Due amici si divertono alle spalle dei partner




Non avevo mai considerato Luca sotto un punto di vista diverso da quello di un amico, siamo cresciuti insieme e si è sempre comportato come un fratello, molto protettivo in tante circostanze, soprattutto coi ragazzi, dovevano prima avere la sua approvazione per poi uscire con me.

Comportamento strano per un amico, lo so, però non ci ha mai provato in questi ventisei anni di amicizia, quando ho conosciuto Andrea, il mio attuale fidanzato, mi è sembrato felice, non posso dire lo stesso quando mi ha presentato Federica.

Una ragazza molto bella e solare, non c’è nulla da dire sulla sua persona, anzi, forse non poteva trovare di meglio, ma qualcosa dentro di me si era smosso, da quella volta che siamo usciti per la prima volta a quattro, i sentimenti verso Luca sono cambiati.

Il mio ragazzo non ha capito niente per fortuna, anche se ha notato qualche mio comportamento diverso, quando si trattava di Luca diventavo più nervosa e avevo paura che potesse vedere nei miei occhi l’attrazione che era magicamente esplosa verso di lui.

So che non mi stavo comportando bene, però, fin quando restava un pensiero, poteva andare, almeno così mi dicevo, la cosa sembrava funzionare, fino alla sera del compleanno di Andrea, quando organizzò una piccola festicciola tra amici nel suo appartamento.

Ovviamente, fu invitato anche Luca che si portò Federica, una coppia da invidiare, lui era sempre stato un bel ragazzo, lei sembrava una modella, a volte l’avevo odiata per essere così perfetta.

Comunque, a metà serata decisi di prendermi una pausa da quella situazione e da tutte quelle persone, andai in camera da letto e uscii fuori al balcone, respirai un po’ d’aria, qualche minuto dopo sentii la voce di Luca alla mie spalle, mi stava cercando da qualche minuto.

La camera da letto era buia, avevo evitato di accendere la luce proprio per impedire a qualcuno di farmi vedere, lui però era un tipo che non si arrendeva e mi aveva trovato.

Si accese una sigaretta e mi guardò, mi chiese cosa avessi quella sera, mi avvertiva strana, nervosa, mi domandò della mia relazione con Andrea, pensava avessimo problemi e non era così, o almeno in parte, ma non potevo di certo dirgli che era lui a crearmi casini in testa.

Gli dissi che ero solo stanca e che avevo avuto una giornata no, entrai e mi sedetti sul letto, lui fece l’ultimo tiro di sigaretta, poi si avvicinò a me, rimase in piedi, mi chiese nuovamente il motivo del mio stato, non potevo nascondergli niente e forse aveva capito, ma voleva solo la mia conferma.

Gli dissi che da un po’ di tempo pensavo a lui in modo diverso, bastarono quelle parole, andò verso la porta di camera, la chiuse a chiave da dentro, tornò da me, fermo in piedi, si abbassò la zip dei pantaloni e mi mostrò il suo cazzo.

Mi ordinò di succhiarlo, dentro di me scoppiò una voglia assurda, lo presi in bocca e lo succhiai, lui mise una mano dietro la mia testa e mi accompagnò nei movimenti, chiuse gli occhi e mi disse che lo stavo facendo godere.

Tra un ansimo e l’altro mi confessò che era anche lui da un po’ di tempo desiderava fare sesso con me, era scattato qualcosa che non potevamo fermare ma avevamo poco tempo, qualcuno avrebbe potuto iniziare a cercarci.

Glielo succhiai più velocemente, in pochi minuti fu in tiro, mi disse di fare in fretta, mi tolsi i pantaloni e gli slip e allargai le gambe, si stese su di me e mi penetrò, il suo cazzo affondò completamente dentro di me.

Avvolsi le gambe intorno al suo bacino e mi lasciai andare al piacere mentre mi scopava con forza, mi sbatteva con decisione, affondava il cazzo velocemente poi si bloccava e ci dava giù più forte, mi piaceva tanto così.

A lui piaceva scopare a pecorina, quindi, mi chiese di mettermi in quel modo, lo sapevo, tante volte quando parlavamo di sesso, mi diceva che era la sua posizione preferita, perché godeva di più e perché le sapeva di eccitante e sporco.

Me lo mise da dietro e mi tenne per i fianchi, lo sentivo sbattermi deciso, le palle toccava la mia figa, il cazzo entrava e usciva con estrema facilità facendomi godere non poco.

Mi toccai il clitoride velocemente provocandomi un bell’orgasmo, quel gesto lo fece eccitare ancora di più, montò sul letto e continuò a spingere il cazzo dentro la mia figa, come mi piaceva.

Sentimmo qualcuno bussare alla porta, per fortuna era solo qualcuno che cercava il bagno, sentii la voce di Andrea dire che era la stanza dopo, lui non venne a cercarmi, a volte sapeva che avevo bisogno di una pausa e mi rispettava.

In quel momento io mi facevo sbattere dal mio migliore amico nella stanza e sul letto dove solitamente scopavamo, era un comportamento vigliacco ma allo stesso tempo eccitante.

Luca era molto vicino all’orgasmo, me lo sussurrò, si tirò indietro, mi girai e aprii la bocca, me lo mise dentro, succhiai e mi aiutai con la mano per fargli una sega veloce, aumentai il ritmo e venne sulla mia lingua.

Ci mise qualche minuto prima di calmarsi, mi baciò con passione e mi disse che avrebbe voluto vedermi con calma per farlo di nuovo senza fretta e senza la paura che qualcuno potesse scoprirci.

Ero completamente stordita da quella situazione, mi limitai a dirgli di si, poi uscimmo dalla stanza, prima lui e dopo un cinque minuto io, per non dare nell’occhio.

Ci siamo rivisti con calma dopo quella sera e ancora scopiamo di nascosto dai nostri partner, non riusciamo a lasciarli ma nemmeno a smettere di godere insieme e per il momento, abbiamo deciso che va bene cosi.

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