Amore e sesso [Zia e Nipote] by MartaP [Vietato ai minori]




Amore e sesso [Zia e Nipote] di MartaP New!

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Carlo era un ragazzo intrigante di appena 21 anni. Dopo un’esperienza all’estero per consolidare il suo inglese aveva deciso di prendere ingegneria all’università. Come molti giovani si vide costretto ad emigrare e una volta fatta la valigia e salutato i genitori, aveva preso il primo treno per Roma dove avrebbe frequentato la facoltà da lui scelta. Per sua fortuna, non avrebbe dovuto affrontare grandi spese e invece di condividere un appartamento con altri studenti universitari, sarebbe stato ospitato da sua zia Giovanna, la sorella di sua madre, la quale aveva divorziato da pochi anni e si era ritrovata da sola a fronteggiare le bollette e il mantenimento di quell’appartamento al centro di Roma, nonostante ci vivesse da sola. Giovanna faceva la segretaria per un commercialista, un lavoro che le permetteva a malapena di mantenersi, così alla notizia che il suo preferito nonché unico nipote doveva trasferirsi in città, afferrò l’occasione al volo e lo invitò per ospitarlo. Carlo era un ragazzo di piacevole compagnia e molto maturo per la sua età, Giovanna gli voleva un bene quasi materno. Carlo fu altrettanto felice di essere ospitato da sua zia. Giovanna era più giovane di sua madre e nonostante entrambe fossero due belle donne, lei aveva qualcosa in più. Sua zia aveva 44 anni e la pelle del viso li mostrava ma con eleganza. Il corpo era leggermente sovrappeso considerando la sua statura, ma si faceva perdonare con la formosità di quelle curve da urlo che Giovanna non esitava a sfoggiare. Un lato B degno di nota e un seno abbondante. Due montagne di carne si erigevano dal suo petto. Carlo sognava di toccarle, annusarle, leccarle e infilarci la testa in mezzo fin da quando per la prima volta si accorse dello strano effetto che quei pensieri facevano al suo apparato riproduttivo. Nessuno di loro due sapeva che cosa sarebbe successo in quei mesi di convivenza, nessuno di loro avrebbe anche lontanamente immaginato fino a che punto il loro vivere insieme avrebbe completamente sconvolto le loro vite.
Passavano inevitabilmente molto tempo insieme, bene o male ogni sera cenavano insieme e nei week-end Giovanna non lavorava, per questo spesso uscivano. Carlo dava ripetizioni a ragazzini delle medie o delle superiori e con quei soldi spesso offriva cene e spettacoli teatrali in sofisticati posti romani con la scusa di volersi sdebitare con la zia per l’ospitalità, in realtà quelle galanterie erano timidi tentativi di seduzione. I due passavano ore e ore a parlare dei più svariati argomenti. Giovanna aveva raccontato a Carlo per filo e per segno di come il suo ex marito l’avesse tradita con una cameriera cecoslovacca di 18 anni. Il porco se la scopava tutti i martedì e giovedì quando Giovanna lavorava fino alle 19 in ufficio. Marco, l’ex marito, era stato anche tanto stupido da documentare il tutto con decine e decini di selfie che conservava gelosamente sullo smartphone e con le quali probabilmente si vantava con gli amici. Alcune di quelle foto erano anche sul pc a casa di Giovanna. Probabilmente lei non se n’era nemmeno mai accorta, ma Carlo sì. Un pomeriggio dopo aver finito di studiare un noioso paragrafo di un libro, Carlo aveva pensato di curiosare su quel pc portatile. In una cartella invisibile, ben nascosta tra i giochi preinstallati di windows aveva trovato decine di autoscatti ritraenti il suo ex zio e una giovane ragazza dai tratti tipici dell’est Europa. Le foto li ritraevano proprio nella loro camera matrimoniale. Vari selfie di quell’imbecille che si fotografa sorridente mentre la biondina era intenta in un pompino, altre ancora dove questa volta era la ragazza che sorridendo alla telecamera impugnava il pene del fotografo ed alcune persino dove lei era ricoperta di sperma in vari punti. Carlo per paura che sua zia potesse trovarle e starci ancora più male, le eliminò immediatamente. Di certo se lui avesse avuto l’opportunità di stare con una come zia Giovanna, non l’avrebbe mai tradita o almeno non di certo per una sciacquetta di quel genere. Carlo invece raccontò tutte le esperienze all’estero. Era stato due anni in Svezia dopo il diploma. Si era avventurato con pochi soldi in tasca e con la speranza di trovare un lavoro come sostentamento economico. Mentre raccontava quelle vicende, Giovanna non poteva fare a meno di notare quanto suo nipote fosse maturato e ora lì davanti a lei, sembrava veramente un uomo. Carlo quasi inconsapevolmente tentava di sedurre sua zia e a sua volta lei veniva condotta piano piano sempre più vicina a sua nipote. Il ragazzo sapeva che a sua zia piacevano molto le rose blu, così un giorno ne prese un mazzo. Giovanna ne fu molto contenta e per la prima volta le balenò un sospetto nella mente, ma lo eclissò velocemente, non poteva di certo essere che suo nipote si stesse interessando a lei, era solo un gesto carino, pensò.
Era da quando aveva lasciato suo marito che Giovanna non vedeva un cazzo, letteralmente. La mancanza del sesso, fino a poco prima così presente nella sua vita la stava facendo uscire di testa, ne aveva una voglia folle. Cominciava a guardare Carlo con occhi diversi, del resto si era accorta che lui già la guardava con quegli occhi famelici. Per quanto scaltro potesse essere, rimaneva pur sempre un ragazzo e si vedeva quando un uomo era interessato ad una donna anzi, quasi gli si poteva leggere nel pensiero in certi momenti. Carlo pensava a sua zia quasi sempre mentre si masturbava e lei lo supponeva tra sé e sé, ma il ragazzo non avrebbe mai immaginato che anche sua zia potesse riservargli lo stesso trattamento. D’altronde era giovane, bello e intelligente. Un fisico longilineo proprio come piaceva a Giovanna e due occhi marroni dallo sguardo magnetico e penetrante che sembravano entrarle nell’anima quando la guardavano. Il desiderio che quell’aitante giovane entrasse anche in altri buchi, cresceva sempre di più per Giovanna. A distanza di quattro mesi dall’inizio della convivenza, ciò avvenne.

Era sabato sera di un dicembre molto piovoso. Quella sera stava venendo giù un acquazzone, nipote e zia stavano rientrando in casa dopo una serata a teatro. Mentre Carlo teneva l’ombrello per ripararsi dalla pioggia, Giovanna cercava le chiavi dalla borsa. Per non bagnarsi i due erano a stretto contatto fisico, tanto che Carlo riusciva a sentire il profumo intenso della zia. Una volta entrati in casa erano comunque zuppi, fortunatamente la casa era ben riscaldati ed entrambi si levarono i loro indumenti bagnati.
“Apriamo lo spumante che ha portato tua madre il mese scorso? Così lo assaggiamo!” Chiese Giovanna mentre si dirigeva in cucina. Carlo acconsentì e dopo essersi cambiato si precipitò dalla zia attraversando il breve corridoio che separava le due stanze.
“Brindiamo alla bella serata?” Propose Carlo.
“Ad altre cento come questa, allora!”
I due bicchieri si scontrarono e i due si scambiarono un’occhiata maliziosa a cui Carlo per poco non ci rimase secco. Quella sera sua zia gli sembrava ancora più bella. Brindarono ancora una volta, poi altre due, poi tre, fino a finire tutta la bottiglia. Forse entrambi erano un po’ ubriachi, forse era destino o forse chimica ma lentamente, tra le risate e le chiacchiere i due si avvicinarono talmente tanto da essere ad un palmo di distanza. Gli occhi di Carlo direttamente in quelli di Giovanna e viceversa, sembravano perdersi e mescolarsi in un vortice di emozioni incredibile. Entrambe le loro menti erano vuote come la bottiglia appena bevuta e una strana carica elettromagnetica avvicinò le loro labbra. Chiusero gli occhi e si baciarono intensamente, senza muoversi, per un momento che sembrò durare un eternità. I corpi si strinsero, si avvinghiarono l’uno all’altro. Carlo che era più alto di sua zia, l’avvolse in forte abbraccio mentre passò le sue braccia intorno al collo del nuovo amante. I seni prosperosi di Giovanna toccarono l’alto addome di Carlo, questo destò il cazzo del giovane che cominciò a premere prepotentemente sul ventre di Giovanna la quale sorrise durante il bacio. Si spogliarono di fretta e furia, quel momento lo aspettavano da troppo tempo. Giovanna venne aiutata dal nipote per salire sul piano cottura accanto ai fornelli con un leggero salto. Caddero alcune stoviglie facendo un gran baccano, ma in quel momento nemmeno ci fecero conto. Entrambi senza mutande, nudi in quella cucina, scoparono come se fosse la prima volta nella loro. Le loro labbra non smettevano mai di baciare, che incontrassero le labbra del partner o qualsiasi altra parte del corpo non faceva alcuna differenza. La figa di Giovanna era leggermente ristretta, segno che non aveva rapporti da un po’ di tempo, ma nessuno dei due aveva la lucidità per formulare pensieri troppo articolati. Carlo sentiva un gran calore e pensava solo a impalare la sua dolce zietta in quel momento con colpi leggermente scoordinati ma potenti. Infilò le mani ovunque e lei si fece esplorare tutto il corpo senza esitazione. Il ragazzo strappò via letteralmente il reggiseno per scoprire quei fantastici seni. Si soffermò per un istante ad ammirarli, stupefatto, come in contemplazione. Giovanna se ne accorse e si fece scappare un sorriso che ammaliò ancora di più il giovane Carlo, poi, afferrò la testa del ragazzo e l’accompagnò nello spacco tra quelle due magnifiche montagne di carne. Carlo finalmente come aveva sempre sognate, le stava baciando e leccando. Quelle tette esalavano un profumo sublime che destava un calore immenso. La pelle era liscia e morbida, veramente magnifica. Giovanna ebbe più di un orgasmo e i liquidi espulsi dalla vagina si mischiavano al sudore dei due amanti e all’acqua della pioggia che ancora non si erano completamente asciugati. Era da anni che Giovanna non veniva scopata con tutta quella forza, era come se fosse investita da una carica di energia giovanile che le invadeva lo spirito e tutto il corpo mentre un brivido le correva lungo la schiena ad ogni colpo del nipote. In quanto a Carlo, lui non aveva mai vantato una conquista più grande. Il ragazzo stava per esplodere, ma abilmente si sfilò e prese in braccio la zia per condurla fino alla camera da letto per guadagnare tempo e trovare un posto più confortevole dove poter continuare l’amplesso. L’escamotage era stato veramente furbo da parte sua, ma non era bastato a fermare l’eccitamento del momento. Adagiò Giovanna sul letto, poi si posizionò sotto di lei. La donna si sedette con cautela sull’asta del nipote e cominciò a muovere il bacino circolarmente. Dal basso il ragazzo vedeva quella dea danzare su di lui e non riuscì a trattenersi nemmeno per dieci secondi. Afferrò le cosce carnose della zia e mentre i flotti di sperma si scagliavano dentro di lei dritti nel ventre, notò un po’ di cellulite sulle cosce della partner e questo lo arrapò ancora di più. Fece giusto in tempo a vedere la zia stendersi sopra di lui baciandolo sul collo, che entrambi si addormentarono, cadendo in un sonno dolce e revitalizzante.

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