cazzo e mi schizzò sui peli della figa il suo sperma caldo.

È stata una bella scopata, uscii da quell’ufficio con un nuovo lavoro, una buona paga e un bell’uomo con il quale fare sesso, insomma, mi era andata di lusso.

Ormai sono sei mesi che lavoro per lui e le cose vanno bene, anzi, benissimo, ci sono stati dei risvolti positivi, a furia di far sesso e lavorare insieme ci siamo innamorati e adesso viviamo una relazione d’amore oltre che professionale.

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