Caldo pomeriggio di studio e te' freddo… by ElSantos [Erotico]




Caldo pomeriggio di studio e te’ freddo… di ElSantos New!

Per essere fine maggio non faceva poi tanto caldo. Antonio accolse con un sorriso il venticello fresco che gli accarezzava il viso mentre camminava verso la casa della sua fidanzata, Alessandra, 22 anni. Il ragazzo aveva 23 anni, frequentava l’ultimo anno della facoltà che aveva scelto, mentre ad Alessandra mancavano ancora due anni per finire; anni di palestra gli avevano donato un fisico asciutto, muscoloso al punto giusto, di cui andava particolarmente fiero. Si passò una mano tra i capelli neri, non molto lunghi, e sulla barba curata. Quella mattina aveva indossato una camicia azzurra e un pantalone grigio chiaro, a tracolla la borsa con i tre libri da leggere per il prossimo esame. Era quasi arrivato al portone del palazzo di Alessandra quindi prese il cellulare e rapidamente avvertì la ragazza: “amore sono qui sotto, mi apri?” Poco dopo, il portone si aprì con uno scatto metallico e Antonio cominciò a salire le scale, tanto Alessandra abitava al solo al secondo piano. Appena giunto, bussò al campanello. Dopo pochi secondi, Alessandra aprì la porta con un sorriso: Antonio si concesse un minuto per ammirarla: vestitino leggero bianco, che le arrivava sopra il ginocchio, braccia nude e sandali ai piedi. Un filo di trucco, niente di eccessivo per una giornata di studio, e i capelli castani sciolti che arrivavano oltre le spalle. Agli occhi di Antonio, era la ragazza più bella del mondo, specie quando sorrideva a quel modo.
“Ciao amore!” disse lei, baciandolo per un momento “vieni, entra!” “Ciao piccola! Sei bellissima” rispose lui ricambiando sorriso e bacio, accomodandosi e poggiando la borsa sul divano nel salotto. “Grazie” rispose Alessandra, sorridendo lievemente, abituata a quei complimenti ma non per questo meno contenta “Dai, su” esclamò poi la ragazza “cominciamo subito che è ancora presto!” Antonio annuì e si sedettero al tavolo per studiare.
In realtà Antonio, che si era seduto di fronte ad Alessandra, aveva un occhio sul libro ed un occhio sulla scollatura della fidanzata: si vedeva una terza abbondante, quasi una quarta, che lui adorava (mica stupido!). Dopo circa una ventina di minuti, il ragazzo sentì qualcosa sfiorare la sua gamba e non ci mise molto a capire che si trattava della gamba nuda di Alessandra che lo accarezzava. Divertito dal gioco, e dall’espressione maliziosa della ragazza – che pure continuava a leggere il suo libro – decise di stuzzicarla un po’ e, fingendo di volersi sgranchire, si allungò all’indietro sottraendosi a quel contatto. Alessandra, stupita per un attimo, decise di stare al gioco: “Amo, ho sete. Vuoi un po’ di te’ freddo?” “Sì volentieri, grazie!” Alessandra si alzò e si diresse piano verso il frigorifero, non mancando di ancheggiare un po’ per mettere in mostra il suo sedere, non particolarmente grande ma sodo per i molto squat che la ragazza faceva per tenersi in forma. Antonio sentì un lieve calore nel basso ventre e sorrise, immaginando come sarebbe finita quella mattinata di studi. Alessandra riempì due bicchieri di te’ freddo e ne porse uno al fidanzato. Posando il bicchiere, però, se lo fece sfuggire da mano e il contenuto andò a macchiarle il vestito. “Oh! E adesso? Aspetta, che mi vado a cambiare!” disse, alzandosi “mi aiuti? Non voglio bagnarmi le mani…” Antonio non se lo fece ripetere due volte e la seguì nella sua camera. Si fermò dietro di lei e le afferrò il vestito da sotto, alzandolo lentamente. Scoprì prima il sedere – notando con piacere che le mutandine coprivano ben poco – per poi sfilarlo del tutto. Alessandra rimase immobile, in intimo, per poi chinarsi a prendere un altro indumento dal cassetto, tenendo il sedere ben sollevato e sfiorando il membro di Antonio, che cominciò ad indurirsi. “Aspetta” disse il ragazzo “ti aiuto a cercare qualcosa di adatto” e si inginocchiò ma, invece di mettersi a cercare un nuovo abito, scostò leggermente le mutandine della fidanzata, mettendo in bella mostra la sua figa, e le diede una leccatina veloce, notando con piacere che era già leggermente bagnata. Alessandra fu scossa da un brivido e si appoggiò con le mani al cassetto aperto. Antonio cominciò a leccare con brevi colpi di lingua assaporando i succhi della sua fidanzata mentre con l’indice iniziò lentamente a penetrarla. Oramai il cazzo era duro e pulsante, reclamava di essere liberato da quei pantaloni stretti. Dopo un paio di minuti di quel trattamento, Alessandra gemeva sempre più forte “Ah…amore…aspetta, fermo…” scostandosi, si alzò e baciò Antonio in un turbinio di lingue. Il ragazzo stava per strapparle via mutandine e reggiseno ma Alessandra sorrise “aspetta, aspetta, quanta fretta…” e scese lentamente con le mani fino a tastare l’erezione del fidanzato. Gli tolse la cintura e si inginocchiò, abbassandogli i pantaloni. Afferrò il membro duro di Antonio ancora coperto dalle mutande e cominciò una lenta sega mentre lo fissava con quei suoi occhi azzurri. Anche Antonio cominciò a respirare velocemente, eccitato, e allora Alessandra gli abbassò del tutto le mutande, liberando il cazzo dalla sua prigione. Si considerava particolarmente fortunata per avere a disposizione un attrezzo di venti centimetri buoni e con una circonferenza non indifferente. Antonio le accarezzò il viso, spostandole i capelli dal volto mentre Alessandra cominciava a leccare piano la grossa cappella. Dopo poco, aprì la bocca e prese in bocca quel cazzo per metà, facendo aderire le labbra all’asta. Cominciò un lento su e giù, fermandosi poco prima di lasciarlo uscire ma non arrivando fino in fondo, mentre con una mano si toccava il clitoride. “Amore…” disse Antonio, che avvertiva la morbida lingua di Alessandra e le sue labbra carnose sul suo cazzo “…mh?” fece Alessandra, che aveva la libidine negli occhi “… ti prego…” allora la ragazza lasciò libero il cazzo “…vuoi che lo prenda tutto? Sì?” E senza aspettare risposta, afferrò di nuovo il cazzo tra le labbra, questa volta andando fino in fondo, fino a sentirlo tutto in gola. Aumentò il ritmo del pompino mentre la sua vagina diventava un lago di umori e Antonio le poggiava una mano sulla testa ma senza forzarla. Cominciò a far affondare il cazzo del fidanzato fino in fondo ad un ritmo sempre maggiore mentre Antonio gemeva e con movimenti quasi involontari si muoveva come a volerla scopare in bocca. A quel punto Alessandra lasciò andare il cazzo e si alzò, slacciandosi il reggiseno, mettendo in mostra due capezzoli durissimi, e togliendo le mutandine fradice. Si distese sul letto, a gambe aperte, passandosi la lingua sul labbro superiore, come a voler invitare il fidanzato. Antonio si strappò via la camicia e si lanciò tra le gambe di Alessandra, leccandola partendo dall’interno coscia per arrivare sino al clitoride turgido, succhiandolo piano “Ah, amore… oddio…” Alessandra poggiò una mano sulla testa del fidanzato, chiudendo gli occhi, tremando e contorcendosi man mano che Antonio le torturava sempre di più il clitoride. Sento di essere vicina all’orgasmo, spinse leggermente via la testa del fidanzato che capì subito. Puntò il cazzo verso la figa fradicia della ragazza e spinse delicatamente tutta la cappella dentro per poi, con un colpo secco, affondare fino in fondo. Alessandra rimase col respiro mozzo, a bocca aperta “oh… amo… continua.…” Antonio non se lo fece ripetere e cominciò un dentro-fuori fin quasi ad uscire completamente, per poi affondare fino in fondo nella figa di Alessandra. Con le mani cominciò a stringerle le tette mentre il ritmo della scopata aumentava sempre di più “ah…amore… oddio, sì, sì! Continua, sfondami, ti prego, sfondami!” Antonio si chinò su Alessandra, la strinse forte mentre lei stringeva la schiena del ragazzo con le braccia e le gambe, e le infilò la lingua in bocca cominciando a squassarla a colpi di cazzo. “mh…ah…” intrappolata nel bacio, la ragazza non poteva urlare tutto il proprio piacere. Sentendo arrivare l’orgasmo, si liberò dalla lingua di Antonio “Amore da dietro, prendimi da dietro!” il ragazzo si staccò e Alessandra si girò, appoggiando le tette al letto e alzando il sedere per poi allargare la figa con le mani. Quella posizione eccitò ancora di più Antonio che cominciò a martellarla sempre più forte, le urla di piacere della fidanzata soffocate dal cuscino “mh…amore…ah… santo dio, continua, non ti fermare! Ti prego, continua!” Antonio le si chinò su lei senza smettere di sfondarla e la strinse, cominciando a morderle il collo. Alessandra amava essere dominata a letto, mentre si mostrava sempre forte nella vita di tutti i giorni. Andarono avanti così per venti minuti, con la ragazza che quasi non capiva più niente per il piacere mentre Antonio, instancabile, continuava a uscire e rientrare. Poi si fermò e Alessandra capì: si alzò dal letto, fece stendere il ragazzo e si impalò lentamente sul suo cazzo per poi cominciare una cavalcata urlando tutto il suo piacere “Aaaaaah amore, amore, aaaaah, oddio che cazzo, vengo, vengo! Ti amo!” Fu colta da un orgasmo fragoroso, contorcendosi sul attorno al cazzo di Antonio “amore ti amo… sto per venire anche io…” Alessandra si sfilò rapidamente e afferrò con le labbra il cazzo di Antonio in tempo per sentire il primo fiotto di sborra calda colpirle il palato, seguito da altri due, tre quattro schizzi. Alessandra ingoiò tutto, mentre Antonio respirava lentamente, spossato dalla scopata. Dopo un ultimo bacio alla cappella, Alessandra si stese accanto al ragazzo, sfiorandogli le labbra “adesso dai, dobbiamo ricominciare a studiare!”

Note finali:

Mio primo racconto. Spero vi possa regalare momenti di piacere e relax.

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