Chiavata violenta con mio cugino




Io e Saverio siamo cresciuti insieme, entrambi figli unici, siamo cugini ma il nostro rapporto è talmente forte che tutti ci considerano come fratelli. Quando avevo quindici anni, ero una ragazzina molto carina, tutti i miei compagni di scuola mi facevano il filo e lui era sempre in prima linea per tenerli lontani, è sempre stato un tipo protettivo e anche un po’ geloso, mi piaceva questo suo atteggiamento nei miei confronti, anzi spesso, me la prendevo se non lo vedevo reagire in certi modi.

Finito il liceo, abbiamo scelto la stessa facoltà e università, eravamo inseparabili, molti, quando ci vedevano insieme, pensavano che fossimo fidanzati e rimanevo un po’ stupiti quando gli dicevamo di essere cugini.
Più di una volta alcune amiche mi avevano fatto notare che Saverio si comportava proprio come un fidanzato geloso, io cercavo di smorzare la cosa dicendo che era un tipo protettivo, ma a volte anche io avevo quella sensazione.
Il nostro rapporto iniziò a cambiare quando mi fidanzai con Alessio, un ragazzo molto carino che mi colpì particolarmente per la sua gentilezza, dopo qualche settimana di frequentazione, decidemmo di metterci insieme.

Saverio non la prese per niente bene, nonostante avesse detto di essere contento per me, vedevo i suoi cambi di umore e di espressione quando gli parlavo di lui, avevo la sensazione che gli desse fastidio l’idea che io potessi essere toccata da qualcuno.
Decisi di non affrontare il discorso, anzi, preferii far finta di nulla, durante gli anni c’erano stati molti silenzi imbarazzanti e diverse situazioni ambigue, che avevo sempre preferito ignorare e anche in questo caso era l’unica cosa che potevo fare.
Una sera, però, Saverio espresse in modo chiaro e deciso la sua opinione su Alessio. Stavamo a casa sua, i suoi genitori erano partiti per un fine settimane ed io ero andata a trovarlo per mangiare una pizza insieme, come eravamo soliti fare.

La serata sembrava passare tranquilla, poi mi squillò il telefono, parlai con Alessio qualche minuto, mi allontanai, ma penso che mi sentì parlare e dire al mio fidanzato che mi mancava e che il giorno dopo ci saremmo visti a casa sua.
Quando tornai, il volto di mio cugino era visibilmente teso, gli chiesi se andasse tutto bene, mi rispose di si, addentò un pezzo di pizza, ci furono dei minuti di silenzio, poi mi scrutò attentamente e mi chiese come andassero le cose con Alessio.
Io dissi la verità, le cose andavano bene, lui era molto dolce, attento e premuroso, limitai le informazioni senza finire troppo nel dettaglio, ma Saverio sembrava intenzionato a saperne di più, così mi chiese se l’avessimo già fatto.

Gli dissi di si, lo avevamo fatto dopo un mese che uscivamo insieme ed era stato fantastico, più parlavo e più mi rendevo conto che diventava teso, ad un certo punto abbassai lo sguardo tra le sue gambe e mi resi conto che di teso c’era anche altro.
Lui seguì il mio sguardo e si accorse dell’erezione, sorrise, non sembrò imbarazzato, si toccò il pacco, poi aprì la zip e tirò fuori il suo cazzo.
Gli dissi di rimetterlo dentro, non era opportuno farlo davanti a me, lui a quel punto cambiò, diventò violento, mi disse che mi divertivo a succhiare il cazzo degli altri e non quello di suo cugino, così mi prese per i capelli e mi fece sbattere il suo uccello contro le labbra.

Mi intimò di prenderlo in bocca, io cercai di liberarmi ma mi teneva strettamente vicino a lui, spinse la punta del cazzo sulla labbra, me le fece aprire, mi ritrovai la sua asta dentro, non potetti fare altro che assecondarlo e succhiare.
Mentre lavoravo di bocca mi ringraziava e mi diceva che ero bravissima a fare pompini, poi ritornò ad essere violento, mi scostò, mi abbassò la gonna e le mutandine che indossavo e mi penetrò nella figa, senza nemmeno darmi il tempo di capire le sue intenzioni.
La mia figa non era molto bagnata, quando entrò dentro di me mi fece sentire un po’ di dolore, poi, a mia sorpresa, più mi scopava e più mi bagnavo, iniziai a non opporre più resistenza e a sentire piacere.

Mio cugino mi stava scopando ed io mi stavo eccitando al pensiero, allargai meglio le gambe, per sentire il suo uccello entrarmi dentro maggiormente, era davvero pazzesco, non riuscivo a fare a meno di godere, iniziai a toccarmi il clitoride, mi provocai diversi orgasmi.
Lui si accorse che ero completamente eccitata, mi ordinò di mettermi a pecorina e mi penetrò da dietro, mi chiese se il mio ragazzo fosse così bravo e gli dissi di no, lui ci stava davvero dentro.
Mi tolse il top che indossavo e mi strappò via il reggiseno, si fiondò con la bocca sui miei capezzoli, me li succhiò, mentre la sua mano destra mi stringeva leggermente il collo; gli chiesi di infilarmelo nel culo, lui non se lo fece ripetere due volte, mi entrò dentro fino in fondo, provai un piacere assurdo, la sua verga era possente e ogni colpo mi faceva impazzire.

Inconsciamente, anche io avevo desiderato farmi fottere da lui, durante le notti, quando ero più adolescente, mi toccavo pensando a come poteva essere il suo cazzo e alla sensazione che potevo provare ad essere scopata e adesso finalmente la conoscevo.
Mi disse che ero una cuginetta puttana, che ero bravissima a prendere il cazzo in culo, mi chiesi da chi me lo fossi fatta sfondare, mi diede degli schiaffi sulle chiappe e mi prese a parolacce, mentre aumentò l’intensità degli affondi.
Quando arrivò al limite, tirò fuori il cazzo, me lo mise in bocca, mi tenne ferma la testa e si mosse velocemente dentro di me fino a riempirmi della sua caldissima sborra che mi obbligò a ingoiare.

Sto ancora con Alessio, lui non sa niente, nessun altro sa di me e mio cugino, ogni tanto lo facciamo ancora, ci chiudiamo in casa quando siamo soli e ci scopiamo a vicenda e devo ammettere che è una cosa che amo profondamente.

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