Calda serata di ferragosto




Era ferragosto, una caldissima serata. Io e pochi amici eravamo rimasti a fare after per tutta la notte. Eravamo tutti troppo brilli per guidare, l’alcool mi aveva reso più smaniosa del solito e il caldo incrementava la mia voglia. Avevamo parcheggiato le due macchine una di fianco all’altra la maggior parte dei ragazzi stavano a chiacchierando in una macchina. Allora io e il mio ragazzo ci siamo isolati un po’coperti dalle due auto di siamo seduti tranquillamente su un marciapiede coperti dal buio.
Abbiamo iniziato a baciarci, inizialmente senza altri fini, poi sentivo sempre più il desiderio crescere, infischiandomene della presenza degli altri a qualche metro più in la, ho iniziato a toccargli il pacco, era già duro, lui ricambiando inizio a toccarmi il culo, indossavo una gonna larga a vita alta e alzarla non era un problema e non lasciava intravedere i movimenti che avvenivano sotto, dal culo spostò la mano sulla mia vagina, ero già tutta bagnata sotto le leggere mutandine nere che indossavo, pronta per essere penetrata, infilò le dita spostando le mutande con decisione facendomi ansimare. Dopo movimenti lunghi e piacevoli, iniziò a massaggiarmi il clitoride,presa dal momento di passione, mi spostai sopra di lui, strusciandomi con le mutandine tutte bagnate sul suo membro meravigliosamente eccitato, mentre lui prima mi toccava il seno con desiderio e poi, si spostava sul culo, allargando le chiappe. Decisi che volevo osare di più, gli abbassai i jeans e lo tirai fuori dalle sue mutande, strusciandolo ancora su di me. A quel punto cogliendomi di sorpresa, me lo infilò dentro con poche cerimonie e facendomi sobbalzare, il fatto che potessero vederci rendeva tutto molto più eccitante, dopo qualche movimento, ci fermammo, un’ auto dei carabinieri stava passando a fare dei controlli ed imbarazzati tornammo alla realtà, ma eravamo ancora pireni di voglia e decisi a continuare.
Una volta andati via i carabinieri e accertato che c’erano ragazzi sobri che guidavano per noi, se ne andarono.
Decidemmo di allontanarci ancora un po’ dagli altri, restammo nello stesso parcheggio, ma ci nascondemmo in un angolo spostando la macchina in modo da essere completamente coperti.
Allora mentre mi sdraiavo lì, su un’altro marciapiede, mi alzò la gonna e iniziò a leccarmela con foga e desiderio, come non ci fosse un domani, tentammo di essere il più silenziosi possibile, i suoi movimenti circolatori sul mio clitoride mentre mi infilava due dita dentro, mi fecero venire, un orgasmo stupendo, intenso, di quelli che sembrano non finire più, era stato così bello che non potevo non ricambiare il favore, mettendoglielo in bocca, me lo sentivo in gola, la cosa mi faceva eccitare ancora di più, muovendomi con decisione su e giù lo sentivo mugugnare e ansimare di piacere, sentivo che stava venendo il suo piacere incrementava il mio, ingoiando tutto il dolce sperma che mi finiva in gola, sentivo che non ero sazia. Allora ci spostammo in macchina e mi misi sopra di lui, me lo mise dentro e iniziamo a scopare come animali, come se non lo facessimo da mesi, venendo entrambi cercando di trattenere le urla di piacere. Tutto era stato reso più piacevole del rischio del pericolo, da quella sensazione impagabile.
Una volta terminata la nostra performance, esserci riposati e sistemati, tornammo dagli altri girando l’angolo come nulla fisse successo, forse davvero non si erano accorti di nulla o forse semplicemente tennero per se quello che avevano sentito, noi comunque eravamo più che soddisfatti di quella serata molto movimentata.

Questo racconto di Chiara P.
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