Gioco della bottiglia con i figli




Salve, mi chiamo Andrea, ho 38 anni e sono sposato con Angela, 35 anni. Abbiamo due gemelli di 18 anni, Virginia e Dario e viviamo in una villetta un po’ fuori città. Nel vicinato negli ultimi mesi hanno avuto dei furti così io ed Angela abbiamo installato da qualche settimana delle telecamere a circuito chiuso che ogni sera guardiamo in cerca di anomalie, si sa, la prudenza non è mai troppa. Da alcuni giorni ci siamo resi conto che i nostri figli rientravano dall’università sempre un po’ prima. Non ci hanno mai detto niente, d’altronde poteva anche essere solo che non seguivano alcune lezioni, così inizialmente non ci abbiamo dato peso. Poi però una sera Angela volle indagare e chiese a Virginia perchè rientrassero prima. E lei rispose: “E’ vero ma come lo sai?”
“Ti dimentichi la telecamera di sorveglianza. La guardiamo ogni sera e possiamo anche risalire all’ora in cui avviene un certo evento”
“Hai ragione, non ci avevo pensato. Beh…diciamo che la lezione dell’ultima ora non ci serve più perchè per quest’anno siamo a posto con gli esami e allora torniamo prima”
Non era una scusa molto convincente ma poteva andar d’accordo con quanto avevamo pensato inizialmente.
Poi però ci siamo accorti che dal giorno dopo per una settimana intera i due sono tornati all’ora di sempre, una strana coincidenza che oltretutto Virginia avrebbe molto probabilmente già saputo la sera prima quando Angela le aveva chiesto il perchè rincasassero prima, ma che non aveva detto. Poi la settimana dopo di nuovo a giorni alterni tornavano più tardi a casa.
Io ed Angela solitamente rincasiamo circa un’ora e mezza dopo dal lavoro, così volevamo capire meglio se succedesse qualcosa in quel lasso di tempo. Ad insaputa dei nostri figli mettemmo una telecamera nascosta nel corridoio che dava sulla porta delle loro stanze, sperando che semplicemente al ritorno vi entrassero da soli e non facessero cose strane, come fumare di nascosto o cose simili.
Così la prima sera che guardammo il video e vedemmo che in effetti non c’era nulla di strano ci rassicurammo un po’. Per scrupolo però io volevo vedere qualche altro giorno e il terzo giorno vidi una scena a cui non ero preparato. Si vedeva Virginia entrare nella sua stanza come sempre, poi però ne uscì completamente nuda ed entrò nella stanza di Dario, dove lui era entrato poco prima. Lasciò la porta aperta così la telecamera poteva inquadrare un angolo di letto sul quale si distese e poco dopo si intravedeva Dario, nudo anche lui, che le saliva sopra e faceva sesso con lei.
Io e Angela ci guardammo straniti: “Che diavolo succede?” – dissi io
“Non lo so caro, non so che pensare…”
“Ma è sbagliato…voglio dire…penso che non dovrebbero farlo”
“Sì…lo credo anche io…insomma…cosa gli diciamo?”
“Non lo so…non possiamo mica andare lì e dire ?”
“No certo, ma allora? Li lasciamo fare?”
“In che senso? Non so se sia una buona idea”
“Sì, beh…a dirti la verità non è che mi sono scandalizzata tantissimo. Voglio dire…pensavo lo fossi, ma sinceramente non credo sia un grosso problema.”
“Davvero? Beh mi sento sollevato, perchè anche io la penso così…ma non avevo il coraggio di dirlo”
“E senti…non è che per caso hai fatto lo stesso pensiero mio?”
“Se è quello che penso io credo di sì. Ma sia chiaro…se succede succede, altrimenti torniamo ognuno al proprio posto”
“Intesi”

Il giorno dopo ci prendemmo un’ora di permesso senza dir niente ai ragazzi e tornammo a casa. Aprimmo piano la porta con le chiavi e silenziosamente ci dirigemmo verso la stanza di Dario. Come previsto stavano facendo sesso di nuovo, e quando avvertirono la nostra presenza i due sobbalzarono di scatto e si affrettarono a coprirsi con un lenzuolo.
“Cosa…cosa ci fate qua a quest’ora?” disse Dario
“Sappiamo tutto ragazzi, abbiamo nascosto una telecamera nel corridoio e vi abbiamo sgamati.” risposi io
“Ma non preoccupatevi, è tutto a posto, per noi non c’è problema” continuò dolcemente Angela
“Come? Per voi va bene se io e Dario facciamo sesso?” esclamò Virginia.
“Sì beh, ne abbiamo discusso io e tua madre…non abbiamo problemi.”
“E perchè allora ci avete teso quest’agguato?”
“Sì beh ecco…” farfugliai.
Angela fu più diretta, non disse niente e si tolse la maglia e la gonna restando in mutandine e reggiseno davanti a loro. Dario capì tutto e disse: “Mamma! Non dirmi che…è quello che penso io?”
“Sì tesoro, io e tuo padre siamo d’accordo. Se volete noi ci siamo, a noi farebbe immensamente piacere. Se non volete però basta dircelo, e vi lasceremo da soli”
“Ma mamma…non so…è strano…voglio dire, siete giovani e belli ma non lo so…” esitò Virginia.
Diedi uno sguardo ad Angela e rassegnata stava prendendo i vestiti da terra pronta a lasciar perdere. Io però mi ero già preparato all’idea di fottermi mia figlia e non volevo lasciare niente di intentato fintanto che non avevano detto un NO secco.
Così mi venne un’idea: “Facciamo un gioco allora. Il gioco della bottiglia. E magari mettiamo delle azioni sessuali precompilate in alcune carte che chi esce deve compiere con uno di noi, magari mettiamo i nostri nomi in un’altro mazzo. Se proprio non ve la sentite lasciamo perdere, altrimenti vorrà dire che almeno ci avrete provato”
“Non so…è strano, forse io in fondo vorrei anche ma sono combattutta. Va bene, proviamo. Se vedo che non ce la faccio ci fermiamo.”
“Perfetto” esclamai.

Così preparammo le carte, prendemmo una bottiglia e iniziai io a girarla. Il collo della bottiglia si fermò su Angela, bene pensai, così non dovrò essere io a rompere il ghiaccio. “Ora pesca una carta” le dissi. A sua insaputa avevo già truccato le prime carte sperando ovviamente di non capitare per primo. Se il mio piano avesse funzionato questo avrebbe eccitato ambedue i gemelli e magari si sarebbero convinti sin da subito. Angela pescò la prima carta: “Andrea. Vediamo cosa devo fare al papà.” Pescò l’altra carta: “Sega spagnola, bene.”
Angela si slacciò il reggiseno, mi mise una mano nei pantaloni e mi tirò fuori il cazzo. Poi mi segò piano con i suoi seni. Virginia e Dario guardavano esterefatti, ma a mio parere per niente turbati, perchè non si nascondevano la testa sotto le lenzuola.
“Tocca a te Virginia” le dissi dopo aver girato la bottiglia.
“Va bene…dunque prima carta…Mamma. Ora pesco l’altra carta…accarezzare figa”
“Bene tesoro, non vedo l’ora…” disse Angela, togliendosi le mutande.
Si distese per terra a gambe aperte e chiamò Virginia a sè.
Lei esitò, pensai che non ce l’avevo fatta e che avrebbe detto di sospendere tutto, ma Dario tirò giù il lenzuolo che li copriva e le fece coraggio accarezzandole la figa: “Su dai, almeno prova. Guardala la mamma…è giovane e bella e ha un gran corpo. Se ti senti a disagio stoppiamo tutto”
Virginia mi guardò, io per tutta risposta mi tolsi i vestiti di dosso e le dissi: “Amore ora che ti vedo nuda posso dirti che sei bellissima? Dai che non succede niente”
Lei per qualche secondo abbassò lo sguardo sul mio cazzo, smise di coprirsi con le braccia, mi guardò negli occhi più decisa e disse: “E va bene papi, forse in fondo lo voglio anch’io, proviamo”
Scese dal letto, i suoi seni terza misura sfiorarono il mio braccio poggiato sul bordo del letto provocandomi un’erezione istantanea. Lei lo vide e sorrise. Poi si inginocchiò e accarezzò la figa di sua madre.
“E’ morbida e calda mamma…ti piace?”
“Sì tesoro, continua, mmmm”. Un minuto dopo la fermai.
Girai la bottiglia, toccava ad Angela nuovamente, pescò le carte e uscì che doveva prenderlo in culo da Dario. Dario non se lo fece ripetere…fece salire Angela sul letto, la mise a pecorina e cominciò a spingere nel suo culo :”Oh mamma, sei bellissima…uhhhh che culo che hai”
“Spingi figlio mio che alla mamma piace tantoooo”
Il giocò finì perchè Virginia aveva perso definitivamente ogni freno. Nel vedere suo fratello che inculava sua madre iniziò a masturbarsi, poi volse lo sguardo verso di me, mi prese una mano e la poggiò sulla figa e mi disse “Papi…continua tu”
Le infilai due dita dentro e la masturbai…lei si chinò su un fianco e mi prese il cazzo tra le mani. Poi lo strofinò sui capezzoli e cominciò a succhiarlo: “Oh sììì Virgi….che bellooo” esclamai.
Due minuti dopo Dario stava scopando Angela in figa, Virginia si tolse il mio cazzo di bocca e mi chiese :”Posso anche io?”
Non mi fece nemmeno rispondere che si sdraiò per terra con le gambe spalancate mostrandomi la sua figa morbida e giovane, e poi disse: “Ti voglio dentro papi…”
Cominciai a scoparla, non volevo esagerare ma Virginia, sembrava posseduta: “Più forte papi…più forteeeee…se dobbiamo scopare facciamolo seriamente!”
E così la scopai tanto forte che alla fine le sborrai in figa e lei si contorceva dall’orgasmo gemendo dal piacere. Dario accanto a me distese sua madre affianco a Virginia e sborrò in bocca alle du donne, che poi si baciarono condividendo la sua sborra. Virginia si passò una mano sulla figa, raccolse un po’ del mio nettare bianco e infilò le dita sporche in bocca ad Angela che succhiò avidamente. Poi a turno ci pulirono il cazzo con la bocca finchè ebbero ingoiato tutto lo sperma rimanente.
Virgina esclamò: “Papi, non avrei mai pensato di scopare con te, sei stato bravissimo, ho goduto davvero tanto”
“Virgi, tu hai una figa pazzesca, anche io ho goduto come un riccio”
“La prossima volta, senza bottiglia però eh?” esclamò Angela.
“Mamma, la bottiglia so io dove te la metterei la prossima volta….ehehe”
E scoppiamo tutti e quattro a ridere.

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