Ele e Giò by Lady Abigail [Vietato ai minori]




Ele e Giò di Lady Abigail New!

Apro gli occhi; una fitta lancinante mi attraversa la testa. Perca miseria! Ieri sera ho davvero esagerato! Ogni volta così le feste ESN. Ci si trova a casa di qualcuno per bere, al locale si continua a bere ed il giorno dopo non ricordi nemmeno come ti chiami.
La luce che filtra dalla finestra è fastidiosa. Un momento…dalla finestra?!?! Dio! Camera mia ha un balcone, non una finestra! Mi alzo di scatto a sedere sul letto, ignoro la nuova fitta e mi guardo attorno. Giò è sdraiata alla mia sinistra, mentre a destra, profondamente addormentata, c’è Ele. I pezzi delle nottata cominciano ad andare a posto. La testa mi gira troppo. Per la seconda volta in una settimana giuro che non berrò più un solo goccio di vodka. La vita da erasmus sta mettendo a dura prova il mio fegato.
Mi stendo di nuovo fra le mie amiche e ripercorro con la mente la sera precedente.
Mi sono acchittata per la festa in discoteca ed ho raggiunto un gruppo di amici a casa loro. Come al solito mi hanno immediatamente da bere; Tamàs mi ha preparato un bicchiere enorme di vodka e succo di mela nella speranza di farmi ubriacare il prima possibile.
Inizio a bere e mi avvicino a Giò, che è in compagnia di una ragazza che non ho mai visto. Ele si presenta ed iniziamo a chiacchierare.
Sono arrivata a Lisbona assieme a Giò un mese fa. Entrambe siamo partite senza amici, ed in classe abbiamo subito legato. Lei è molto timida, quasi un po’ schiva, ma davvero una bella ragazza. Poco più bassa di me, ha un viso tondo tondo molto grazioso, gli occhi verdi ed i capelli biondo cenere; le sue forme sono rotonde come il viso, c’è chi dice che abbia il culo e le cosce troppo grossi, ma il suo seno è spettacolare; alto e sodo, sembra non subire la forza di gravità. Dal canto suo lei dice di apprezzare il mio corpo filiforme e più slanciato rispetto al suo.
Mi dicono di essere amiche da lungo tempo e che Ele si fermerà a Lisbona solo qualche giorno. Ele è molto più spigliata, intraprendente, e non perde occasione di far scendere lo sguardo sul mio seno, abbastanza in vista dato che ho indossato un top trasparente con sotto un reggiseno nero che spicca.
Tamàs ogni tanto gironzola attorno per tentare un approccio; ci scherzo su con loro ed Ele mi propone di fargli perdere le speranze una volta per tutte. Quando Tamàs si riavvicina Ele mi infila una mano nella tasca posteriore dei jeans, mi attira a sé e mi bacia. Rimango un attimo spiazzata ma subito ricambio il bacio.
Il bacio dura a lungo, le bocche si schiudono e intrecciamo le lingue; porto la mano libera dal bicchiere sul suo fianco e lentamente la faccio scendere fino a toccarle il culo a mia volta. Appena si stacca dalle mie labbra ci guardiamo per un istante; un sorrisetto malizioso spunta sul viso ed io la guardo negli occhi divertita. Tamàs ci chiede se può unirsi a noi, ma l’unica risposta che ottiene è una risata da parte di entrambe.
Ci muoviamo per andare in discoteca; Giò è un po’ sulle sue, mentre io chiacchiero molto e scherzo con Ele che non perde occasione si allungarmi una pacca sul culo e di baciarmi con la scusa di tenere lontani i maschi.
Arriviamo in discoteca e l’alcool si fa sentire. Chiudo un attimo gli occhi, sciolgo le spalle e mi lancio a ballare come da sobria non avrei mai fatto. Perdo di vista Ele e Giò nella folla e continuo a ballare. Due ragazzi mi si avvicinano, mi ballano attorno, a turno mi fanno girare; dovrei sceglierne uno ma non mi va. Alzo le braccia e mi muovo facendo ondeggiare il corpo e toccandoli entrambi; mi si stringono contro, uno davanti ed uno dietro, ed io porto una mano su un fianco dell’uno e l’altra su quello dell’altro. Continuo a ballare in quello spazio ridotto e bacio il ragazzo che mi sta di fronte; con un mezzo giro gli do le spalle e bacio l’altro. Ho le mani di uno sul sedere e quelle dell’altro sul seno quando vedo le mie amiche avvicinarsi; mi libero da loro e le raggiungo.
Balliamo; le mani di Ele si fanno più indiscrete; è passata a toccarmi il seno, ad alzarmi il top sui fianchi e spingere le mani dentro i miei jeans. Mi bacia sempre più spesso e mi eccita con piacevoli morsi sul collo. Io mi strofino sempre più contro di lei e mia volta le tocco il seno generoso.
Ele mi infila una mano in tasca, mi attira di nuovo a sé come per baciarmi, ma all’ultimo istante si gira per baciare Giò che continua a ballare lì vicino a noi. Rimango un attimo interdetta, ma subito vedo Giò che mi si avvicina e sento la mano di Ele che mi spinge verso di lei. Non mi faccio pregare. Metto una mano sul bel culetto tondo di Giò e la bacio appassionatamente. Mi giro verso Ele e ci rivolgiamo un sorriso d’intesa.
Prendiamo al volo un taxi appena fuori dalla discoteca ed in pochi minuti siamo a casa.
Arriviamo in camera di Giò, un altro sorrido d’intesa con Ele e comincio a spogliarmi. Rimango in reggiseno e perizoma e mi eccito nel vedere i loro sguardi sul mio corpo; mi giro per mostrare il culo e sento Giò sospirare.
dice Ele.
Mi giro e guardo Giò spogliarsi. Toglie il reggiseno e fisso quei seni perfetti quasi in estasi. Finisco di spogliarmi e mi avvicino a baciare Giò. Le accarezzo il seno e la spingo giù per farla stendere sul bordo del letto; mi piego su di lei, la schiena perfettamente piatta, e lecco i suoi grandi capezzoli con la punta della lingua.
I gemiti di Giò si fanno sentire in pochi secondi, ed io continuo a dedicarmi al suo seno succhiandolo e mordicchiandolo.
dice Ele aggiunge rivolgendosi a me.
Non faccio in tempo a rispondere che sento le sue dita accarezzarmi nel solco delle natiche e scendere fino ad entrarmi nella figa già bagnata. Un brivido mi percorre il corpo, cerco di rimanere concentrata sui capezzoli di Giò, ma le dita di Ele che mi penetrano ritmicamente mi distraggono. Giò scivola un po’ più giù sotto di me e mi ricambia il favore leccando e pizzicando il mio seno mentre godo fra le mani di Ele. Le braccia iniziano a tremarmi mentre le dita di Ele affondano sempre più veloci dentro di me; mi penetra e con l’altra mano va a cercarmi il clitoride, lo tortura insistente, sfregandolo con un dito, muovendolo veloce, ed io vengo con un urletto liberatorio.
Mi alzo e sorrido prima e Giò e poi mi giro verso Ele; lei si spoglia, si siede sul bordo del letto e allarga le cosce. Raccolgo il suo invito e mi inginocchio fra le sue gambe; passo il dito medio fra le labbra e la sento già bagnate.
Separo le labbra con le dita e lentamente le lecco tutta la fessura fino ad arrivare al clitoride; la sento mugolare e di nuovo lecco lentamente, fino a toccare il clitoride, che ora succhio velocemente. Faccio scorrere la lingua fra le sue labbra bagnate e la infilo dentro di lei, più in fondo che posso, per poi risalire e dedicarmi al clitoride. Do qualche colpetto con la lingua, la muovo lateralmente, e poi lo prendo delicatamente fra i denti e spingo forte la lingua sopra. Le mani di Ele mi bloccano la testa, sento il suo corpo vibrare e continuo a darle piacere finchè il suo bacino non oscilla incontrollabilmente e viene sulla mia lingua.
Alzo lo sguardo e vedo Ele sorridente e soddisfatta. La piccola Giò è in ginocchio a gambe larghe sul letto e si spinge furiosamente due dita nella figa.
dico
concorda Ele.
Facciamo alzare Giò in piedi e le allarghiamo bene le gambe. Di nuovo mi inginocchio e affondo il viso nella figa di Giò, ancorandomi con le mani al suo culetto e tenendolo ben aperto. Inizio a leccare ed Ele infila due dita nella figa fradica. Il corpo di Giò comincia a vibrare e lei geme di piacere.
E così dicendo le infila due dita nel culo. Giò urla, geme di piacere; sento il suo clitoride gonfiarsi sempre di più sotto la mia lingua mentre le dita di Ele entrano ed escono dalla figa.
Giò viene e mi spinge via così violentemente da farmi cadere. Ele ride. Mi rialzo e mi avvicino a loro.
mi dice Ele
Mi metto in ginocchio sul letto, in modo da essere più alta di lei, e con un gesto della mano la invito sul mio seno. Lei ridacchia e dice
Giò si stende sul letto in modo da essere con la testa in corrispondenza delle mie gambe, che subito apro per abbassare la figa sulla sua bocca. Il tocco della sua lingua mi da i brividi, ed i colpetti ripetuti iniziano a farmi gemere. Sento il piacere crescere e perdo quasi l’equilibrio sul bordo del letto. Ele si avvicina e prende in bocca uno dei miei capezzoli, mordendolo e succhiandolo in modo deciso. Con l’altra mano strizza l’altro seno, tira il capezzolo fra le dita, lo colpisce con uno schiaffo mentre fra le mie cosce Giò mi sta ricambiando proprio come mi piace, non lascia il clitoride un solo istante ed i miei gemiti sono diventati sempre più alti. Vengo bagnando il bel viso di Giò.
Sono sfinita, mi stendo al centro del letto, ma le mie amiche non hanno ancora voglia di lasciarmi stare. Si stendono ai miei fianchi e continuano a succhiarmi i capezzoli
dice Giò
Mugolo per le nuove ondate di piacere che le loro bocche mi provocano.
Sento le loro mani fra le gambe e mi dividono equamente: un seno per ciascuna, le dita dell’una sul clitoride ancora tutto gonfio e le dita dell’altra nella figa. Mi bastano pochi minuti per iniziare a sentire il piacere crescere sempre di più; piego le ginocchia e spalanco le gambe per facilitare i movimenti delle loro mani. Le gambe tremano a ritmo con i movimenti delle dita e di nuovo inizio a gemere. Non controllo i movimenti del bacino e vengo ancora. Il tocco è fastidioso e faccio per chiudere le gambe; ma loro mi serrano le braccia sotto i corpi distesi ed imprigionano una gamba per una fra le loro. I miei movimenti sono convulsi ed i gemiti sono quasi urletti di dolore. Le dita di Ele insistono sul clitoride indolezito fino a farlo pulsare mentre le dita di Giò spingono sulla parete anteriore della figa. Non sopporto più, stringo gli occhi ed urlo, e vengo bagnando il letto.

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