ACQUE CHETE by Ary_acquacheta [Vietato ai minori]




“Scusa, sono in ritardo nel farti gli auguri di compleanno… auguri, Alex”
“Grazie Ary! Come pensi di sdebitarti per il ritardo?”

Alex è un mio collega da un paio d’anni e spesso, come ora, comunichiamo via chat.
Quarantenne, alto, brizzolato e un modo di fare tranquillo ed equilibrato; ambizioso al punto giusto, a breve cambierà lavoro per avere nuovi stimoli e, perchè no, fare carriera.
Nonostante io sia molto sulle mie, con lui si è sviluppato in fretta un rapporto di fiducia reciproca; complice il fatto che ha iniziato da subito ad avere delle attenzioni nei miei confronti, ma in modo sempre molto scherzoso e pacato, tale da non risultare assolutamente fastidioso. Essendo entrambi felicemente sposati, è evidente comunque che, anche se può fare la battuta, in realtà non si aspetta nulla e la cosa è fine a se stessa.
E poi, diciamocelo, essendo io carina… ah già, non ho ancora descritto me: non sono più una ragazzina nemmeno io, ma mi difendo bene; altezza media che amo slanciare con un buon tacco, fisico asciutto ma con le curve al posto giusto, il tutto completato da un viso dai lineamenti dolci e labbra carnose. Non la bellezza appariscente, che ti giri a guardare per strada, ma quella più discreta che va scovata e assaporata con moderazione.
Dicevamo: essendo io carina, sono abituata ai colleghi che fanno i piacioni e ormai ho imparato come gestirli.

O almeno così credevo.

“Mah, ti offrirò un aperitivo…”, rispondo.
Diverse volte lui mi ha buttato lì un: “Ci faremo un aperitivo, un giorno” e ormai sapevo che era un modo di dire e non c’era pericolo che la cosa si concretizzasse.

Ma stavolta incalza: “Ok, ma questa volta fissiamo una data: ti va bene domani?”
Boccaccia mia! Avendolo proposto io ed essendo in debito, non posso certo rifiutare. E poi, penso, a breve andrà a lavorare altrove e se vorrò vederlo -e non mi dispiacerebbe mantenere i contatti- l’aperitivo dopo lavoro sarà il modo più comodo.

Accetto.

Alex non è il mio tipo. È senza dubbio un bell’uomo, ma non il mio tipo. Ha i lineamenti dolci, mai un filo di barba… e questi modi pacati che non me lo rendono minimamente attraente; è inutile, io amo l’uomo forte e un po’ rude, perchè tale mi piace a letto.
Tutto il contrario di Alex, insomma.

Per qualche motivo a me sconosciuto, decido comunque di non dire a nessuno dell’aperitivo, tanto meno a mio marito. “Glielo dirò a posteriori”, penso.

L’indomani ci troviamo al bar. Un po’ impacciati, perchè infondo è un ambiente nuovo per noi, ma Alex è bravo a sciogliere i momenti di impaccio e ci ritroviamo a bere e chiacchierare allegramente come vecchi amici.
Esclusivamente per amor proprio, mi sono vestita un po’ più fasciata del solito, per evidenziare le curve, ma senza staccare troppo dall’abbigliamento quotidiano per non dare l’errata idea di essere interessata.
Noi donne siamo così: infondo, che lo ammettiamo o no, ci piace essere guardate; ed io so benissimo che, come gli ho dato le spalle per avvicinarmi al bancone a pagare, prima di uscire, Alex mi avrà guardato il culo e ci avrà fatto un pensiero inconfessabile sopra. È nel gioco naturale tra uomo e donna, anche quando tra i due non c’è alcun interesse: l’uomo guarda di soppiatto e la donna finge di non accorgersene e non saperlo; se l’uomo guarda in maniera più esplicita, tanto che la donna non può più fingere di non accorgersi, allora quest’ultima deve fare un po’ la stizzita. È nel gioco delle parti.

Usciti dal locale, è il momento di salutarci, ma Alex incalza: “Sali un attimo in macchina, che ti devo mostrare una cosa”.
Ingenuamente non dubito minimamente che la motivazione sia quella enunciata e salgo in macchina sua; tempo un secondo e me lo ritrovo sopra, che mi caccia la lingua in bocca con decisione.
Spiazzata, ricambio il bacio, ma non lo gradisco nemmeno un po’.
Mi sento violata come non mi era mai successo e percepisco lui come un perfetto sconosciuto.
Mi rendo conto solo in quel momento che infondo è colpa mia, che gli ho dato spago, ma non era questo che volevo.

E, si sa, quando ci si è baciati poi cambia tutto. Poi devi per forza iniziare a guardare lui come un uomo e non più come un collega, un amico, un essere asessuato!

Evito di insultarlo per non ferirlo e perchè infondo so che è anche colpa mia, ma gli spiego che… inutile girarci intorno… lui non mi interessa.

Anni prima avevo preso qualche sbandata e fatto qualche sciocchezza, ma poi mi ero sposata con convinzione e dal giorno del matrimonio non avevo mai tradito mio marito nemmeno con un bacio. E non era mia intenzione farlo.
Però sono ormai costretta a vedere Alex come un uomo, per cui intravedo attraverso la camicia che infondo ha dei bei pettorali. Io adoro i pettorali. Li adoro scolpiti, almeno un po’, e soprattutto virili. Noto con piacere che i suoi sono tali, ma questo non mi trattiene dalla mia decisione di salutarlo e andarmene a casa.

L’indomani saremo in riunione insieme; per fortuna ci saranno numerose altre persone, perchè immagino già l’imbarazzo tra noi.
Anche se so che lui è bravo a gestire i rapporti umani e sicuramente se la caverà molto meglio di me nel dissimulare.
Entro in sala riunioni e lui è già lì; prendo posto volutamente abbastanza distante e in una posizione che non mi costringa a guardarlo in faccia costantemente e prego che la riunione finisca in fretta.
Come inizia a parlare, la sua voce mi turba. Ho sempre pensato che avesse una bella voce, ma mai mi aveva turbato. Si alza e mi scopro a guardargli per la prima volta il culo… ed è un bel culo! Come ho potuto non accorgermi, in due anni, che Alex aveva un fisico così scolpito? Giacca e cravatta non evidenziano il fisico, è vero, ma certe cose le noti se un uomo lo guardi davvero. Ed io capisco che non l’avevo mai guardato.

Mi scopro a desiderarlo potentemente.

Vorrei che mi sbattesse su questo tavolo, ora, anche davanti a tutti, non ha importanza: voglio che mi scopi con tutta la forza che ha.
I nostri sguardi si incrociano per la prima volta e lui mi legge in faccia a cosa sto pensando. Sono già eccitata, bagnata e vedere il desiderio anche nei suoi occhi peggiora solo la cosa.
Nessuno nota nulla, o almeno così spero, solo noi due.
Alex riesce a continuare a seguire la riunione ed intervenire in maniera coerente, io a malapena mi accorgo quando la riunione finisce.

Ci salutiamo davanti a tutti, tentando di dissimulare, e tempo due minuti e siamo collegati in chat.
Alex incalza: “Ary, ho visto come mi guardavi, cazzo! Ne dobbiamo riparlare!” E mi dà appuntamento a dopo lavoro in un parcheggino isolato, poco distante. Accetto. Adesso sì è quello che voglio.

Passo le ore che mi separano da quel momento, domandandomi come avrà il cazzo e se e come lo saprà usare. E la mia eccitazione non accenna a svanire.

Arrivo all’appuntamento che lui è già lì, salgo in macchina sua e gli do a malapena il tempo di salutarmi, che già gli sono addosso e gli caccio la lingua in bocca, accarezzando finalmente quei bei pettorali.
“Avevo intuito che eri una gran donna!”, esclama.
Non so se sia un complimento, ma in quel momento non mi interessa, vorrei solo il suo cazzo.
Lo tira fuori e non posso che restare piacevolmente colpita: un cazzo già piuttosto in tiro e di dimensioni tali che non puoi dire di no. Lui me lo legge in faccia e, con aria perentoria, mi intima: “Succhiamelo!”
Non mi aspettavo tali modi, ma la cosa non mi dispiace e mi chino immediatamente su di lui ed inizio a succhiargli la cappella, poi tutta l’asta. È grosso e mi riempie la bocca. Ed ha un buon sapore. Lo faccio entrare ed uscire dalla mia bocca ed ogni volta che entra lo lascio scendere più in profondità. Alex mi accarezza la testa “Brava, troia!”. Nessuno mi aveva mai parlato in quel modo, ma la cosa non mi disturba, anzi, mi eccita ancora di più, se possibile. E sono bagnata come non mai.
Ormai non mi basta più sentirlo in bocca, un cazzo così va sentito bene dentro ed a questo punto voglio sentire anche Alex come si muove. Per cui supplico il mio collega di penetrarmi. Non è un invito o una richiesta: sono troppo eccitata, per cui è proprio una supplica. “Sei sicura che vuoi che ti scopi?” Mi chiede. “Sì, scopami!” gli rispondo, adeguando la mia terminologia alla sua.
Al che ci spogliamo in fretta, per avere un totale contatto di pelle, e Alex mi si butta sopra e, senza tanti preamboli, mi caccia la cappella dentro la figa. Bagnata come sono, non incontra molta resistenza, ma date le dimensioni del suo cazzo sento comunque che mi sta riempiendo e questo inizia finalmente ad appagare il mio desiderio.
Quindi me lo caccia tutto dentro.
Si muove con decisione ed in maniera esperta, rallentando ed accelerando il ritmo a seconda di quel che richiede la situazione, tanto che devo trattenermi per non venire subito. “Senti come ti sto scopando, troia?!” Mi prende le braccia e, mentre stantuffa, me le porta sopra la testa, stringendole con le sue e rendendomi inerme e la cosa mi eccita ancora di più, ma non voglio cedere.
Quindi torna a stringermi forte i seni, quasi a farmi male, poi scende e avvicina un dito al mio culo, attende il tempo necessario per vedere se mi sottraggo alla cosa, ma io lo lascio fare, quindi inserisce il dito. Non reagisco, se non con un gemito di piacere. Ho la figa piena e così inizia a riempirsi anche il secondo buco. Lui capisce di poter andare oltre: “Voglio prendermi anche il tuo culo!” aggiunge “Adesso!”.
Mi spaventa un po’, viste anche le dimensioni, ma lo voglio anch’io, solo lo prego di fare piano. “Sei proprio la troia giusta!” esclama, quindi mi gira, mi mette alla pecorina e, sempre scopandomi la figa, inizia a lubrificare il buchetto ed inserire un dito, che è sempre una sensazione piacevole… poi due, il che mi fa sentire piena al punto giusto… quindi tre… comincio a spaventarmi perchè, per quanto eccitata sia, inizia a farmi male. Ancora una volta Alex sembra leggermi nel pensiero e mi tranquillizza: “Se ci stanno tre dita, ci sta anche il mio cazzo! Stai tranquilla, vedrai che ti piacerà…”. Estrae le dita dal culo ed il cazzo perfettamente in tiro dalla figa bagnata, mi sento irrimediabilmente vuota tanto che sto quasi per reclamare, ma è questione di un secondo e sento la cappella entrarmi nel culo, con un po’ di inevitabile bruciore. Alex inizia a muoversi lentamente, per abituare le pareti, ed il bruciore lascia posto ad un godimento che mi rapisce tutti i sensi. “Senti come ti apro il culo, troia?!” mi chiede Alex, ansimando e sempre più incontenibile. “Sì, sento il tuo grosso cazzo tutto dentro il mio culo e mi sta facendo godere come una vera troia”, gli rispondo, stuzzicandomi da sola il clitoride, ormai completamente priva di freni inibitori. Ma quando non riesco più a trattenermi e sto per raggiungere il climax, si interrompe: “Non voglio venirti in culo”, aggiunge. Non so se è perchè non gli ispira o perchè ha un ultimo barlume di rispetto o cosa, ma ancora una volta lo assecondo senza discutere. Mi fa girare e torna a scoparmi la figa, con una furia mai vista. Mentre spinge, restiamo occhi negli occhi… gronda di sudore ed ha lo sguardo assatanato ed i lineamenti stravolti dall’eccitazione; distoglie lo sguardo solo per baciarmi con prepotenza, quindi con un gemito mi fa intuite che sta venendo e infatti sento finalmente il suo grosso cazzo pulsare dentro di me, ed io con lui.

Restiamo immobili così, a guardarci inebetiti.

Per un attimo mi chiedo cos’ho fatto, ma prima di rispondermi constato di aver fatto bene a farlo.
Mentre esce dal mio corpo e torna sul suo sedile, gli dico che è stato notevole e che… non credevo… altro che ragazzo tranquillo e pacato: era stata proprio una bella sorpresa!
“A chi lo dici! Non credevo certo che il sesso ti piacesse così tanto.
Vorrà dire che ci toccherà ripetere!”, mi risponde. “Beh, direi di sì: infondo sono la troia giusta, no?!”, lo incalzo. Alex distoglie lo sguardo un po’ imbarazzato e commenta: “Come suona diverso fuori da quel contesto, vero?”; è di nuovo l’Alex che conoscevo fino all’altro giorno, equilibrato ed attento a non ferirmi. Ma a questo punto so che questa è solo una parte di lui. Al che lo tranquillizzo subito: “Guarda che l’ho detto solo per ridere, non mi ha dato fastidio, anzi! Basta che domani, in ufficio, tu non chieda di quella troia della Arianna!”.
Scoppiamo a ridere.

Che situazione strana.
Mi ero giurata che non avrei mai fatto sesso senza amore, invece eccomi qui a constatare che Woody Allen aveva ragione: “Il sesso senza amore è un’esperienza vuota. Ma, tra tutte le esperienze vuote, è senza dubbio una delle migliori”.

Ci salutiamo con un bacio profondo che, se non fossi stata completamente appagata, mi avrebbe riaccesa immediatamente, ed ognuno via verso la propria vita usuale, come se nulla fosse successo. Ma consci e desiderosi di rivederci, l’indomani.

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