Claudia e Daniele by Quasar [Vietato ai minori]




Claudia e Daniele di Quasar New!

No, non poteva resistere. Era impossibile, il suo corpo lo reclamava. Più cercava di non pensarci, e più la sua erezione premeva nei boxer. Eppure era un’impresa impossibile. In quella camera di ostello, con altre sette persone che dormivano, non poteva certo fare mosse azzardate.
E inoltre, come avrebbe reagito lei? L’avrebbe certamente respinto, e magari avrebbe gridato contro di lui svegliando tutti… si sarebbe suicidato per la vergogna, questo era certo. Claudia, la ragazza più affascinante che avesse mai incontrato… Non esattamente bella secondo i canoni delle modelle, ma particolare.
Aveva un viso affilato, con grandi occhi neri e morbidi capelli castani. Forse lo attirava quel suo naso un po’ allungato, o le sue mani nervose, o quel suo carattere che passava in poco tempo dalla collera alla risata… Non sapeva dire, ma l’insieme era lei, Claudia l’irresistibile. Almeno per lui.
E quella notte lei dormiva accanto a lui, nel grande letto dove erano finiti per caso dopo un sorteggio con gli altri amici su chi dovesse adattarsi al letto matrimoniale. Che fortuna, e che tortura. Lei dormiva silenziosa, dandogli le spalle e appoggiata sul suo fianco destro, le gambe leggermente piegate.
La sua camicia da notte era un po’ sollevata, lasciando intravedere, per chi fosse riuscito nel buio pesto della camera, le sue mutandine di pizzo. Daniele era sdraiato dietro di lei, nella stessa posizione, parallelamente al suo corpo sinuoso. Respirava il suo profumo, inebriandosi al pensiero di poterla toccare, se solo avesse osato allungare una mano.
Era veramente vicina, pochi centimetri la separavano da lui. Daniele stava per rinunciare e girarsi dall’altra parte, sconfitto, quando lei fece un movimento improvviso, piegando un po’ più le gambe e, così facendo, spingendo un po’ indietro il suo sedere a mandolino. Il contatto con Daniele fu inevitabile.
Più esattamente, con la parte del corpo di Daniele che più era vicina a lei, e cioè il suo pene, nel pieno della sua erezione ormai già da un po’, al punto che aveva già iniziato a stillare qualche goccia di un timido piacere.
Daniele rimase di sasso. Il suo pene toccava ora le stupende natiche di Claudia, esattamente nella fessura tra i due globi. Maledisse i boxer che lo imprigionavano…come avrebbe voluto insinuarsi lì sotto… E ora? Non avrebbe mai potuto staccarsi, per niente al mondo… ma al contempo non poteva muoversi, o lei si sarebbe accorta.
Si sforzò di trattenere il respiro. Com’era bello quel contatto… Si sentiva sensibilissimo, al punto che gli sembrava di percepire i piccoli movimenti del corpo di Claudia mentre respirava… movimenti impercettibili del suo sedere contro di lui, piccoli ma piacevoli stimoli. Daniele si mosse in modo da aumentare leggermente la pressione.
Claudia, se fosse stata sveglia, non avrebbe potuto non sentirlo. Il pene di Daniele era tutto contro di lei, premeva contro la sua natica attraverso la stoffa dei boxer, per tutta la sua lunghezza. Con una leggera spinta, Daniele si posizionò ancora tra le natiche di lei, muovendosi lentamente. Il leggero sfregamento era una specie di masturbazione, delicata e continua.
Daniele non avrebbe mai smesso, si sentiva in paradiso. In un movimento un po’ più prolungato, accadde quello che Daniele avrebbe voluto ma non osava fare di proposito: l’uccello uscì dai boxer, relegando l’elastico, un po’ largo, alla base dell’asta. Il ragazzo si fermò di colpo, temendo che Claudia l’avesse sentito. Niente, nessuna reazione. Il suo respiro continuava regolare e pesante, evidentemente dormiva come prima.
Lui riprese il leggero movimento, sfregando l’uccello nudo contro le mutandine di Claudia, bagnandole leggermente. Le natiche della ragazza inglobarono a poco a poco il suo membro, che movimento dopo movimento affondò tra le cosce di Claudia. Daniele si ritrovò prigioniero, il suo pene era stretto in mezzo alle cosce calde della ragazza e sfiorava il suo sesso attraverso le mutandine.
Ormai non poteva più ritrarsi, non sapeva come sarebbe andata a finire ma non poteva e non voleva fermarsi. I suoi movimenti si fecero impercettibili, sarebbe bastato un niente e sicuramente lei si sarebbe svegliata. In ogni caso non aveva molto bisogno di muoversi… quella situazione era già sufficiente ad eccitarlo sempre di più. Sentiva il cuore battere all’impazzata.
Cercava di non muoversi, eppure si sentiva sempre massaggiato lentamente. Com’era possibile? All’improvviso se ne accorse: Claudia si muoveva, ma non come prima… i suoi erano movimenti più decisi, anche se delicati e leggeri. Daniele intuì che si era svegliata, non potevano essere movimenti involontari. Quindi si era accorta… e invece di respingerlo lo incoraggiava!
E come se non bastasse… sentì le esili dita della ragazza sfiorare le sua cappella gonfia e bagnata, che faceva capolino tra le cosce. Le sentiva accarezzarla, con leggeri sfioramenti circolari che finivano proprio sulla fessura, per inumidirsi con le gocce che ne fuoriuscivano, e poi riprendere il lento movimento sul suo punto più sensibile. Daniele soffocò un gemito, ma non poté evitare di ansimare un po’ più forte.
Quel tocco sulla sua cappella era indescrivibile, e pensare che quello che aveva sempre sognato si stava avverando lo portò sull’orlo dell’orgasmo. Tentò di ritrarsi, ma lei strinse le sue dita sul glande e, quasi facendogli male, gli impedì di scivolare via. Poi riprese il suo lento massaggio, ora lo toccava facendo scorrere le dita in su e in giù sulla cappella bagnata.
Daniele non osava toccarla, temeva che qualsiasi mossa avrebbe rotto l’incantesimo. Avrebbe veramente voluto prenderle i fianchi e tirarla a sè, oppure cingerla e toccarle il seno, ma si trattenne.
Non riuscì, però, a trattenere l’orgasmo. Sentiva da lunghi minuti che stava arrivando, a piccole ondate crescenti, seguendo gli stimoli che, inesorabile, Claudia gli stava regalando con le sue dita e le sue cosce. Sentiva un calore sempre più forte salire nel suo corpo, e ormai non tratteneva più i suoi ansiti. Lei sapeva che lui stava per esplodere, ma non accennava a smettere di toccarlo.
Anzi, gli sembrava che le sue dita si muovessero più veloci sul suo glande nudo. Era un modo di masturbarlo quasi crudele… lo portava sempre più in alto nel piacere, ma il tocco era così delicato che sembrava non permettergli mai di oltrepassare quell’invisibile soglia di non ritorno che l’avrebbe portato all’orgasmo. Avrebbe voluto gridare, stringerla, prenderla e penetrarla con forza, scoparla fino al mattino, schizzare tutto il suo sperma dentro di lei, ma era bloccato.
Sembrava una situazione di stallo, talmente il piacere saliva con lentezza. E poi, quasi impercettibilmente, avvertì che il suo glande era diventato più sensibile (come se fosse possibile…). Ogni tocco delle dita di Claudia riverberava dentro il suo corpo come una scossa. Il pene si irrigidì ancora un po’, teso allo spasimo. Era quasi doloroso. E poi, lentamente, iniziò a eiaculare. Senza schizzi, con lunghi fiotti di sperma denso e caldo che uscivano piano dall’asta pulsante.
Claudia continuava a massaggiare la cappella, bagnandosi con il caldo piacere di Daniele. Continuò finché non finì di eiaculare, ansimando anche lei. Poi si addormentarono entrambi, allacciati. Lui era ancora suo prigioniero.

Note finali:

Per commenti, critiche o consigli potete scrivermi a quasar1108@hotmail.it

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