Francesca e le sue amiche by Marc442 [Vietato ai minori]




Francesca e le sue amiche di Marc442 New!

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Capita a volte di incontrare persone totalmente sconosciute, di cui cominciamo a interessarci al primo sguardo, all’improvviso, prima ancora di dire una parola.
Questo accadde a me quando per la prima volta conobbi Francesca. Era concentrata a copiare degli appunti nel bar della mia facoltà quando la vidi per la prima volta. Mi misi sulla parte opposta del bar e la osservai per più di mezz’ora, era così bella e semplice allo stesso tempo, un viso limpido e innocente che ti conquista in due secondi. Solo dopo capì che Francesca era tutto tranne che innocente. Quel giorno facemmo conoscenza e dopo due tre appuntamenti facemmo sesso.
Era l’incarnazione della ragazza perfetta che sognavo di avere. Alta 170 cm, capelli lisci castani lunghissimi, una seconda di seno, due gambe da favola e un culo sodo grazie alle lunghe corse che faceva. Non era una strafiga ma era una ragazza d’aspetto semplice ed elegante e era proprio quello che attirava. Quando dico l’incarnazione della ragazza perfetta però mi sto riferendo soprattutto al suo appetito sessuale. Infatti, Francesca era tutto quello che potevo desiderare, era una troia, una romanticona, avventurosa e propensa a provare cose nuove al punto giusto. Rifletteva in modo incredibile le mie fantasie e desideri di incontrare una ragazza con queste qualità prima di conoscerla.
Quando successe la storia che voglio narrare eravamo insieme da 5 mesi ed erano 2 mesi che mi ero quasi trasferito da lei. Non lo feci per due motivi: il primo è che era ancora presto per fare un passo del genere , in secondo luogo perché aveva già promesso il posto alla sua amica, che doveva venire uno di questi giorni. Io vivo ancora con i miei coinquilini ma da quando la coinquilina di Francesca se ne andò passo più tempo da lei che nella mia piccola stanzina del appartamento che condivido con altri tre ragazzi. L’appartamento di Francesca invece è molto piccolo, si tratta infatti di un bilocale di 50 mq, soggiorno con angolo cottura, una camera da letto piuttosto spaziosa, un piccolo corridoio tra il soggiorno e la camera da letto e un bagno. Anche se piccolo l’appartamento è molto elegante, rispecchia Francesca completamente.
La storia che vi voglio raccontare inizia circa 4 settimane fa. Il sabato sera eravamo usciti, avevamo esagerato col bere e siamo finiti a casa sua. Tutti e due eravamo troppo ubriachi per fare qualcosa, e così tolti i vestiti ci siamo addormentati nudi avvignati sotto la coperta sottile.
Mi svegliai la mattina verso le 10 e 45 con un dolore incredibile alla parte bassa dello stomaco. La vescica mi stava per scoppiare, e avevo una erezione potentissima, dovevo fare pipì. Mi alzai in qualche modo, ancora traballante grazie all’alcol della serata precedente e andai in bagno.
Quando tornai nella camera da letto vidi la mia ragazza ancora addormentata, distesa supina sul letto con le gambe leggermente aperte. Dopo aver fatto la pipì, l’erezione non si era ancora placata.
Anche se ero più addormentato che sveglio, decisi di regalare alla mia ragazza un buongiorno coi fiocchi.
Piano cercando di non svegliarla sfilai la coperta e mi inginocchiai al bordo del letto, infilandomi tra le sue gambe. Iniziai a massaggiarle e baciarle le cosce, lentamente, avvicinandomi sempre di più al suo sesso. Dopo un paio di tocchi la Francesca ancora nel dormiveglia cercò di protestare senza nemmeno capire che cosa facevo o cosa succedeva. Mugolò un paio di volte un “mmh” con un tono difficile da decifrare se era una protesta o un incoraggiamento.
Dopo un minuto pian piano aprì le gambe per facilitarmi il compito e capì che si era svegliata, anche se non aveva ancora aperto gli occhi.
Le massaggiavo ancora l’interno cosce mentre leccavo i contorni della figa e del clitoride.
Iniziai a baciarle la figa come se la baciassi in bocca. Piano, con passione, con trasporto. Iniziai a baciarle le grandi labbra una ad una, la sua figa si era già bagnata. Poi le stampai un bacio intero, infilando la metà della mia lingua dentro di lei. Francesca era immobile, godeva di ogni mio tocco e si limitava solo a strizzarsi le tette e a toccarsi i capezzoli. Con il labbro superiore cercavo di toccarle il clitoride mentre sentivo i muscoli della figa stringersi attorno alla mia lingua. Penetrandola con la lingua i suoi umori colavano nella mia bocca, che prontamente bevevo non lasciando cadere neanche una goccia. Sentivo il calore della sua fighetta sulla mia faccia, sentivo la tensione che si stava accumulando, sentivo montare l’orgasmo dentro di lei, sentivo la presa della sua figa sulla mia lingua.
Tolsi la lingua da dentro e mi concentrai sul clitoride. Era già gonfio e rosso. Tirai fuori la lingua e iniziai a giocarci. Prima con movimenti lenti e circolari attorno al clitoride facendo attenzione a non toccarlo. Francesca era tutta in attesa. Respirava come se avesse appena corso una maratona. Le mie mani erano sotto il suo culo, mentre le sue erano sempre sulle tette. Quando non resistetti più io stesso iniziai a leccarle il clitoride. Iniziai a leccarlo alternando i movimenti della lingua, andavo in su in giù, a sinistra e a destra, senza uno schema preciso. Spostai le mie mani sull’interno cosce ed iniziai a massaggiargliele piano mentre la leccavo.
Francesca non respirava più. Lasciò le sue tette e mise le sue mani sulla mia testa premendo contro la sua figa. Voleva infilare la mia testa dentro di lei. Mi staccai e le diedi un schiaffo sull’interno coscia destro.
– “Ritorna con le mani sulle tette e stringile forte, e lasciami che te la lecchi come voglio” le dissi con un tono che non ammetteva repliche.

Mi fiondai di nuovo a leccargliela. Con una mano le aprì le grandi labbra mentre con l’altra le infilai l’indice e il dito medio finché potevo. Avvolsi il clitoride con le mie labbra e iniziai a succhiare forte mentre massaggiavo con le dita le pareti bollenti della sua figa fradicia.
Francesca alzò le gambe ancora di più e di conseguenza anche il bacino cercando di schiacciare la sua figa contro la mia faccia il più possibile. Tolsi le dita, e presi le sue gambe le allargai a più non posso. Iniziai a succhiare il clitoride più forte che potevo. Francesca iniziò a tremare e a venire. Muoveva il bacino sulla mia bocca e urlava. Urlava più che poteva. E io non smettevo di succhiare.
– “Fermati ti prego, vengoo… ti prego smettila non c’è la faccio più” disse quando finì l’orgasmo. “Dammelo, infilalo subito e fottimi” disse con tono supplichevole.

Con la faccia ricoperta dai suoi umori mi distesi sopra di lei e iniziai a baciarla. Affamata iniziò a baciarmi e a leccarmi per tutta la faccia raccogliendo i suoi umori. Questo gesto mi fece rabbrividire tutto il corpo. La mia eccitazione salì a livelli altissimi. Avevo il cazzo così teso che mi faceva addirittura male.
L’abbracciai e rotolammo sul materasso e ci trovammo lei di sopra io sotto di lei. Francesca iniziò a baciarmi di nuovo. La presi per i capelli e la staccai dalle mie labbra.
– “Prendilo in bocca non c’è la faccio più” le dissi e la lasciai.

Francesca si abbassò ma solo fino ai capezzoli. Iniziò a leccarli a succhiarli, salì leccando il mio collo per finire a baciarmi in bocca ancora. La presi per i capelli di nuovo e baciandola mi raddrizzai sedendomi sul letto. Si staccò da me e guardandomi negli occhi con un gesto di provocazione leccò il palmo della sua mano destra insalivandola bene e prese il mio grosso cazzo in mano. Quel gesto mi fece rabbrividire per la seconda volta quella mattina. Iniziò a massaggiarlo lentamente mentre mi baciava. Non potei trattenermi di più e mi staccai dalla bocca di Francesca e con le mani ancora nei suoi capelli le abbassai la testa verso la mia asta tesissima sdraiandomi di nuovo
Si abbassò fino a farmi sentire il suo caldo respiro e si fermò prima di imboccarlo. Sentire il suo caldo respiro mi mandò in visibilio.
Quando dicevo che Francesca è la ragazza perfetta intendevo anche questo. Sa tenerti sulle corde, prolungare il piacere con naturalezza, con semplicità in modo che non vorresti altro che questo.
Poi lo imboccò e con le labbra bollenti e serrate iniziò a scendere finché non toccò col naso sul mio pube e con la punta della lingua i miei testicoli. Tenni raccolti i suoi capelli lunghi sopra la sua testa mentre Francesca procedeva lentamente ma inesorabilmente con l’operazione “gola profonda”. Se lo sbatteva in gola da sola, cercava di spingere sempre più a fondo sempre di più soffocandosi sul mio cazzo. Sentivo la presa della sua gola stringersi attorno alla mia cappella provocata dai conati di vomito. Il sangue le era salito in testa. Era rossa con le lacrime agli occhi. Adoro quando si spinge così da sola.
Improvvisamente la tirai su per i capelli staccandola dal mio cazzo. Adora quando la tratto così duramente, quando le stacco la bocca affamata dal mio cazzo.
– “Dammelo – disse – lo voglio succhiare ancora”
– “Volevo dirti che sei la troia migliore che uno possa desiderare. – le dissi – E io sono sul punto di venire”
– “Io sono la tua troia amore. Dammelo e vienimi in bocca” replicò con tono seducente.
– “Ti riempio la bocca cagnetta, toh – dissi mentre le infilavo il mio cazzo fino all’ultimo centimetro in bocca – così… così succhia” ripetevo mentre vedevo il mio cazzo scomparire nella sua bocca.

“Mmmh, oogh” mugolava e cercava di dire qualcosa con la bocca piena, sapeva che mi eccita moltissimo quando cerca di parlare con il cazzo in bocca.
Lasciai i suoi capelli e la testa, e Francesca iniziò a muovere le sue labbra sempre più velocemente lungo la mia asta, mentre con una mano massaggiava le mie palle.
La semplice con viso innocente Francesca non sputa mai. Si prende sempre tutto fino all’ultima goccia.
Non potei più trattenermi e le scaricai in bocca 5 6 fiotti di sperma caldo mentre Francesca mugolava soddisfatta ingoiando quasi tutto. La presi per i capelli e le tirai la testa su alzandomi a sedere io stesso.
Raddrizzatasi aprì un po’ la bocca e un rivolo di sperma le scivolò dalla parte sinistra della bocca. Lo raccolse con un dito e guardandomi negli occhi lo leccò.
– “Che troia che sei” le dissi non riuscendo a trattenere una risata di soddisfazione.
– “Spero che questo ti basti – replicò Francesca affannata – per questa settimana. Viene Valeria oggi, e niente sesso per una settimana. Che ore sono?”
– Le 11 e 20″ risposi
– “Oddio – saltò da letto tutta confusa – dovevamo prenderla dalla stazione alle 10 e 30″ disse mentre cercava i vestiti.

Continua…

Note finali:

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