Al negozio di scarpe ed intimo donna by angelborn_1 [Vietato ai minori]




Al negozio di scarpe ed intimo donna di angelborn_1 New!

Note:

evento evvenuto un anno fa e chiarimenti sui fatti descritti in altri racconti su mia moglie

Prosecuzione del periodo sul suo amico il giovane, durante il quale erano avvenuti fatti come questo nel negozio di scarpe ed intimo donna, e chiarimenti sui vari fatti descritti in altri racconti …
Prima di finire come è costretta adesso, a fare la prostituta, le nostre giornate le passavamo con i nostri piccoli divertimenti, si andava in giro qua e là, se capitava l’occasione, da qualcuno che lei eccitava con le sue mostrate di cosce, lei si faceva scopare così in modo occasionale senza seguiti di altri incontri, era la nostra regola che non ci ha mai creato problemi.
Ora vengo ad una di queste occasioni … Son qui una giornata delle tante, è pomeriggio e mia moglie non scopa da tre giorni perché il giovane è via ad uno dei suoi frequenti corsi di aggiornamento per il suo lavoro. Mi dice: dove mi porti oggi di bello ? Io le dico che mi pare di aver visto che nel negozio di scarpe dove lei si serve spesso vi sia un nuovo commesso giovane, Cosa dici di farlo morire un pochettino mostrandogli tutto mentre provi le scarpe seduta davanti a lui? Siiii … che bello mi ci voglio divertire proprio, ma lui è carino ? Boh, a me non me frega, lo vedrai … E avrei proprio anche bisogno di un paio di scarpe da abbinare al vestito che abbiamo comperato sabato. Va beh meglio, allora usciamo … rispondo. E si va in centro a vedere negozi … lei ha un abito a portafoglio fermato in vita da un cintola del tessuto con fibbia sul fianco leggerissimo … con il cardigan sopra, sotto il vestito … calze, chiare e velatissime quelle apposite da mostrate di cosce … che fanno la sua carne bianchissima e pelle diafana sopra la fine della calza molto accattivanti.
Siamo in centro e andiamo al negozio. Entriamo e lei dopo aver chiesto si siede su una di quelle poltroncine scegliendola in modo da avere la luce della vetrina che le arrivi frontalmente. Si avvicina il nuovo commesso e lei chiede delle scarpe da adattare al vestito che sta indossando, aperte dietro. Il giovane va a cercare torna con sei paia di scarpe che lei inizia a provare la lui rimane in piedi e non come dovrebbe fare ad aiutarla a calzarle. Mia moglie indispettita alla cosa dice secca: no, non vanno bene dopo il terzo paio. Il commesso non risponde e dice non abbiamo altro. Non si è mai abbassato per servire e sembra che contrariamente a quanto dovrebbe essere con le ginocchia e parte delle gambe in mostra che attrarrebbero qualsiasi sguardo maschile, a lui non interessino. Penso che debba essere gay. Il titolare del negozio un uomo anziano oltre i 70 anni aveva visto e capito … si rivolge al suo commesso e gli dice di lasciare e chiamare suo figlio che era in magazzino, la servirà lui. Mia moglie con le ginocchia strette ed i piedi sulla moquette con le sue scarpe che si era rimesse, attende. Arriva il figlio e chiede cosa ha da fare, il padre gli indica mia moglie e gli dice di sentire cosa desidera. Vede la scatole aperte e capisce che tipo di scarpe vuole, non era solo perché era gay ma perché non capiva proprio che genere di scarpa volesse. Mette via tutto e ritorna con sei scatole, apre e vedo mia moglie che le si rischiara il viso, le scarpe sono del suo genere, molto aperte davanti una semplice cinghietta dietro la caviglie eleganti a sandalo di vari colori che comunque era solo il colore il problema. E ben disposta posa il piede sull’appoggio e lui si inginocchia aiutandola a calzare. Lei non fa nulla per mostrare le gambe sotto ma lui vedo che un occhio lo butta lì sotto, molto determinato … lei se ne accorge e se ne compiace. Dice che la scarpa le piace e chiede a lui di farle calzare anche l’altra. Posa giù e nel rialzare l’altro piede sull’appoggio non si può non vederle le cosce in mezzo con le fasce delle calze e la mutandina. Lei lo sa e indugia con le ginocchia leggermente scostate e finge di guardarsi il piede con la scarpa che è poggiata. Mi chiede cosa ne penso e rispondo che deve vedere lei se stanno col vestito. Lei mi dà ragione e chiede un colore diverso , abbassa il piede e rimane con le ginocchia unite, composta ma il vestito le era salito parecchio esponendo il bordi delle calze su tutte e due le cosce. Impassibile con mezze cosce fuori guardava dritto avanti a sé.

Devo rispondere ora alle numerose mail dove mi viene ancora chiesto se è vero quel che scrivo, bene, questo nel negozio di scarpe è un altro dei racconti veri senza aggiunte di fantasia. Tutti gli altri eventi raccontati sembrano che siano avvenuti continuamente ed invece, in fondo, si sono svolti nell’arco di tre anni e le cose vere se vi interessano sono:
– il periodo col postino che se l’è scopata per 6 mesi
– due anni fa il pescatore che la prima volta se l’era scopata da solo e le volte successiva erano prima in tre e poi in cinque..
– I due al bar nel bagno la famosa stantuffata doppia .. il seguito dal parcheggio in poi non vero ma solo fantasia come facilmente comprensibile… finita lì.
– Oltre un anno fa quegli amici durante il percorso in collina in pantaloncini corti col culo mezzo fuori erano due e basta, tutt’e due le volte, se la sono scopata per bene all’aria aperta e non ci hanno poi telefonato … le serate a giocare sono fantasia.
– Dopo alcuni mesi, tre mi pare, in quella discoteca si era lasciata palpare e nella toilette anche levare le mutandine da quel fusto, per farsi poi palpare meglio e lasciava che lui le sollevasse il vestitino leggerissimo in modo da esporla nuda sotto mentre ballava. E sono usciti una volta dalla sala per una ventina di minuti ma quando le ho chiesto qualcosa mi ha fatto una risatina e non detto altro …
– In montagna durante le ferie in albergo si era divertita a mostrare le cosce a quel ciccione e una notte da lui c’era stata per accontentarlo
– Due giovani conosciuti al bar gelateria di cui ancora non ho raccontato
– E’ vero ovviamente tutto quel che riguarda il giovane del piano di sotto che da due anni e più se la scopa quasi tutti i giorni qui da noi, anche adesso che lei purtroppo è obbligata a fare questo “servizio” nelle case a ore, ma con lui gode e almeno questo deve averlo per non finire in depressione. Poiè vero che a volte scendeva lei da lui … ed è così che è successo il casino che ho scritto col vicino che l’ha vista . Abbiamo dovuto avvisare il giovane di questa situazione perché a volte lei non ce la fa e quindi gli telefoniamo di non salire per quel giorno.
– Situazione attuale? … è veramente costretta a fare la puttana, per forza. Qualche lettrice donna mi scrive che vorrebbe scopare tanto di più ma non può perché ha un marito o compagno normali e non di “larghe vedute” come mi hanno definito. Mi devono credere che quel che fa ora non è per nulla divertente … anche se la cosa a momenti mi eccita ma quando la vedo come è ridotta quando la vado a riprendere dopo i servizi di ore e ore, mi addolora e mi eccita contemporaneamente, è una cosa strana, saperla costretta a fare ciò, sottomessa, così, messa in vendita, è eccitante, non posso negarlo. Sapere che deve darsi come obbligo è una cosa che mi eccita proprio ma non glielo posso dire, anche se forse lo ha capito. Ultimamente infatti mi racconta di più di quel che le fanno e mi mostra anche i segni che le rimangono, uniamo la disgrazia al dilettevole …

ma torniamo al racconto nel negozio di scarpe …
Alla fine aveva trovato le scarpe che andavano bene ed il titolare, con sguardo arguto, ci dice che nell’ampliamento del negozio, nella sala attigua, infatti c’era una tenda di velluto che pendeva da un ampio arco, c’è il nuovo reparto di biancheria e lingerie, se volesse vedere qualcosa … la vengono a servire in due, lui ed il figlio … Le chiedono cosa le potesse interessare e lei chiede di vedere delle novità in fatto di reggicalze. L’anziano dice al figlio di aprire gli scatoloni dei nuovi arrivi. Quando posero sul banco gli articoli nelle loro scatole con la parte superiore trasparente lei fu colpita da una guepiere col verde smeraldo, di pizzo. Se l’era fatta dare e si ritirò nella cabina di prova per indossarla. Quando l’ebbe indossata il titolare le chiese come le stesse e lei tranquillamente con le calze e scarpe aprì la porta ed uscì, così in guepiere … Il verde smeraldo le faceva risaltare il bianco della sua pelle e se ne stava così come se nulla fosse, con le chiappe che stavano esposte senza mutandine, chiese al padrone del negozio di poter provare il cappellino che aveva visto esposto in vetrina e mi chiese se poteva comperarsi anche quello. A lei i cappellini piacciono e le stanno bene, quindi se lo provò facendo anche delle smorfie allo specchio, così in guepiere, davanti a loro, aggiustandoselo, come se fosse vestita ed invece stava davanti allo specchio mezza nuda … dopo essersi messa questo cappellino fece qualche passo mostrandosi. Non avendo le mutandine, la guepiere le arrivava appena dove inizia il solco del culo e davanti il triangolo della passera era a vista completo, i sbuffetti della carne dei fianchi sporgevano di poco strizzati dal rinforzo della parte basse dove erano cuciti i quattro elementi con i gancetti per reggere le calze. Ma lei è così, tranquilla stava ad offrire le sue grazie agli sguardi di noi tre.
Non era assolutamente fuori luogo, era elegantissima, le sue notevole forme come le cosce nella loro parte alta sopra le calze e le tette appena traballanti nelle coppe di sostegno non erano per nulla volgari. Era una bella formosa signora in guepiere, cappellino, scarpe e il pelo della passera che era parte dell’abbigliamento … davanti a noi tre uomini … cosa normalissima, per lei, nel negozio tutto in legno rosso ciliegio e la moquette color oro.
Io ero imbarazzato e le dissi: continua pure da sola e vedi pure se trovi altro che ti interessa. Ed uscii non solo dalla saletta dell’intimo ma dal negozio.
Poi lei a casa dove era ritornata in taxi, mentre mi mostrava i suoi acquisti andò di là in camera dove li aveva stesi sul letto e dopo poco mi tornò in cucina con indosso un classico “baby doll”, che stanno tornando di moda. Era verde come la guepiere, sgargiante, trasparente, svasato ampio, con il bordo di peluche ugualmente verde, cortissimo all’altezza della passera davanti. La sua carne bianchissima risaltava ancora magnificamente e mi si era presentata così senza parlare, come una scolaretta con le gambe dritte unite strette. Io l’ho guardata e allora ha cominciato a girare su se stessa a piccoli passetti dei piedi facendo saltellare le sue ciccette e così vidi che dietro era così corto che il culetto era coperto solo per metà e da sotto sporgevano le sue chiappotte carnose … poi si gira di colpo e il peso delle piume del peluche sull’orlo glielo fece sollevare a ruota, mostrandosi tutta nuda sotto. Vede che rimango colpito e mi dice : sai che ho fatto così anche in negozio? mentre ero a provare le varie cose che mi proponevano quando ho indossato questo sono uscita dalla cabina di nuovo così nuda sotto e ho girato su me stessa come ho fatto adesso … ero proprio come adesso … capisci vero? Mi sono, non ostante l’abitudine a certe sue cose nel mostrarsi, incazzato e ho provato un tuffo di sangue che mi salì al cervello … Ma cosa sei uscita così in mezzo al negozio, davanti a quei due ?? ma certo che male c’è … non sono mica brutta da vedere ? Ti pare ? Dopo un silenzio come se attendesse una punizione da scolaretta cattiva, aggiunge: mi hanno scopata, sai … tutti e due … o meglio, il vecchio mi ha scopata … ce l’ha durissimo e legnoso sai ? Io impreco e lei continua. Mi ha chiesto, il vecchio, di mettermi a pancia sotto sul banco, così, senza preamboli e me l’ha messo dentro da dietro, mi ha stantuffata con una foga che pochi … è stata una scopata bella proprio facendomi stare così posta a pancia sotto di traverso sul banco e il giovane dalla parte opposta me lo ha fatto succhiare, sai che a me quelli giovani piace succhiarli … me lo ha mandato tutto in bocca fin giù .. lo sai che riesco fino in gola a prenderli benino. Quel che mi ha stupita è la resistenza che ha il vecchio, a quell’età … A proposito mi ha detto che se voglio posso tornare da loro, quando voglio ma di andarci poco prima dell’orario di chiusura, verso le sette di sera. E ce la dovetti riportare la settimana successiva. E anche altre volte, partivamo da casa con lei già tutta sistemata con l’intimo che aveva comperato da loro, in abitini dei suoi, aderenti o semitrasparenti. In macchina con quegli abitini così corti le cosce ce le aveva mezze fuori, impossibile che gliele coprissero e mi diceva: cosa dici gli piacerò? hihi!
Sempre col suo cappellino in testa, fissato da uno spillone fermacapelli, come la prima volta, scopata dal vecchio, con un cazzo sempre durissimo, a quanto mi ha detto lei, e nodoso come un ramo di albero, proprio il tipo di cazzo che piace a mia moglie … e con quello dentro si è fatta sentir mugolare come una sega nel legno … ero fuori che aspettavo che finisse di provare delle mutandine nuove.

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