Carlo e Sara




Carlo è seduto come ogni mattina in uno dei vagoni centrali del metrò e attende che il treno parta dal capolinea di Sesto. Il suo viaggio prevede un cambio di treno a Loreto per prendere la metrò verde per poi scendere a Gioia. Altri 300 metri di strada a piedi per arrivare, finalmente, in ufficio. Anche stamattina nello stesso vagone sale la brunetta che lo fa sbavare. La temperatura estiva le permette un abbigliamento molto leggero ma soprattutto sexy. Oggi l’ampia scollatura del corto vestitino lascia ben poco all’ìmmaginazione. Il suo seno è ampiamente scoperto e l’assenza del reggiseno completa l’opera. Impossibile restare indifferenti. Lo sguardo viene calamitato verso quelle splendide tette. Carlo stamattina si ritrova la brunetta praticamente di fronte e non è solo il seno ad attrarlo. Il corto vestito lascia un’ampia porzione delle cosce scoperte. Carlo ormai deglutisce a vuoto. Quella vista riesce ad eccitarlo nonostante sia ancora mezzo addormentato. Continua a fissare la ragazza non riuscendo a distogliere lo sguardo da quel corpo così desiderabile. Lei ha lo sguardo perso nello schermo del suo smartphone. Ogni tanto un sorriso illumina il suo viso rendendola ancora più dolce agli occhi di Carlo. Impercettibilmente lei dischiude leggermente le gambe e lui può notare il bianco della stoffa delle mutandine stagliarsi contro il colore ambrato delle cosce. L’eccitazione è ormai alle stelle e lui decide che stamattina in ufficio l’aspetteranno un po’. Seguirà quella ragazza. Vuole vedere dove va ogni mattina. Deve saperlo. Ed in cuor suo spera di riuscire a vincere la sua atavica timidezza e abbordarla, conoscerla e magari portarsela a letto. Mentre ancora fantastica sugli ipotetici sviluppi di quella mattinata ecco che lei si alza e si avvicina alla porta, pronta per scendere alla prossima fermata. Carlo si sveglia dalle sue fantasie e si alza anche lui tenendosi a debita distanza da quella brunetta che lo sta facendo andare fuori di matto. Scendono entrambi e lei si avvia fuori dalla stazione. Il suo passo è svelto e Carlo fatica quasi a seguirla. Lui è dietro di lei a una quindicina di metri di distanza. Improvvisamente lei svolta a destra in una viuzza stretta del centro, lui la segue ancora, ma una volta svoltato, nella via non c’è nessuno. Lei si è volatilizzata. Scomparsa. La delusione ora dipinge il suo volto!
– Cazzo! L’ho persa! Dove diavolo è andata?
Comincia a guardarsi intorno avanzando lentamente in quella stretta stradina. Nulla, solo portoni chiusi e della ragazza nessuna traccia. Sta per tornare indietro, ormai pronto ad avviarsi verso la metropolitana per andare, finalmente, in ufficio, quando sente il cigolio di un pesante portone in legno che si apre. Un braccio femminile spunta fuori dall’apertura e la mano afferra il braccio di Carlo tirandolo piano verso l’interno. Lui entra dentro ed è sorpreso nel vedere la brunetta sorridente che gli fa cenno di seguirla.
Due rampe di scale e la brunetta si ferma davanti alla porta di un appartamento. Tira fuori dalla borsa un mazzo di chiavi, apre e invita Carlo a seguirla:
– Vieni, entra.
L’appartamento è in realtà un piccolo monolocale. Un grande letto occupa gran parte della stanza. Una poltrona, un tavolo con quattro sedie, un mobile con un televisore a schermo piatto e una micro cucina componibile completano l’arredamento.
E’ lei a rompere il ghiaccio.
– Ho visto come mi guardi ogni mattina in metro. Spero che quello che hai visto stamattina sia stato di tuo gradimento.
– Scusa, è che tu sei molto bella ed io non ho resistito.
– Non scusarti, mi fa piacere essere desiderata. E tu mi pare che mi desideri, non è così?
– Si, io ti desidero tantissimo. E’ per questo che stamattina ho fatto la follia di seguirti.
– Bene. Sono 200 euro per un’ora per bocca e figa. Per il culo sono altri 100 euro. Ma se sarai bravo ti potrei anche fare uno sconticino.
Carlo resta a bocca aperta, tutto si sarebbe immaginato, tranne di essere abbordato da una prostituta. Ma ora era lì. Lei in piedi davanti a lui che aspetta una risposta alla sua offerta. Dopo l’iniziale sorpresa riprende il controllo della situazione. E decide di giocare al ribasso.
– Vada per i 300 euro per il servizio completo. Ma solo a patto che la tariffa sia per due ore e che io possa godere tutte le volte che vorrò.
– Uhm, non ti facevo così intraprendente. Va bene. 300 per due ore. Vediamo cosa sei capace di fare. Comunque io sono Sara, tu come ti chiami?
– Carlo, io sono Carlo, piacere.
– Bene, vuoi spogliarmi tu o faccio da sola?
Carlo non si fa ripetere la domanda. Allunga le mani e comincia a sbottonare i bottoni sulla schiena per poi sflare lentamente il vestito. Sara rimane davanti a lui con addosso il solo perizoma bianco di pizzo, quello che sul treno aveva lasciato intravedere volutamente a Carlo per eccitarlo.
– Vieni, è ora che ti spogli anche tu.
Dopo pochi secondi la camicia di Carlo fa compagnia al vestitino di Sara sulla poltrona e dopo altri pochi secondi anche i pantaloni sono finiti nello stesso posto. Ora entrambi sono rimasti con le sole mutande addosso. Carlo si avvicina a Sara abbracciandola e stringendola a se in modo da sentire sul suo petto la morbidezza dei seni di lei. Le sue mani la accarezzano dappertutto correndo veloci sulla candida e morbida pelle. Boxer e perizoma finiscono molto presto gettati per terra. Sara, intanto, ha iniziato a dargli piccoli baci sul collo. Carlo si sta eccitando. Il suo pene comincia ad ingrossarsi e Sara può sentirlo premere sulla pancia. Lentamente lo spinge sul letto senza smettere di baciarlo su collo e petto. Con la lingua gli titilla i capezzoli mentre lui le pastrugna le splendide tette mugolando per l’eccitazione. Lentamente la sua lingua scende giù, verso l’ombelico, poi ancora più giù dove incontra la punta del pene di lui. Qualche bacino e veloci colpi di lingua hanno l’effetto di eccitare ancora di più Carlo.
– Succhiamelo, ti prego! Non resisto più…
Sara non si fa pregare e imbocca il pene cominciando ad andare su è giù su quell’asta di carne che palpita nella sua bocca. Intanto Carlo dolcemente tira su di se la ragazza in modo da avere la sua figa all’altezza della bocca. Ora i due ragazzi sono avvinghiati in un bellissimo 69. Anche se non lo crede possibile, Carlo sta riuscendo a far eccitare Sara. Si, lei, la puttana che ha abbordato (o è stato abbordato?) ora mugola per il piacere e dalla sua figa gli umori colano giù copiosi, inequivocabile segno del suo coinvolgimento.
– Dentro, lo voglio dentro la figa. Ora!
Sono le poche parole di Sara mentre, lasciato il cazzo, si gira mettendosi a cavallo di Carlo. Lentamente, dopo aver afferrato il pene del giovane, lo guida verso la figa facendoselo affondare tutto dentro mentre un mugolio di piacere esce dalla sua bocca. Un lento su e giù sancisce l’inizio di una cavalcata che pian piano si trasforma in una galoppata. I movimenti di Sara sono ora più veloci e la sua figa rilascia umori in quantità lubrificandola per bene. Carlo si gode la scopata ad occhi chiusi gustandosi il tutto stando praticamente immobile. Sara intanto è come stordita, non si capacita che un ragazzo così insignificante nella sua normalità stesse riuscendo a farla avvicinare sempre più velocemente all’orgasmo. E’ la prima volta da quando ha cominciato a fare sesso per soldi che un cliente la fa godere. E’ sempre riuscita a restare distaccata in quelle monotone scopate, ma ora non è così. E’ forse il fatto che stavolta è stata lei a scegliersi il cliente e non il contrario? E’ il fatto che le è piaciuto notare come lui la guarda tutte le mattine sul treno? Non riesce a darsi una risposta, ma ora non le importa nemmeno. Vuole solo godere, godere e godere di quel cazzo che le sta trafiggendo la figa. Le sembra il più bel cazzo che l’abbia mai scopata e non le importa più di nulla. Mentre questi pensieri affollano la sua mente, l’orgasmo comincia a montare travolgendo i suoi sensi. Si irrigidisce sul cazzo di Carlo mentre i muscoli vaginali si contraggono intorno a quell’asta infuocata. Dopo un tempo che le pare infinito gli spasmi dell’orgasmo cominciano a scemare e si lascia cadere sul petto del suo partner stando attenta a rimanere ben piantata su quel cazzo che così tanto l’ha deliziata.
Carlo stenta a credere a quello che sta succedendo. Si, si sta scopando proprio quella ragazza che per tanto tempo ha popolato i suoi sogni ed è stata l’oggetto dei suoi desideri. Ora è lì, sdraiato su un letto con lei ansimante e accasciata sul suo petto ed il suo cazzo dentro di lei, in quella figa bollente.
Sara è rimasta sconvolta dall’orgasmo appena provato. Non credeva fosse possibile riuscire a godere così tanto. E si, deve ammettere che il cazzo di Carlo le piace immensamente. Lo sente tutto dentro di se e ora vuole solo godere ancora. Ricomincia un su e giù travolgente che porta entrambi verso l’apice del piacere.
– Sto per venire, sto per venire, Sara, sto per borrare!!!
– Aspetta, aspetta ancora un attimo, voglio godere insieme a te.
Qualche secondo ancora ed entrambi esplodono praticamente in contemporanea in un orgasmo che li lascia per qualche minuto intontiti. Sara è piantata sul cazzo di Carlo che ormai si sta lentamente ammosciando dentro di lei.
Appena si sono un attimo ripresi si guardarono negli occhi.
– Sei stato fantastico, non pensavo che sarebbe stato così bello. Abbiamo ancora del tempo, ti va di ricominciare?
– Fammi riprendere fiato un attimo e poi riprendiamo. Voglio farti il culo però!
– E’ quello che voglio anch’io. Muoio dalla voglia di sentirmelo tutto dentro al mio culetto.
Quelle parole sono come una scossa per Carlo. Sara ha ripreso a baciarlo sul petto e a dare veloci colpetti di lingua ai capezzoli. Lui, intanto, continua ad accarezzarle la schiena. Quella pelle liscia e setosa è così piacevole da accarezzare!
– Mentre tu ti riprendi un attimo, io vado a darmi una rinfrescata.
Sara si alza dal letto avviandosi nuda verso il piccolo bagno lasciando Carlo ai suoi pensieri.
Pochi minuti ed eccola riapparire bella nella sua nudità. Per Carlo è la donna più bella del mondo.
Gattonando sul letto Sara si avvicina a Carlo. Una serie di piccoli baci al collo, poi si sposta verso la bocca e le loro lingue si intrecciano cercandosi a vicenda. Scioltasi da quell’intreccio di lingue scende pian piano verso il pube dove trova il cazzo che comincia a dare nuovamente segni di risveglio. Lo prende tutto in bocca sentendolo crescere sempre di più. Lo spompina per qualche minuto, poi si solleva mettendosi a quattro zampe sul letto.
– Mettimelo dentro, dai
Carlo non aspettava altro. Si avvicina, afferra per i fianchi la ragazza e dopo averle piantato nuovamente il suo cazzo nella fica accogliente comincia a pistonarla con regolarità e con spinte energiche. Dopo una decina di minuti di questo trattamento decide che è giunto il momento di saggiare la consistenza di quel buchetto invitante che vede mentre le scopa la figa a pecorina. Tira fuori il cazzo e lo appoggia al culetto lubrificando la parte esterna con gli umori di lei. Procede per quattro o cinque volte con questo sistema e quindi, finalmente, comincia a spingere per far entrare la cappella in quel buchetto tanto agognato.
– Si, dai, spingi ma cerca di essere delicato. Non sei il primo che entra lì, ma comunque è ancora un po’ strettino.
– Sarò delicato, vedrai.
Spingendo piano riesce a forzare lo sfintere e la cappella è dentro. Si ferma per farla abituare a quella presenza.
– Ora continua piano, ma continua senza fermarti.
– Dio che bello! Che culo stretto e bollente che hai!
– Mi piace, mi piace come mi riempi, spingi, spingi più a fondo, voglio sentirlo tutto dentro!
Carlo comincia a pomparla senza sosta. Gli piace la sensazione che prova, gli piace sentire il calore e l’abbraccio che il culo di Sara danno al suo cazzo.
Va avanti per un tempo che gli pare infinito, poi comincia a sentire l’orgasmo arrivare prepotente.
– Vengo! Sto per sborrare!!!
Sara velocemente fa uscire il cazzo dal suo culetto e si gira a prenderlo in bocca. Fa appena in tempo a circondare la cappella con le sue labbra che un grosso fiotto di sperma le si riversa in bocca. E poi un altro e un altro ancora. Deve deglutire. Alla fine cinque o sei bordate l’hanno costretta a deglutire per due volte.
Carlo è esausto. E’ stata una scopata fantastica, meglio di come se l’era immaginata.
Lei si accoccola a fianco a lui. E’ soddisfatta. Ha fatto dell’ottimo sesso e si sente in pace col mondo.
Lui la tiene stretta a se, a vederli sembrano due fidanzatini sazi d’amore.
Restano nel letto per un po’, poi lui si ricorda che avrebbe già dovuto essere in ufficio da un bel pezzo. E’ ora di andare. Si alza, va a darsi una rinfrescata in bagno e poi si riveste. Tira fuori dalla tasca dei pantaloni il portafogli ma lei lo ferma.
– No, non voglio soldi da te. Sono stata troppo bene e mi sentirei sporca ad accettare del denaro.
– Ma…
– Shhh, sono stata bene con te. Mi è piaciuto fare l’amore con te. E mi sei sempre piaciuto tu. Avrei fatto sesso con te comunque.
– Anche tu mi piaci. Ma lo sai già, lo hai detto tu stessa. Ti rivedrò?
– Si, tutte le mattine sulla metrò…
– E basta?
– Questo dipende da te. Riusciresti ad accettare il fatto che io possa fare del sesso con altri uomini per soldi?
Carlo non risponde a quella domanda, si avvicina a lei, le da un bacio, un lungo bacio, poi raccoglie la sua borsa ed esce da quella stanza.

Quello che succederà dopo è un’altra storia…

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