Fine settimana con mamma




Erano le due del pomeriggio, i miei genitori mi sarebbero venuti a prendere e mi avrebbero accompagnato agli allenamenti di calcio, e già, sono un calciatore di 18 anni, non una promessa ma un bravo calciatore della mia categoria. La cosa più pallosa è l’allenamento del giovedì: dalle due e mezza alle cinque, per fortuna oggi mio padre è a casa e prima di andare a fare la spesa con mia madre mi portano al campo. Salii in macchina e partimmo, mamma non c’era, pensai che la sarebbe andata a prendere dopo, gli chiesi se al supermercato mi avrebbero preso un sacchetto di pop-corn ma mio padre mi disse che non sarebbero andati a fare la spesa
“bene, così alle cinque mi puoi venire a prendere” esclamai io, “mi dispiace, ma forse dopo devo uscire” mi gelò mio padre.
Scesi dalla macchina e mi avvicinai al campo, nel mentre mio padre se ne stava andando arrivò il custode e mi disse che oggi avremmo saltato gli allenamenti, l’allenatore si era ammalato. Incazzato nero m’incamminai verso casa a piedi. Arrivai dopo venti e passa minuti, entrai ma in salotto non trovai nessuno, mi diressi verso la mia camera e sentii dei rumori provenire da quella dei miei, accostai l’orecchio alla porta e sentii come dei lamenti, incuriosito guardai dal buco della serratura e vidi una scena degna di un film porno: mio padre e mia madre impegnati in una bella posizione del kamasutra, la 69! E bravi porcelloni, pensai, mentre sono fuori loro si divertono e manco mi vengono a prendere, comunque adesso è meglio se esco e li lascio finire in santa pace, hanno diritto alla loro intimità. Andai a fare un giro tanto per fare venire le sei ma una cosa mi rimaneva in mente: come la lingua di mia madre giocasse avidamente con il pene di mio padre e con che forza succhiasse e baciasse la sua cappella. Però era pur sempre mia madre e dovevo cancellare certi pensieri.
Il giorno dopo tornai a casa da scuola e come al solito trovai mia madre in cucina a preparare da mangiare, mio padre sarebbe tornato non prima delle otto circa. Mangiammo e parlammo del più e del meno, poi andai in camera a riposarmi. Steso nel letto incominciai a pensare a quello che era accaduto il giorno prima, sentii il pene gonfiarsi, ero eccitato, mi alzai e mi diressi in bagno, dove mi masturbai pensando al bocchino di mia madre. Quando uscii la incontrai nel corridoio, con un sorriso malizioso mi invitò di seguirla in soggiorno. Ci sedemmo, lei mi mise una mano sul ginocchio
“perché ti nascondi in bagno a masturbarti?”
Rimasi di ghiaccio, non sapevo che dirle, per fortuna proseguì lei,
“Non volevo sgridarti, è naturale che ti masturbi, solo che lo puoi fare anche in camera tua, lo sai che se tieni la porta chiusa io non entro”. Ero imbarazzatissimo, parlare di certe cose con mia madre, ad un certo punto mi sovvenne un pensiero
“Come facevi a sapere cosa facevo in bagno?”,
“semplice” mi rispose,
“ti stavo spiando, avevo notato il rigonfiamento dei jeans e sapevo cosa saresti andato a fare, a proposito, mi devo autocomplimentare, ti ho fatto proprio con un bel pisellone, uguale a quello di tuo padre!”.
Non potevo dire nulla, anch’io li avevo visti di nascosto ieri pomeriggio, ad un tratto, come se mi stesse leggendo nel pensiero mi disse “come direste voi in termine calcistico, siamo uno pari!”, dopo un attimo di silenzio continuò
“ieri non sei entrato in casa verso le due e mezza?”, di fronte al fatto compiuto non avrei potuto mentire
“si, allenamento non c’era…”,
“lo sapevo, stamattina la mamma di Franco me l’ha detto, ma torniamo a noi, tu cosa hai fatto in casa?”. In quel momento mi sentii una strana sensazione pervadere il corpo, ero, come dire, di nuovo eccitato, comunque rivelai quello che avevo visto, premettendo che li avevo spiati solo perché sentendo ansimare credevo che qualcuno stesse male.
“Non ti sarai mica imbarazzato nel vedermi spompinare tuo padre e nel vedere lui che mi leccava la passera?”, risposi di no, era strano vedere una cosa del genere, ma non mi aveva imbarazzato.
“Va bene” disse mia madre “ora vai a fare i compiti, e se in futuro sentirai rumori da camera nostra, non ti preoccupare, ci stiamo solo divertendo”, così mi rinchiusi in camera mia a studiare.
Alla sera ci ritrovammo tutte e tre in cucina a mangiare, mio padre ci comunicò che avrebbe passato il fine settimana a Milano per un congresso e sarebbe rientrato lunedì mattina.
L’indomani mi alzai presto come al solito per andare a scuola, in casa non c’era nessuno, forse papà era già partito e mamma era a fare la spesa. Passai di fronte la camera dei miei e vidi un cassetto aperto e un paio di calze a rete che spenzolavano, entrai e nel cassetto trovai una serie di lingerie abbastanza ricercata tra cui diverse autoreggenti e un paio di reggicalze. Mi sentii il pisello ingrossarsi e spingere contro i boxer, del resto avevo solo quelli e una maglietta bianca da notte, ad un tratto sentii una voce dietro di me
“ti diverti a giocare con la biancheria di mamma?”, mia madre era tornata e non me ne ero accorto, ero pervaso dalla vergogna, a quel punto rincarò la dose
“sei proprio un porcellino, ti ecciti con niente, ora cosa fai, vai a masturbarti in bagno?”.
“Scusa mamma, dissi io”, ma nei suoi occhi non c’era arrabbiatura, ma malizia. Si avvicinò, mi fece sedere sul letto e lei si mise a fianco a me, poi posò la mano sul mio pisello e disse
“E’ duro come il granito, se non vuoi che si rompa è meglio giocarci un pò”, non credetti a quello che stava per accadere, era una cosa fuori dal normale, però mi piaceva, le dissi
“mamma che fai…”, lei fissandomi ribattè
“dai che ti piace, altrimenti saresti già andato via, ora sdraiati e togliti i boxer”, feci quello che mi ordinò, poi mentre mi accarezzava la fronte iniziò a massaggiarmi prima le palle esclamando
“sono proprio belle piene, fra poco te le svuoto” e poi salì e iniziò con una sega memorabile, era bravissima, mi sentii come un fuoco dentro di me ed iniziai a venire, tre o quattro schizzate e mi trovai la pancia piena di sperma. Mia madre si mise a carponi sul letto e mi leccò la pancia pulendomi tutto.
“Buona, mi dispiaceva sprecarla, ora lavati che poi parliamo, oggi salti la scuola, ho idea che dovrò spiegarti un paio di cosette”.
Mentre mi stavo lavando i denti mia madre entrò ed iniziò a fare la doccia, ormai il pudore era rimasto sotto le scarpe. Aveva quarant’anni, ma il sedere era ancora bello sodo, per non parlare delle tette, non enormi ma invitanti. Notai i suoi slip in terra, li raccolsi e li odorai, erano profumatissimi, li riposi ed uscii.
Dopo poco uscì dal bagno tutta nuda e si diresse in camera, dopo cinque minuti mi venne a chiamare per parlare. Andammo in soggiorno e ci sdraiammo sul tappeto, come facevamo di solito quando ero piccolo, solo che ora l’argomento era diverso.
“Bene, mi disse lei, commenti su quanto accaduto prima?”
“No, solo sei bravissima, però, sei mia madre…”
“mi sembrava carino aiutarti, sai, so che tu tieni di nascosto riviste e videocassette porno, ti masturbi spesso, ma se ti piace più così, non ti toccherò mai più”
Sembrava che stessi parlando con un’amica, sesso, perversioni, non avrei mai immaginato di fare certi discorsi con lei, invece mi sbagliavo.
“Non interpretare male le mie parole, non è peccato usare materiale pornografico, almeno per me, anzi, che ne dici di guardare un film porno?”
“Perché no!”, chissà dove voleva arrivare mia madre, comunque un bel film non si rifiuta.
Ci alzammo, in corridoio mi disse di aspettare, entrammo in camera sua, io non capivo, poi mi chiese di aprire l’armadio e di guardare sotto i suoi vecchi vestiti, “mio Dio” esclamai, trovai una decina di videocassette,
“sorpreso?” ribattè, “pensavi di essere l’unico in famiglia ad usarne?”
“a dire il vero si, ma quando li vedi?”
“quando li vediamo vorrai dire, quando tu non ci sei, tuo padre ed io li mettiamo su, un po’ di preliminari e poi mi metto a pecorina, così scopiamo e li guardiamo”
“certo che siete due maialini”
“ehi, siamo i tuoi genitori, non offenderci… però è vero”.
Ne prendemmo uno a caso dei dieci disponibili, ed iniziammo a vederlo, il mio pene si raddrizzò improvvisamente, mia madre sembrava molto eccitata, mi disse se mi sarei dispiaciuto se lei si fosse un po’ spogliata, aveva caldo. Rimase con un paio di collant velate nere e un body di pizzo, non sapevo se ero più infoiato nel vederla così o dal film, mi slacciai i pantaloni e inizia a masturbarmi.
“Bravo, allora quando io parlo non mi ascolti!” mi disse in tono scocciato, si tolse i collant e mi legò le mani “così non potrai più fare nulla”, poi mi denudò e mi prese a leccare le palle
“ti piace maialino, ora mamma ti fa godere ancora”, detto questo mi prese in bocca il pisello ed incominciò a succhiarlo, era fantastico, non sarei riuscito a resistere a lungo, se non che ad un tratto suonò il telefono, mamma interruppe il suo lavoro e andò a rispondere.
Tornò quasi subito, si tolse il body e mi mise la passera vicino alla bocca
“ora lecchi un po’ tu e se sarai bravo completerò la mia opera”.
Immersi la faccia nella sua passera, era dolcissima, la mia lingua instancabile la titillò per una decina di minuti, il mio volto era completamente avvolto da umori appiccicosi, contenta del servizietto mia madre si riabbassò e finì il suo bocchino, venni come non avevo mai fatto, la bocca di mia madre bevette tutta la mia sperma, sino l’ultima goccia.
Alla fine si alzò, mi slegò e guardandomi disse “ne avevo proprio voglia, ora rivestiti”.
Non riuscii a muovermi da quel letto, stavo troppo bene, vidi mia madre vestirsi
“Vado dalla mia amica Mara, torno verso sera, ciao tesorino”
“Ciao, a dopo”
“A proposito, non farti delle seghe in mia assenza, se ne hai ancora aspettami stasera, io non rifiuto mai …”.
Rimasi nudo in camera sua, aprii l’armadio per rimettere via la videocassetta, guardai quelle che c’erano, non le avevo mai viste, a giudicare dai titoli, una però m’incuriosì, s’intitolava “Io e Luca”.
Vuoi vedere che i miei si filmano mentre scopano?
La misi nel videoregistratore, nel televisore apparì mia madre con calze autoreggenti nere, un body in pizzo e un paio di scarpe con tacchi vertiginosi, davanti a lei mio padre nudo. Mandai avanti velocemente, dopo una decina di minuti di preliminari iniziarono a scopare: mia madre si slacciò il body e mio padre la prese da dietro ed iniziò una montata straordinaria, il tutto condito da una serie di parolacce:
“Dai stallone sfondamela, dai ”
“Sei una gran troia, puttana, godi”
“Quando stai per spruzzare ficcamelo in bocca, ho voglia di ingoiare sperma”
Pensai che la voglia di sborra per mia madre fosse una droga.
Spensi la tv e riposi via la cassetta, ero di nuovo eccitato, non volevo venire di nuovo!
Alla sera mangiammo e guardammo la tv assieme, ad un tratto abbassò il volume e disse
“Senti, questi giochino devono rimanere tra noi, non dirlo a nessuno, neppure a tuo padre”
“Ok” dissi io “sarà il nostro piccolo segreto, a proposito, dovrei dirti una cosa”
“Dimmi tutto”, abbassai lo sguardo e le dissi della loro cassetta.
“Bella vero? Quando vedo il pisello di tuo padre non capisco più niente, il mio pensiero è solo scopare e a dire il vero ci divertiamo tanto”.
A quel punto si alzò, mi abbassò i pantaloni e mi diede un bacio sul pisello e disse
“Ora vado a letto, se vuoi puoi dormire con la mamma stasera” e andò via.
“Chissà”, pensai, cosa volesse dire?

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