Balda e poderosa traccia by Idraulico1999 [Erotico]




E’ veramente con grande dedizione e con considerevole entusiasmo che mi muovo e mi sposto per le stanze della mia nuova casa alla periferia di Vercelli, immersa nel verde, tutta rivestita di sassi con gl’interni accoglienti però alquanto agresti e rustici, poiché è con un grande fervore e con un indiscusso slancio che ci vivo, essendo effettivamente diventata autonoma e libera con i miei gatti e con un bel pappagallo che mi fanno soavemente compagnia.

E’ una serata di fine marzo, piovosa e a tratti serena, in quanto la mia pelle viene scossa da irriconoscibili brividi, notevolmente apprezzati e graditi alla vista accorta e astuta di Piero. Lui è alto, giovane e atletico con gli occhi chiari e con le sopracciglia delicate, i capelli a spazzola, le labbra da bambino e quelle mani di velluto abbinate a un sorriso conturbante e impressionante. Piero è il geometra e anche l’imprenditore della mia nuova casa, dal momento che è arrivato con la sua jeep color verde scuro tutta coperta di fanghiglia. E’ giunto infatti per consegnarmi il progetto con gli ultimi ritocchi che avevamo stabilito assieme, e mentre srotolava sotto i miei occhi allegri il foglio accartocciato in un tubo di plastica rossa, proprio in quel momento io mi sono sciolta annullandomi irrevocabilmente senza remore.

Io sentivo distintamente la sua voce lontana e mentre in seguito pacatamente lui spiegava i suoi piani, bonariamente io mi soffermai in quel momento su quel particolare aspetto aggraziato e attraente delle sue sostanziose labbra, giacché volli imbrattarmi e sporcarmi della loro totale sensualità incombente. Io allontanai le sue mani dal progetto e gliele collocai volontariamente sul mio seno nel momento in cui rimasi a guardarlo squadrandolo in completo silenzio, perché la sua aria assorta e disorientata mi diede l’appropriata e la perfetta carica, tuttavia lui non impiegò molto per comprendere e per considerare mettendo in ultimo in moto le mie capricciose e libidinose intenzioni. Fu sennonché un estremo atto di godimento, un cospicuo e un azzeccato movimento personale e insolito di pura ebbrezza, un’esaltazione, un innalzamento totale dei sensi sul cofano della sua jeep, in quanto ci ritrovammo catapultati insieme in una marea e in un visibilio indiscreto e insistente di passione, giacché il suo cazzo era diventato compatto e resistente come il ferro battuto, carnoso, grosso, sincero e soprattutto indiscutibilmente e indubbiamente esperto.

Lui era dentro di me, visto che in quel potere di spinte burrascose e di urti convulsi, io mi lasciavo placidamente innaffiare e interamente inzuppare da quella rugiada della sera, in conclusione facendomi cospargere completamente dal suo sperma denso e aromatizzato sulla mia pelosissima fica rossiccia, così proprio come adorava lui e dai suoi saporiti baci. Era davvero adorabile e deliziosa quella bocca sui miei seni animosi, sul mio collo delicato, dato che mi facevano male, giacché i morsi dell’amore erano un’imprecisabile e un’indeterminabile diversità con tutto il contorno del momento, la poesia dell’atto consumato, per il fatto che in un istante era esattamente come vivere un autentico delirio e una follia interiore senza eguali, così come piacerebbe a ogni tipo di donna, suppongo.

In questo modo, senza pensarci attentamente su più di tanto, io consacrai, inaugurai e al termine intitolai la mia nuova casa nominandola con dei diversificati e dei vigorosi orgasmi mai provati prima d’allora nella mia vita, e che ci crediate oppure no, le correzioni e le modifiche della casa io volli addirittura intenzionalmente pagarle, anche se successivamente lui stracciò lucidamente quell’assegno gettandolo via, visto che non volle saperne in alcun modo, eppure per sei mesi come congrua ricompensa e per un adeguato riconoscimento da parte mia naturalmente, lui mi volle scopare con osservanza e con particolare soddisfazione non dico ogni santo giorno, ma per tre volte nell’arco d’una settimana.

Il nostro rapporto alla fine si concluse però accidentalmente e inaspettatamente, senza peraltro nessuna confidenza né intimità alcuna da parte di entrambi, visto che rimasero testimoni soltanto i nostri corpi e le nostre bocche, i segni delle nostre mani e il simbolo onesto e puro del nostro ardente e passionale contatto.

Ancora oggi però, devo francamente ammettere e confidare con piena onestà e trasparenza, che è stato un autentico e uno spontaneo assillo, un vero incubo, un pensiero opprimente e spasmodico, eppure tanto eccitante, esaltante e inebriante, da lasciare ancora in me cementata e incollata pienamente addosso tutta la sua energia e tutta la sua atavica, istintiva e viscerale grinta.

{Idraulico anno 1999}

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