Al faro




Scritto da DG,
il 2015-08-21,
genere orge

Durante una passeggiata io e Ada, la mia ragazza, ci eravamo fermati ad un vecchio faro disabitato. Il panorama che si godeva era stupendo e rimanemmo alcuni minuti ad osservarlo. Il silenzio rotto solo dal mare e dai gabbiani, ci fece desiderare di sfruttare quell’angolo per fare l’amore. Iniziammo a baciarci e toccarci, appoggiati su un parapetto.
Iniziai a baciare il collo di Ada, e le sbottonai la camicetta per poter accedere al suo seno prosperoso. L’eccitazione che entrambi stavamo provando, non ci fece accorgere che un gruppo di persone si era avvicinato.
Fu solo quando ormai erano distanti pochi metri da noi, che Ada, sollevando la testa e schiudendo gli occhi si accorse della loro presenza. Subito ebbe un fremito, io che ero di spalle e quindi non potevo vederli, mi arrestai e guardai Ada per capire cosa le stesse succedendo. Vidi solo il suo sguardo atterrito e udii l’inizio di un grido. Poi qualcosa mi colpì in testa, e mi accasciai svenuto.
Dopo poco, riaprii gli occhi. Mi ritrovai legato a quello che era una sedia malmessa, all’interno di una delle stanze dove forse un tempo alloggiava il guardiano del faro. Ora era una stanza sporca, piena di calcinacci con i muri rovinati anche da scritte oscene. Di fronte a me, sentivo le urla e le proteste di Ada, tenuta ferma da un paio di quelle persone. Mentre altri due erano ai miei lati.
Avevano il volto coperto ed erano vestiti come giovani.
Quello che sembrava essere il capo, si avvicinò a me e senza preamboli mi disse, a voce alta:
Quella è la tua ragazza? Indicando Ada…
Io confuso, risposi di si
Bhè adesso ci divertiremo un po’ con lei!
Gli altri risero, ma io protestai, così come pure Ada.
Voglio essere chiaro, – Ribattè il tipo alle nostre proteste – Noi la scoperemo, che vi piaccia o meno, ma vogliamo darvi una possibilità. Se lei sarà accondiscendente, non vi faremo del male. Ma se lei oppone resistenza, il primo a pagarne le conseguenze sarai tu!
Così dicendo, mi diede uno schiaffo in faccia che mi fece bruciare la guancia. Io non avevo modo di reagire.
Ada a quella scena supplicò di fermarsi, mentre io non parlavo.
Il tizio si girò verso Ada e le chiese: allora decidi…
lei piagnucolò di smetterla, ma per tutta risposta il tipo, mi diede un altro schiaffo a man rovescio peggiore del precedente.
Aspetto la risposta – Fece lui –
Ada impaurita disse che avrebbe fatto quello che volevano, gli altri sghignazzarono, ma io la pregai di lasciare stare, ma Ada piangeva e scuoteva la testa, non poteva sopportare di vedermi picchiato ancora.
Il capo mi mise un bavaglio in bocca. Io non avevo la forza di protestare, poi mi si avvicinò e mi sussurrò all’orecchio:
hai visto la tua troia? Sono bastate solo due sberle per farla mostrare per quello che è! Ascolta a me, non perderci tempo, tu vieni picchiato, lei oggi si diverte…goditi lo spettacolo, sono sicuro che ti piacerà, come piacerà a lei!
Così facendo si allontanò da me che avevo avuto un moto di aggressione nei suoi confronti, pur non potendo fare molto, così legato.
Tutti e quattro si spostarono su Ada circondandola. Le tolsero la camicetta, strappandogliela e le tolsero il reggiseno. Il suo prosperoso seno era ora al vento alla mercè di quei bruti. Qualcuno fece qualche apprezzamento osceno, ma il capo li zittì:
hai fatto la tua giusta scelta, adesso sei la nostra troia! Spogliati!
Ada non oppose resistenza: si sbottonò ed abbassò i pantaloni e tolse le scarpe, restando in mutandine. aveva un corpo fantastico, e quei porci avrebbero abusato di lei…
Il capo la tirò per i capelli, facendola inginocchiare, si uscì il pene già eretto e le disse in modo secco:
Succhia, troia!
Lei dopo un primo timido rifiuto, vide uno dei tipi avvicinarsi a me e spaventata per le conseguenza di quel rifiuto perse il pene del capo in mano e iniziò a leccarlo e succhiarlo.
Il capò iniziò ad accompagnare il movimento di Ada, scopando la sua bocca e guardandomi mi disse: la troia ci sa fare con la bocca!
Tutti risero e si avvicinarono per avere la loro parte, anche se attendevano il loro capo, che continuava a scoparsi la bocca di Ada in maniera sempre più irruento, incitandola in maniera oscena: oh si così, brava, succhia troia, non smettere…
Ad un certo punto, notando l’eccitazione dei suoi compagni, sorrise e disse rivolgendosi a loro: un po’ di pazienza e sarà vostra. Io assistevo inerme a quello spettacolo, e per quanto quella situazione mi disgustasse, una parte di me, forse solo quella fisica era inspiegabilmente eccitata: guardare Ada spompinare un altro mi arrecava una inspiegabile eccitazione che non avrei immaginato!
Ad un certo punto il capo disse ad Ada: non smettere che sto per sborrare, bevi tutto! Sapevo però che Ada pur non disdegnando i rapporti orali, non amava ingoiare. Quindi sicuramente avrebbe sputato il tutto, se addirittura non si fosse fermata prima.
Dopo poco capimmo, dai versi del capo, che era arrivato il momento: lui tenne la testa di Ada con entrambe le mani e accompagnando con versi gutturali, le riempì la bocca di sborra. Ada non poteva sottrarsi, ma confidavo che avrebbe subito sputato il tutto. Ma il capo era assai più furbo di entrambi. Le chiuse il naso impedendole di respirare: e subito la minacciò che mi avrebbe fatto picchiare. Di fronte a quella situazione, vidi Ada ingoiare.
Non appena terminato, il capo la allontanò e rivolto ai suoi disse: divertitevi! Fottetela come vi pare è tutta vostra!
I suoi non si fecero ripetere la frase, si avventarono su Ada, sbattendola su un tavolo malmesso che si trovava li. Ada ora era in balia del branco, senza poter ne voler opporre resistenza, ognuno ne reclamava un pezzo per poter soddisfare la propria eccitazione e le proprie voglie più perverse.
Il capo mi si avvicinò e sussurrandomi mi disse: la tua troia sa succhiare bene il cazzo, e credimi la sborra le piace!
Io cercai di replicare, ma il mio tentativo era vano.
Divertiti a guardare come se la sbattono, sono sicuro che ti stai eccitando.
In quel momento mi sentii quasi colpevole come fossi un loro complice. Cercai di non far capire che in realtà aveva indovinato, ma lui continuò: lo so bene che vorresti unirti a loro per scopartela anche tu in maniera animale!
Aveva ragione. L’eccitazione stava prendendo il sopravvento sul disgusto. Ada era diventata una troia anche ai miei occhi! Anch’io ne desideravo un pezzo, anch’io volevo partecipare alla sua umiliazione.
I 3 ragazzi intanto si davano da fare. A turno violavano ogni buco di Ada, che non reagiva. Nel farlo la insultavano pesantemente dandole della troia e della puttana.
Due dei tre dopo qualche tentativo, riuscirono a penetrarla uno nella fica e l’altra nel culo, mentre il terzo le infilò il pene in bocca e iniziò a scoparla. I due si divertivano a sfondarla a turno, finchè non ebbero l’idea di provare a penetrarla entrambi contemporaneamente nella fica.
Il loro capo, divertito, commentava oscenamente il tutto: la tua ragazza è davvero una troia, guarda come la sfondano. Ti piace? Così facendo allungò la sua mano sul mio pene e lo sentì duro!
Mi sussurrò all’orecchio: ti piace, lo sapevo! Vorresti scopartela anche tu! Quasi quasi ti slegherei per farti partecipare.
Io ero confuso. Eccitato da quella situazione piuttosto che esserne schifato. Neanche la mano del capo mi dispiaceva, anzi mi dava un po’ di sollievo.
Il capo diede ordine al tipo che scopava la bocca di Ada di bendarla, cosa che prontamente lui fece. Dopo mi disse: ora sta a te, puoi partecipare anche tu, lei non lo saprà e tu godrai come non mai!
Io ero tentato, ma intravedevo anche la possibilità di reagire, illusione che durò poco, perché il capo mi disse: tu puoi anche scappare o ribellarti, ma intanto ti perderai questa gang, secondo ne pagherai le conseguenze o direttamente o indirettamente sulla troia! Così facendo estrasse il coltello.
Intanto i due che si erano divertiti a penetrare la fica di Ada contemporaneamente, provavano a prestare lo stesso servizio anche al suo culo. E non faticarono molto, prima di riuscirvi. Io ero quasi allibito, visto che Ada si era sempre rifiutata a rapporti anali.
Ma la cosa che mi colpì di più fu che a un tratto mi sembrò che Ada non fosse più un pezzo di carne passivo che i tre si contendevano, ma sembrava partecipare, anche se sommessamente, all’amplesso, ricevendone piacere. Mi concentrai ad osservarla e inizia a vedere come fosse lei, più che il tipo, a muovere le sue labbra lungo la sua asta, mentre si muoveva a ritmo, mentre gli altri due la scopavano. Non mi sbagliavo affatto: lei partecipava all’orgia e le piaceva!!! Partecipava e godeva come una troia!
Questo mi eccitò ulteriormente. Anche il capo se ne accorse e mi disse: vedi? La troia sta godendo. Le piace e si sta facendo una bella scopata con tanti cazzi solo per lei! Tu qui invece, resterai con l’asta dritta e dopo ti toccherà farti una sega e mentre lo farai penserai a quello che stai vedendo e ti rammaricherai di non aver partecipato!
Innegabile che avesse pienamente ragione. Cosa mi tratteneva? Ero eccitato ed era evidente. Ada dal canto suo non era più passiva, ma partecipava all’azione: era come vedere una gang in un film porno ma dal vivo e dove la protagonista era la mia ragazza.
Il capo mi tolse il bavaglio e mi uscirono immediatamente le parole: anch’io voglio fottermi la troia!
Lui rise, mi slegò ed io andai a reclamare un pezzo di Ada. La sua fica era libera, mentre i due si contendevano contemporaneamente il suo culo ed il terzo si lasciava spompinare. La penetrai e subito capii che le piaceva. Ero ancora più infoiato e la scopammo per diversi minuti con foga tutti e quattro. Era un idillio, sia noi che lei godevamo e continuavamo alla ricerca spasmodica di un piacere sempre più intenso.
Il primo a venire fu il tipo che Ada spompinava: le venne in bocca e questa volta, senza alcuna coercizione Ada ingoiò tutto! A turno gli altri che via via intendevano venire, lasciavano la loro occupazione per spostarsi sulla sua bocca e riempirla di sborra che Ada, senza protestare ingoiava di buon grado, …fin quando toccò a me. Fu a quel punto che il capo mi fermò. Io ubbidii come se fossi uno del branco, ormai sentivo di esserlo per quello che stavo facendo ad Ada ed anche perché subivo una sorta di dominazione da parte del capo, come ognuno degli altri presenti. Il capo, nuovamente con il pene eretto, si fiondò sul culo di Ada, iniziandola a sbattere con forza, mentre io scopai la bocca di Ada con la stessa irruenza degli altri, mentre tutti incitavano sia me a riempire la sua bocca che lei a succhiare il cazzo. Dopo poco venni abbondantemente, e anche a me Ada riservò lo stesso trattamento degli altri ingoiando senza nessuna protesta ogni goccia della mia sborra, mentre il capo, quasi estasiato da tutto ciò, venne copiosamente nel culo di Ada.
Finita l’eccitazione rimasi quasi intontito per quanto era successo ed ancora di più per quanto avevo fatto. Adesso capivo cosa avevo combinato. Ero diventato uno del gruppo come loro, e forse anche Ada ne faceva parte…
Il capo mi si avvicinò e mi disse: sono sicuro che vorresti che lo organizzassimo di nuovo!
Aveva maledettamente ragione, lo desideravo! Ero quasi nuovamente eccitato alla possibilità di offrire Ada al branco, di cui ero adesso parte integrante. Anch’io desideravo sottomettermi al capo.
Fu proprio in quell’istante che Ada si tolse la benda ed ebbe la conferma che anche io avevo partecipato… nonostante tutto non fece una piega, e il capo le disse: ti è piaciuto, perché anche se lo nascondi sei una troia!
Anche lei era ammutolita e si sentiva colpevole… ma i suoi occhi non potevano negare che anche lei aveva avuto piacere da quella situazione e capiva di essere esattamente come il capo la considerava: una troia!
Ci rivedremo, disse il capo, andandosene con i suoi amici e lasciandoci li pieni di interrogativi per quello che avevamo scoperto!

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