Bagno turco




Scritto da sottomarino,
il 2015-11-08,
genere orge

Fatto realmente accaduto.
Ero in un viaggio di lavoro in compagnia di mia moglie che all’epoca era veramente ben fatta, d’altra parte faceva anche la modella a tempo perso (ora sono passati diversi anni e ancora se la cava).
Eravamo ospitati insieme ad un centinaio di colleghi in un villaggio turistico in Turchia preso in esclusiva per noi dove sarebbero state presentate le nuove strategie aziendali.
Nei momenti di relax potevamo stare sulla spiaggia al mare o usufruire delle strutture del villaggio.
Già sulla spiaggia mia moglie attirava gli sguardi allupati degli uomini soli sfoggiando un bikini minimal che metteva in evidenza i suoi pezzi migliori: un seno favoloso e un culo bellissimo.
Un giorno su suggerimento di alcuni colleghi ci recammo al bagno turco, dato che eravamo in turchia non potevamo esimerci, no?
Naturalmente essendo nel paese d’origine le cose erano fatte come tradizione comanda.
Infatti dovevamo entrare completamente nudi coperti solo da un leggero telo che ci veniva fornito dalla struttura.
L’ambiente era molto grande, una stanza di circa 50 mq di forma ottagonale con al centro un grande piano di marmo sul quale ci si poteva distendere per godere del contatto caldissimo con la pelle.
Altre panche erano ai lati della stanza per lo stesso utilizzo.
All’ingresso un’ondata di vapore caldissimo ci avvolse. Non eravamo mai stati in un bagno turco e non sapevamo esattamente cosa ci aspettava.
Pian piano ci abituammo al calore e potemmo notare che nella stanza c’erano circa dieci persone, tutti colleghi miei e il grande capo dell’azienda con la sua inseparabile segretaria.
Uno di loro ci spiego come si doveva fare, indicandoci delle cannelline e delle vaschette con le quali si doveva raffreddare un po’ il piano di marmo prima di distendersi.
Così facemmo e dopo pochi minuti la nostra pelle era ricoperta di goccioline di sudore e di vapore e il telo di cotone era diventato completamente trasparente e attaccato al corpo di mia moglie lasciando trasparire le sue bellissime grazie. Si vedevano chiaramente i capezzoli e il triangolino di peli della sua fica. E come li vedevo io…li vedevano tutti.
Lei era molto imbarazzata ma a me piaceva vederla così.
Poi successe una cosa inaspettata. Ogni tanto entrava un inserviente turco che prendeva a turno uno di noi, lo metteva al centro della stanza e lo lavava con un guanto di crine e con essenze profumate.
Uomo o donna che fosse quell’energumeno strusciava energicamente in ogni parte del corpo e lo faceva con naturalezza, apparentemente senza morbosità, forse abituato a massaggiare chissà quanti corpi ogni giorno.
Mia moglie mi guardò e mi disse che non si sarebbe fatta massaggiare da quello lì, non se ne parlava nemmeno.
Io le sorrisi annuendo perché avevo capito che sarebbe stato difficile sfuggirgli anche per problemi di lingua.
Infatti dopo poco le si avvicina la prende per un braccio e nonostante le sue leggere resistenze la mette al centro della stanza.
Io sono pronto a godermi lo spettacolo e anche gli altri avventori…
Il turco inizia il suo lavoro, partendo dalle braccia e le spalle, poi le apre il telo e scende sulla schiena arrivando fino al culo sfregandolo bene, poi il guanto si prende cura dei suoi seni e lì mi sembra di vedere che indugi un po’ di più, le sue tette sobbalzano sotto quei massaggi energici e si arrossano velocemente.
Vedo i capezzoli che sono schiacciati dal crine, mentre lei mi guarda come per cercare aiuto (ma non ci penso nemmeno ad aiutarla).
Lo spettacolo mi sta eccitando e il cazzo mi sta diventando duro sotto il telo ma vedo anche altri asciugamani si stanno sollevando.
Orami è praticamente nuda davanti a tutti, cerca di coprirsi con le mani ma il suo atteggiamento pudico mi eccita ancora di più, il turco le massaggia le cosce indugiando al loro interno, ma noto anche che la sua tensione iniziale sta lasciando spazio ad uno sguardo più lascivo. Capisco che si sta eccitando lasciandosi andare fra le mani robuste del turco. Infatti non le risparmia neanche la fica e, anzi, si trattiene, sempre con il guanto proprio fra le gambe che pian piano si allargano lasciando fare la sua mano ricoperta dal guanto al suo interno.
Io non resisto più e mi avvicino a lei con la scusa di aiutare l’inserviente a lavarla e inizio ad accarezzarla. Naturalmente lei mi lascia fare, ma subito dopo si alza anche il grande capo che si avvicina a noi e la guarda in modo strano.
Lei mi guarda e io le faccio un cenno come dire “tutto a posto”.
Il capo con il suo modo un po’ arrogante, senza preoccuparsi di chiedere il permesso, allunga una mano sul suo bel culo morbido.
Mia moglie inizialmente pensa che la mano sia mia e non dice nulla, poi le carezze si fanno sempre più insistenti e lei allora si rende conto di chi sono quelle mani e ha un moto di ribellione.
Lui la ferma e mi guarda come per dire “dille di lasciarmi fare!”
Il bello è che tutto questo è successo senza dire una parola, ma la fermezza del suo sguardo da capo io la conoscevo bene e sapevo che se si mette in testa una cosa non si ferma davanti a nulla e in più da quella situazione potevo ricavarne anche qualche vantaggio!
Intanto il turco si era un po’ ritirato, forse era abituato anche a vedere scene del genere.
Mi misi davanti a mia moglie e lascia scivolare giù il mio asciugamano, l’abbracciai e la bacia profondamente e anche un po’ sfacciatamente, facendo in modo che tutti potessero vedere la mia lingua che si incuneava nelle sue labbra.
Il capo si avvicinò dietro e le appoggiò il cazzo duro fra le chiappe.
Lei non poteva ribellarsi dato che era stretta fra le mie braccia. Sentiva due uccelli che la spingevano avanti e dietro e un po’ il gran calore, un po’ l’eccitazione, mollò la presa e si lasciò fare.
Io allentai il mio abbraccio e le mani del capo si appropriarono del suo seno. La sentivo gemere e mi piaceva da morire.
Mi guardò come per dirmi ”ma cosa mi stai facendo fare?” ma ormai era andata.
Il capo allora chiamò la sua segretaria che, manco a dirlo, era una gran fica, che appena vide il cenno scattò come una molla e si portò in prossimità del suo cazzo. Si chinò e lo ingoiò come se fosse la cosa più normale del mondo.
Mia moglie teneva gli occhi chiusi e non capiva più quali e quante mani la stavano massaggiando, capiva solo di essere diventata improvvisamente arrapata e vogliosa di carezze.
In altro le si era avvicinato e le prese una mano e se la mise sull’uccello duro.
Ormai la situazione era fuori controllo, al punto che anche il turco si abbassò i pantaloni della tunica e tirò fuori un cazzo mostruoso soprattutto era grosso e scuro.
Io sinceramente non mi aspettavo di arrivare a quel punto ma non potevo più tornare indietro.
A quel punto il capo prese mia moglie e l’accompagnò sul tavolone di marmo al centro della stanza, la distese e iniziò a leccarle la fica, mentre gli altri la palpavano.
A quel punto anch’io volevo partecipare e le misi il mio cazzo sulle sue belle labbra socchiuse.
La segretaria si avvicinò e si prodigò in un meraviglioso pompino a due bocche (non avevo mai provato!), ogni tanto la sua lingua incrociava quella di mia moglie che non disdegnava affatto.
Intanto il capo aveva iniziato a scopare mia moglie…io allora presi la segretaria e a mia volta l’appoggia sul tavolo e la presi da dietro, il turco ficcò il suo cazzone nella gola della segretaria e altri cazzi approfittarono della bocca di mia moglie.
Poi il capo, che guidava la situazione, fece salire la segretaria sul tavolo mettendola sopra mia moglie con la sua fica sulla faccia e viceversa. La segretaria, si vede che era abituata a queste situazioni, si mise subito a leccare la passera gocciolante di mia moglie che godeva come una matta e a sua volta con timidezza si mise a fare altrettanto …
Il turco allora si portò dietro la segretaria e lentamente le violò il buco del culo, mentre il capo si godeva la fica di mia moglie alternando la bocca dell’altra.
La situazione era arrivata al limite e il turco scaricò la sua sborra calda in quel culo accogliente, altrettanto fece il capo schizzando il suo sperma in gola alla segretaria e si riempi come una bignè, allora glia altri, io compreso prendemmo i posti rimasti liberi e in pochi minuti mia moglie si trovò piena di sperma in bocca e in fica, e una cascata di seme le ricopriva la faccia e i seni.
La segretaria le si avvicinò di nuovo e si scambiarono un bacio saffico mescolando sperma e saliva.
Lentamente la tesione si allentò e tutti si prodigarono in un fragoroso applauso alle due troie.
Andammo a fare la doccia… ma da quel giorno il nostro rapporto non è più lo stesso

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