Fidanzata ucraina, madre biricchina




Salve,

sono Luigi, un ragazzo di 19 anni, vivo a Napoli con i miei genitori, e sono fidanzato con una ragazza italiana di nascita ma da genitori immigrati dall’Ucraina, di due anni più piccola di me.
Lei una ragazza bella, porca, provocante, un bel sedere e delle labbra favolose, morbide, recentemente mi ha invitato a casa sua a cena, per conoscere i suoi genitori e stringere maggiormente il nostro rapporto. Dopo un po’ di esitazione, ho deciso di accettare l’invito comunicandole che lo stesso sabato avrei fatto visita a casa sua.

Il sabato, come prestabilito, mi misi in auto.
Giunto a destinazione bussai alla porta della sua villetta e mi ricevette una donna sui quaranta, alta tra il metro e 65 e il metro e 70, occhi azzurri, labbra carnose e sensuali, un seno di una terza scarsa bello turgido e gambe atletiche, ben allenate.
– “Ciao, tu Luigi?”. Non avete idea di quanto fosse sexy quella voce, femmina, ma anche elegante e non volgare, e quell’accento era troppo arrapante, tanto che alla sola pronuncia di quella frase un’erezione accennata si innescò nei miei pantaloni.
– “Sì, sono io. E’ permesso?” le chiesi.
– “Ma cierto, acomodati”. Si voltò guidandomi all’interno della casa e io non potei fare a meno di abbassare lo sguardo alle sue natiche alte e sode che sembravano scoppiarle fuori dal pantalone e che si alternavano avanti e dietro a ogni suo passo in un ritmo quasi ipnotico. Così quello che era solo un accenno di erezione ben presto divenne quasi doloroso sopportarla nei jeans stretti. “Io sono la madre di Katja, lei ora è in bagno a prepararsi ma sarà pronta tra poco”.
– “E suo marito?” Azzardai io non potendone fare a meno, favorito dai pantaloni stretti che nascondevano, almeno in parte, la mia eccitazione.
– “Oh, non ha detto te Katia? Mio marito ci ha lasciate, ho divorziato”. E mentre lei parlava, le guardavo il seno turgido e semi-scoperto, a intermittenza, sperando non se ne accorgesse.
– “Bene… Cioè, volevo dire: mi spiace”. Che ho combinato, sono stato distratto da quelle mozzarellone gonfie di latte desiderose di essere munte, pensai. Ma stranamente lei non si offese e si limitò ad accennare un sorrisetto malizioso che poteva voler dire molte cose.
– “Sai, non era molto felicie il nostro rapporto”. Ancora con aria maliziosa.
– “E da quanto si è interrotto?”. Ci provavo, insistevo, dovevo capire cosa significasse il suo sorriso.
– “Da due anni”.
– “Sono tanti”.
– “Tanti per cosa?” Mi domandò lei. Io iniziai a essere nervoso. Una cosa che era iniziata per gioco si trasformava in un vero flirt, ora non sapevo che dire, e tra poco la mia ragazza sarebbe stata pronta.
– “Beh… Ecco… Non so, deve essere stata dura anche per Katja ecco, pensavo…” Non la convincevo, erano divagazioni.
– “Mah, intendevi davvero questo? Il tempo fa solo bene a una ragazza abbandonata da padre”. Okay, ero sotto scacco. Cosa le potevo dire? Iniziai ad arrossire palesemente, e involontariamente, distratto dal pensare a cosa dire, bloccai lo sguardo sulle sue bufaline. “Sai, non ho mai visto mio marito fissarmi le tette con un desiderio forte come tuo?!” Lo disse con aria ancora più maliziosa, provocante, e sorridente, quasi sembrava eccitata. E io non ci credevo, si era accorta che me la sarei scopata a sangue ma non se ne faceva di problemi.
– “Beh, no… non è che… no” ero in panne.
– “Cosa no? Ti ho visto anche prima fissarmi il culo sai?”
– “Ma… ma no, mi spiace se tra lei e suo marito…” Stavo ancora pensando alla prima sua affermazione, quando lei mi interruppe.
– “Col cavolo che ti dispiacie”. Mi afferrò le parti basse e strinse vogliosamente. “Guarda come ce l’hai duro, secondo te non me ne accorgo? Sei proprio un toro, ma quanto ce l’hai lungo?”. Iniziò a fissarmi sensualmente negli occhi come ogni ragazzino arrapato vorrebbe essere fissato da una MILF porca bionda, mentre mi massaggiava il cazzo dolcemente prima attraverso il pantalone, poi infilando la mano dentro e iniziando contemporaneamente a baciarmi con la lingua. All’improvviso una voce, è Katja!
– “Mamma, io sono pronta tra una mezz’ora, mi devo ancora asciugare i capelli e passarmi la piastra”. Era fatta, avevamo del tempo.
La presi con vigore mentre la sua mano sinistra avvolgeva saldamente il mio cazzo, e la posai dolcemente sul tavolo della cucina.
“Oh, luigi, fammi godere come nessuno ha mai fatto”. La baciavo sul seno, poi sul collo, ancora sul seno che ella scoprì perché le mostrassi tutta la mia brama di lei nel succhiarle le tette turgide, e, trovandosi a gambe divaricate, mentre ansimava con gusto a testa all’indietro, sentii la sua figa bagnarsi tra le mie mani mentre lei mi sbottonava i pantaloni. Io sfilai i suoi dopo averla distesa sul piano di legno dolcemente, sentendole emettere un lieve gemito “Aaha”, mi abbassai e con un morso sfilai le sue mutandine di pizzo che coprivano una figa completamente depilata che ostentava una paio di labbra che inzuppai completamente di saliva al suo comando “FAMMI GODERE, TORO”.
– “Oh, siiiii, continua, continua”. Ripeteva a bassa voce con una mano sul seno inumidito precedentemente dalle mie leccate, che poi passò sulla mia testa per schiacciarmela nella sua figa umida gorgogliante.
– “Sii, la tua figa ha un sapore squisito” le dicevo mentre passavo da giocare con le labbra a torturarle il clitoride osservando le contrazioni addominali che il godimento di me le provocava, tenendole il mio mignolo inumidito dalla sua aliva infilato nel culo.
– “Ohhhh. Oh. Oh, Ahhhhhh” ansimando ripetutamente con gusto alle mie leccate mi venne in faccia con uno schizzo di eiuaculato femminile che gustai tutto. La presi per i fianchi e la posi atterra e lei, inginocchiata, mi calò le mutande prendendo a leccare delicatamente il mio cazzo, accelerando a ogni mia carezza sulla sua fragile testolina, e succhiando con la salviva che le sgorgava dalle estremità dell’orifizio orale, in un pompino succoso, fino a che il ritmo, costante, non divenne una vera e propria scopata in bocca che si concluse con una sborrata sulla sua lingua carica di gusto. Ingoiò tutto sorridente. Ma non mi bastava, così la presi e, dopo averla schiacciata violentemente con il petto contro il tavolo, posizionandola a 90, iniziai a scopala con vigore, tra le sue urla di goduria che Katja non sentiva per via del Phon acceso.
– “Ahhhhh, sììììì, scompami forte, sìììì”. Sentivo l’interno della sua figa stralabrata da mille cazzi scivolare sulla mia cappella, le mie palle sbattevano contro le sue gambe e il fragore dei miei ceffoni sul suo culo mi eccitava maggiormente, fino a farmi vedere sfocato. Sentivo di venire per l’eccitazione, e colpivo a fiancate con un vigore che le provocava solo più godimento che raddoppiava il mio, continuando a sculacciarle le sue natiche pompose imperterrito.
– “Sìì, picchiami, violentami, fammi male, sono cattiva”. Le tirai i capelli violentemente, e le i ne trasse solo ulteriore piacere, urlando più forte e aumentando la paura di essere scoperti che non faceva altro che eccitarci maggiormente.
– “Oh, oh, tro… ia, sei una male… detta tro… ia”. L’eccitazione era tale che balbettavo e dopo neanche cinque minuti stavo per inondarle la figa di sperma.
– “Ahh, oh, luigigi, oh… oh Dio Ohh ohhhh ohhh oh si si si… si…” Era venuta nuovamente, e io con lei al suo interno. Dopo aver estratto il cazzo, dello sperma colò dalla sua figa se finì sul pavimento. Rimanemmo immobili per due minuti, mentre altro sperma le colava nell’interno coscia e il mio cazzo penzolava moscio e dolorante, prima di realizzare quello che era accaduto. Era tutto finito. Finalmente lo realizzai.
– “E’ stato un trip di sesso” Esclamò lei. Passarono alcuni secondi prima che registrassi la sua affermazione. Poi risposi.
– “Gg.. Già”. Le gambe mi tremavano, erano stati venti minuti abbondanti di sesso intenso. Lei mi guardò per qualche secondo, soddisfatta della sua opera. Sorrise. Ancora qualche secondo muto.
– “vestiti” mi disse. “Non vorrai che Katja ci veda, poi non puoi più venire a scoparmi qui a casa mia.

Questo racconto è stato letto 2464 volte!

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Ricerche Frequenti: