La nerd troia ed il bullo




Ho 16 anni mi chiamo Cristina e sono la ragazza sfigata numero 1 della mia classe.
Sono alta e magra, naso lungo, tette prima misura e culo piatto. Occhiali da vista e brufoli in quantità.
Sono la vittima di Angela, compagna di classe, bionda, occhi azzurri, ricca e stronza.
Angela è fidanzata da un anno con Antonio, il belloccio della classe, alto, palestrato ed occhi blu.
Non passa mattina che Angela non mi tormenti, scherzi di ogni tipo, battutacce sul mio fisico, sulla vocina esile e sul fatto che non ho mai avuto ne mai avro uno straccio di ragazzo.
In effetti è così, nessuno Francesco, il mio bruttarello della classe mi fila di striscio.
Io però sarò bullizzata ma non sono scema, anzi sono la prima della classe alla faccia di Angela ed Antonio che raggiungono appena la sufficienza ed ho un carattere forte ed intelligenza acuta.
Già da tempo ho capito che dietro la cattiveria di Angela vi è una profonda insicurezza ed invidia nei confronti dei miei voti, da alcuni discorsi ho capito che Angela fa tutta la moderna ma in realtà è ancora vergine ed a Antonio non l’ha ancora data . Antonio scalpita come un toro eccitato per accaparrarsi della sua fica.
Avevo quindi due alternative: far capire ad Angela di che pasta sono fatta, spiegargli che in realtà gli sono ben superiore e farmela amica e terminare qui con il bullismo ridicolo oppure … fare la stronza anch’io.
Ho scelto la seconda strada ed ho aspettato il momento giusto per percorrerla.
L’occasione è venuta per la festa di carnevale. La scuola organizza un ballo in maschera nel salone dietro la scuola.
Mi vesto da gatta con una tuta tipo catwoman che esalta le mie forme magre e snelle, tolgo gli occhiali, mi trucco da gatta e mi metto una maschera.
Arrivo per prima alla festa ed aspetto che vengano gli altri.
Angela ed Antonio arrivano insieme, contessina lei, superman lui, scontati e squallidi.
Arrivano anche gli altri e la festa inizia ad animarsi.
Arriva il momento dei lenti ed io appena vedo Antonio che balla con Angela mi avvicino con il bastone in mano e prendo Antonio ed iniziamo a ballare. Angela ignara va a prendersi una coca, Antonio mi chiede chi io sia ma rispondo che sono catwoman e la mia mano gli sfiora l’uccello. Antonio trasale e sta in silenzio ed io nuovamente gli tocco il cazzo stavolta con una bella presa ed inizio a strofinare il palmo della mano sempre più languidamente. Il suo cazzo diventa duro ed io lo trascino in uno sgabuzzino. Sono la studentessa troia ora e voglio proprio divertirmi un po. Voglio scopare con questo ragazzo e nessuno potrà impedirmelo.
Antonio anche se vuole fare il duro in realtà è un pivello per cui quando gli abbasso la tuta e glielo prendo in bocca, non solo non reagisce ma comincia a gemere tanto è che sono costretta a farlo zittire con una mano. Lo faccio sedere a terra e continuo a spompinarlo e quando il suo cazzo è pronto, mi siedo sopra di lui dopo essemi tolta la tuta e lo scopo per bene. Antonio viene quasi subito mentre io non faccio in tempo a venire per cui gli prendo la testa e la ficco tra le mie cosce. Antonio mi slinguazza mentre io gli faccio una bella foto che l’indomani appendo sulla lavagna.
Io sono con la maschera, lui no ed angela per poco non gli viene un infarto.
Non so se Angela ha capito l’autrice della scopata ma fatto sta che non mi ha più nemmeno rivolto la parola.

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La Storia di Monica – Cap. 1.4 – Luca e Daniela by Serena [Vietato ai minori]




La Storia di Monica – Cap. 1.4 – Luca e Daniela di Serena New!
“Non indovinerai mai cos’ho visto !”
La frase di Daniela ruppe il silenzio dell’ufficio, peccato che non avessi nessun interesse al di la del finire il mio lavoro. Perchè già odiavo me stessa per essermi ridotta a dover lavorare il sabato mattina, per poter sistemare una settimana di pratiche, e ora che stavo quasi per veder scomparire quell’ammasso di carta dalla scrivania, volevo solo arrivare alla fine e potermene andare a casa.
“Un marziano che vuole citare la città per la troppa spazzatura.” le risposi senza degnarla d’alcuna attenzione.
“Hai in mente Luca, il tecnico che sta facendo la manutenzione alle stampanti ?”
“Sì perché ?”
“Sono entrata in bagno non sapendo che c’era lui, e così ho scoperto che non ha un ‘semplice’ cazzo, ma una vera e propria proboscide ! Però non è colpa mia perché era lui nel bagno delle donne, anche se credo non se ne fosse accorto.”
“Bene ora che so che il nostro tecnico è un superdotato posso finire il mio lavoro ?”
“No perché andiamo e lo scopiamo.”
Per un attimo volli credere che quella della mia collega fosse solo una battuta, ma erano passati diversi mesi dalla nostra ‘approfondita’ conoscenza, e sapevo che quando parlava di sesso non scherzava mai. Daniela infatti apparteneva alla categoria “Ogni lasciata è persa”, senza dimenticare che il sesso dell’amante era un fattore secondario. Per le andare con un uomo o una donna era perfettamente uguale, anzi se nel rapporto erano presenti entrambi era anche meglio.
“Davvero vuoi farti uno solo perché ha un bel cazzo ?” le chiesi già sapendo la risposta.
Il suo sorriso valse più di qualunque si.
La sua mano tesa verso di me era ben più di un invito a trascorrere qualche bel momento.

Da quando ero entrata nello studio di Manlio avevo avuto rapporti solo con lui, con l’unica eccezione di quello con Nadia e Daniela, che però consideravo più che altro un compromesso anche se era stato molto piacevole. Ora si trattava d’averne uno non tanto con un quasi perfetto sconosciuto, ma soprattutto di soddisfare quello che in fondo era solo un capriccio, e per giunta neanche il mio. Quello che forse mi spinse a seguire Daniela era il desiderio di provare qualcosa di completamente nuovo, per una come me che certamente non era mai stata una ‘ragazza facile’.
Oppure molto più semplicemente volevo sapere se stavo diventando l’amante del mio mentore, del tutto incapace d’avere rapporti con altri.

Mi ritrovai così davanti a Luca, uno che si poteva definire tutto tranne che una gran bellezza, mano nella mano con la mia collega che non vedeva l’ora di alzare la gonna e abbassare le mutandine.
“Ciao Luca, ne hai ancora per molto ?” gli chiese Daniela quasi sfiorandolo sui fianchi.
“In realtà avrei appena finito, perché serve altro ?”
“Sai la mia collega non crede che hai un cazzo superiore alla media, e mi chiedevo se volevi farle capire che si sbaglia.”
Luca diventò rosso fuoco, ma del resto la sfacciataggine di Daniela aveva imbarazzato anche me.
“Scusa ma non ho capito.” farfugliò l’uomo poco prima di ritrovarsi la mano della mia collega proprio sopra la patta dei pantaloni.
“Se non sei frocio hai capito benissimo.” rispose Daniela aprendogli la lampo “Nel caso sia timido stai tranquillo che facciamo tutto noi.”
Dopo pochi secondi un vero e proprio serpente uscì dalle mutande di Luca, lasciandomi senza parole.
“Monica non mi dire che non hai mai visto un cazzo del genere ?” mi chiese Daniela tenendone in mano meno della metà.
“Non saprei quindi è meglio fare delle verifiche.”
M’inginocchiai davanti a quell’uomo quasi ipnotizzata dal suo pene, per poi iniziare a baciarne la cappella, quasi in segno di rispetto. Così mentre Luca spogliava Daniela infilandole le mani ovunque, ricambiato da lunghi baci carichi di lussuria, io cercavo di fare un pompino degno di questo nome.
In realtà mi era del tutto impossibile prendere tutto il membro in bocca, così dopo averlo a lungo leccato per tutta la sua lunghezza, iniziai a masturbarne la base, lasciando che la mia bocca donasse piacere a quel che sporgeva dalle mie mani. Ben presto il pene divenne duro aumentando anche la circonferenza, così potei assaporarlo come meglio credevo. La mia lingua si dedicò esclusivamente alla cappella che avvolgeva con lenti movimenti circolari, mentre la bocca correva su e giù senza però accelerare più di tanto, facendo sì che fosse sempre al limite dell’eccitazione.
Quando Daniela s’accucciò vicino a me era di fatto ormai nuda, ma soprattutto con un’irrefrenabile voglia d’esser scopata.
Le lasciai il posto per alzarmi e prendere il suo a fianco di Luca, il quale non perse tempo nell’infilarmi le mani sotto il vestito, che feci cadere a terra dopo avergli infilato la lingua in bocca.
Non provai nulla durante quello scambio d’effusioni, in compenso crebbe in me il desiderio di fare sesso con Daniela. Il vederla accucciata fra le gambe di Luca, intenta a leccargli il pene ed i testicoli, la rendeva ai miei occhi una vera puttana, ma forse proprio per questo qualcosa da possedere a tutti i costi.
Così non appena lei s’alzò, io m’inginocchiai davanti a lei, per leccarle la passera.
“Guarda guarda, queste due sono anche lesbiche.” esclamò Luca che sicuramente non s’aspettava d’assistere ad uno spettacolo del genere.
Daniela gli prese il pene in mano per mantenerlo ben eccitato, ma soprattutto in piena erezione, forse non molto felice di rimandare la tanto attesa penetrazione, ma allo stesso tempo era ben visibile quanto gradiva le mie attenzioni. Infatti non solo gemeva senza sosta dimostrando così come stava godendo, ma i suoi umori le colavano letteralmente sulle cosce, tanto erano copiosi.
Alla fine Luca mi spostò di lato, e dopo aver alzata una gamba a Daniela, la penetrò completamente facendole scivolare dentro tutto il cazzo quasi senza trovare alcuna resistenza.
Il vederla godere m’eccitò tantissimo, così dopo essermi tolta quel che mi era rimasto, mi misi al fianco della mia collega, per poterla baciare e toccare in ogni dove.
Luca si dimostrò un vero toro da monta con entrambe, ma soprattutto un uomo che non pensava solo al proprio piacere. Ci scopò tutte e due cercando di non fare ‘differenze’, magari non trattandoci come principesse, ma neanche come due troiette vogliose, anche se in fondo c’eravamo comportate come tali. E anche se sentire dentro una mazza del suo calibro era fonte d’estremo piacere, non forzò mai ritmo o tempo, dandoci così la possibilità d’avere il massimo del godimento.
Forse solo quando mi prese da dietro fu un po’ brusco, ma del resto ero così eccitata che come spinse m’entrò dentro più di mezzo cazzo, e le mie urla non erano certo di solo dolore.
In compenso provai una nuova forma di piacere sinora sconosciuta, nella quale non importava in alcun modo chi fosse il mio amante, ma che questi era in grado o meno di farmi godere. E Luca sapeva farmi godere al centouno per cento. Il fatto che non ci fosse alcun trasporto emotivo, o che lui mi considerasse una mezza puttanella, era del tutto irrilevante. L’unico aspetto che davvero era importante era il puro piacere fisico, il trovarsi nuda sdraiata su una scrivania, con un gran cazzo che entrava e usciva dalla mia fica, con Daniela che baciava e toccava tutto il mio corpo.
Alla fine Luca venne sopra la passera della mia collega mentre riprendevo fiato, stupendomi non poco di come si stesse congedando da noi. Solo grazie all’insistenza di Daniela, venne fuori che il ‘bravo ragazzo’ stava correndo a casa dalla sua convivente, chiedendo di non parlare mai dell’accaduto visto che la compagna era molto gelosa.
“Vattene a casa bamboccio.” disse Daniela con tono scherzoso “E stai tranquillo che rimarrà tutto qui dentro.”
Stavo per raccogliere i mie indumenti, quando mi sentii afferrare per i fianchi da dietro.
“Non t’è bastato il cazzo ?” chiesi con ironia.
“Perchè a te la sveltina è bastata ?”
Mi girai e subito le nostre lingue s’intrecciarono fra loro, quasi danzando fra le bocche spalancate, mentre le mani passarono da un caldo abbraccio, all’esplorazione d’ogni anfratto della schiena, finendo inesorabilmente sulle chiappe.
Feci voltare Daniela la quale si piegò ben volentieri sulla scrivania, offrendomi così il suo bel sedere, come se sapesse ciò che desideravo. La mia lingua scivolò dalla parte alta dell’incavo del sedere, sino quasi a sfiorare la fica, facendo numerosi sali e scendi che eccitarono a dismisura la mia amante. Quando poi, quasi per magia, dalla sua scrivania uscirono due vibratori, il nostro gioco erotico era già segnato. Ripassai più volte la lingua intorno a quella rosa di carne che era il suo ano, per poi violarlo dolcemente col vibratore mentre con l’altra mano le massaggiavo la passera evitando di penetrarla in qualsiasi maniera.
Forse perché ancora su di giri per il rapporto precedente, Daniela venne dopo pochi minuti, lasciandomi il dubbio se fossi stata troppo irruenta. Il mio broncio sparì non appena lei s’alzò lasciando che mi sedessi sulla sua scrivania con le gambe ben spalancate.
La sua bocca partì dalla mia bocca per finire la sua corsa all’interno delle cosce, dove s’attaccò come una ventosa alle mie labbra intime. Iniziai a mugolare dal piacere arrivando quasi ad urlare quando mi penetrò prima con tre dita, e dopo con un vibratore. Ero già diretta verso l’orgasmo, quando sentii una pressione contro mio ano, che ben presto s’aprì per far entrare il secondo vibratore.
“No due insieme no.” cercai di protestare senza però alcuna convinzione.
“Taci e godi” mi rispose Daniela mentre mi sodomizzava con ancora più impeto.
Come per un riflesso incondizionato portai una mano sulla mia passera, ma poi lasciai che fosse lei a condurre il gioco, abbandonandomi completamente al piacere. Quella doppia penetrazione ebbe anche l’effetto di ritardare il mio orgasmo, oltre che quella di farmi provare per la prima volta quella perversa forma d’appagamento sessuale, sino allora a me sconosciuta.
Quando finalmente il piacere giunse al suo apice, rimasi quasi bloccata tanto fu violento quell’attimo, ma soprattutto dopo non riuscii a muovermi se non dopo diversi minuti.
“Programmi per il pomeriggio ?” mi chiese Daniela mentre ci stavamo rivestendo.
“Prima di tutto devo mangiare perché ho una fame da lupi. Poi vorrei parlare con una mia collega di una ninfomane che lavora con me, credo si chiami Daniela.” risposi ridacchiando.
“Almeno lei non si nasconde dietro un falso perbenismo come fai tu. Perchè sia chiaro che se a me piace il sesso, tu non è che sei diversa da me, solo non l’ammetti.”
In effetti aveva ragione da vendere, ma forse proprio anche grazie a lei, stava venendo fuori la mia vera identità sessuale, che era molto diversa da quella che credevo d’avere sino a qualche mese prima.

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/

 

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Cristina – Una cena speciale by ionascosto [Vietato ai minori]




Cristina – Una cena speciale di ionascosto New!

Quando mi vedi rimani impietrita!
Sei a cena in un ristorante famoso in compagnia del tuo compagno e di un paio di coppie di amici vestita elegantemente con un completo che risalta le tue forme nascondendo allo stesso tempo quel po’ di pancia (che dici di avere ma che non posso confermare) e una camicetta, semplice ma anch’essa elegante, che mette in risalto il tuo seno.
“come è possibile?” continui a domandarti impaurita dall’insolita situazione.
Anche io sono in compagnia, di una mia amica di vecchia data, all’oscuro di tutto ma mia complice per questa sera, perchè cenare da solo avrebbe dato troppo nell’occhio, non sarei passato inosservato.
Ti lancio uno sguardo furtivo ed un sorriso e tu abbassi all’istante lo sguardo arrossendo nel sentirti la fica bagnata nonostante la situazione proibitiva. Ti succede sempre quando mi incontri, la fica inizia a gocciolare senza mai fermarsi se non dopo essere ritornata a casa.
è vero che io non faccio nulla per calmare la tua eccitazione, anzi sapendo come stai ci gioco sopra, in tutti i sensi, possedendoti come preferisco sapendo che non mi dirai mai la parola di sicurezza prestabilita.
Dopo aver fatto l’ordinazione mi alzo per andare al bagno e mentre ti sto mandando il segno di seguirmi tu sei già in piedi scusandoti con la comitiva
“ho bevuto troppo oggi” dici alzandoti dirigendoti poi verso i bagni, separati ma vicini, per poi raggiungermi davanti alla porta del bagno degli uomini
Io non parlo, ti guardo solo e ti passo una bustina (che tu già riconosci, vero porcella mia!) che prendi al volo sfiorandomi la mano e dicendo sottovoce “Buonasera Sir, grazie Sir” prima di entrare nel bagno, eccitatissima e pronta a leggere le istruzioni
La busta contiene il solito vibratore interno e le istruzioni per la serata
Dopo aver inserito il vibratore nella fica già bagnatissima mi ringrazi tra te e te per non averti ordinato di rimanere senza mutande
Nel tornare al tavolo passi accanto al mio posto e mi lanci uno sguardo impaurito e shoccato che mi conferma la tua esecuzione dell’ordine
Io continuo a parlare con la mia amica che non vedo da tanto tempo e mi preparo a “stuzzicarti”.
Finalmente vi portano l’antipasto, a occhio veramente molto gustoso, che tutti iniziano a mangiare, anzi a divorare, facendo scendere il silenzio.
Anche tu stai mangiando, molto piano rispetto agli altri, ma vedo che sei agitata, non sei tranquilla, ed allora ti faccio capire che puoi stare tranquilla accendendo il vibratore alla velocità minima.
Forse avevi paura che si potesse sentire il ronzio del vibratore ma quando lo senti muoversi, quando inizia a suscitare in te le solite sensazioni di piacere, ti accorgi che nessuno sente il rumore, neanche il lamento che ti sei lasciata sfuggire al momento dell’accensione.
Il vibratore rimane acceso per pochi secondi e tu ti sforzi a controllare le tue reazioni agli occhi degli altri.
Solamente io ti vedo diversa da un minuto prima, solamente io so il perchè e solamente io in questo momento ho il cazzo duro come un macigno al punto da essere impossibilitato ad alzarmi (a meno che non mi voglia portare a letto l’amica, cosa che non mi passa neanche per un secondo nella testa)
Quando lo spengo ti vedo rilassarti e tornare a mangiare per poi scambiare quattro parole, chiaramente controvoglia, con la tua amica che si trova di fronte.
Hai paura che questo solleciti il mio desiderio di “torturarti” e quindi so che stai cercando di prepararti all’arrivo dell’impulso, magari stringendo le gembe facendo proprio l’effetto contrario
Ti lascio tranquilla per una decina di minuti prima di accendere di nuovo l’apparecchio.
Lo faccio nel momento in cui il tuo compagno, facendo il cavaliere, ti versa del vino nel tuo bicchiere.
Il tuo grazie esce stridulo dalla tua bocca e gli occhi si rivoltano verso l’alto a causa delle veloci vibrazioni che stanno pulsando nella fica in quel preciso momento
Lui non si accorge di nulla troppo preso a riprendere la chiacchierata con l’amico del cuore ma io vedo tutto e so che se non spengo presto tu arriverai all’orgasmo senza riuscire a mascherarlo.
Quindi sono costretto a diminuire l’intensità delle vibrazioni e poi, dopo un minuto, a spengerlo del tutto
Vedo che sei rossa in viso e che stai sudando abbondantemente cosa che viene notata anche dalla tua amica che sta di fronte a te
“ti senti bene (nome)?”
“si grazie, ho avuto solo un attacco di caldo. Grazie comunque” rispondi con un sorriso smagliante che ti esce naturale al pensiero che lei non avrà mai un’esperienza del genere
Per tutta la cena hai continuamente questi attacchi di caldo (come dici tu) e molti del tavolo iniziano a pensare che tu abbia problemi di stomaco, una passata di dolori, e che per questo motivo hai mangiato molto poco.
Appena cominciavi a masticare, dopo un paio di bocconi al massimo, diventavi rossa in viso a volte alzando gli occhi al cielo. Questo perchè eri intenta a controllare l’orgasmo che ormai era diventato impellente.
Dentro di te ridevi del loro evidente pensiero e non vedevi l’ora che ti facessi il segno per scappare al bagno per una “sosta” lunga
Io controllavo continuamente il bagno e nel momento in cui è rimasto libero mi sono alzato per andarci seguito dopo pochi secondi da te che sempre più rossa in viso chiedevi scusa e scappavi verso il bagno
Erano due minuti che le vibrazioni erano al massimo dell’intensità, non ce facevi più, e non sei riuscita a controllarti per raggiungermi.
Sei entrata nel bagno delle donnei trovandomi davanti alla porta di uno dei due e subito ti sei inginocchiata facendo attenzione a non macchiare il vestito portando la bocca già aperta all’altezza del mio cazzo
Non hai atteso il mio permesso. Lo hai ingoiato e cominciato a succhiare con tanta foga, dovuta in parte alla paura che entrasse qualcuno ed in parte perchè volevi ringraziarmi per l’esperienza appena vissuta, ed io ti ho lasciato fare.
Succhiavi come mai avevi fatto fino a quel momento ingoiando il cazzo per intero, fino in fondo, per poi risalire succhiando l’asta fino alla punta della cappella e poi riprendevi affondando lentamente.
Ti ho fermato e ti ordinato di toglierti il vibratore dalla fica e di ripulirlo mentre io mi mettevo un preservativo.
Quando lo hai visto sei rimasta sorpresa perchè non l’avevo mai utilizzato prima.
Ti ho fatto girare e chinare facendoti poggiare le mani al muro e poi ho appoggiato il cazzo sul tuo ano che si offriva voglioso ed accogliente
Con estrema lentezza l’ho fatto entrare dentro mentre le mani si impossessavano delle tette stringendole.
Con un lungo gemito di piacere e di misto dolore hai accompagnato la lenta penetrazione fino alla fine. Poi quando ho cominciato a muovermi più velocemente e profondamente si è tramutato in un mascherato sospiro neanche interrotto dall’ingresso di qualcuna nel bagno
Per quanto ero eccitato ho continuato solo per un paio di minuti prima di uscire dal tuo favoloso culo e farti inginocchiare di nuovo mentre mi toglievo il macchiato preservativo.
“Cristina per questa volta ti sei salvata ma la prossima volta te lo faccio succhiare così comè, quindi ti consiglio di farti spesso dei clisteri” ti ho detto mentre mi impossessavo della tua bocca cominciando a scoparla fino a godere
Sei riuscita a ingoiare tutto il contenuto delle mie palle, forse con una piccola difficoltà per quanto era, e poi dopo averlo ripulito e sistemato nei miei slip mi hai detto
“grazie Sir”
Prima di uscire ho ripreso la bustina con il vibratore e ti ho salutato dicendoti
“buonanotte Cristina”

 

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