Giochi fra maschi by Gabrihole [Vietato ai minori]




Giochi fra maschi di Gabrihole New!

Era il primo anno dell’università, una nuova esaltante esperienza lontano dal paeseino di poche anime dove sono cresciuto e con il mondo tutto da scoprire.
Alloggiavo in un appartamento per studenti con altri cinque ragazzi ed era composto da una zona giorno con sala e cucina e tre stanze da letto, che occupavamo in due ciascuno.
Tra di noi abbiamo preso confidenza molto in fretta e in poco tempo la gogliardia e la voglia di divertirci erano diventati gli elementi leganti del nostro gruppo conviviale.
Marco, uno dei coinquilini, era uno di quei personaggi che non perdono mai occasione di parlare di cazzi, di culi, di inculate e cose simili, e ogni volta che qualcuno di noi si chinava per raccogliere qualcosa, o che uno usciva mezzo nudo (o nudo) dalla doccia non perdeva occasione per fare commenti su cui tutti scherzavamo per poi finire con delle gran risate.
Marco scherzava spesso abbastanza pesantemente con me perché io stavo al gioco, una sera uscii nudo dalla doccia, andai in sala dove tutti guardavano la televisione, mi misi davanti allo schermo, allargai le natiche mostrando l’ano e dissi: “Marco perché invece di guardare queste cazzate non mi inculi e facciamo un bello spettacolino porno per i nostri amici?”
Marco si è alzato subito dal divano, si è sfilato il cazzo già semiduro dai pantaloni, l’ha scappellato mentre ancora camminava verso di me e me l’ha appoggiato al buco, io a quel punto sono scappato in avanti, ci siamo fatti tutti una risata, lui ha rimesso il cazzo nei pantaloni e io sono andato in camera a vestirmi.
Mentre mi vestivo, e per diversi giorni a venire, non ho fatto che pensare alla sensazione della cappella di Marco appoggiata al mio buco del culo.
Confesso che non ero già più vergine, anzi l’estate prima avevo iniziato a fare sesso con un amico il quale il pomeriggio aveva sempre casa libera perché i suoi lavoravano entrambi, avevamo iniziato per scherzo, giocando, ma la prima volta che lui mi penetrò fu perché giocando perse il controllo, non capì più niente e mi prese con la forza. La cosa comunque non mi dispiacque ne mi traumatizzò, anzi!
Da quella sera abbiamo scherzato spesso su “quella volta che Marco me lo aveva quasi infilato nel culo” e spesso, sempre con tono scherzoso, gli altri facevano battute del tipo: “per il compleanno di Marco ti leghiamo al tavolo piegato a novanta gradi e ce ne andiamo lasciandoti solo con lui” oppure “Marco quante seghe ti sei fatto pensando a quella volta che hai appoggiato il cazzo al culo di Gabri?” e la cosa che più mi faceva eccitare segretamente era che lui rispondeva sempre: “ho perso il conto, se per ogni sega che mi sono fatto pensando a lui gli fossi venuto dentro davvero adesso peserebbe 20 Kg in più”.
Non dormivamo in camera insieme io e Marco, io dormivo con Camillo e lui con Antonio, l’altra stanza era occupata da Mauro e Giorgio.
Una domenica sera, dovendo tornare all’appartamento reduci dal week end presso le nostre rispettive case d’origine, ci incontrammo io, Marco, Antonio e Giorgio alla fermata del bus, salimmo assieme e sapendo che Mauro e Camillo erano rimasti in appartamento e che probabilmente stavano studiando o già dormendo decidemmo di far loro uno scherzo, arrivammo però davanti all’uscio che non avevamo ancora deciso quale scherzo fare e decidemmo così di entrare di soppiatto e qualora stessero dormendo svegliarli uno alla volta con il cazzo di Marco a pochi centimetri dalla bocca.
Così infilammo la chiave nella toppa senza far rumore, la girammo più silenziosamente possibile e quando aprimmo la sorpresa l’avevano fatta loro a noi: Erano stesi sul divano, nudi, Camillo sotto e Mauro sopra che se lo scopava di gusto.
Hai capito perché quei due trovavano spesso scuse per rimanere li nel week end?
A quel punto noi siamo li a guardare a bocca aperta e Mauro è immobile sopra Camillo, ancora dentro di lui, Camillo mette la testa sotto un cuscino per la vergogna e continua a urlare a Mauro: “esci, esci dal mio culo, cazzo!”.
Marco a quel punto gli fa: “ma che esci? finisci no? ormai vi abbiamo sgamati e poi che c’è di male?”.
E con nostra sorpresa a quel punto, mentre Camillo che col peso di Mauro sopra non poteva scappare continuava a urlare “esci, smettila!” Mauro riprese a stantuffare nel suo culo e in pochi secondi gli venne dentro.
Una volta finito “liberò” Camillo che si alzò e corse in bagno coprendosi la faccia per l’imbarazzo, Mauro si alzò in piedi, si pulì il cazzo con un fazzoletto e cominciò a farfugliare una serie di giustificazioni assurde del tipo: “non volevo ma ci sono caduto sopra”.
Noi quattro siamo li, io dico che finché sono contenti loro non c’è niente di male, Antonio conferma, Marco come solito ci scherza sopra e dice: “cambiamo le stanze, io voglio Gabri, potrei incularmi Camillo già che gli piace ma è stato con Mauro e mi fa senso, quindi voglio Gabri”, io che gli rispondo “ma che ne sai tu de io ci sto?” e Giorgio che continua a dire: “ma che schifo!”.
A un certo punto Mauro, mentre aspetta che Camillo esca dal bagno per andare a lavarsi risponde a Giorgio che continua a dire “che schifo” dicendo: “dici che schifo ma se guardo le vostre patte avete tutti e quattro il cazzo duro, quindi non venite a fare i moralisti che l’idea piace anche a voi, e lo so bene Giorgio che alla fine piace anche a te, perché ti ho sentito parlare nel sonno e non credo vorresti si sapesse quello che dicevi”.
Giorgio si zittisce per un attimo poi dice: “va bene dai, a questo punto meglio dividere le stanze, mettiamo in camera assieme loro due, Marco va con Gabri e io con Antonio, poi quello che facciamo nelle nostre stanze sono letteralmente cazzi dei due che le occupano, se Mauro e Camillo vogliono scopare che facciano, io di certo non scoperò con Antonio e se Marco si vuole inculare Gabri che faccia”.
A quel punto io rispondo “ma chi vi ha detto che io mi faccio inculare da Marco!?” (ma l’idea mi stuzzica già) e Marco mi da una forte manata sul culo e sdrammatizzando mi dice: “stai calmo, ci penso io a te”.
Come solito fra me e lui finisce in una risata, Camillo esce dal bagno, Marco va a lavarsi e intanto cominciamo subito a spostare le nostre cose per cambiare le stanze.
Io resto nella mia ed è Marco a spostarsi al posto di Camillo, che si trasferisce in camera con Mauro.
Finito il “trasloco” Camillo chiama tutti in salotto, si siede e ci dice: “ragazzi mi vergogno tantissimo, non lo direte a nessuno vero? non accadrà più” e mentre Mauro risponde esclamando “come non accadrà più?” a quel punto con nostra grande sorpresa esordisce Giorgio, quello che si diceva schifato, dicendo:
“Dai, smettiamola di essere ipocriti, siamo sei maschi pieni di testosterone in un appartamento assieme, è normale che abbiamo voglia di scaricarci le palle e se siamo tutti d’accordo questo sarà il nostro segreto, ma bisogna stabilire delle regole”.
Noi ci guardiamo in faccia l’un l’altro e annuiamo in silenzio.
Poi Giorgio va avanti proponendo le regole:
“primo scopiamo solo fra di noi, così preveniamo le malattie, se a qualcuno viene in mente di avere avventure fuori dal nostro gruppo può farlo ma deve dircelo e assicurarci che farà sempre sesso ultraprotetto, in questo modo fra di noi non dovremo preoccuparci e potremo farlo senza preservativo.
Secondo: va bene la divisione delle stanze ma nessuno deve essere la ragazza fissa di nessuno, se un giorno a Camillo va di dare il culo a Marco deve poterlo fare, e Mauro non deve arrabbiarsi, finché non ci saranno coppie fisse resterà solo e nient’altro che un gioco.
Terzo i letti devono rimanere divisi, onde evitare che qualcuno venga a trovarci, veda e possa sospettare di qualcosa, questo sarà il nostro segreto e nessuno fuori di qua dovrà sapre o sospettare nulla, e vi dico anche che chissà in quanti appartamenti succederà la stessa cosa”
A quel punto io esordisco con: “sai che bello se conoscessimo un appartamento di sei ragazze che se la spassano tra loro come noi? che orge potremmo combinare?”
Allora non sapevo che quella battuta, molto più avanti, si sarebbe rivelata una profezia, ma lo racconterò nei capitoli a seguire.”
Ce ne stiamo a parlare molto a lungo di come andranno e dovranno andare le cose, Macro che non prende mai niente sul serio più volte si rivolge a Mauro dicendogli: “mi presti Camillo ogni tanto?” e Camillo, che prima era imbarazzato e si vergognava, adesso ci scherza sopra e accetta le battute. E’ proprio lui che conclude la “riunione” dicendo: “bene Mauro, andiamo a letto che dobbiamo finire quello che hai lasciato a metà, tu sei venuto ma io non ancora, il minimo che tu possa fare è farmi venire visto che hai voluto farlo sul divano ed è colpa tua se ci hanno beccati”.
Io mi avvio in camera e Marco mi segue, sono eccitato all’idea del fatto che ci proverà subito, ma invece niente, si mette il pigiama e si infila sotto le lenzuola, io mi spoglio nudo, gli passo davanti un po’ di volte per provocarlo e lui non dice niente.
A un certo punto gli dico: “beh? e io che pensavo che tu avresti fatto di me la tua troia, non ti piaccio più?”.
Lui risponde: “si, scherza scherza, lo so che alla fine per te è un gioco e non vuoi, ma cerca di non addormentarti a pancia in giù”
A quel punto gli dico: “eh no eh, è da quando mi hai appoggiato la cappella al culo che non faccio che pensare al tuo cazzo, adesso mi scopi, altro che!”
Gli tiro via le lenzuola di dosso, gli armeggio un po’ sotto le mutande e gli prendo in bocca il cazzo, non avevo mai fatto un pompino ma mi viene naturale e, a quanto pare dai suoi gemiti, anche bene perché dopo trenta secondi nemmeno mi viene in bocca.
Io bevo tutto e pulisco con la lingua tutto quello che è la mia bocca non è riuscita a contenere nel momento dell’esplosione.
Lui si scusa per essere venuto subito, si giustifica col fatto che era molto eccitato dalla scena di prima e io gli rispondo: “scusa un cazzo! adesso tu mi fai il culo!”.
Mi siedo sopra di lui e inizio a strofinarmi sul suo cazzo moscio e umidiccio, poi penso che per quando sarà ricresciuto mi servirà un lubrificante e allora, pensando ai mille porno gay che ho guardato, mi viene in mente il burro, mi alzo, corro in cucina, apro il frigo e non c’è più, esclamo “cazzo! è finito il burro!” e dalla stanza di Giorgio e Antonio sento Giorgio che urla: “no, non è finito, ce l’abbiamo noi, vieni pure a prenderlo, entra pure”.
Hai capito quello che si diceva schifato?!
Entro nudo nella loro stanza, Antonio è sul letto a pecorina che gene e Giorgio glielo sta spingendo su e giù con una violenza inaudita, sembra quasi che voglia fargli male a tutti i costi, e ogni tanto lo sculaccia energicamente”.
Mentre prendo il panetto di burro dal comodino Giorgio mi guarda sornione e mi dice: “guarda che prima o poi ce n’è anche per te”, io ammicco, poi non resisto, metto una mano sotto e tocco il cazzo di Antonio, è tutto gocciolante di liquido seminale, ne raccolgo un po’ con le dita e me le porto alla bocca, poi inizio a mearglielo.
Antonio non dice niente mentre Giorgio mi chiede: “che fai?” e io: “lo faccio venire così una volta venuto non vorrà più, tu lo farai scivolare in avanti, ti metterai sopra e continuerai a incularlo mentre ti chiederà incazzatissimo di smettere, la cosa ti ecciterà al punto che verrai in pochi secondi e vedrai che dopo un po’ capirà anche lui che gli è piaciuto tanto.
(vi starete chiedendo come lo sapevo, beh, io a quell’epoca non ero già piu vergine anche se non l’avevo detto a nessuno).
Continuo a menare il cazzo di Antonio mentre Giorgio lo incula e Marco si riprende dal pompino che gli ho appena fatto, ma Antonio non viene, così mi infilo con la testa sotto e inizio a stuzzicargli la cappella con la lingua, in un attimo mi schizza in faccia e subito inizia a dire a Giorgio: “toglilo, toglilo subito!”
Io mi rialzo con la faccia tutta piena di sborra, do una pacca sul culo a Antonio e dico a Giorgio: “adesso tocca a te, inculalo senza pietà, divertitevi”.
Giorgio fa mettere Antonio sul letto a pancia in giù e continua a scoparselo mentre chiede ad alta voce di smettere, io me ne vado da Marco e li lascio li a godersi il “quasi stupro”, passo prima dal bagno a lavarmi la faccia e mentre sto per rientrare in camera mia sento la voce di Giorgio che viene e Antonio che gli da del bastardo. “Gli passerà” penso, e di sicuro poi vorrà che succeda di nuovo.
Marco è sul letto, sveglio che mi aspetta col cazzo già in tiro di nuovo in mano, mi dice: “non arrivavi più, e poi che è successo di la?”
“Nulla” dico io, “poi ti spiegherò”.
Mi spalmo il burro sul culo e ne butto anche dentro un po’, così da essere lubrificato anche internamente, poi lentamente mi impalo a smorzacandela sul cazzo di Marco.
E’ proprio come me lo immaginavo, duro e nodoso, mi muovo un po’ su e giù sopra di lui che si gode la cosa mentre mi dice: “e io che pensavo tu fossi una pecorella sottomessa, e invece sei proprio una panterona!”.
Gli sorrido poi mi chino verso di lui e lo bacio in bocca, e cominciamo a limonare mentre adesso è lui a muovere il bacino e far su e giù col suo cazzo nel mio culo.
Poi mi rimetto dritto, mi allargo le chiappe con le mani e vado giù finché il mio buco tocca la base del suo cazzo, mi muovo un po’ su e giù e arriva proprio li, a stimolare il mio punto “L”, saltello sul suo cazzo ancora per cinque o sei volte e vengo.
Mi fermo un attimo per prendere fiato, a differenza di Antonio io ho imparato a controllarmi e a tenerlo dentro anche dopo essere venuto, il problema è che le prime volte hai la convinzione di fare una cosa sbagliata, per questo dopo che sei venuto e che le voglie ti tolgono tutti i freni, non lo vuoi più.
Mi alzo sfilandomi dal suo cazzo, mi metto sul letto a pancia in giù e gli dico: “sali sopra stallone, è così che mi vorresti prendere, no?”
Lui non se lo fa dire due volte, si mette sopra di me e me lo infila senza troppi complimenti, inizia a muoversi su e giù dolcemente, è piacevole, ma dopo un po’ che lo fa ancora non viene, gli chiedo se è tutto a posto o se non gli piaccio, e lui mi risponde che vorrebbe venire ma essendo venuto prima col pompino fa fatica, poi mi dice: “avrei bisogno di muovermi più forte ma non voglio farti male”.
“Fai pure” dico io, “non si rompe stai tranquillo”.
Inizia a stantuffare dentro di me con una forza e una velocità che non avevo mai sentito prima, adesso non si cura più di farmi male, anzi vuole sentirmi gemere, vuole sentirsi un toro che monta la sua vacca senza pietà e io non fatico ad accontentarlo perché i colpi che mi sta dando nel culo effettivamente un po’ male fanno, ma è quel dolore piacevole ed eccitante.
A un certo punto mi chiede: “posso venire dentro?” e prima che io gli risponda “si” sento il suo cazzo spruzzare una bella sborrata dentro di me, dev’essere anche parecchia, e non pensavo che ne avesse subito così tanta dopo il pompino di prima.
Mentre ho il suo cazzo ancora dentro ci sdraiamo su un fianco, per fortuna che ho rimesso in frigo il burro prima di sedermi sul suo cazzo, perché adesso non ho proprio voglia di alzarmi per andarlo a riportare giù.
Ci mettiamo a cucchiaio, spero di non perdere nulla nel letto durante il sonno perché sono pieno di sperma e burro, ma non ho proprio voglia di andare in bagno a svuotarmi, lo farò domattina, intanto ci addormentiamo così.

Note finali:

se ti piacciono i miei racconti scrivi a gabrihole@email.it

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