CONVERSIONE ALLA DEPRAVAZIONE DI UNA MOGLIE PER BENE by Educatore [Vietato ai minori]




Cap. 1          UNA FAMIGLIA NORMALE

In una cittadina della cintura milanese, un tempo tranquilla e laboriosa e ora come tutte le città del nord Italia in preda alla delinquenza , alla carenza di lavoro e dei flussi migratori , viveva serenamente una famiglia coscienziosa e responsabile formata da marito , moglie e un figlio in età post adolescenziale , la tipica famiglia piccolo borghese italiana. Vivevano abitualmente la loro routine quotidiana, ignari che su di loro stava per abbattersi , oltre che i problemi sociali e familiari che già conoscevano , anche qualcosa che mai avrebbero pensato potesse sfiorarli , la depravazione .

Era una coppia regolarmente sposata da vent’anni ,la loro vita svolgeva normalmente , come migliaia di altre nell’anonimato della nostra collettività , essendone protagonisti a loro modo del vivere ,del crescere e del cambiamento della società della nostra bella Italia .

Carlo, il marito , era un bell’uomo , buono e amante della famiglia ,un cinquantenne , impiegato assicurativo in una grande compagnia nazionale con uffici a Milano ,e lui gestore di una agenzia in città .

Era nato e cresciuto a Milano, figlio di genitori meridionali ,emigrati al nord negli anni 60.

Della città meneghina crescendoci ,come molti figli di emigrati dal sud, ne aveva preso la cultura ,la civilizzazione, il modo di pensare e fare , oltre che l’atteggiamento .

Parlava anche il dialetto e ne aveva la cadenza e spesso gli piaceva farlo , farsi passare per milanese puro , specie quando era assieme alla moglie , che le dava la sensazione a suo dire , di essere del nord come lei . I suoi genitori ,religiosi e onesti lavoratori , per festeggiare la loro nuova cittadinanza nella città del nord , lo chiamarono Carlo , in onore del cardinale Borromeo , uno dei patroni di Milano .

Conobbe sua moglie Roberta da giovane ,lei era poco più che ventenne e lui già ventisettenne , e in quel periodo era precaria ,lavorando provvisoriamente part time in uno studio commercialista rinomato della città .

Roberta era più giovane di lui di sette anni , era una 43enne attraente e affascinante , di una bellezza semplice , non sofisticata , da mamma, impiegata e moglie fedele ; ed era nell’età più bella per una donna , quella della sua maturità fisica e intellettuale .

Lei apparteneva a una vecchia famiglia milanese da generazioni ,lavoratrice , seria, onesta e rispettata , con una sorella e un fratello più grandi che dopo essersi sposati vivevano in altre città della regione . Era di buona cultura ed educazione , cresciuta anche lei come lui nei valori famigliari,religiosi e morali . Aveva l’inflessione milanese nel parlare e le esclamazioni di stupore o timore , spesso le esternava in dialetto .

La loro relazione era iniziata con un incontro casuale per strada ,come avviene a molti ragazzi e ragazze, tutto era nato con uno sguardo, un sorriso, poi qualche parola di Carlo e una chiacchierata conoscitiva , seguita da una passeggiata e la richiesta di un nuovo incontro da parte di lui .

Si erano innamorati e avevano incominciato a frequentarsi ,e un pò alla volta ,dopo i primi baci si resero conto che stavano bene insieme,che si piacevano , che avevamo interesse comuni l’un l’altro ,cinema , musica ,passeggiate e altro ancora , e si amarono al punto da rivelarsi ogni cosa di loro, ogni secreto ,conoscendosi di più, bene e approfonditamente .

Insieme all’amore , scoprirono di stare bene assieme e come due innamorati iniziarono a programmarsi il futuro .Si manifestava il loro sempre più intensamente la trepidazione nell’attesa di rivedersi , la gioia dell’incontro , la tenerezza di abbracciarsi ,la bellezza di baciarsi e amarsi .

Avevano scoperto qualcosa di nuovo e diverso nella loro vita , che li faceva battere forte il cuore e trepidare ,una realtà nuova.

Scoprirono il romanticismo, la passione e l’attenzione reciproca, con il desiderio e la ricerca del contatto fisico, fatto di coccole , carezze ,baci e oltre ….

Passavano tutto il loro tempo libero insieme, spesso trascurando amici e familiari e il resto del mondo .

Come molte coppie , in quegli anni in loro , nascevano ricordi comuni ,fatti di film, canzoni, romanzi ,passeggiate e baci, per descrivere, ricordare e celebrare quei momenti in futuro.

Desideravamo restare soli , parlarsi ,accarezzarsi , baciarsi e toccarsi anche intimamente ,per poi giungere a masturbarsi reciprocamente …. e comunicare il loro amore ,la loro passione , il loro fuoco interiore e spirituale , anche in forma … carnale e lussuriosa.

Assieme al sentimento di attrazione mentale , presto si manifestò anche quello fisico e di conseguenza quello sessuale ,scoprendo lui , nel candore di lei ,di essere il primo uomo della sua vita a cui lei , oltre donargli i sentimenti e l’amore , donava la sua bellezza , la purezza del suo corpo e la sua verginità .

Quegli anni erano giovani , lui pur essendo più grande di età , non aveva molte esperienze a proposito del sesso , anche se con lei ostentava una competenza ,sicurezza e conoscenza sessuale che non aveva .

Non era mai stato un donnaiolo come altri suoi coetanei di allora ,aveva avuto qualche rapporto d’avventura estivo o con qualche prostituta e quindi all’insaputa di lei il sesso fu una rivelazione anche per lui . Lo scoprirono assieme e come tutte le coppie , si costruirono un loro modo di farlo ,di amarsi e unirsi carnalmente , differente da quello degli altri , fatto di passione , gioia e piacere ,che assieme all’amore e ai sentimenti , li rese felici e li fece sentire “diversi” dagli altri amici ,conoscenti e coppie.

Il loro amore era bello ,pulito , sincero e profondo , si donavamo l’uno all’altra anima e corpo , scoprendosi e costruendosi assieme giorno per giorno , non conoscendo ancora appieno la loro sessualità.

Le parole erano sempre sussurrate, dolci,spontanee ed esprimevano solo uno stato di felicità e benessere comune , di stare assieme. La loro individualità si era annullata diventando unica , comune ,sulle decisioni , i progetti , il pensare e l’avvertire il futuro,tenendo conto delle aspirazioni, interessi e bisogni dell’altro.

Dopo un periodo di fidanzamento triennale ,si sposarono felici , ci fu una grande festa , lei in abito bianco , fu un matrimonio d’amore, una scelta gioiosa, entusiasmante, ma anche difficile e difficoltosa i primi anni , nonostante l’aiuto dei genitori ; ma avevano tanta voglia di costruire,fare e soprattutto creare in comune qualcosa di loro, con sentimento , amore e desidero …Era l’incontro di due storie ,due vite diverse ,della responsabilizzazione ,della fine dei sogni come li avevano vissuti fino ad allora loro.

Roberta ,lasciata a casa dal lavoro precedente nell’ufficio di commercialista ,fece varie domande e concorsi pubblici ,anche in settori diversi della sua professione e fu assunta tramite raccomandazione di un suo zio politico locale , alle Poste e Telecomunicazione , dove iniziò il suo percorso professionale , dallo sportello alla dirigenza settoriale in vent’anni.

Una volta assunta stabilmente anche lei , vollero ,cercarono e arrivò Federico ,loro unico figlio ,un bellissimo bambino come la mamma ,il motivo del loro vivere ,ora diciottenne, modificando e dedicando la prospettiva del loro futuro a lui,come fanno tutti i genitori .

La maternità a Roberta, oltre a portarle qualche chiletto in più l’aveva resa più bella e affascinante ,facendole crescere il seno e il sedere e modellandole i fianchi.

In quei primi anni ,anche con il piccolo vivevano una fase della vita molto bella ,spensierata e creativa sotto molti aspetti , compreso quello sessuale , dove lui, alla inesperienza e ingenuità di lei ,si dilettava e si proponeva come insegnante ,conoscitore ed esperto sessuale, anche se non era vero ,su cose e atti anche banali ,ma lei non lo sapeva , non conosceva il sesso ; però a loro quegli atti eccitavano e piacevano , come insegnarle le posizioni da assumere per l’amplesso e penetrala ,e lei lasciarsi penetrare in quei modi nuovi ,diversi e in un certo senso tragressivi . Per loro era una scoperta eccitante ,che li faceva gioire e godere di più . Lui conosceva qualcosina , non perchè l’aveva praticata realmente con altre donne , ma solo perchè l’aveva vista in qualche video o sentita raccontare , e anche se non lo era , lei lo pensava davvero capace e ci credeva che suo marito , il suo uomo , fosse un amante eccezionale ,facendolo sentire autorevole in quel campo e la loro sessualità pur essendo limitata , gli andava benissimo e soddisfaceva entrambi ,perchè loro credevano che fosse il massimo ed …” era creata e costruita da loro.”

Roberta aveva provato , ma non le piacevano i rapporti orali , lo aveva fatto inizialmente più per accontentare suo marito che per suo desiderio , ma aveva smesso quasi subito , come pure i rapporti anali che lui pur non avendone mai avuti e non esserne capace ,con sbruffonaggine le propose dopo qualche anno di matrimonio ; di quelli non ne volle nemmeno sentire parlare …erano contro natura per lei ,e lui , per rispetto e amore lasciò perdere , dedicandosi come tantissime coppie , solo ai rapporti vaginali in varie posizioni , iniziando a fantasticare ….

In quegli anni ,Roberta essendo timida , era sempre esortata da Carlo a vedere qualche dvd hard, che le prime volte acconsentiva a visionare per curiosità e per fare contento lui ,anche se non le piaceva vedere quelle scene e immagini di nudo e amplessi ;in seguito considerando quella visione immorale e facendolo sempre malvolentieri ,sentendosi turbata ed eccitata controvoglia ,non volendo esserlo per quelle visioni oscene , si lamentò con lui , fino poi a rifiutarsi completamente di osservarle ,con relativa discussione che ne seguì da parte di Carlo che iniziò a sentirsi non considerato e non capito, pur comprendendo le sue motivazioni .

Lei come alternativa si dedicava sempre più al figlio ,a Federico che era diventato l’alibi per tutto.

Ma non c’era niente da fare ,il sesso Roberta preferiva farlo nella penombra e nel silenzio della camera ,sotto le lenzuola del loro letto ,piuttosto che sul divano a vedere con lui sul televisore quegli sconci ,quelle porcate ,come le chiamava lei.

E così anche quelli finirono in un cassetto ,e poi a sua insaputa , Roberta una mattina li prese e li gettò nella spazzatura .

I primi anni da sposini ,furono momenti ricchi di sogni e di fantasie , anche se non privi di difficoltà e ostacoli ,gioie e dolori ,che superarono insieme con l’amore .Sognavano un futuro radioso superando gli inconvenienti e le complicazioni che la vita gli metteva davanti e così fu per molti anni , poi lentamente come avviene in tutte le coppie , il rapporto si affievolì , le attenzione di Roberta nei confronti di Carlo calarono ,erano giustamente tutte rivolte e dedicate a loro figlio e lui nella famiglia e nella coppia , diventò una figura in secondo piano .

Come tutti gli uomini ,fu anche un pochino geloso di non avere più tutti i suoi interessi e le attenzioni solo per lui .Ma capii.

Anche sessualmente , iniziarono le riduzioni dei rapporti , sia di intensità che di passione . Cominciarono le sue stanchezze , i suoi :

“..stasera no!…Non ne ho voglia Carlo !” Oppure:” …non mi sento bene, ho mal di testa…” o anche : ” …il bambino non sta bene , ha la febbre e ora non mi va…” o ancora : “…domattina devo alzarmi presto ,c’è un controllo in ufficio postale … lo facciamo domani … o sabato … dai! ”

Così iniziarono i suoi raffreddamenti sessuali e quelli della sua libido, aumentando le insistenze di Carlo ai suoi continui :” …no…ti ho detto che non mi va stasera! …Non insistere dai…per favore !”

Pretesti, veri o falsi che fossero , li portarono lentamente ad appiattirsi inconsapevolmente entrambi in un altro modo di vivere la loro sessualità .

Alla passione era subentrata l’abitudine ,l’innamoramento non c’era più ,era evaporato nelle giornate , settimane , mesi e anni di routine ,assieme alle preoccupazioni , il lavoro , il bambino… ma l’amore sotto forma di volersi bene si ,quello era restato .XXXXXXXXXXX

Si amavamo e rispettavamo ancora e sempre, come una comune piccola coppia borghese ,anche se gli anni e la vita quotidiana li avevano cambiati dentro e fuori, accettando involontariamente quel modo di vivere abituale e insignificante sessualmente, della chiavatina settimanale al sabato sera, dopo le 23.00 quando il ragazzo dormiva. Perchè se Federico non era rientrato e non era a letto a dormire ,lei non gli allargava le cosce a Carlo.

Ma la loro unione e vita coniugale era forte, granitica , l’avevano costruita pazientemente giorno per giorno entrambi ,con sentimenti ,lavoro ,affettuosità e amore ,come migliaia di altre coppie , affrontando ,sperimentando e superando le difficoltà quotidiane e i problemi che si presentavano e comportava la vita matrimoniale , il figlio ,il lavoro , il rapporto coniugale , quello sessuale… rifugiandosi durante le avversità , nei sentimenti , che erano la prova che si amavamo… e lui anche nella fantasia ,specie quella sessuale iniziando a giocare con essa.

Il loro camminare assieme negli anni si era rallentato , alcuni obbiettivi erano stato raggiunti , altri lo stavano per essere e altri ancora li avevano accantonati ; con gli anni i loro gusti si erano modificati e non gli interessavano più certe vecchie idee progettate da giovani sposini , lasciando il posto ad ambizioni nuove ,ordinarie e materiali; l’auto , i vestiti griffati , la vacanza , la casa…

La realtà li aveva trasformati nel pensare il futuro.

Anche l’amore non era più romantico e ardente , lasciando il posto al disinteresse e al poco desiderio da parte di Roberta , diventando loro , una nuova tranquilla coppia coniugata ,fedele , rispettata e stimata della piccola borghesia milanese , che viveva la quotidianità , con routine, abitudine e il ripetersi di azioni uguali .

L’amore , la passione ,l’esaltazione ,l’emozione e il trasporto sessuale , avevano lasciato il posto all’amorevolezza…. delicatezza ,dolcezza ,affetto e in lui il rimpianto, soprattutto per i loro rapporti sessuali giovanili , e faticava ad accettare una realtà diversa ,pur con tutte le comprensioni e giustificazioni , di mamma ,di moglie e di signora per bene che motivava Roberta .

Con il tempo ,la dedizione ,l’esperienza e le capacità innate e individuali in ciascuno di loro , ognuno nel proprio lavoro fecero carriera, migliorando tutte e due la loro posizione professionale e di conseguenza quella sociale ed economica.

Lei splendida quarantatreenne era diventata davvero una bella donna ,che Carlo aveva avuto la fortuna di sposare e di esserne amato oltre che amarla ,ma come capita a tutti i mariti in questi casi , non si apprezza mai pienamente quello che si ha ,finchè non lo si perde .

Si amavano e rispettavano come in molte famiglie , al di là di quello che si racconta in giro sulle coppie dopo molti anni di matrimonio,dopo i cambiamenti e il nuovo modo di vivere abitudinario .

Certamente i loro rapporti sessuali erano mutati , l’emozione e il trasporto avevano lasciato posto alla routine e come tutte le coppie avevamo i loro piccoli segreti intimi di cui ne eravamo segretamente gelosi. Il loro era quello che a Roberta piaceva farsi sculacciare il sedere .anche se se ne vergognava enormemente .

IL figlio ormai diciottenne , iniziava a vivere la sua indipendenza .

Federico era un bel ragazzo , anche lui di capelli castani e con gli occhi scuri come Roberta. Era di una bellezza efeba , quasi femminile nelle espressioni e nei lineamenti del viso , forse perché assomigliava moltissimo alla mamma .Non alto , discreto e riservato piaceva molto alle ragazzine della sua età che gli morivano dietro . Il suo corpo non aveva ancora raggiunto la maturità maschile, e come i suoi coetanei andava in palestra per irrobustirsi fisicamente avendo ancora forme adolescenziale .Era fidanzato con una splendida ragazzina , Valentina , di una bellezza dolce e raffinata di un anno in meno di lui e frequentavano l’ultimo anno delle superiori

Erano sposati da 20 anni e la loro era ormai una vita normale, seria,convenzionale ed esemplare e per certi aspetti anonima e insignificante.

Una bella coppia ,interiormente ed esteriormente e, anche nei lineamenti del viso ,lei una falsa magra , abbastanza alta per essere una donna ed ,era quasi come lui ,essendogli restato per eredità

genetica ,parte della caratteristica principale delle sue origini meridionali ,quella della poca altezza .

Avevano una bella casa ,grande, ben arredata con gusto da Roberta e avevano finito di pagare il mutuo da poco , una bella auto per lui e una utilitaria per lei ,vestivamo bene , in modo casual , ma raffinato , con capi anche firmati , specialmente lei che era sempre elegante e attraente anche in ufficio .

Federico l’anno seguente avrebbe frequentato l’università e dovevano compiere ancora sacrifici economici per andare avanti ,sostenendolo negli studi e mantenere il livello di vita decente a cui erano abituati .Ma lavoravano tutti e due stabilmente ed erano tranquilli ,anche se i soldi non erano mai abbastanza.

Roberta non aveva bisogno di adulazioni , era davvero una bella donna, una vera signora .

Gli anni l’avevano migliorata ,sia fisicamente che intellettualmente ,era diventata un’attraente e affascinante quarantenne, poco appariscente , timida, ,ma elegante e seducente, che se non amava farsi notare, benché fosse una donna ancora avvenente e desiderabile.

Gli occhi erano dolci ,che rapivano quando si incrociavano, profondi ed espressivi e soprattutto scuri, come i suoi capelli ,castano scuro, ravvivati da varie sfumature e molteplici riflessi di tonalità differente. Un colore moderno elegante e moderato ,da signora ,che aveva preferito dopo aver provato varie tonalità di tinte e che secondo lei si addiceva di più al suo viso e alla sua personalità, e le stava meglio .

Non erano più lunghi sulla schiena come da giovane , ora le arrivavano alle spalle come una signora , sempre in ordine e ben curati, a volte tenuti raccolti sulla nuca da nastri o fermagli eleganti di strass o colorati ,altre liberi sulle spalle ,ma in ogni modo sempre accattivante e bella.

Pur essendo una donna comune come migliaia di altre ,era deliziosa e ammaliante nel rapportarsi e molto attraente per simpatia oltre che per bellezza ,quasi sempre serena e positiva nel pensare , anche se spesso apprensiva , soprattutto per il figlio quando ritardava…

Nelle sue discussione era sempre diretta e sincera e spesso questa qualità ,veniva interpretata male e lei presa in antipatia.

Oramai il suo aspetto era tipico da signora per bene , da impiegata statale , con i suoi tailleur e il vestire casual -elegante ,sempre personalizzato con accessori creati da lei ,dai nastri ai fazzoletti ai monili di bigiotteria ,che spesso indossava insieme a quelli veri .A volte in ufficio metteva gli occhiali da vista ,ma solo per leggere , che le rendevano una personalità da impiegata matura e sexy .

Di una grazia innata , come tutte le donne rifletteva nel suo aspetto sia le gioie che le preoccupazioni interiori .

Fisicamente nella sua maturità femminile ,mostrava un corpo molto desiderabile e accattivante , dalle forme armoniose e proporzionate,anche se adulte ,di moglie e di mamma , che curava in casa con diete , cyclette e ginnastica da camera .

Ed era snello ,ma accentuato nelle forme , ben proporzionato e accurato , con un seno sensuale, che come il fondoschiena negli anni gli era cresciuto ,si era riempito, e che Carlo nei loro momenti erotici ,quando lo accarezzava , definiva sempre magnifico… perchè era veramente bello ,attraente ,pieno ,arrotondato e tenero, con pochissimo adipe ,allettando la vista a molti uomini dopo il suo passaggio, attirandone gli sguardi e i desideri . Era sostenuto da colonne di carne pallida ,con qualche venuzza sottopelle azzurra , come le strie di un marmo pregiato ,che ne aumentavano la bellezza estetica e il desiderio .Gambe adulte , meravigliose , splendide , toniche ,snelle senza cellulite , lisce e quasi perfette, che discretamente teneva gelosamente riparate dagli sguardi ostinandosi a nasconderle in gonne e pantaloni non stretti ,classici , che la facevano apparire austera e virtuosa ,celando in parte le sue forme e la sua bellezza corporea ; accentuando l’interesse su quella del viso bello e simpatico , aumentandone la curiosità e la fantasia oltre che la desiderabilità di chi la osservava ,nel conoscere com’era sotto gli indumenti. bbbbbbb

Il suo look era conforme al ruolo professionale che svolgeva e all’educazione ricevuta, essendo addetta ai rapporti con il pubblico .

Sotto le camice , i top o le magliette ricamate ,colorate e decorate, risaltava prepotente il seno florido ,rigoglioso e materno , delicato e sinuoso, morbido nella sua pienezza e armonioso con il corpo ,e che a volte involontariamente lasciava intravvedere nella scollatura,tra l’insenatura che portava giù al desiderio degli sguardi .

Se ne compiaceva con le amiche e le colleghe , non per la bellezza e l’avvenza che mostrava anche sotto i tessuti o per il desiderio erotico che suscitava negli uomini ad osservarlo ,ma per il lato materno che ostentava orgogliosa ,nel dire che aveva allattato il figlio direttamente al suo seno,alle sue bellissime mammelle per oltre sei mesi ; accentuando negli uomini che ascoltavano , il desiderio di assaporare quei capezzoli in forma erotica …

Il decollete spesso e in parte era coperto dalle sue collane , grosse , lunghe ,colorate e vistose ,che portava assieme ai monili e agli anelli perchè le piacevano ,ma con discrezione e non per esibirsi e ostentarli. Li indossava sempre ,quasi tutti i giorni a completare i suoi look ,ne aveva di tutti i colori e tipi ,di pietre dure lavorate o stile etnico ,sul viola, bordeaux , nero o dorate o con eleganti ciondolini trasparenti decorati di swarovsky. Lunghe, corte o a girocollo o catenine. Sia estive che invernali e ognuna abbinata come ornamento a un tipo di abbigliamento o colore di indumento ,sia maglie, camice ,top o vestito da sera .

Le unghie erano naturali ,non amava quelle colorate ,le trovava volgari ,a volte applicava il lucida unghie per renderle brillanti ed erano ugualmente attraenti .Erano corte e ben curate con la caratteristica forma ovale all’apice , con le dita affusolate e lunghe che rendevano la mano morbida ed elegante .Lo stesso il trucco sobrio e vitale come il suo vestire.

Anche tra loro a volte c’erano, discussioni ,musi e anche litigi , come in ogni famiglia ,il più delle volte per delle stupidate , il figlio, la casa, i suoceri o altro.

I primi anni di matrimonio avvenivano anche per gelosia ,soprattutto da parte di Carlo ,era più forte di lui ,se qualcuno la guardava troppo e con desiderio o se lei senza volerlo guardava qualcuno , le trovava sempre da dire ,era la sua anima meridionale che si manifestava prepotente . Ma alla fine prevaleva sempre l’armonia e l’amore e poi si ritornava alla concordia e quello era un momento bellissimo per entrambi ,perchè si suggellava tale solo se avevamo il rapporto sessuale della pace .

“Fa no… il terun!” Gli diceva in dialetto Roberta scherzando quando erano a letto stringendolo a se.

Spesso come tutte le donne in vista dell’estate , in primavera iniziava la dieta alimentare ,e anche Carlo si lasciava trascinare da lei che era molto più ligia e perseverante di lui nel seguirle .Carlo non resisteva ai piaceri della tavola e aveva la sua bella pancia da impiegato cinquantenne .

Come in ogni coppia , anche per loro era stato difficile mantenere, una relazione stabile e soddisfacente che poggiasse su una forte intesa emotiva e in grado di reggere le inevitabili prove (crisi) che le vicende di vita coniugale pongono.

Ci si incontra, ci si piace e si vedono solo gli aspetti positivi, e se ne immaginano tanti altri, a volte a ragione a volte no , ma tutti in modo favorevole , anche se poi la realtà non è tale.

Qualche discussione era inevitabile,come qualche litigio.

Le discussioni per loro erano un momento importante di conoscenza, ci si scontrava per opinioni diverse su come affrontare un progetto, sui comportamenti consentiti e non consentiti, sull’educazione dei figli, il modo di vivere e anche di fare sesso.

Lei aveva un atteggiamento nelle discussioni animate, in cui tendeva a chiudersi in se stessa e a non comunicare piuttosto che litigare, lui invece tendeva ad arrabbiarsi e ad accusare gli altri .

Comunque ora erano sposati da 20 anni , Roberta aveva impostato le sue giornate e il suo lavoro ,in modo da non trascurare la famiglia.

Il loro rapporto coniugale era diventato molto affettivo e sessualmente si era stemperato negli anni , nella famiglia , nel lavoro e nelle preoccupazioni quotidiane.

Lei era timida e chiusa di carattere con poche amicizie tra le colleghe, e quasi nessuna frequentazione sociale al di fuori della sua cerchia lavorativa e famigliare .

Non amava farsi notare, benché fosse una donna ancora piacente e desiderabile

Pur essendo bella e desiderabile ,aveva molto pudore e preferiva non mostrarsi, per una forma di decenza ed educazione diceva lei ,pur lasciandosi andare qualche volta nelle fantasie coniugali giocando con il marito a letto .

Questo suo atteggiamento e modo d’essere , si era riflettuto nel suo modo di vestire , molto sobrio, con gonne sopra il ginocchio, scarpe con tacchi bassi per comodità e rappresentatività , collant ,neri , carne e decorati , con sotto le mutandine , proprio come una buona mamma e moglie per bene.

Raramente e solo all’inizio del matrimoni Carlo l’aveva vista concedersi e indossare qualche abbigliamento un po’ sexy come lo chiamava lui o spinto come diceva lei ,e andare a cena da qualche parte lasciandosi ammirare ,ma lo faceva più che altro dietro le sue insistenze .

Ma ora anche se ci riprovava spesso , non ci riusciva più:

“Ho un figlio maschio diciottenne …” Diceva: ”… cosa penserebbe di sua mamma se mi vedesse vestita come dici tu!?” Ripeteva spesso…con lui che le ribadiva:

” Si tratta solo di qualche piccola trasgressione , si va in qualche luogo che abbiamo la certezza che non è frequentato da chi conosciamo …

“Eh si ! “ Lo interrompeva esasperata .”Tu fai presto…!!”

“Ma Milano è grande e poi andiamo fuori! …” Ribatteva lui .”… Milano e cintura hanno più di tre milioni di abitanti e vuoi che siamo così sfigati da incontrare una di quelle cinquanta di persone che conosciamo noi ? … E poi andiamo da qualche parte nella periferia nord..dai!!! “ Insisteva , ma niente.

Al contrario di lei, Carlo negli quegli anni , aveva modificato la sua sessualità e anche in ufficio ,non visto andava su siti porno a visionare video e immagini ,aveva scoperto che amava esibire sua moglie ,fantasticare su di lei e vederla ammirata da altri e questo lo rendeva orgoglioso di lei e lo eccitava moltissimo e compensava quel rallentamento e calo sessuale che si era instaurato tra loro .

Non era stato sempre così ,anzi da giovane era geloso e possessivo , era lui a esortarla a vestirsi in modo decente ,da moglie , ma con gli anni , senza quasi rendersene conto, nel menage quotidiano e una vita routinaria era cambiato,fantasticava da solo e ora gli piaceva se la osservavano, che dicessero che aveva una bella moglie , che la desiderassero . Era un gioco mentale innocuo , ma che voleva realizzare ,per appagare quello che desiderava.

Lui non voleva assolutamente come molti mariti della sua età, praticare lo scambio di coppia o tanto meno che gli facessero atti di libidine su di lei o peggio , la chiavassero altri e lui assistesse mentre lo facevano ; ci aveva pensato qualche volta , ma erano pensieri lontani anni luce dalla sua mente,educazione e cultura certi propositi e poi Roberta anche se glielo avrebbe proposto per scherzo , non avrebbe accettato mai una cosa del genere ,già solo portarla a cena in abiti succinti era un impresa quasi impossibile , figuriamoci proporle porcate del genere …

A lui gli piaceva solo mostrarla , che la guardassero , che la desiderassero ,che si vestisse provocante , in modo spinto .

Una forma di candaulesismo ,una pratica , una deviazione sessuale comune a moltissimi uomini , che nasce e si sviluppa negli anni all’interno della psiche . E ‘considerato il primo passo del cuckoldismo, il desiderio che anticipa l’offrire la propria moglie a un altro uomo, ed indica la pratica o fantasia umana di tipo sessuale con la quale il soggetto (il marito) prova soddisfacimento e piacere nell’esporre le nudità della partner (moglie) a persone estranee alla loro vita comune . Una forma di voyeurismo inverso ,dove invece di provare piacere nel guardare soggetti nudi , si prova nel sapere che si è mostrati e osservati nelle nudità , piacere comune a molte donne .

Il nome deriva da una vicenda narrata nell’antichità , dove Candaule , re di Lidia (una città dell’Asia minore ),amava mostrare di nascosto la moglie nuda alla sua guardia del corpo e ai cortigiani ,provandone diletto nel farlo .

Così anche Carlo , aveva scoperto di provare piacere a esibire sua moglie in modo erotico ,e non provava gelosia nel pensarlo e probabilmente anche nel farlo , ma solo eccitazione e godimento , arrivando fino al punto di masturbarsi a quella forma di pensieri e desideri morbosi.

Per questo motivo aveva sempre cercato di spingerla ad osare un po’ di più, almeno nell’abbigliamento, anche se ,sempre con scarsi risultati.

Con gli anni , l’affievolimento graduale della loro vita sessuale, il suo desiderio nel disinibire la moglie era andato aumentando, non fosse altro per la speranza di riaccendere in lei quel desiderio che, come detto, era andato da parte di lei via via diminuendo.

Da tanto tempo avrebbe voluto vederla almeno una volta, vestita in modo provocante, ma il suo guardaroba, era estremamente sobrio, fatto di tailleur , gonne al ginocchio,o pantaloni con le pens ,camicette o top quasi al collo . Il suo look sembrava non subire nessuna modifica negli anni , pur ammodernandosi e raffinandosi , tanto meno la lingerie, classica ,con slip a vita e reggiseno a coppa piena.

“Ma perché non ti compri qualcosa di più ridotto ed erotico? “ Le diceva .

Aggiungendo scherzando:” …Con quella biancheria intima lì, sembri mia nonna certe volte!”

“Ehhh esageratooo!! “ Rispondeva lei.

“A me non interessa la lingerie erotica , nessuno mi deve vedere sotto a parte tu ,e con questa sono più comoda!” Le rispondeva al suo esortare a cambiare lo foggia dei suoi indumenti intimi.

Quando le chiedeva di comprarsi qualche abitino un po’ sexy, lei sorrideva e rispondeva ironica :

“Ma dico!! …A cinquant’anni ti vengono in mente queste idee ?…

Lo sai come la penso io su queste cose !” Rispondeva .

“Figurarsi ad indossare quella roba lì che dici tu !..Da puttane!”

Nemmeno per loro ,per gioco avrebbe indossato qualche completino o lingerie sexy.

Un giorno Carlo all’arrivo del loro anniversario , pensò di fare qualcosa di diverso con lei , di trasgredire dalla routine quotidiana e parlando tra loro gli propose :

“ Senti Roberta ! Ho deciso per il nostro ventennale di matrimonio di fare qualcosa di diverso …” E prima che lui finisse lei lo interruppe:

“ Bene ! E sentiamo cosa ti è venuto in mente … “ Disse.

“Ho deciso…” Proseguì lui ”…. visto che sono vent’anni che siamo sposati , di fare qualcosa di differente dal solito , di trasgressivo , almeno per una volta nella vita…”

“Sarebbe!!…” Chiese lei interrompendolo di nuovo .

“ Sarebbe che che se non mi interrompi continuamente e mi lasci finire di parlare te lo dico….” Le rispose sorridendo.

Lei restò in silenzio , e lui proseguì :

“Ho deciso di regalarti qualcosa di originale , dell’intimo , insieme a un vestitino sexy e agli accessori e poi dopo che l’avrai indossati , andremo a cena .”

Glielo aveva prospettato parecchie volte , ma lei aveva sempre rifiutato, però quella sera era deciso .

Roberta le lanciò uno sguardo increscioso per quella sua trovata , rispondendo :

“ Ti se mat!!!… Io non metto quella roba! .” Esclamò ,nel modo come chiamava lei volgarmente certi tipi di indumenti . Proseguendo :

“ Perchè butti via i soldi così?… Sai che non mi piacciono e non li metterò mai e tu compri queste volgarità!”

Carlo restò sorpreso e silenzioso della sua reazione , non un sorriso o un gesto di partecipazione e condivisione della sua idea, ma solo un offesa , e lei continuò:

“Con tutte le spese che abbiamo ,palestra di Federico, la tua moto , il tennis , la piscina e tra qualche mese bisognerà acquistare una utilitaria anche a lui e… facciamo fatica ad arrivare alla fine mese ,e tu pensi a comprare queste cose??”

“Non siamo ricchi è vero !” Rispose Carlo con la faccia tirata dalla sua risposta , sospirando e giustificando quelle ipotetiche spese.

”Però un paio di calze a rete ,un paio di autoreggenti e un vestitino sexy ,credo che posso ancora permettermi di regalartelo!” Esclamò serio .

Ma lei quando si trovava in difficoltà o non voleva fare qualcosa, lasciava cadere sempre il discorso per non parlarne e a quel punto lo guardò con sufficienza e troncò l’argomento allontanandosi , lasciandolo lì solo con la sua idea . Non le andava nemmeno di parlarne di quelle cose.

Carlo non si perse d’animo , deciso , in vista del giorno del loro ventesimo anniversario di matrimonio, si era impuntato , confermandole che sarebbero andati fuori a cena, soltanto loro due .

Per tutta la settimana precedente fu taciturno e scontroso con lei , per problemi di lavoro e per il suo atteggiamento di chiusura alle sue idee.
Il suo comportamento si ripercosse anche con chi gli viveva vicino e non passò inosservato a Roberta , che un giorno un po’ preoccupata di vederlo così inquieto e impensierito ,sedendosi vicino a lui sul divano , gli chiese:

“Va tutto bene Carlo? Hai qualche preoccupazione , ti vedo assorto , agitato , superficiale !” Gli disse .

“Si…si!!” Rispose lui . ” Le mie preoccupazioni sono i grattacapi sul lavoro , alcuni clienti non pagano , altri hanno cambiato agenzia… e mi demoralizzare e poi arrivo qui a casa e ho altri problemi e mi sconforto…”

“Che problemi hai a casa ??” Gli chiese stupita.

“I nostri problemi quotidiani , mi sento un incompreso…frustrato…” E troncò lui il discorso guardandola negli occhi .

Lei sorrise , si alzò accarezzandolo sul viso :

“Vieni la cena e pronta!” Gli disse .

E capì che quello che lo agitava non era il lavoro , ma altro….

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