Alessia, la troia dell’università




Alessia faceva dei pompini spettacolari, i miei amici me lo dicevano sempre, lei era un po’ la troietta dell’università, se l’erano passati un po’ tutti tranne io che mi ostinavo a volerle piacere prima come persona che come ragazzo.

La verità è che a lei non importava molto, solitamente si limitava a sapere il nome e se il tipo l’attraeva, se lo portava subito da qualche parte per fare pompini, so che ci sono stati casi in cui si è fatta pagare.

Comunque una volta, durante la pausa tra una lezione e l’altra, l’ho beccata mentre era a pecorina in un angolino nascosto con un tipo che da dietro glielo metteva velocemente nella figa.

Era una scena molto eccitante, lei lo era, vedevo le sue tette muoversi avanti e indietro, lui gliele aveva tirate fuori dal reggiseno e dalla maglietta.

Mi sono nascosto ed ho continuato a guardare quella scenda da lontano, ricordo che mi è venuto duro in pochi secondi, l’ho tirato fuori e mi sono fatta una sega mentre Alessia veniva sborrata sul culo dal tipo.

Io poco dopo sono venuto sporcandomi le mani di sperma, quanto avrei voluto che ci fosse lei a leccarlo via.

Non avevo molte chance di piacergli nemmeno fisicamente, la vedevo sempre scegliere ragazzi in forma o palestrati, niente a che vedere con me…Si mi tengo in forma ma il confronto non lo reggo.

Comunque ci ho provato lo stesso, una mattina l’ho vista vicino a un distributore del caffè, mi sono avvicinato e glielo offerto, lei ha accettato e mi ha guardato velocemente, non ha prestato attenzione, poi è andata via.

Sono rimasto un po’ deluso, pensavo che in qualche modo il mio gesto di gentilezza l’avrebbe incuriosita, invece, anche i giorni successivi non mi ha degnato di uno sguardo.

Intanto sapevo che continuava a fare la troia con altri ragazzi, io restavo da lontano a guardare, qualche altra volta l’avevo vista di nascosto fare pompini in giro, ormai era diventata la maiala dell’università e a lei non sembrava importare, tutti volevano farselo succhiare almeno una volta.

I miei comportamenti gentili continuavano a essere ignorati, più passavano i giorni e più mi sentivo frustrato, la vedevo sempre più lontana e la cosa mi infastidiva, così un pomeriggio, durante una lunga pausa tra una lezione e l’altra ho deciso di seguirla e di fare qualcosa per farmi notare davvero.

La vidi entrare nella stanza studio, era un orario un po’ insolito, solitamente a quell’ora non c’era nessuno, la seguii, la vidi seduta a un banco, mi avvicinai, lei alzò velocemente lo sguardo e poi tornò al suo libro.

Mi guardai intorno, sapevo che le possibilità che sarebbe potuto entrare qualcuno erano basse, aprii la zip dei pantaloni e tirai fuori il mio cazzo, finalmente mi degnò di attenzione, non fece niente, mi guardò negli occhi.

Iniziai a farmi una sega davanti a lei, la vidi incrociare le braccia, non sembrava intenzionata a fare niente, a quel punto ero completamente stufo, l’afferrai per i capelli e glielo misi sulle labbra.

Lei iniziò a divincolarsi, io le diedi della troia e le ordinai di succhiarmelo, finalmente aprì la bocca e lo prese dentro, la lasciai andare, non sembrava più intenzionata ad andar via.

Mi stava facendo quel pompino tanto desiderato, ma non potevamo stare li, poteva comunque entrare qualcuno, mi rimisi il cazzo dentro e le dissi di seguirmi, andammo in un bagno degli uomini li vicino, non c’era nessuno, ci chiudemmo dentro, lei si chinò subito e lo prese in bocca nuovamente.

Era una vera esperta, non c’erano dubbi, si capiva che faceva quello spesso, sentivo la sua lingua muoversi come un turbine intorno alla cappella e le sue labbra succhiare come se volesse svuotarmelo.

Ero eccitatissimo, la feci alzare e le dissi di abbassarsi i jeans, le scostai le mutandine e la penetrai, ero sicuro che avesse la figa bagnatissima, entrai senza problemi, l’aveva sfondata.

La scopai da dietro, la tenni per i fianchi e ci diedi dentro, mentre la penetravo infilai una mano davanti per stuzzicarle il clitoride, era gonfio, le piaceva essere toccata li.

Avevo le palle durissime, mentre la scopavo le dicevo cose porche all’orecchio, lei apprezzava, i suoi gemiti e ansimi aumentavano man mano e alla fine la sentii venire sul mio cazzo e sulla mia mano.

Ma io dovevo soddisfarmi, amavo il sesso anale ed ero troppo curioso di sapere se anche il suo buchetto del culo era aperto, non le chiesi il permesso, semplicemente tirai fuori l’uccello e provai a penetrarla.

Inizialmente sentii una sorta di dolore ma la maialina diede una spinta decisa e se lo fece entrare dentro; abbiamo scopato in quel bagno per dei buoni minuti, fotterla a pecorina era fottutamente eccitante.

Inutile dire che quando ho avuto il mio orgasmo è stato pazzesco, non ho mai espulso tanto sperma come quella volta, glielo schizzato tutto nel culo, lei ha apprezzato, ma ha anche deciso di sentirne il sapore, prendendo il cazzo in bocca per l’ennesima volta e succhiarlo per ripulirlo dal mio seme.

Finalmente mi ero scopato anche io Alessia ed era decisamente valsa la pena aspettare tutto quel tempo; sapete una cosa? Dopo quella scopata ha iniziato a guardarmi, a volte ho la sensazione che si aspetti che mi avvicini a lei e le chieda ancora una volta di scopare, ma non ho intenzione di farlo, mi deve desiderare e deve desiderare che la prenda con la forma e la faccia godere come quella volta e anche di più.

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