Dopo la colazione con le amiche by 1948 [Vietato ai minori]




Me lo avevano detto in tante che dopo aver accompagnato i bambini a scuola ci si riuniva in un bar e con la scusa di fare colazione si scambiavano impressioni, oggetti, favori e sesso. Alcune giovani mamme avevano l’amante e lo ricevevano a casa al mattino ‘per fare le pulizie’.
Mi hanno riferito che alcune di loro sono rimaste incinta e che hanno dato la paternità del figlio al marito. Così come qualcuna ha migliorato la sua estetica inspiegabilmente; dal primo mattino molto elegante e poco dopo le nove presa da frenesia del ritorno a casa.
Un giorno, come al solito, accompagnai mia figlia a scuola, alle elementari, vicino a casa; fin qui niente di anormale.
Come sempre, in attesa che gli scolari entrassero, i genitori facevano due chiacchiere. Mi avvicinai ad alcune mamme che stavano conversando; l’argomento del giorno era l’idea di una di loro di vendere costumi per l’estate che stava arrivando.
“E’ una occasione” diceva una di loro di nome Mariella “è uno stock di articoli di ottime marche, che chiaramente posso darvi a prezzo ridotto visto che acquistate da me in casa. Se volete, potete venire a vedere, anche subito! Io stamane sono libera e ve li posso far vedere”
Due signore aderirono con entusiasmo.
La signora Mariella si rivolse a me dandomi del lei perché no c’era confidenza “Signora, venga anche lei, mi farebbe piacere”
“Io ho la corporatura robusta ed ho difficoltà a trovare un costume che mi stia bene”
“Guardi” continuò la signora Mariella dando uno sguardo alla mia siluette “abbiamo anche taglie adatte a lei, venga, la prego!”
La donna mi era molto simpatica e così, per non sembrare scortese accettai insieme ad altre quattro donne.
Ci presentammo perché la conoscenza era dovuta all’avere i figli nella stessa scuola; oltre quel momento non c’erano altri contatti.
Entrati a scuola i bambini andammo tutte e quattro verso la casa della signora Mariella chiacchierando di fatti casa e dei nostri abbigliamenti da indossare l’estate che arrivava.
Con queste donne mi trovavo bene, con loro perché erano il gruppo con cui di solito mi fermavo a scambiare due chiacchiere e qualche volta eravamo andate fare colazione al bar insieme ma senza darci confidenza.
Una volta in casa, la signora Mariella, ci offrì un bicchierino, dei pasticcini e delle sigarette; io ne presi una e l’accesi. Sentii che era un po’ forte e tossii. Non sono abituata a bere alcolici, soprattutto al mattino, ma i pasticcini erano invitanti e il liquore era veramente gradevole. Non tardai molto a sentirmi euforica e in uno stato di benessere totale.
Intanto la signora Mariella aveva portato nel salotto i costumi di cui ci aveva parlato e li stavamo esaminando. In effetti erano molto belli e a buon prezzo.
Intanto il liquore e le sigarette avevano riscaldato l’atmosfera e le risatine si sprecavano.
“Come sto?” disse la signora Luisa, una delle quattro, mostrandoci un costume ad un pezzo “Sta benissimo!” confermò la signora Mariella “ma perché non lo prova? Su coraggio…!”
“Dove posso cambiarmi?”
La signora Mariella scoppiò a ridere “Ma via! Siamo fra donne! Non si vergognerà mica? Si cambi qui, cosa ne dite voi?”
L’atmosfera era eccitante e la proposta fu accolta favorevolmente “Si! Si! Avanti signora Luisa!”
“…e va bene!” rispose convinta “anche se…!!”
Si levò la camicia e la gonna, rimanendo in reggiseno e mutandine e subito dopo scherzando cominciò a muoversi ancheggiando “Cosa ne dite?” mormorò languida “sembro una spogliarellista?”
Noi altre ridevamo e applaudivamo. La cosa ci eccitava.
“Coraggio!” disse la signora Enrica “ci faccia sognare!”
Io mi sentivo strana: la sigaretta che avevo fumato sembrava fare un effetto eccitante e sentivo caldo e qualcosa che si muoveva sotto il perizoma; sentivo salire l’eccitazione. Cercavo di stare calma ma la vista del corpo della signora Luisa mi dava delle sensazioni erotiche che mi mettevano a disagio non potendole far sfogare.
La signora Luisa, intanto, con movimenti sinuosi si era tolta il reggiseno mostrando due splendide mammelle, sode e lisce.
Non avevo mai guardato i corpi di altre donne in situazione come questa e mi scoprivo attratta da loro in modo curioso ed eccitante in quel momento.
“Nuda! Nuda!” scandì la signora Mariella.
La signora Enrica, un’altra delle presenti, propose di darci del tu ed eliminare così i formalismi dato che ormai eravamo li a mostrare i nostri corpi da rivestire con i costumi da bagno.
Luisa, cominciò ad abbassare lentamente le mutandine sotto il nostro sguardo attento mostrando il pube completamente depilato nel quale risaltavano le carnose labbra del sesso.
Luisa, presa dalla parte, si voltava e sculettava mostrando un culetto tondo e sodo da fare invidia.
Rimasi senza fiato. Non avevo visto prima d’ora una donna depilata; era depilata ovunque e mi apparve molto bella. Io mi depilavo ma lo facevo in intimità e mai avrei immaginato di vedere una donna esibirsi e mostrare il suo pube senza peli, inoltre non mi depilavo fra le natiche e la fessurina la lasciavo sempre circondata da peluria che tenevo, così come nel pube, corta o cortissima.
Ora avevo i peli non cortissimi avendoli accorciati da circa dieci giorni ed arrossii pensando al mio cespuglio e mi sentivo a disagio pensando che sarebbe toccato anche a me spogliarmi.
Mariella aveva assistito alla scena in silenzio ma se uno l’avesse osservata attentamente si sarebbe accorta del suo sguardo particolare; guardava il corpo nudo della signora Luisa con un interesse quasi morboso.
“Aspetta ti aiuto” si offrì lei mentre Luisa indossava il costume “ecco qui!  lo tiriamo bene!” approfittando per toccarla. Le sistemò il costume fra le gambe e lo aggiustò sulle tette, soffermandosi ed accarezzandola.
Luisa era euforica e sembrava gradire quelle carezze.
“Tocca a me!” disse Enrica alzandosi.
Cominciò a spogliarsi e a muoversi in modo sensuale
“Brava!” gridarono le altre in preda ad un’allegria che mi sembrava innaturale. Mi accorsi che l’atmosfera si era fatta erotica e mi sentivo a disagio, tuttavia non riuscivo a staccare lo sguardo da Enrica che si scopriva lentamente.
Rimase in mutandine e reggiseno e vidi che era una finta magra.
Aveva due tette grandi e morbide e un triangolo di peli fra le gambe piuttosto marcato e ciò mi fece sentire sollevata al pensiero che non fossi l’unica non depilata.
Poi un pensiero mi attraversò la mente: avrei dovuto spogliarmi anch’io? Mi sentii gelare: non ero abituata a queste manifestazioni, eppure sentivo dentro di me crescere il desiderio di mostrarmi a mia volta.
Sapevo di avere un bel corpo forse un po’ grosso rispetto alle altre, soprattutto nei glutei, e mi vergognavo un poco. Intanto anche Mariella, presa dall’atmosfera si era spogliata e mostrava due belle tette, bianche e sode ed una leggera peluria, simile allamia, ben curata fra le gambe.
Le tre donne ridevano poi mi guardarono.
“Tocca a te ora! Su coraggio! Facci vedere le tue meraviglie!” Diventai rossa e cercai di alzarmi.
La testa mi girava un poco e dovetti sedermi “Aspetta” disse Enrica eccitata “ti aiutiamo noi”
Cercai di rifiutarmi ma le tre donne mi presero e mi spogliarono. Inizialmente tentai di resistere, poi mi sentii presa da uno strano malessere e le lasciai fare.
Mi tolsero i leggings, la camicetta e il reggiseno. A quel punto rimasi con indosso il perizoma da cui spuntava la peluria non abbondante della mia figona.
Rimasero incantate a guardare le mie grandi mammelle che pendevano davanti a loro.
“Signora mia! Che petto!” esclamò Mariella guardandomi languida “che grazia divina!“
Poi di scatto appoggiò una mano su una mia mammella ed io sentii un fremito ma non feci resistenza al suo tocco; mi vergognavo di chiederle cosa stesse facendo anche perché ero a cas sua. Però stranamente era quello che desideravo.
Mariella si abbassò lentamente e portò le sue labbra su un mio capezzolo.
Le altre due donne si misero a guardare in silenzio sorprese dalla novità.
Io rimasi ferma senza sapere perché non sapevo come comportarmi mentre imperterrita Mariella mi succhiava il capezzolo e con la mano scendeva verso la mia intimità.
Ero impietrita. Una statua. Le sensazioni erano meravigliose ed ero combattuta pur sapendo che sarebbe stata una battaglia persa.
Ero praticamente nuda, accarezzata da una donna, davanti ad altre due.
Mi chiedevo perché non reagissi.
Pensavo a quella sigaretta. Pensavo di essere stata forse drogata, eppure mi piaceva sentire quella mano cercare di intrufolarsi sotto il leggero tessuto del perizoma mentre quella bocca mi succhiava.
Sentii con piacere, ma anche con il disagio di mostrarlo, che mi stavo inumidendo fra le cosce e mi vergognai.
La mano di Mariella era arrivata sotto il perizoma e passava le dita nei miei peli umidi di umore, poi si voltò verso le altre due donne
“Coraggio! Venite!” mormorò”
Vidi con sorpresa le due donne guardarsi e avvicinarsi a me.
Luisa si chinò su l’altro mio capezzolo e cominciò a succhiarlo a sua volta, mentre Enrica portava una mano fra le gambe di Luisa accarezzando quelle labbra completamente depilate che fremevano sotto le sue dita.
All’euforia dei minuti precedenti si era sostituito un silenzio carico di tensione rotto dai suoni delle bocche e delle dita tra le labbra delle fighe.
Mariella per offrirmi meglio alle altre due donne mi aveva abbassato il perizoma denudandomi totalmente e mi accarezzava ora fra le gambe che io avevo aperto in segno di resa e come segno che le sue carezze mi piacevano.
Mi prese una mano e la portò sul suo bel seno. Strinsi la mammella fra le dita e sentii un desiderio irresistibile di leccarla.
Mi abbassai su quella pelle profumata ed invitante e cominciai a suggerla con le labbra.
“Brava!” mormorò Mariella con voce suadente “era da tanto che aspettavo questo momento! Il tuo corpo, il tuo corpo mi fa impazzire!”
Sentivo le sue dita entrare nella vagina mentre col pollice cercava il clitoride.
Ero sempre in piedi con il suo corpo appoggiato al mio e mi godevo il calore ed il profumo arrapante della sua pelle.
Poi appoggiò le sue labbra sulle mie invitandomi ad aprire i denti.
Stavo cadendo in preda ai sensi senza accorgermene.
Aprire la bocca e accogliere la sua lingua fremente è stata un’emozione unica.
Misi una mano sulla sua peluria e la bagnai con l’umore che proveniva dalla vicina sorgente.
Mariella percepì che era il momento adatto.
Si staccò dalla mia bocca e presami per mano mi fece voltare a guardare le altre due donne e rivolgendosi a loro “Venite, andiamo nel lettone a terminare questa bella festa”
Mi lasciai trascinare mentre con la coda dell’occhio vedevo le altre due donne seguirci mano nella mano e accarezzarsi fra le gambe.
La camera da letto che ci accolse era spaziosa e luminosa con un grande letto. La serranda era sollevata ma la tenda era chiusa e non permetteva dall’esterno di vedere ciò che accadeva nella camera.
Luisa mi fece stendere da un lato e mi venne sopra girandosi e mostrandomi il suo sesso completamente aperto. Mentre lei inseriva la sua lingua all’interno delle mie cosce cercando il mio grilletto e succhiandolo dolcemente, mi inserì due dita nella vagina spingendole a fondo. Io guardavo le sue grandi labbra della vulva e ne inalavo il piacevolissimo profumo degli umori e di quello che si era messa; l’insieme era terribilmente erotico.
Non avrei mai creduto di sentire le pulsioni che mi stavano invadendo.
Con le mani aprii le grandi labbra e guardai la carne rosa che pulsava all’interno.
Inserii la lingua e cercai il suo piccolo promontorio.
Una volta trovato cominciai a succhiarlo.
La vista dell’umore, del suo profumo caratteristico ed eccitante nonché del suo sesso mi liberò completamente dai miei complessi. Le mie remore di pudicizia erano cadute e felicemente me ne rendevo conto.
Abbracciai il suo splendido sedere e sprofondai fra le sue gambe.
Intanto Mariella mi stava portando ad un orgasmo fantastico.
Mi aveva abbracciato anche lei il mio grande sedere e aveva inserito un dito nello sfintere spingendo all’interno e muovendolo.
Quel contatto mi eccitò ancora di più e cercai a mia volta il suo buchetto mettendoci un dito.
Sentii che cedeva abbastanza facilmente e ne inserii un altro e un altro ancora; evidentemente era una strada abbastanza battuta.
Continuammo così finché venimmo con mugolii e fremiti ad un orgasmo travolgente.
Il suo umore mi bagnò il viso ma non mi fermai; continuai a leccarla finché fu lei a chiedermi di fermarmi.
Ci rilassammo esauste una sull’altra e sentimmo venire anche le altre due.
Passarono alcuni minuti poi Enrica sussurrò “Vorrei provare anch’io con lei””
“Anch’io…dopo…” disse a sua volta Luisa
“Sei d’accordo?” mi chiese Mariella alzandosi “sai! sono un poco invidiosa!”
Enrica venne a sua volta a mostrarmi la sua figa e riprendemmo il gioco mentre le altre due si davano da fare per conto loro.
Fu un nuovo amplesso travolgente che mi lasciò quasi priva di forze.
Non ebbi però il tempo di riprendermi perché mi trovai davanti la deliziosa figa depilata di Luisa.
Mi piacque molto leccarla così morbida e liscia, senza peli e pensai che mi sarei depilata anch’io la prossima volta
… la prossima volta?…ero impazzita per caso?
Eppure più assaporavo quel gusto e più sentivo che mi attraeva.
“Basta, vi prego! E’ stato bellissimo ma lasciatemi riposare!” esclamai al termine di un orgasmo tumultuoso
Rimanemmo così, abbracciate, in silenzio, mentre le nostre mani frugavano i corpi caldi e sudati e le bocche si cercavano in baci più o meno profondi sia nella bocca che nella figa.
Infine Mariella si alzò “Grazie di cuore signore. Prima però di lasciarvi vorrei farvi vedere una cosa”
Aprì un cassetto ed estrasse un pene di gomma: era un dildo.
Mi guardò languida chiedendomi “Mia cara, te la senti di fare da cavia?… solo alcuni istanti…!” e allo stesso tempo agitandolo in aria.
Visto che non reagivo unse l’attrezzo e me lo inserì nella figa dolcemente.
Fece fatica perché’ avevo il condotto stretto anche se ben lubrificato sia dagli umori che dal gel che aveva messo per renderlo più attraente
“Quando lo senti tutto dentro avvertimi”
Sentii scorrere quell’oggetto di plastica fin quasi all’utero e la fermai con un gesto.
“Ecco ci siamo” disse Luisa eccitata “solo un pochino. Lo metto in funzione” così mentre lei parlava l’attrezzo cominciò a vibrare nel mio condotto.
Una valanga di sensazioni mi avvolse. Una scarica di piacere purissimo mi fece quasi perdere la conoscenza.
In quei pochi secondi che funzionò mi fece vibrare in tutto il corpo e mi procurò una serie ininterrotta di orgasmi fantasmagorici.
Urlai dal piacere, senza avere più ritegno.
Al ché Mariella lo spense sentenziò “La prova è andata bene. Quando volete, care signore, potrete ritornare. Puoi venire anche tu, d’accordo ‘signora’?”
Non avevo nemmeno la forza di rispondere ma il mio sguardo rivelava chiaramente che non sarei mancata.
Ci siamo rivestite ed abbiamo salutato la padrona di casa dandoci appuntamento all’indomani davanti alla scuola.
Il giorno seguente al rituale ritrovo mattutino davanti alla scuola ci ritroviamo tutte e quattro ed alcune altre donne li presenti mi salutano con un ‘ciao’ che sapeva di confidenza mentre fino a due giorni prima erano molto ossequiose e formali. Mi chiesi il perché di quel saluto confidenziale accompagnato da grandi sorrisi.
A casa di Mariella ci sono tornata dopo tre giorni.
Tutte e quattro siamo andate al bar e durante la colazione ci aveva comunicato che la casa non era disponibile.
Ci siamo salutate con dei baci affettuosi e molto confidenziali ed ognuna è tornata a casa propria.
Dei costumi da bagno ne comprai qualcuno di cui uno molto ridotto tanto da sembrare piccolo di taglia; le tette mi scappavano fuori e lo slip brasiliano era veramente minuscolo che mi costrinse a depilarmi totalmente.
Nell’uscire dal bar vedo passare un mio ex e li scattò la voglia che non avevo dimenticato. Mi resi conto in quel momento che ero arrapata e che volevo a tutti i costi avere un orgasmo. Credevo che me lo facessero avere Mariella e le altre invece è andata buca.
“Ciao Paolo! Come stai? Un secolo che non ci si vede! Tutto bene?”
“Si tutto bene, grazie. Tu?”
“beh! Io bene. Mi sono sposata ed ho un figlio” gli dico mentre abbasso lo sguardo.
Lui si accorge della mossa e mi invita nello stesso bar da cui ero appena uscita per parlare insieme. Vuole sapere di me ed io di lui.
Oggi ne ho voglia e mi ero preparata per fare sesso con Mariella e le amiche, invece mi ritrovo con un mio ex.
Dopo i discorsi informali iniziali sono passata a qualcosa di maggiormente intimo con lui.
Mi veniva da dirgli “Ti prego scopami!” ma non ne avevo il coraggio.
L’atmosfera intima e riservata dell’angolo in cui eravamo mi ha convinto a parlargli della mia voglia di lui.
“Devi sapere che a quel tempo ti ho lasciato per un  tipo figo, che al momento mi piaceva ma che poi mi ha stancato subito. Sono stata una stupida a lasciarti e adesso ti rivoglio. Ho provato a farmi scopare da altri, mio marito compreso, ma non è la stessa cosa. Non hai idea di quante volte ti penso. Ora la mia figa vuole solo tè
Ti ho mandato una serie di messaggi, ti ho chiamato, ma tu continui ad evitarmi. Nelle poche volte che mi hai risposto mi dicevi che ti stavi divertendo.  Che intendevi dire con ‘divertendo’?
Ti ricordi della sera in cui mi presentai a casa tua, tutta in tiro con tutto ben in vista? Mi fai entrate e mi offri da bere. Per fortuna eri solo. Mi ricordo che indossavi un paio di bermuda e una maglietta aderente. Si vedevano tutti i tuoi muscoli, il tuo bel culo e non facevo altro che guardarti il pacco”
Lui replica “Com’è che adesso te ne vai in giro sempre vestita così da troia?”
Nel frattempo il cameriere aveva portato al tavolo due Campari ed un caffè.
Replicai “ sono vestita così perché avrei dovuto incontrare delle amiche ed andare in un negozio per provare dei bikini da mare. Ti disturba questo? Sappi che oltre ai tacchi a spillo, la minigonna a pieghe cortissima e una canottiera elastica molto scollata che vedi, che è una rarità di primo mattino, indosso anche un mini mini mini perizzoma senza reggiseno. Voglio che mi si vedano bene le mie tetet e i miei capezzoli eccitati. Dai! non farmi rimanere sulle spine, non faccio che pensarti!”
“Ho capito! Hai voglia di scopare e sei venuta qui per cercare qualcuno che lo faccia? Ti si legge in faccia che sei in calore!”
Dopo quelle parole mi sento già un po’ nervosa e lui non mi sta certo aiutando. Mi sono accorta che ha visto anche che sto bevendo un po’ troppo, mi gira un po’ la testa e sono su di giri.
Nella mia testa ho un unico pensiero “Ti prego scopami”
Per effetto del campari mi vien da dire “Dai ci divertivamo insieme! non ti ricordi? “
Mentre lo dico accavallo le gambe e gli faccio dare una sbirciatina. Lui si dimostra interessato ma si tiene sulle sue.
“Si. Ma io mi diverto anche con le altre e poi gli ultimi tempi te la tiravi un po’ troppo!”
“Ti prego, sono disposta a tutto! Non me la tiro più! … e poi ho tanta voglia di tè!”
“Da quanti ti sei fatta scopare negli ultimi tempi? 4? 5? …forse anche di più ..eppure sei ancora qui a chiedermi di scopare… sei sempre la stessa!”
Ecco ora appare il maschio che c’è in lui. Vedo che sta cedendo ed io sto facendo del mio meglio da vera femmina; apro a chiudo le gambe, mi abbasso e poi mi rialzo, mi morsico le labbra, ma tu me la vuoi far pagare.
La mente ha sempre il pensiero fisso “Ti prego scopami!”
Rapidamente parlando di altre cose andiamo a casa sua.
Siamo uno davanti all’altro sui divani di casa sua. Tra di noi il tavolino con delle bibite anche alcoliche, le mie gambe spalancate con in mezzo l’oggetto dei tuoi desideri.
Rivolgendomi a lui “vieni qui!” Scatto e mi siedo vicino.
“Quanta voglia hai? Devi meritartela questa scopata, fammi vedere cosa ti sei messa!”
Mi alzo in piedi sollevo la gonna e gli faccio vedere il mio nuovo ultra mini perizoma che dietro passa proprio in mezzo alle chiappe e davanti ha una strisciolina strettissima di velo trasparente.
Mi sto bagnando senza che nemmeno mi tocchi.
“Che puttanella! Vediamo se hai davvero così tanta voglia: mettiti sul divano e masturbati che voglio godermi lo spettacolo.
“Nooo dai!! scopiamo ti prego!!!” ci credevo nella scopata invece  vuole farmi penare.
“O fai quello che ti dico oppure te ne vai!” mi dice con tono deciso.
“Ok, ok!” e mi piazzo davanti a lui.
Cerco di essere più troia che posso… mi abbasso la canottiera e strapazzo un po’ le mie tette, poi allargo bene le gambe, scosto il perizoma e mi infilo tre dita nella figa  e comincio a gemere.
“Ummmm….aaaahhh! ..siiihh!..mmm ..daiiii ..daiii scopami!  ti prego scopamiii! dove vuoi scopami dove vuoi tu!!
“Sei un vero spettacolo, devo ammetterlo. Di troie così non se ne trovano molte in giro! Masturbati anche il culo!”
“Ti supplico daiii!! ho bisogno di essere scopata! Non resisto più!”
“ Zittisci e mettiti alla pecorina! Non voglio sentire le tue lamentele da cagnetta in calore”
Faccio come dice.
Quando mi tratta così mi fa sentire ancora più troia di quello che sono.
Mi levo la canottiera e le mie abbondanti mammelle ballano a ogni movimento come quelle di una vacca, me ne porto una alla bocca e poggio poi il petto sul tavolino in attesa che finalmente lui mi scopi!
“Il tuo culo è sempre uno spettacolo! Che ne dici di scaldarlo un po’? se non ricordo male ti piace essere un po’ sculacciata come la bambina monella che sei!”
Mentre mi sculaccia godo ancora di più, immagino il mio culetto tutto rosso. Ogni tanto si fermi; lo so che lo sta ammirando. Ha avuto sempre una passione sfrenata per il mio culo.
“Tieni, prenditi il tuo amato cazzo! Ti riempio!”
In un colpo solo mi infila il suo enorme cazzo nel culo.
Al momento non respiro più, poi inizio a godere sempre di più perché lui spinge sempre più forte.
Per non urlare mi era tappata la bocca con la canottiera ed emetto solo dei mugolii altrimenti mi avrebbero sentito in tutto il palazzo fino a quando non mi sborra nel culo, poi esce.
“Puliscimelo!” mi ordina.
Mi tolgo la canottiera da bocca e lecco il suo fantastico cazzo fino a farlo diventare lucido.
“Se vuoi godere ancora usa uno dei vibratori che hai lasciato qui quando mi hai lasciato. Ora devo fare delle telefonate. Scopati da sola, magari più tardi puoi farmi uno dei tuoi pompini!
La mattina passò senza accorgermi dell’ora di pranzo.
Andai via da casa sua dandoci appuntamento per l’indomani per continuare a fare sesso.

Nel giro di pochi giorni da donna e madre ero diventata femmina in calore con tre amanti femmine ed uno maschio.
Pensai “quel che si diceva su ciò che accadeva al bar dopo l’ingresso a scuola era vero.. ed anche piacevole”

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