Con la collega, dopo 18 anni




Con Tiziana siamo colleghi da 18 anni. Io ne ho 50, lei, quando venne da noi ne aveva 20. Un bel tipino, magra, poco seno ma con un culo che mi mandava fuori di testa, sempre fasciato in jeans attillatissimi. Ora a 38 anni e con due figli non è cambiata di molto; forse il culo un tantino più largo ma sempre molto eccitante. Ho fantasticato migliaia di volte su quel culo, immaginavo di leccarlo, di succhiare avidamente il buchino per sentire i suoi odori più intimi, insomma una cosa porca. Dopo 18 anni però tutto era rimasto a livello fantasia. Ora la situazione in azienda è che in ufficio siamo rimasti solo noi due; la crisi ha tolto gli altri tre colleghi e in pausa pranzo raramente si esce, più spesso si sta in ufficio. Abbiamo sempre fatto discorsi abbastanza caldi; io, anni fa, le avevo confessato che con la mia prima ragazza facevamo solo anal perché lei voleva arrivare vergine al matrimonio e Tiziana mi aveva confidato che qualche volta l’aveva fatto anche lei senza aggiungere se le era piaciuto o meno. Sei giorni fa decidiamo di rimanere in ufficio a pranzo; un paio di panini e poi lei va in bagno a lavarsi i denti. Io stavolta non resisto; mi avvicino alla serratura del bagno mi chino e guardo dentro. Lei è sulla tazza ma non seduta. Ha le ginocchia lievemente piegate, i jeans e le mutandine alle caviglie e si sta ficcando due dita in figa con una furia incredibile. Il mio cazzo quasi esplode, ma la paura di farmi beccare è più forte. Torno al mio posto e lei arriva 5 minuti dopo e si rimette a parlare del più e del meno come se nulla fosse. Il giorno dopo arrivo al lavoro determinato a provarci; stessa scena, stessa spiata ma stavolta è seduta sul pavimento in direzione della porta e guarda fissa la serratura mentre si sditalina. Poi il fulmine: si ferma, sorride e dice “la porta è aperta, vieni a darmi il cazzo” Quello che è successo dopo è un po’ confuso. Prima un pompino con leccata di palle e dito nel mio culo, poi mentre mi preparo a scoparla lei mi ferma “Mettimelo dietro” Ok, ma prima corono il mio sogno. La metto a novanta e inizio a leccarle la rosellina. Non ha fatto i suoi bisogni ma fa caldo, si suda ed il buchino ha un odore forte ma tutt’altro che sgradevole e mi eccita a mille e il sapore ancor di più. Le metto un dito, poi due mentre lei si tormenta la fica “Muoviti, rompimi il culo” dice e così entro. E’ un ingresso agevole, lei non sente dolore (altro che “qualche volta” penso io…) e inizia a godere. Le frasi sono il massimo “aprimi il culo, sono la tua cagna” “sborrami nella pancia” e la migliore “pisciami in culo” mi fanno venire prima di quanto volessi ma quando lo faccio lei urla come una lupa. Lo tiro fuori, lei lo pulisce amorevolmente con la bocca (e non è pulitissimo, a dirla tutta) Lei sorride e dice “la prossima volta prima mi scarico e poi lo facciamo” Io sono istupidito; torniamo di là e lei si comporta come se non fosse successo nulla ma io mi sento già schiavo del suo culo. Se succederà altro lo saprete…

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