Bagno pubblico by R-Ron [Vietato ai minori]




Questa storia risale a qualche anno fa, precisamente quando avevo 25 anni.
Talvolta quando entro in un bagno pubblico semideserto, mi torna tutto in mente anche se nulla di simile è più successo….. purtroppo.

In piena estate, visto il caldo e l’esigenza di star comodo, sono solito usare costumi da bagno fatti a pantaloncino sotto cui indosso comunque boxer attillati e semplici magliette smanicate.
Quel giorno ero in viaggio anche se non ricordo più per quale motivo, ma erano diverse ore che guidavo quando decisi di fare una sosta.

Il bisogno di andare in bagno è impellente, ma quando vedo il bancone quasi deserto e nessuna coda alla cassa, decido di prendere prima un caffè.
Dopo aver ordinato, mi posiziono al bancone in attesa di essere servio e vista la stanchezza mi appoggio ad esso.
Rilassando la schiena devo aver sporto il culo in maniera forse troppo accentuata, non so.
Sta di fatto che sento uno sguardo fisso su di me.

Non mi reputo un bellissimo ragazzo, ne tantomeno un cesso però.
Di una cosa ne sono certo. Ho sempre ricevuto molti apprezzamenti per il mio culo e chi l’ha visto e usato, mi ha anche lodato per l’attrezzo che ho tra le gambe.
I lavori manuali che faccio mi hanno sempre portato ad avere un fisico abbastanza muscoloso ma la pancia da birra non sono mai riuscito a toglierla.

Tornando ora al racconto però, dopo aver bevuto il caffè, un forte sbadiglio mi esce spontaneo e stirandomi ancora una volta contro il bancone, mi volto verso questo sguardo che continuo a sentire fisso su di me.

Un uomo, 35 – 40 anni massimo è seduto ad un tavolino e anche dopo averlo notato non smette di fissarmi. È uno come tanti, ne grasso, ne magro, in camicia a maniche corte e jeans mi fissa anche quando mi dirigo verso i bagni.
Appena apro la porta è come se il rubinetto interno si fosse aperto e quasi correndo, supero i lavandini, svolto sulla destra ed al fondo di una serie interminabile di cabine wc trovo gli urinatoi.
Con il costume è semplice la manovra ed abbassando contemporaneamente pantaloncini e boxer sul davanti, estraggo il cazzo e le palle in un colpo solo.
Un forte getto inizia a uscire quasi dolorosamente svuotando la vescica ormai piena.
Mano a mano che il getto diminuisce, provo sempre maggior piacere. Quasi chiudo gli occhi per godermi l’attimo e dopo gli ultimi spruzzi li riapro per scrollare il membro che per la intensa spruzzata si è leggermente ingrossato.
Passano pochi istanti in cui mi sto rilassando attendendo se esce ancora qualche goccia quando noto una presenza alla mia destra.
Deve essere entrato senza nemmeno farsi sentire ed ora mi trovo l’uomo che prima mi fissava, intento a farla nell’urinatoio affianco al mio.
Quando però mi giro a guardarlo meglio, penso di essere diventato rosso come un peperone constatando che i suoi occhi sono fissi sul mio cazzo e tra le mani tiene il suo arnese duro e già scappellato.
– Ciao, scusami ma non ho saputo resistere. Sei da solo? – domanda sorridente
Si volta verso di me tenendo il cazzo duro in mano e incurante del fatto che in qualunque istante potrebbe entrare qualcun’altro nei bagni, si avvicina.
– Ciao. Si. – sono le uniche parole che riesco a dire senza sapere come comportarmi.
– Posso ? – domanda
Senza attendere risposta però, mi sposta delicatamente la mano dal cazzo per poterla sostituire con la sua che avvolge con sicurezza l’asta e le palle in una presa avvolgente, quasi per poterne sentire meglio la consistenza.
– Deve essere uno spettacolo quando è duro – afferma sorridente.
La porta dei bagni si apre rumorosamente e mentre io non so più cosa dire, posa un dito sulle mie labbra dicendo di stare in silenzio, aumenta quindi la stretta alla base del mio cazzo e quasi mi trascina di forza nel primo cesso libero.
Non molla la presa un secondo, nemmeno mentre sto chiudendo a chiave la porta ed appena mi volto verso di lui, sorridendomi, con la mano ancora libera in un sol gesto mi fa cadere alle caviglie pantaloncini e boxer.
Il mio cazzo, in mezzo a tutta questa novità e frenesia del momento, si è alzato duro e pulsante tra di noi.
I passi del nuovo avventore rimbombano nel locale mentre lo sentiamo raggiungere gli urinatoi.
Lo scrocio inconfondibile che segue, conferma che sta urinando mentre l’uomo di fronte a me, dopo un ennesimo sorriso, sposta la mano sulla mia asta iniziando un lento e stritolante su e giù che non fa altro se non aumentare la mia eccitazione.
Sentiamo l’avventore concludere, i passi tornano a rimbombare nel locale ed appena l’acqua del lavabo inizia a sgorgare rumorosamente, la mano libera del mio uomo, prima prende la mia per portarla ad impugnare il suo cazzo e dopo si sposta sul mio culo per palparlo con forza.
Quando i passi si dirigono verso l’uscita e la porta si richiude rumorosamente, mentre ormai ho iniziato a segarlo lentamente, la sua mano inizia invece ad essere frenetica sulla mia asta. Le sue dita iniziano a passare lungo il solco del mio culo fino a trovare il buchino posteriore e mentre lo forza con l’indice, la sua voce mi manda il cervello in tilt.
– Sei una puttanella –
A questo punto la mia mano inizia a segarlo con forza mentre quella sul mio culo si sposta lungo tutto il corpo, alza la maglietta, strizza i capezzoli, mi passa piu volte sulla bocca, tra le labbra e tornando verso il basso raggiunge le palle.
Dopo due strizzate energiche però, inizio a contorcermi, apro la bocca in cerca di aria e mentre la sua mano non smette un secondo di segarmi, la mia si stacca da lui.
Con entrambe le mani cerco la parete dietro di me e quando la trovo, mi ci appoggio, chiudo gli occhi, li stringo come stringo i muscoli dell’addome, mi piego leggermente in avanti e con voce rotta dall’eccitazione accenno sottovoce che sto per venire.

Ridacchia e posizionando la mano libera sulla mia cappella, come fosse un cucchiaio, sega ancora più forte.

Vengo come una fontana, le gambe cedono e per reggermi devo aggrapparmi a lui che non smette un attimo di masturbarmi.
Mi sega fino a quando non ho finito di spruzzare e poi, stoppandosi di colpo, si allontana, mi alza il volto in modo che lo veda bene, porta la mano carica di seme di fronte la bocca e tirando fuori la lingua, lecca tutto e ingoia.
Mentre riprendo fiato lo vedo prendere un fazzoletto di stoffa ancora pulito e piegato dalla tasca dei suoi pantaloni. Senza nemmeno aprirlo, mi pulisce con cura il cazzo, ci sputa sopra più volte, quasi a farci un breve bidet e dopo un’ultima ripulita, me lo porge.
– Ora tocca a te – afferma prima di portarmi nuovamente la mano libera sul suo cazzo.
Quando la mia mano torna a fare su e giù lungo il suo cazzo, sembro quasi lieto, come forma di ringraziamento per quello che mi ha appena fatto provare e quando le sue mani tornano a palparmi ovunque, quasi mi piace ed eccita nuovamente.
– Vengo – afferma iniziando a tremare.
Non sapendo cosa fare apro il fazzoletto con la mano libera e posizionato sulla sua cappella, sego più forte fino a quando gli schizzi non iniziano a riempirlo.
– Ahhh ora sto meglio – afferma staccandomi dal suo cazzo appena terminato di spruzzare.
Prende il fazzoletto dalle mie mani e dopo essersi pulito sputando anche sul suo cazzo, lo appallottola e me lo rende.
Sorride mentre mi guarda stringere nella mano il suo fazzoletto carico di sperma e poi, estraendo un bigliettino dalla tasca della camicia mi stringe un’ultima volta il cazzo.
– Questo è il mio numero, ogni tanto mi vedo con amici e ci piacciono i ragazzi come te – afferma consegnandomelo.
Sorrido mentre lui si sistema e quando richiudendo la zip dei pantaloni esce senza nemmeno salutarmi, rimango imbambolato riordinando le idee.

Passano diversi minuti prima che mi sistemi la maglietta e dopo aver rialzato boxer e pantaloncini, con il cazzo nuovamente duro, infilo in tasca il fazzoletto sporco ed il bigliettino.
Esco senza nemmeno lavarmi le mani ed entrato in auto la prima cosa che faccio è portarmi le mani al naso per inebriarmi del suo odore e poi alla bocca per leccarle.
Estraggo il fazzoletto, lo apro e lecco anche quello.

Non l’ho mai chiamato quel numero, eppure mi eccito quando entro in un bagno pubblico semideserto.
Chissà cosa mi avrebbero fatto…
Forse molto più di oggi e forse mi sarebbe anche piaciuto…
Chissà…

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