Dalila La Porca by TheWarlock [Vietato ai minori]




Dalila La Porca di TheWarlock New!
Dalila La Porca – Capitolo 1 – La scoperta.

Questa è la storia di Dalila, destinata a diventare semplicemente “La Porca”.
Dalila è la ragazza di un mio amico. Stanno insieme da tempo immemore, un numero di anni che è abbondantemente in doppia cifra. Un’era geologica, a mio modo di vedere.
Dalila è sempre stata miss perfettina, da quando la conosco. O meglio, ho capito in seguito, ha sempre mostrato quell’immagine di sé.
Ora lo posso dire con certezza: la ragazza tutta casa, chiesa e famiglia, la studentessa seria dai risultati eccellenti erano solamente una facciata. Erano ciò che lei voleva che la gente vedesse quando la guardava. Anzi, probabilmente era ciò che voleva essere, negando per anni la sua vera natura. Ma non importa quanti sforzi si fanno per negarla, nasconderla, la propria natura prima o poi riemerge.
Ma veniamo al dunque della nostra storia, al come la vera natura della protagonista di questa storia si è palesata.
Da qualche tempo durante le uscite del nostro gruppetto, soprattutto quando non c’era il suo ragazzo i discorsi finivano a vertere, in maniera più o meno esplicita, sull’argomento sesso.
E tra una chiacchierata e l’altra è emerso che Dalila, pur amando moltissimo il suo fidanzato, è sessualmente insoddisfatta. Infatti, a detta di lei, il mio amico a letto è “fin troppo gentile”. Ebbene sì, Dalila ha più di una volta velatamente ammesso di desiderare che il suo ragazzo fosse un po’ più dominante, pur non avendo mai usato questa parola. Secondo me, non l’ha mai usata nemmeno con se stessa questa parola, quando si chiedeva cosa volesse esattamente. Perché Dalila è una che è sempre stata decisa, una a cui è sempre piaciuto dettare legge, indipendente, tosta. E ora fatica, nel suo subconscio, di voler essere dominata.
All’inizio ho deciso di non dar peso a queste rivelazioni, soprattutto per l’amicizia che mi lega col suo fidanzato, ma ad un certo punto mi sono detto: se lei è insoddisfatta alla lunga la cosa andrà a nuocere al loro rapporto di coppia, quindi chi sopperisse a placare questa sua insoddisfazione andrebbe in fondo a far loro un favore. – Non è ipocrisia per giustificare i miei atti, la penso proprio in questa maniera. – E decisi di essere io quella persona.
Da quel momento iniziai a provocare Dalila quando si presentava l’occasione, con battute a doppio senso cercando di capire quanto poi effettivamente stesse al gioco. E notai che stava al gioco più del previsto.
Una sera avvenne il primo “fattaccio”. Io e i miei amici eravamo in un locale, una sorta di discoteca sul mare, ad una festa di compleanno di un altro nostro amico, e ovviamente c’erano anche Dalila e il suo fidanzato.
Quella sera suonavano musica dal vivo.
Ad un certo punto stavamo davanti ad un drink e lei parlando disse che era da molto tempo che non ballava e le sarebbe piaciuto davvero. Avrei potuto chiederle di accompagnarmi in pista a ballare ma non lo feci perché c’era il suo ragazzo e volevo evitare casini.
Allora mi venne l’idea e le dissi in un orecchio: “Visto che hai tanta voglia di ballare, perché non vai a ballare sul cubo?” Lei all’inizio risponde con un “Ma figurati” autoironico, che capisco benissimo significa “Non sono abbastanza fica per farlo”.
Qui occorre un attimo descriverla: Dalila è alta circa un metro e sessantacinque, bionda, fisicamente non perfetta, con una seconda di seno e un culo appena un po’ abbondante. Non grassa ma nemmeno magra anoressica. Un viso con bei lineamenti, che dimostra qualche anno meno dei suoi 29.
Nel complesso, non è affatto male.
Comunque, alla sua battuta risposi facendo lo gnorri: “Paura di una scenata di gelosia?”. A quel punto lei: “No, quello no, quasi non gliene frega niente.” Poi aggiunse: “È che, insomma, sfigurerei sul cubo”.
Sul cubo c’erano infatti appena state un paio di quelle classiche troiette anoressiche strizzate in miniabiti girofica e tacchi altissimi, e ovviamente si era formato un gruppetto di ragazzi allupati che sbavavano loro dietro, sperando che loro li notassero e ci scappasse qualcosa. Speranza vana, ovvio.
In quel momento il gruppo precedente aveva finito di cantare e le ragazze erano scese dal cubo per andare a bere qualcosa al bar, circondate dai loro “fan”, e un nuovo gruppo aveva appena iniziato a suonare ed il cubo era vuoto.
Comunque, la conversazione stava prendendo la piega che volevo darle, a quel punto quindi dissi: “Ma dai, guarda che puoi fare bella figura almeno quanto loro”. In fondo quella sera Dalila indossava un vestitino elegante abbastanza scollato da mettere in mostra il reggiseno che c’era sotto e abbastanza corto, piuttosto sexy senza essere volgare. Completavano il tutto un paio di bei sandali chiari con un tacco 8.
Mentre facevo questo controllai che il suo ragazzo non ci stesse guardando, ed effettivamente notai che era immerso in una conversazione con altri nostri amici e non ci prestava attenzione.
Dalila comunque era titubante, allora le passai un drink, si fece un bel sorso e, preso coraggio, si avviò verso il cubo. Salì e si mise a ballare. All’inizio era titubante e si muoveva in maniera un po’ timida ma dopo poco si sciolse e iniziò a ballare in modo davvero sensuale.
Dopo un po’ cominciarono ad arrivare 4-5 ragazzi che ballavano sotto di lei, attorno al cubo, io nel frattempo mi avvicinai al gruppetto dove c’era il suo ragazzo con l’intento di concentrare ulteriormente la sua attenzione sulla discussione e distoglierla ulteriormente da lei. Mi misi quindi a parlare con i miei amici, nel frattempo ogni tanto alzavo la testa a controllare la situazione di Dalila sul cubo. Ad un certo punto il gruppo che suonava finì la propria esibizione ed il vocalist annunciò qualche minuto di pausa per permettere al gruppo successivo di salire sul palco ed iniziare a suonare. Ne approfittai per sfilarmi dalla conversazione con la scusa di una birra e me ne andai verso il bar, nel farlo passai sotto al cubo proprio mentre Dalila ne scendeva. Sembrava accaldata così le dissi di accompagnarmi a prendere qualcosa al bar per rinfrescarsi. Mentre sorseggiavamo i nostri drink le dissi scherzosamente: “Allora? Hai visto che anche tu sul cubo fai la tua figura e riesci ad attirare fan?”
“Sì certo, lo so, ma pochi, non come quelle di prima” rispose stando allo scherzo.
Al che, scherzo per scherzo, giocai il tutto per tutto: “In realtà potresti avere in un attimo molti più fan di loro. Non sarebbe complicato” “E come, secondo te?” “Beh – dissi con tono ancor più scherzoso – secondo me se per ipotesi tu fossi senza mutandine avresti decine di ragazzi a sbavarti dietro”. Per un attimo cambiò espressione ed ebbi paura di aver esagerato. Invece, forse complici l’alcol e l’eccitazione che il ballare sul cubo le aveva causato, disse solo: “E come faccio?”.
Al che, semplicemente, risposi: “Beh dai, è semplice, vai al bagno, ti togli le mutandine, le metti nella borsetta, dopodiché torni qui, finisci il drink e poi torni a ballare sul cubo”.
Alle mie parole, Dalila disse semplicemente “Ok” e se ne andò in direzione del bagno. Tornò dopo pochi minuti come se nulla fosse e riprese a bere il suo drink.
Al che le dissi: “Non ci credo che le hai tolte” e in risposta lei aprì la borsetta e mi mostrò al suo interno un perizoma bianco che, si vedeva ad occhio, aveva anche una bella macchiolina di umori. Ebbene sì, avevo fatto centro, era eccitata, la cosa le piaceva. “Ora torna a ballare, dai che ti divertirai” le dissi. La vidi però un po’ esitante, capii e dissi: “Tranquilla, farò io in modo che nessuno dei nostri se ne accorga. Aspetta cinque minuti e vai.”. “Ok”.
A quel punto mi diressi al nostro tavolino, i miei amici erano ancora impegnati nelle loro conversazioni, mi avvicinai al festeggiato, presi una bottiglia di spumante ed iniziai a riempire i bicchieri alle persone, dopodiché improvvisai un discorso in cui ogni due minuti proponevo un brindisi alla salute del festeggiato. Curandomi però di non esagerare col bere.
In breve al tavolo furono tutti piuttosto brilli, e nessuno si accorse di quello che stava accadendo poco lontano sul cubo.
Io che mi ero messo, durante il mio discorsetto, in una posizione di favore da cui si vedeva bene tutta la sala, vidi che poco dopo che Dalila era salita sul cubo e aveva ripreso a ballare, i ragazzi lì attorno dovevano essersi accorti che non indossava le mutandine.
Infatti attorno al cubo si era formato un gruppetto di 20-25 ragazzi che ballavano sotto di lei e ogni tanto qualcuno le dava qualche veloce toccata alle gambe e sotto la gonna. Non volevo che la cosa degenerasse quindi cercai un modo per terminare tutto.
Mi venne incontro la fortuna, nella persona del vocalist che chiamò l’ultima canzone del gruppo, e disse che era anche l’ultima della serata. A quel punto feci cenno a Dalila di staccare con un movimento della mano a taglio sotto il mento, lei capì, finse di essere stanca, smise di ballare e fece capire che voleva scendere.
Alcuni dei ragazzi attorno a lei allora la aiutarono a scendere dal cubo, e nel farlo diedero alcune rapide palpate alle sue intimità nude.
Appena scesa si diresse verso di noi, alcuni dei ragazzi cercarono di seguirla probabilmente per tentare un approccio, allora con una scusa lasciai il tavolino e le andai incontro. Una volta superata mi piazzai fermo dietro di lei che invece proseguì, e mi posi in modo da sbarrare la strada ai ragazzi che la seguivano. Questi capirono che non era aria e se ne andarono. Non che me ne fregasse di lei o che fossi geloso, era solamente che per poter perseguire i miei obiettivi futuri era meglio che nessuno si accorgesse di niente, in particolar modo il suo ragazzo.
Restai un attimo lì per evitare che ci fossero altri tentativi di approccio da parte di altri, poi me ne andai al bar e presi l’ultima birra della serata.
Mentre ero al bancone del bar notai affianco a me un paio di ragazzi che erano stati a ballare sotto il cubo e avevano scattato coi loro cellulari delle fotografie sotto la gonna di Dalila. Capii che avevano alcune foto con un’inquadratura più generale ed altre in cui si vedevano perfettamente esposte le sue intimità nude. Mi venne una folle idea, interruppi i due ragazzi dicendo che avevo una proposta per loro. Gli offrii da bere e dissi che quella della foto era la fidanzata di un mio conoscente, sessualmente insoddisfatta e potenzialmente troia fino al midollo, e avrei fatto in modo che tirasse fuori tutta la sua troiaggine. A quel punto dissi loro che se mi avessero dato i loro contatti e inviato per email solo a me le fotografie di quella serata senza renderle pubbliche con nessun altro, avrei trovato il modo di farli divertire con la troietta, questo il termine che usai, non appena fosse stata abbastanza disinibita e sotto il mio controllo. Accettarono e mi inviarono le foto per email direttamente dallo smartphone, assieme ai loro contatti. Li salutai e gli ribadii la promessa che li avrei fatti divertire con Dalila quando lei fosse stata pronta.
Tornato al tavolino del nostro gruppo vidi che tutti stavano organizzandosi per andare via, al che mi avvicinai a Dalila e le dissi sottovoce: “Allora, ti sei divertita?” E lei, sempre sottovoce per non farsi sentire dagli altri: “Sì, è stato incredibile, non sono mai stata tanto eccitata. Grazie per avermi spinto a farlo. Ti prego però di non dire niente di ciò che è successo”. “Ecco, di questo ne parliamo domani” “Cosa?” disse con voce quasi troppo alta, rischiando di farsi sentire. La zittii con uno sguardo e dissi, sempre sottovoce: “Tranquilla, nulla di che, ma comunque domani ne riparliamo. Ti contatto io, via chat. Comunque, visto che dovete tornare a casa in bicicletta, ti consiglio di tornare al bagno e rimetterti le mutandine, o vuoi che qualcuno si accorga che sei senza?”.
A quel punto Dalila, che se ne era completamente dimenticata, si rese conto che avevo ragione e doveva ricomporsi, allora si avvicinò al suo ragazzo e gli disse che doveva andare al bagno.
Mentre si dirigeva verso il bagno, io mi congedai dal resto del gruppo dicendo che avevo sonno (si era fatta una certa ora) e me ne andai, felicitandomi con me stesso per come era andata la serata e per l’influenza che avevo iniziato ad acquisire su Dalila. E pianificando il modo di affrontare la discussione il giorno successivo.

Note finali:

E` in assoluto il mio primo racconto, spero vi sia piaciuto.

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