Marge e Bart – L'amante perfetto. Cap. 1 by Mondo segreto [Vietato ai minori]




Mi chiamo Marge Simpson e con questo racconto voglio sfogare le mie emozioni nate da avvenimenti parecchio disturbanti quanto per me nuovi ed eccitanti. Sebbene la nostra famiglia sembri normale e comune a tutte le famiglie americane , beh non è così , anzi è tutto l’opposto.

Sono sposata da 26 anni e ora mi ritrovo a 48 anni piena di rancore e pentimenti , affianco a un marito buono a nulla senza neanche un poco di sale in zucca , l’unica mia fortuna sono i miei adorabili figli.

Di recente Lisa , la femminuccia di 18 anni , è partita in un Erasmus in Francia , è la figlia che mi da più soddisfazioni anche se ,anche Bart (19 anni) , pur essendo un monello , sa farsi perdonare. Infine la mia graziosa Maggie che da poco ha compiuto 9 anni , è sempre silenziosa e buona , sarebbe partita dopo qualche giorno per una colonia apposita per i bimbi della sua tenera età.

Siamo in piena estate e per la maggior parte del tempo la famiglia sta a casa , Bart fa le vacanze mentre Lisa continua gli studi in Francia e io come sempre mi occupo della casa. Una sera Homer non si fece sentire nulla e doveva rientrare ormai da due ore , lo telefonai più volte ma non rispondeva , ovviamente tornò tardi ubriaco fradicio per potersi addormentare beatamente nel letto a russare come un maiale.

Quel giorno cadde in soggiorno e chiesi a Bart , che in quel momento era in casa , di aiutarmi a portarlo di sopra. Ci provammo con tutte le nostre forze ma non ci riuscimmo a spostarlo oltre 5 passi. Affranta mi sedetti nel divano , Bart stava per salire di sopra a giocare ma mi notò e con mia sorpresa si sedette accanto a me.

– Mamma che hai? Perché sei triste?
– Ometto , vedi tuo padre , è in queste condizioni ogni sera , e io di bisticciare non ne ho voglia , ma non ho voglia manco di sopportare più questo comportamento. Tu Bart non fare mai così con tua moglie.
– Si mamma. Ma perché hai sposato Homer?
– Beh ometto , era diverso all’inizio… ci volevamo molto bene e ci facevamo sempre le coccole.
– Si ma mamma tu meriti molto di più.
– Grazie tesoro , lo apprezzo molto da parte tua.

Homer continuò a ronfare nel mezzo del soggiorno tra la tv e il divano in cui noi eravamo seduti. Io mi misi comoda nel divano e Bart mi fece una domanda assurda.

– Mamma , sono per caso stato adottato?
– Come? No ometto , sei nostro figlio naturale , perché me lo chiedi?
– Ho visto il birillo di Homer e beh , non assomiglia per nulla al mio.
– Ma è ovvio lui è un adulto , è più grande del tuo , è normale.
– Ehm , non intendo questo.

Bart , seduto al mio fianco , allargò le cosce come per mostrarmi qualcosa. I miei occhi caddero in mezzo alle sue gambe e con stupore notai un gigantesco gonfiore , un vero e proprio paccone prominente che pronunciava le sue forme intime , pareva esplodere , mi feci scappare un sussulto. Come era possibile che io non lo avevo mai notato? Guardai il suo viso , mi guardava con un’espressione vagamente seducente mentre con la mano si tastava il suo grosso pacco. Era sveglio Bart , conosceva le debolezze femminili e conosceva il potere di quella sua virilità.

Rimasi perplessa e non riuscivo a mettere in ordine le idee , era una situazione così assurda , ero senza parole finché Bart ruppe i silenzi.

– Mamma , sto dicendo che Homer lo ha minuscolo in confronto al mio enorme uccellone.
– Fammelo vedere. ( fu l’unica cosa che riuscì a dire in quell’istante, incapace di nascondere la mia curiosità)

In quell’istante constatai quanto fosse enorme la mia insoddisfazione con Homer , un matrimonio che oltre ai miei stupendi figli non mi ha dato altro. La mia vagina non vede un uomo da anni e Homer , costantemente ubriaco , mi ha toccava solo durante le sue rarissime e misere erezioni dove nelle migliori situazioni durava 5 minuti scarsi. Si presentò ai miei occhi una situazione surreale e quell’enorme pacco , anche se di mio figlio , aveva scatenato in me una voglia incontrollabile di sesso come non ne avevo mai avuto in vita mia, come fosse una necessità primaria e vitale.

Mi prudeva incessantemente e dopo la mia affermazione Bart rimase immobile e perplesso , e aveva ragione visto che gli avevo palesemente chiesto di farmi vedere il suo pene. Non appena iniziò a scendersi i pantaloni , per mia grossa sfortuna si risvegliò Homer. Io e Bart ci ricomponemmo per aiutarlo ad alzarsi e facemmo finta di non aver mai fatto quella discussione “proibita”.

Homer ed io rimanemmo distesi nel letto ma i pensieri non erano per lui , bensì per mio figlio che mi aveva stregata con quella sua confidenza di avere un pene abnorme. Mi morsi il labbro inferiore e nel fantasticare in solitudine sul suo gigantesco membro non mi diede troppi sensi di colpa , dovevo masturbarmi per non poterci pensare più così decisi di farmi una doccia. Presi la roba di ricambio e mi assicurai che Homer rimanesse buono a letto e che Bart e Maggie fossero nelle loro camere.

Ero nuda in bagno , mi osservai allo specchio con i miei 48 anni suonati , la mia enorme sesta di seno e il mio culone grasso. Ero ingrassata molto negli ultimi anni ma ne ero abbastanza contenta visti gli sguardi degli spasimanti che incontro ogni volta che esco di casa , essere una donna prosperosa ha numerosi vantaggi. E’ da dopo i primi 10 anni di matrimonio che fantastico su altri uomini , che siano dello spettacolo o semplicemente altri uomini di Springfield , e gli piazzo sempre con l’immaginazione un bel uccellone in mezzo alle gambe.

Il mio desiderio più nascosto appunto è poter assaggiare un pene grosso , Homer oltre a non essere dotato è anche impotente e privo di pulsioni sessuali , al contrario di me che ne ho solo accumulato. Appunto quel teppistello di mio figlio mi aveva messo a fuoco la mia pelosina , così appena entrata in doccia , dopo aver chiuso il box , con l’aiuto del sapone iniziai a penetrarmi con un tubicino di lacca con la punta tonda che usavo spesso. Le dimensioni sono più o meno di un pene normale ma non la mia maestria nel trovare i punti di piacere ci volle poco per procurarmi più orgasmi.

Un suonò nel bagno mi bloccò.

– Chi è? (Dissi con voce calma)

Qualcuno camminò via velocemente , poteva essere solo Bart visto che Homer è a letto e Maggie dorme nella culla. Forse mi stava spiando pensai e in fondo un po’ ci speravo , è bello sapere che a 48 anni fai effetto anche a un minorenne.

Mi asciugai e ricambiai con i vestiti vecchi di casa ma notai una cosa , la cesta della roba sporca era aperta. Controllai subito e all’appello mancavano proprio le mie mutandine sporche che mi ero tolta poco prima di entrare in doccia! Me le ero tenute addosso ben un giorno e mezzo ed erano sudate e piene dei miei odori. Rimasi un po’ imbarazzata ma ero anche nuovamente eccitata , pensai a mio figlio Bart che si passava nel naso le mie mutande sporche e magari ci si sarebbe anche masturbato passandole nel suo pene voglioso.

Mi eccitai molto più di quanto pensassi e mi preoccupai , in quello stato avrei fatto quasi qualsiasi cosa per potermi far passare il prurito. Senza progetto immediato mi tolsi nuovamente tutti i vestiti e li buttai per terra rimanendo nuda con la pelle fresca e umida dalla doccia.

Mi iniziai a mettere un trucco leggero e mi asciugai i capelli con il phon , pensando : “Ma che diavolo sto facendo?” E’ come se stesse parlando la mia vagina fremente e con la mia testa , volevo sentirmi donna , tutto ciò mi mancava.
Uscì dal bagno e i suoi vapori e sciabattai in camera da Homer , dormiva ancora più di prima , cosa che mi irritò notevolmente vista la mia eccitazione e la mia impossibilità di sfogarmi. Chiusi la porta silenziosamente e mi avvicinai alla porta di Bart semi spalancata , vidi l’orologio nell’andito che segnava le 18:20 , la cena doveva ancora aspettare due ore.

Rimasi poggiata alla parete con solo l’accappatoio , sotto ero nuda come mamma mi ha fatta e in testa avevo solo una domanda , “Quanto sarà grosso il pene di Bart?”. La mia reazione a un pene incredibilmente grosso la conoscevo , sapevo benissimo che se fossi venuta a conoscenza di una dote eccezionale avrei fatto di certo l’errore della mia vita.

Nella vita ebbi più occasioni di tradire Homer con altri uomini e sono sempre rimasta una moglie fedele ma questa situazione era completamente diversa per me , era mio figlio di soli 19 anni quello nei miei pensieri. Eliminai tutte le barriere e in un attimo bussai alla porta di Bart.

– Mamma , sei tu?
– Si ometto , posso entrare?
– Certo.

La stanza era molto disordinata , la tapparella semi chiusa da dove filtrava una luce fioca , lui era disteso nel letto a petto nudo con il lenzuolo che lo copriva fino alla vita , era ben visibile la collina formata dal suo presunto paccone. Mi avvicinai a lui che sussultò nel vedermi con un accappatoio e , per giunta , leggermente truccata e ben profumata. Nella stanza invece c’era il tipico puzzo di sesso , scaturito sicuramente dall’olezzo del suo pene sudato. Non ero in me , mi sedetti nel bordo affianco a lui con un modo di fare vagamente sensuale e adottammo entrambi uno sguardo complice , volevo provocarlo sebbene fui io a essere provocata da lui.

– Ometto , mi dispiace che tu debba assistere a tuo padre che torna ubriaco in casa.
– Mamma , semmai dispiace a me per te , e poi Homer si ubriaca da quando ho memoria.

Accavallai le gambe offrendogli ampia visione delle mie larghe cosce nude.

– Che dolce che sei ometto , ma … tornando a noi , prima che papino si svegliasse , l’argomento era un altro.
– Ah , giusto. Ti ho chiesto se per caso sono stato adottato.

Bart in un lampo si levò il lenzuolo che lo copriva , io mi alzai in un lampo dal letto come se avessi appena visto un fantasma , sempre tenendomi ben stretta l’accappatoio al corpo.

Il mezzo al corpicino acerbo del mio Bart partiva , per poi adagiarsi nel letto , un cazzone oscenamente e immensamente grosso , oltre ogni mia più disparata immaginazione. Era senza vene evidenti , era liscio , leggermente scuro e semplicemente immenso , con una cappellona a fungo particolarmente pronunciata e sporgente , semi coperta dalla spessa pelle. Alla base un cespuglio di peli chiari arricciolati con sotto uno scroto grosso quanto un melone , per dirla in breve il suo cazzo era più largo della sua coscia!!!

Ne ero spaventata e completamente affascinata allo stesso tempo , era una visione talmente forte che la mia mente quasi non reggeva , quasi persi la mia lucidità. Mi portai una mano al viso per coprirmi la bocca dallo sgomento. Bart capì bene che il suo membro mi faceva un incredibile effetto , il diavoletto ne approfittò , con mia segreta gioia.

– E’ grosso non trovi?

Con una mano tenne la base (senza poterlo minimamente circondare) e con l’altra mano la punta. Iniziò a scappellarsi il suo enorme frutto con fatica finché sgusciò con suono liquido la cappella , molto più larga e cicciona di quanto potesse sembrare , era più grande di una grossa mela. Poi , sempre tenendoselo con entrambe le mani alla base , iniziò a giocarci e a farlo ondeggiare sbattendoselo nella pancia , impuzzolendo la stanza del suo afrore.

Mi sentì le gambe deboli mentre lui giocava con quel banano, lo guardavo intimorita e provata , poi sentì una energia pulsare nel mio corpo. Mirai gli occhi di Bart e finalmente reagì.

– Avevi ragione… è infinitamente più grosso di quello di papino… Ops… (Feci volutamente cadere il mio accappatoio e finsi di coprirmi con pudore , dato il mio corpo prosperoso non potei minimamente censurare la mia carne).
– Ai Caramba!!! (urlò Bart , alzando la schiena dal cuscino come attraversato da un lampo)

In un istante mi sentì completamente divorata dai suoi occhi affamati di sesso , mentre scrutava il mio ventre molle e il mio inguine folto e peloso e , ovviamente i seni. Mi inchinai per raccoglierlo dandogli le spalle , mi inchinai a 90 gradi inarcando la schiena quanto potei. Mi sentì una troia senza anima nel far vedere il mio grosso ano e la mia patatona pelosa di mezz’età al mio figlio Bart , e ricordo che ha 19 anni.

Di colpo sentì un suono provenire dalla camera da letto , Homer si stava alzando barcollante per andare in bagno , di colpo la vergogna mi assalì , afferrai immediatamente l’accappatoio e lo rimisi , corsi verso mio marito con il mio corpo traballante , guardai con la coda dell’occhio il mio Bart ancora folgorato dalla visione. Uscì dalla cameretta pensando a chissà quante seghe mi avrebbe dedicato.
Homer si stava cercando di ricomporre , io mi rivestì con una gonna corta, una canottiera e due infradito , per la fretta non mi ero manco messa una mutandina , a disinibita com’ero in quel momento non mi interessava. Accompagnai Homer al bagno , si lavò il viso e l’unica cosa che fu capace di chiedermi è se fosse pronta la cena , scendemmo entrambi giù , non ebbi il coraggio di cercare Bart per dirgli che fra non molto sarebbe pronta la cena.

Decisi di cucinare cibi surgelati per fare in fretta , la mente era da altre parti e ovviamente non pensavo ad altro che a Bart. In 10 minuti , finito di preparare hamburger e uova fritte , presi il telefono e chiamai mia sorella Selma per confidarmi , con le mie sorelle Patty e Selma ho sempre potuto dire ogni segreto più intimo e loro sono sempre state disponibili a consigliarmi. Homer mangiava spensieratamente e mi dileguai nel piano di sopra con la scusa di non avere fame , mentre andai in camera da letto bussai alla porta di Bart avvertendolo del cibo pronto , poi mi chiusi in camera per telefonare le mie sorelle.

Mi sedetti a bordo letto , feci un ampio respiro e la chiamai con i cordless.

– Pronto? Marge , sei tu?
– Ciao Selma , come state?
– Tutto bene Marge , tu e quel beota di tuo marito? Tutto bene?
– Si , noi tutto bene grazie…
– Dimmi pure Marge , c’è qualche problema?
– … Si… non riesco manco a parlarne…
– Riguarda te? Sorellina , lo sai che per qualsiasi cosa ci siamo , dimmi pure.
– Vedi… non è un segreto che tra me e Homer le cose non davano proprio benissimo.
– Oh! Ti sei decisa a divorziare da quel maiale?
– No!!
– Ah… Peccato.
– Riguarda Bart.
– Bart? Che c’entra il piccolo Bart.
– Eh… qui si fa difficile , non riesco a parlarne proprio bene.
– Provaci.
– … Qualche ora fa Homer è tornato per l’ennesima volta in ritardo e ubriaco fradicio , Bart mi aiutò a portarlo di sopra e poi… mi chiese se fosse stato adottato…
– Anche lui sa di avere un padre idiota , è normale.
– No… E’ per una diversità fisica tra loro due… quindi Bart mi ha fatto notare che …
– Che cosa?
– Mi ha fatto vedere il suo… il suo… il suo pene , ecco… è molto più dotato di Homer , ma molto più dotato…
– Cosa?! Spiegati meglio.
– Homer è normodotato , più o meno…. E invece Bart ha un pene davvero gigantesco , sembra… un bottiglione d’acqua da 2 litri… Ecco perché mi ha chiesto se è nostro figlio , o per lo meno se è figlio di Homer , e tutti sappiamo che è suo figlio.
– Ah! Ah! Ah! Un gran bel dono! E dove è il problema?
– Il problema…. È in me…
– Ah… capisco. Tu lo desideri.
– …. (non rispondo)
– Marge , se vuoi sapere che ne penso ti rispondo subito , fossi in te ne approfitterei e se le circonstante sono favorevoli… mi farei sbattere dal bestione di Bart.
– Che?! Davvero il tuo consiglio è questo?!
– Da quanto non ti tocca quel babbeo? Tu sei ancora bella , raggiante e piena di desiderio , sei una bomba sexy! Non è solo perché odio tuo marito , ma è anche perché sei infelice da anni … e ora mi chiami e mi dici che il tuo amato figlioletto ha un pisellone enorme che scatena in te le tue voglie represse? Goditi la tua fortuna!
– Ma non è un peccato? E’ incesto…
– E’ un peccato rinunciarci… poi te ne penti per il resto della tua vita Marge. Mi raccomando , tienimi aggiornata!
– Grazie Selma , ora mi sono chiarita le idee , grazie per il consiglio , ci sentiremo molto presto…

Parlare con Selma mi calmò e tornai in un stato infoiato più che mai. Mi sfilai le mutandine umide da sotto il gonnellino che uso per casa e mi tolsi anche il reggiseno con i ferretti e camminai sculettando nel piano di sotto dove Homer e Bart stavano mangiando. Bart mi guardava con sguardo perplesso , si chiedeva sicuramente se avrebbe avuto altre occasioni come quella di un mezzoretta prima , mio marito si ingozzava come sempre e stava per finire.

– Papino , perché non vai a vedere la tv dopo che hai finito?
– Non serve chiederlo , ci vado sempre dopo cena.

Mi sedetti vicino a Bart e mangiai giusto un Hamburger affianco a lui , ogni tanto ci guardavamo e anche lui non vedeva l’ora che Homer si alzasse per girare l’angolo verso il soggiorno. Poco dopo si allontanò.

– “Mamma , io…” (gli missi un dito nelle labbra per zittirlo)
– “Zitto , poi parliamo e ti spiego , per il momento fai silenzio…”

Non indugiai , mi tolsi la fede dal dito e la posai nel tavolo , con una mano scostai il pantaloncino teso di Bart , afferrai il tronco del pene e lo sfilai fuori in stato molle. Il viso mi esplodeva dall’emozione ma non me ne fregava nulla ormai , Bart sussultò e aveva un mezzo sorriso incredulo nel viso , anch’esso rosso dall’eccitazione. L’odore del suo cazzo mi inebriò , lo portai fuori tutto assieme alle palle e iniziai con una sola mano a fare una lenta e faticosa sega. Lo tenevo a pieno palmo e non ne circondavo minimamente la metà , non riuscì a trattenere il mio sorriso e la mia euforia. Era caldo e morbido e sotto le mie dita scorrevano le grosse vene scure del suo membro , lo presi dalla punta e portai giù la pelle , la lunghezza del cazzone pareva con finire mai. Mi aiutai con l’altra mano e riuscì a scappellarlo per bene , Bart era al settimo cielo e mentre lo trastullavo il cazzone acquisiva consistenza.

– “Ometto , sarà il nostro segreto…”
– “Si… Si…”

Quello che sembrava impossibile e così lontano dalla realtà aveva preso forma e si stava avverando in quell’istante , morivo dalla voglia di prenderlo in bocca , cosa che ho fatto poche volte a Homer e che sinceramente non mi dava piacere. Ero convinta che con l’affarone di Bart sarebbe stato diverso , tuttavia scelsi di temporeggiare per analizzare meglio quello che stavo facendo , riuscì a controllarmi.

Continuavo a segare con entrambe le mani l’enorme membro di Bart , così caldo e vivo sotto i miei palmi. Lo odoravo e lo ammiravo i tutti i suoi più piccoli particolari mentre li sotto ero umidissima al solo pensiero che la seduto nel divano del soggiorno li vicino c’era quel mio patetico marito , ignaro di quell’episodio così proibito.

Ormai era chiaro anche a Bart quando io fossi porca e disinibita , la chiacchierata con Selma fu liberatoria e finalmente per la prima volta nella vita pensavo a me.

– “Mamma , che aspetti… prendilo in bocca…”
– “Eh no signorino… ancora no , ogni cosa al momento giusto…”

Guardai nuovamente verso la cucina , Homer guardava ancora divertito la tv e pensai : “Ma quanto ti starebbero bene un bel paio di corna…”.

Mi alzai da Bart e gli diedi le spalle , il mio culone grasso era davanti al suo bel viso. Sempre tenendo lo sguardo fisso verso il soggiorno per controllare Homer mi alzai la gonna , offrendo il bella vista il mio sesso a mio figlio.

– “E’ l cosa più bella che io abbia mai visto…”
– “Ti piace ometto…? Presto sarà tua… Nessuno deve sapere nulla di tutto questo… e tuo padre non deve sapere di quanto tu sia dotato… promettilo.”
– “Si , si tutto quello che vuoi mammina…” (iniziò a toccarsi compulsivamente dall’eccitazione)
– “ Bravo il mio pisellone…”
– “Mamma non puoi lasciarmi così…”
– “Lo so… ma non è ancora il momento…”

Bart di scatto scese dalla sedia e corse nel bagno di sopra , chino in maniera goffa per l’erezione , il perché era ovvio. Mi riabbassai la gonna , purtroppo anche io ero in preda a eccitazioni mai provate prima e provai a controllarmi , riuscì a riflettere nonostante quei momenti così intensi ed eccitanti. Pensai che se fossi andata oltre con Bart , che appunto è così immensamente dotato , con Homer non avrei mai e poi mai combinato nulla con le sue dimensioni ridotte. Così rimasi che dovevo per lo men ragionare un po’ di più su una soluzione per tenere comunque unita la famiglia , e allo stesso modo per soddisfare i miei più volgari desideri con mio figlio Bart.

Infoiata ed eccitata come una cagnetta in calore andai da Homer , anche un maiale come lui in quel momento mi sembrava affascinante. Mi sedetti accanto a lui lentamente e sensualmente , iniziai a coccolarlo.

– Homy… Tua moglie ha bisogno di affetto… ti va se noi due ora , andiamo si sopra e… ci facciamo le coccole?
– Oooh Marge , che amore che sei… ma c’è la tv , non vedi? Spiegano come si fa la birra.
– Si , vedo… però , non puoi registrarlo e lo vedi domani?
– Si ma perché se lo posso vedere ora…

Fui presa da una rabbia incontrollabile , in tutta coscienza mi stava liquidando per un misero programma idiota quanto lui. Mi sedetti abbattuta e sconfitta nell’altro lato della poltrona e iniziai a guardare la tv con Homer.

A un certo punto arrivò Bart , già vestito con il pigiama , lo guardava con stupore , interrogandomi sulle possibili intenzioni. Ci passò davanti al tv e andò verso lo stereo. Aveva un pigiama grigio che usava molti anni prima e il pantaloncino molto stretto non nascondeva nulla del incredibile uccellone, Homer ancora incantato dalla tv non si accorse di nulla ovviamente. Istintivamente , mentre io e Bart ci guardavamo , io aprì le cosce lentamente e alzai un poco la gonna , per fargli vedere la mia pelosina vogliosa , (che porcella che ero , ormai non avevo più freni) e Bart in tutta risposta si stinse a piena mano il pacco.

– Homer , posso accendere lo stereo? Tanto puoi vedere la tv anche senza il volume.
– Va bene , rospetto.

Bart accese lo stereo e mise un disco di musica latina , adatta per ballare. La musica inondò la stanza e lui iniziò a ballare in maniera sensuale , Homer non dedicava manco uno sguardo e iniziai a capire cosa voleva dirmi Bart. Si piazzò davanti a me con le mani nella nuca mentre iniziava ad ancheggiare facendo ciondolare il pacco ripieno. Mi prese la mano per tirarmi su e iniziammo a ballare nel soggiorno in mezzo al tappeto , senza passare davanti alla tv cosicché Homer non avesse obbiettato come è suo solito.

Le manine di Bart mi afferravano con forza i fianchi e scendevano nelle cosce , mi stringeva a se e per via della sua altezza molto ridotta il suo paccone premeva contro il ginocchio. Iniziammo a bisbigliare.

– “Ometto , vacci piano che c’è tuo padre…”
– “Ma se è un babbeo , lasciami fare… “

Gettai gli infradito via e mi feci trasportare dall’ardore di Bart , mi aveva dato una prova d’amore e di coraggio incredibili. Ruotammo a ritmo di musica e sculettai come una sedicenne , dopo poco facemmo una posa oscena senza rendercene conto. Lui , sempre con le mani nella nuca , ancheggiava come prima mentre io premevo il culone grasso contro il suo pacco e , ovviamente , mi strusciavo con forza il buco del culo. Rimanemmo così per qualche istante finché non raggelai ricordandomi della presenza di Homer.

Come mi voltai mi resi conto del suo disinteresse , Bart mi fece capire quanto a Homer non importasse nulla degli altri , o per lo meno di noi familiari, ma questo non mi demolì perché al mio fianco avevo mio figlio Bart.

Bart capì che ero un stanca e su di giri , avevamo osato molto , spense lo stereo e mi fece sedere nel divano.
– Oh , ometto… sei stato unico… non come uno sfaticato di mia conoscenza! (parlai a voce alta e Homer si voltò e prestò più attenzione)
– Grazie mamma , è il minimo per una donna fantastica come te… hai dei piedini così belli e delicati… (mi prese i piedi e iniziò a massaggiarli con cura)
– Hey rospo!!!

Ci girammo un poco allarmati pensando a una reazione negativa … e invece.

– Poi fai un massaggio anche a me.
– Puzzone , fattelo da solo il massaggio!!
– Pr che antipatico che è nostro figlio!! Almeno portami una birra.

Bart mi sorrise sensualmente e si allontanò verso la cantina. Ne approfittai per porre una condizione a Homer , facendo leva sulla sua stupidità. E dire che 2 ore prima non avrei mai lontanamente immaginato una situazione simile , conquistata completamente da mio figlio, ma i dettagli non mi fregavano… non più alla bellezza di 48 anni di vita.

– Homer , senti… Lo vedo che sei molto distratto e occupato in questi giorni.
– Si Margiotta! C’è la partita! C’è la birra e c’è Boe e… si anche il lavoro, sono troppo impegnato. Non posso stare li a massaggiarti i piedi.
– Esatto papino… sei molto impegnato… e io non ti stresso più , ti propongo una soluzione.
– Spara pure Margiotta!
– Vedi… Bart ha le vacanze e Lisa non c’è , Maggie è partita per una colonia per bimbi … Quindi essendo tu assente vorrei che Bart si prendesse cura di me…
– Cioè?! Vuoi stare con Bart?? Ma è tuo figlio!!
– No Homer!!! Ma che pensi!!! Solo per aiutare in casa o uscire la sera o… passare del tempo in casa!! Cose simili… Eh… mi sento sola …

Mi meravigliò l’indelicatezza con cui affrontava l’argomento , il solito coglione. Sudai freddo perché le mie intenzioni erano decisamente malsane!!! Quindi portai tutto a un altro tipo di discussione , non volevo sapesse nulla perché in fondo voglio molto bene a quello stupido di mio marito.

– Allora , che ne pensi?
– Beh , se pensi che il tempo che io ti dedico non basti… e vuoi solo migliorare il rapporto con il rospetto , perché no.

Tornò Bart con 2 casse di birra gelata presa dal magazzino.

– Si Homer , stai tranquillo , ci penso io a mamma. Tu scolati qualche birra.
– MITICO!!! E non ribellarti mai! Passa le birre!!

Bart si sedette affianco a me in un estremo del divano e mi ammiccò con complicità , Homer aveva abboccato alla prima esca.

– Eh! Eh! Rospetto! Tuo padre è molto impegnato! Quindi sei ufficialmente il vice-uomo di casa! Anche se sei un po’ piccino avrai una grossa responsabilità!! “De Ih Oh!!” Poi , Margiotta bella… Io ci sono sempre ovviamente!! “KS!!!” (aprì la prima bottiglia che iniziò a scolare rumorosamente)

Ero un po’ sollevata e al contempo estremamente eccitata!! Mai come prima , era un momento così intenso e perverso mentre io e Bart , stretti fianco a fianco , ci stringevamo in segreto la mano.
Erano ormai le 21:30 e Homer continuava a scolarsi una birra dietro l’altra mentre guardavamo tutti insieme uno show televisivo. Mancavano ancora poche birre e Homer stava per addormentarsi come suo solito , io e Bart eravamo pronti per dare inizio alle danze.

– Che …sonno… hic! , Marge mi aiuti a portarmi di sopra a letto?… hic!!
– (Maledizione!!!) … Si papino… Bart aiutami…
I piani non andavano come previsto e riuscimmo ad accompagnare di sopra quell’ubriacone di Homer , lo aiutai a spogliarsi e a coricarsi nel suo lato del letto. Non appena si coricò iniziò a russare, io sorridente sgattaiolai fuori in punta di piedi con Bart.

– Margiotta… z-z-z-z-… coricati anche tu…

Maledizione!!! Pure da ubriaco mi rompeva le uova nel paniere… Tornai a letto e mi scusai con Bart , ma Bart mi seguì.

– “Bart…! Che fai?… non fa , non puoi stare qui…!”
– “Non me ne vado , non ti lascio sola con questo ciuccia-calzini…!”
– “Mm … d’accordo ometto , coricati nel lato , io sto al centro…”

Chiusi le tende e spensi la luce , poi mi misi un perizoma e un reggiseno per non stare nuda nel letto. Ero abbastanza impaurita ed eccitata per la presenza di Homer , mio marito da 26 anni che , come ogni notte, russa in maniera esagerata per via della sbornia. Sgattaiolai in mezzo ai due uomini di casa un poco tremante e riuscì a rilassarmi poco dopo nonostante fossi piena di ansia in quella situazione. Mi misi di lato verso Bart , i nostri visi immersi nel buio e sfiorati dalla fioca luce lunare erano molto vicini.
– “Mamma , sei bellissima… Sei la donna più meravigliosa del mondo intero …”
– “Ometto … ti prego…”
– “Sei la donna della mia vita e so che ci sarai sempre per me…”
– “Ti prego tesoro… non parlarmi così…” (mi iniziai a emozionare per quelle parole così sincere e piene d’amore)
– “Oggi sono il bambino più contento del mondo… perché ho tutte le tue attenzioni, come madre e come donna… la donna stupenda che sei sempre stata…”
– “Ometto…”

Presi una molletta nel comodino verso Homer e glie la misi nel naso per farlo smettere di russare. Non appena mi girai verso il viso di Bart chiusi gli occhi e cercai la sua bocca.

…Si avverò l’impossibile…

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Le vere avventure di Sabina la tettona by pornodvd2 [Vietato ai minori]




Ero a Hong Kong per lavoro già da una settimana e ne avevo ancora per un altra settimana prima di rientrare in Italia.

Finita la giornata di riunioni rientro accaldato in albergo.
Sono infoiato della mia Sabina, mi manca il suo corpo, mi mancano le sue tettone, mi manca lei … ho il cazzone durissimo nel pensare a lei.
D’altra parte il corpo che si ritrova fa di lei una vera e propria bomba di sesso e eccitazione;
ad alcuni puo’ anche non piacere per la troppa prorompenza e formosità ma emana sesso da ogni poro. Alta 1.68, robusta ma non grassa, piuttosto soda, con due spalle da nuotatrice,
molto larghe e due tettone da sballo, una sesta o settima straripante. Capezzoli grossi con grandi aureole.
Poi un culo favoloso con due chiappe prominenti e sode. Due gambe robuste e due piedi da favola. Un donnone si potrebbe dire.
Ultimamente poi è un po’ dimagrita e ha ridotto la pancia che aveva e questo evidenzia ancor di più le sue curve esplosive, soprattutto le tettone.
E poi il viso, con due occhi bellissimi, i più bei occhi che abbia mai incontrato che ti trapassano da parte a parte.
Il mento, un mento prominente che non chiede altro che di essere baciato e mordicchiato.
I capelli rossi, sono liberi e selvaggi.
Poi la pelle, che dire della pelle; è indescrivibile, morbida, posso solo dire che emana sesso da ogni poro.
Il suo sapore, il suo odore, il suo fiato, la sua voce … tutto è quanto di più sexy vi sia.
A tutto questo sto pensando mentre rientro in camera, sono molto molto eccitato e molto molto porco.

Come ogni sera mi sto per collegare dall’albergo via skype con lei, ho proprio voglia di sesso, penso che se lei è di buzzo buono faremo sesso via skype masturbandoci … lo facciamo
abbastanza spesso quando sono in giro per il mondo.
Entro in camera e senza neanche passare per il bagno a darmi una sciacquata mi siedo cosi come sono sulla poltrona, sono troppo eccitato,
connetto il portatile e faccio partire la chiamata video di skype,
in Italia dovrebbero essere circa le 2 del pomeriggio.
Connessi, Sabina solo in audio
– “Amo’, come stai? Ti vedo stravolto”
– “Si, sono stravolto di voglia di te, mi manchi da impazzire, ho difficoltà durante le riunioni a concentrarmi perchè penso sempre a te … ho la carne che freme per te …”
– “Amo’ mi manchi anche tu, stanotte mi sono dovuta toccare pensando a te, ho usato anche il cazzone nero che mi hai regalato, immagginavo fosse il tuo, spero di non aver svegliato i
vicini con le mie urla quando sono venuta!”
– “Guarda come mi ecciti”
mi sono tirato fuori il cazzone, i miei 18 centimetri sono durissimi e svettano di fronte alla telecamera del portatile mentre lentamente inizio a masturbarmi
– “Sei la mia vacca lo sai? Guarda guarda quanto mi ecciti, quanto è grosso e duro di desiderio di te!”
– “Mmmmmhhhh porco, si lo vedo, sei un vero porco … lo so … allora stamattina sono andata a cercare qualcosa che ti piacesse, guarda qua”
e attiva il video … clessidra per qualche secondo … ecco che la vedo:
seduta sul bordo del letto con addosso solo un due pezzi … uahooooo è favolosa … il reggiseno è color blu che sembra jeans con le due coppe a forma di triangolo, piccole,
piccolissime rispetto a quelle tettone e che a malapena coprono le aureole … sarà di due taglie inferiore alla sua, un filo che corre dietro alla schiena e uno, che sembra
doversi spezzare da un momento all’altro per il peso delle tettone che sostiene passando dietro al collo di Sabina … tutta la carne di Sabina esposta, prorompente, volgare,
lussuriosa … e un piccolo perizoma dello stesso colore che a malapena copre la fica depilata della mia femmina …
– “Hai visto cosa mi sono comprata per te, mmmmhhhhh, per il mio porco, ti piaccio amo’?”
e nel dire questo afferra il fallo di gomma nero che le avevo regalato tempo fa e inizia a strusciarselo lungo il corpo, lentamente …
– “Vacca, sei una vacca! Mi ecciti da impazzire, sono pazzo pazzo pazzo di te … vacca!”
Lei inizia a mugolare strofinandosi il fallo sopra il perizoma, ha allargato completamente le gambe, con una mano si scosta il tessuto e con l’altra inizia a strofinarsi lentamente
il cazzone nero sulla fica … la vedo ansimare e le tettone sussultare affannosamente mentre mugola sempre più intensamente … mi sento scoppiare, non resisto, impazzisco di voglia
bestiale …
– “Vacca, non mi basta che adesso ti scopi il fallo nero, mi ecciti troppo così, voglio vederti scopata da un cazzo vero! Subito adesso, vacca un cazzo vero …”
– “Sei matto!?”
– “Non mi interessa, ti voglio così, mi hai eccitato troppo”
– “Porco! E dove lo trovo? Ah prima ho visto il maiale venire a trovare la suocera ma mi fa schifo”
Ho un soprassalto, il maiale è il soprannome dato al genero della nostra vecchia vicina di casa, avrà almeno cinquant’anni, che ha fatto apprezzamenti pesanti e volgari a Sabina ed
è stato da lei fanculizzato … è un tipo viscido di carattere e di apparenza, grassoccio, basso, con un viso tondo e occhi piccoli, da maiale proprio, capelli unti … lei lo chiama
il viscido, io il maiale … e a Sabina quella persona fa proprio ribrezzo …
– “Mi ecciti troppo! E mi eccita vederti scopata dal viscido, mi eccita vederti posseduta da una persona che ti fa ribbrezzo, è come se io ti violentassi, siiii fallo per me,
sei la mia vacca, adesso subito, ho voglia adesso, mi rendi pazzo tu”
– “Non ce la faccio amo’ mi fa schifo quello li”
– “Mi ecciti, ho voglia adesso!”
– “Questa me la paghi, oh si questa me la paghi, stronzo! Sei un porco stronzo! Vaffanculo amo'”
e la vedo prendere il telefono armeggiare un po’ e scrivere qualcosa … poi prende il telefono e inizia a strofinarselo sulla fregna come prima faceva col cazzone riprendendo a mugolare
– “Che hai fatto?”
– “Mmmmhhhh ho il suo numero e quello di sua moglie per eventuali emergenze possa avere la vecchia, la vicina … mmmmhhhh quando ero in giardino e lui passando mi disse che gli piacevano
molto le mie tettone mmmmmhhhhhhh aggiunse che gli avrebbe fatto piacere venire a prendere un caffè da me mmmmhhhh io lo congedai malamente mmmmhhhh
beh gli ho appena mandato sms invitandolo mmmhhhhh a prendere caffè adesso … mmmmmhhhhh speriamo sia già andato via o che sua moglie si accorga e non si beva le sue balle …
mmmmhhhhh porco quanto ti voglio, ti amo sai? mmmmhhhh”
in quello sento chiaramente il suono del campanello …
– “cazzo! questa me la paghi! stacca il tuo video e silenziati l’audio così quello non si accorge … cazzo cazzo mi fa proprio schifo …”
vedo l’inquadratura che si sposta, ha evidentemente spostato il portatile sul comò, riprende parte della stanza e quasi tutto il letto, vedo Sabina, che sesso che fa vestita così,
uscire dalla stanza per andare ad aprire; l’ultima immagine che ho di lei sono le sue natiche oscenamente eccitanti con il filino del perizoma che ci si infila in mezzo!
Non riesco a immaginare le sensazioni e i pensieri del viscido nel vedersi aprire la porta da una così!
Sono troppo eccitato e devo smettere di toccarmi il cazzone altrimenti sborro.
Il tempo che passa sembra interminabile, saranno un cinque minuti sino a che non la vedo, o meglio li vedo apparire, entrano nella stanza con una tazzina di caffè in mano,
si siedono a fianco sul bordo del letto.
Il viscido maiale vede il fallo di gomma nero appoggiato sul letto, fa un sorriso molto porco e dice
– “Ti piace divertirti eh?”
– “Si maiale, ma a volte ho bisogno di un cazzo vero … non resistevo più …”
Il viscido allora, senza alcuna remora, le mette immediatamente le mani sulle tettone e inizia ad accarezzargliele, prima lentamente e dolcemente come per assaporare ciò che da chissà quanto desiderava
– “Che mammellone della madonna che ti ritrovi, sembri una mucca da latte, mmmhhhh sono anche belle sode, senti qua … mmmhhhh”
– “Sei proprio un maiale stronzo, ma oggi ho proprio voglia di maiale”
Intanto il viscido gliele palpa sempre più vigorosamente
– “Mmmmhhhhh fantastiche, fammi sentire anche che sapore hanno”
e si abbassa a baciarle e leccarle il sopra delle tettone mentre continua a palparle con entrambe le mani;
Sabina socchiude gli occhi e reclina la testa all’indietro offrendo alla viscida bocca
del maiale anche il suo collo; al viscido non pare vero e subito ne approfitta leccando e baciando su e giù dalle tettone fino al mento e alle orecchie, lasciando anche tracce
luccicanti della sua bava sulla pelle liscia della mia Sabina.
Intanto una mano si è infilata sotto il piccolo triangolo del reggiseno e sta giocando col capezzolo, non vedo in quanto la mano copre tutto ma immagino dai movimenti … Sabina sospira
e ogni tanto sussulta.
Continua a impastarle le tette e a baciarle. Le ha spostato ormai all’interno delle mammelle i due triangolini di tela del reggiseno e le tettone sono oscenamente e pesantemente
esposte alle sue mani e alla sua bocca che si concentra a ciucciare e leccare i capezzoli, immagino capezzoloni turgidi perchè vedo la nuca o le mani del viscido sopra di essi …
Sabina è sempre con la testa reclinata all’indietro che sospira e sussulta, totalmente abbandonata alle voglie del maiale.
Con le mani sorregge da sotto le tettone e con la bocca passa da un capezzolo all’altro, ora si vede chiaramente che sono belli turgidi.
– “Mmmmmmhhhhhh quanto sei bona, sei proprio tanta, mmmmmhhhhhhh che tette”
Continua nel suo lavorio bagnandole completamente con la sua saliva, poi a un certo punto lo vedo che con la lingua risale dal capezzolo su sopra la tettona, poi su lungo il petto esposto
della mia donna, poi continua sempre leccando su lungo il collo, arriva al mento dove si ferma un attimo e inizia a mordicchiarlo, poi continua con la lingua oscena a salire
e inizia a leccare le labbra chiuse di Sabina, poi inizia a leccarle tutto il viso, voracemente, sporcandola con la sua saliva viscida, per poi tornare sulle labbra a leccarle
e forzarle con la lingua sino a che Sabina è costretta a socchiuderle e lui la penetra con la lingua e inizia a limonarla oscenamente, si sente chiaramente il rumore osceno delle salive
mentre limonano … con una mano ha avvinghiato Sabina dietro la schiena cingendola a se mentre con l’altra continua a impastarle una tettona.
L’azione diventa focosa, rotolano giù sul letto col viscido sopra la mia Sabina, vedo le mani di Sabina che iniziano ad essere attive, una dietro la nuca di lui a stringerlo a lei
mentre si baciano limonando con tutti i rumorosi risucchi e schiocchi delle lingue intrecciate, e una dietro le sue natiche a schiacciarlo su di lei,
probabilmente sente il cazzone del maiale …
Dopo un po’ lui le scivola su un fianco, la bacia e la lecca dall’orecchio al collo e con una mano torna a impastarle le tettone, poi lentamente fa scendere la mano lungo la pancia
sino ad arrivarle in mezzo alle gambe, Sabina allarga oscenamente le gambe … lo vedo armeggiare con la mano li in mezzo, Sabina sussulta e ansima, respira affannosamente …
– “Mmmmmmhhhhhh ma sei tutta bagnata, sei un lago! … ma sei proprio vacca sai …”
– “Taci ooohhhhh maiale … ooohhhh taci … siiii continuaaaaa cosiiii mmmmhhhhhh siiiii oooohhhhh …”
Evidentemente il viscido la sta penetrando con le dita, vedo la mano andare avanti e indietro … intanto con la bocca le sta ciucciando una tettona …
– “Mmmmmhhhhh ma sei fradicia, mmmhhhhh sei proprio una troia, mmmmmhhhhh fammela assaggiare un po’ vacca”
E mentre Sabina continua a mugolare il viscido maiale, continuando a penetrarla con le dita, si abbassa dalla tettona alla fica e ci affonda la propria bocca …
vedo Sabina sussultare fortemente, non vedo, coperto dal testone del maiale, ma immagino che le stia sbranando la fica e il clitoride con lingua e labbra, si sentono chiaramente
i risucchi mentre continua aumentando la velocità del movimento a far andare avanti e indietro la sua mano …
Sabina mugola e ansima sempre più intensamente, vedo le sue tettone andare su e giù in un respire molto affannoso, la vedo portare entrambe le mani dietro alla nuca del viscido
per spingerlo ancora di più sulla sua fica … in modo inconsulto e confuso, si vede che sta per godere, sento delle frasi scomposte di Sabina in mezzo ai suoni e risucchi dell’abuso
di fica che sta oscenamente subendo
– “mmmmhhhh siii, siii, mi piace così … mmggghhhh siiii, mmgghhhh, pianoooo … aaaggghhhhh siiiii,
mangiamiiiiii siiii … sonoooo tuaaaa fottiiimmmiiiiiiii siiii … aaaaahhhhhh … oooohhhhh … mmmmgggghhhh …
mmmmgggghhhh, siiii leccaaaaa, così si … oooohhhhh più forte siiiii, sfondamiiii … siiii ahhhhaaahhhhhggghhhh … oooohhhhh … mmmmghhhhh ahhhhhh vengoooooo aaaaahhhhhhh”
Vedo Sabina che sussulta e freme come indemoniata, sta avendo l’orgasmo, un orgasmo intensissimo, direttamente nella bocca del viscido che sta respirando tutto il godere della mia femmina.
Il maiale si assapora tutto l’orgasmo della mia donna e quando Sabina smette di sussultare, esausta – è stato proprio intensissimo l’orgasmo -, portandosi indietro le braccia e abbandonate
sul letto dietro la testa, allora lui alza la testa dalla fica di lei, con le mani appoggiate sull’interno delle cosce di Sabina mantenendole le gambe oscenamente spalancate, e lo sento
parlare con voce tremante dall’infoiamento
– “Vacca che troia che sei, quanto hai goduto troia? Eh? Cazzo guarda qui quanto ti sei bagnata, hai fatto un lago tettona! … Cazzo quanto mi ecciti tettona da sballo.
Mmmmmhhhhhh adesso ci schiaffo il mio cazzone in questo lago, sono proprio eccitato vaccona”
La visuale mi è in gran parte oscurata dalla schiena di lui che in piedi si sta togliendo i pantaloni e le mutande, lo vedo inginocchiarsi tra le gambe di Sabina, sempre abbandonata esausta
sul letto con le gambe oscenamente aperte, e, senza ombra di dubbio, dai rumori e dai movimenti, glielo schiaffa dentro e inizia a pomparla.
Inizialmente Sabina non reagisce, rimanendo totalmente abbandonata, sembra che il viscido si stia pompando una bambola gonfiabile, ma dopo poco vedo che inizia a reagire portando le mani da
dietro la testa ad afferrare i fianchi grassi del viscido, oltre ad allargare ancor di più le gambe per farsi penetrare ancora più a fondo.
Il viscido la pompa lentamente e profondamente, vedo che tira ogni volta molto indietro il culo e poi lo spinge a fondo in avanti, le sta facendo assaporare il cazzo, sembra ci
sappia fare il maiale … va avanti così per un bel po’ lentamente, tenendola saldamente per i fianchi, sino a che Sabina inizia a mugolare ad ogni sua penetrazione,
a questo punto le toglie le mani dai fianchi e si avvinghia alle sue tettone continuando a fare lo stesso movimento profondo ma alzando il ritmo aggrappato e facendosi spinta con
le sue mani sulle tettone della mia donna …
– “cazzo quanto mi ecciti vacca mmmmhhhh … che tettone che ti ritrovi troia mmmmhhhh … sei proprio una vacca da monta … lo senti come ti fottooooo troia? … mmmmhhhhh”
– “oooohhhh mmmmhhhh siii, siii, mi piace così … dai mmmmhhhh … fottimi siiii … aaaaahhhh siiii cosìììì mmmhhhh …”
– “che tette meravigliose che hai mmmhhhh … senti come te le strizzo vacca? … mmmmmmhhhh quanto sono sode … mmmmhhhh”
– “mmggghhhh siiii, mmgghhhh, pianoooo che mi strappi i capezzoli cosìiiii … aaaggghhhhh siiiii, fammmmiiiiii maleeeee siiii strizzameleeeee sonoooo tuaaaa fottiiimmmiiiiiiii
siiii … più forteeeee … sbattimiiii … siiiiii oooohhhhhhh …”
– “godi vacca godi … che ti fottoooo la fica, ti sfondooooo troiaaaaa … godiii tettona da montaaaa … che tettone da vacca che haiiii … porcaaaa … godiiiii che ti fottooooooo …
ti fotto vaccaaaaa … ahhhhh siiiii … ti sfondoooo … anche le palle ti sbatto dentro … le sentiiii? … puttanaaaa … senti come ti sbattooooo …
tutto ti voglio entrare dentro tuttoooooo … mmmmhhhhh senti che capezzoli duri che hai … sei una porca troiaaaa … mmmmggggghhh siiiiiiiii”
– “siiii … siiii … hai un cazzo meravigliosoooo … sfondamiiii … vai più forteee più forteeee …guardami guardamiii come godoooo guardamiiii … guardamiiii negli occhiiii …
guardamiii godereee … mmmmghhhhhh mmmmghhhhhh …  ohhhhh siiii strizzamiiii il capezzooloooooo fammiiiii maleee … oooohhhhh siiii sfondamiiii … sono la tua vaccaaaaa … sfondamiiii”
I movimenti, i respiri, i suoni diventano concitati, animaleschi, bestiali, frenetici …
– “vengooooooo … ti sborroooo in ficaaaaa aaahahhhhh … sborrooooooo, vengooooooo oooohhhh … tettonaaaaaa … vaccaaaaaaaa … aaaaaaaaaaaahhhhhhh … troiaaaaaa … puttanaaaaaaa …
ahhhhhhggggggmmmmghhhhhh godooooooo … senti quanto ti sto sborrando in ficaaaaaa … porcaaaaaa, vaccaaaaa … aaagggggghhhhhh mmmmggghhhhhh … aaahhhhhaaaahhhhhh”
– “mmmmmmhhhhhhh siiiiiii riempimiiiiiiiii, riempimiiiiii … siiiiiii più forteeeeee … di piùùùùùùùùù … di piuuuuuuuuu’  mmmhgghhhhhhhh … nghhhhhggghhhhh …
sono la tuaaaa troiaaaaaaa … siiiiiii … siiiiiiii … mmmmghhhhhhh … riempimiiiii … oooohhhhhh siiiiiii oooohhhhh la sentooooo tuttaaaa la tua sborraaaa … è caldaaaa …
mmmghhhhhh … sborraaaa siiiiiiii … dentroooooo … mmmmmggghhhhhhh siiiiiiiii … maialeeee …”
– “troiaaaaa … ahhhhhhhhaaaahhhhh … vacca … oh quanto sei vaccaaaa … aaahhhhhh … mmmmghhhhhh … che troia che seiiiiii … quanto mi eccitiiiii …
mmmmhhhhhh … cazzooooo quanto ho sborrato vacca …”
Il viscido maiale affranto e tutto sudato le scivola addosso, coprendola col suo corpo … entrambi esausti dal piacere intenso rimangono abbracciati sul letto, il viscido la bacia
in bocca e con la mano continua a palparle una tettona, mentre vedo sperma colarle dalla fica … in quello sento suonare il campanello, il viscido ha un sobbalzo
– “Cazzo mia moglie!, devo andare, le avevo detto che venivo a darti una mano per spostare dei mobili e di suonare quando dovevamo andare, cazzo cazzo”
Lo vedo rimettersi i pantaloni convulsamente e uscire dalla stanza dicendo
– “Che vacca da monta che sei troia!”
Sento il rumore della porta che si chiude, riattivo il mio audio con la mia mano imbrattata del mio sperma, si sono abbondantemente venuto anche io, e le dico
– “Beh mia bella vaccona, mi pare che ti sia proprio piaciuto il viscido maiale”
e lei risponde semplicemente e amorevolmente, con un filo di voce:
– “Porco, sei uno stronzo, sei uno stronzo!”

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!

 

Tu apprezzi stare con me by Idraulico1999 [Sentimentale]




Io ti chiamo e rispondi, all’adombrato e all’oscuro richiamo rispondi, all’appannato e al minaccioso tentativo della tortura e della vessazione che ho deciso d’applicarti, perché ti chiamo e rispondi, i tuoi segnali mi fanno razionalmente comprendere questo. Tu ribatti e mi saluti, però capisci subito che non è la telefonata che t’aspettavi, tu senti il mio respiro, perché adesso anche se vorresti mettere giù la cornetta del telefono non lo farai, in quanto la prima cosa che ti dico è dove la mia mano sta accarezzando.

Tu non puoi muoverti, non puoi fare nulla, mentre io ti bisbiglio che cosa attualmente il mio dito sta sfiorando, io ti dico che lo so, perché lo so che in questo momento mi stai immaginando e fantastichi a più non posso, perché lo so che adesso vorresti essere con me, il mio dito essere il tuo. Anch’io te lo dico, ti rivelo apertamente che lo vorrei, eppure tu non puoi muoverti o forse effettivamente non sai muoverti, perché adesso sei incustodita, indifesa e sola in balia della mia voce, perché io sorrido mentre ti dico che sto spingendo con prudenza.

Io ascolto il tuo respiro cambiare quando ti confido che m’aizza, tenuto conto che mi stimola immensamente sapere che sei immobile e non riesci a fare nulla, onestamente mi piacerebbe captare la tua fragranza al momento che sto scopando per te, solamente per le tue orecchie, esclusivamente per farti sentire quanto ti vorrei adesso dentro di me. Io sbarro le pupille e ingoio, sposto la mano interiormente nel panno, ti faccio il resoconto di qualunque minuzia, ti occupo e ti ricopro, dopo ti tocco, infine ti svelo chiaramente che da te mi lascerei fare qualsiasi faccenda. Perché? Al momento t’immagino serrare le gambe, tu non puoi fare nulla, in quanto devi fingere, ti tocca sapientemente mentire, giacché sembra quasi una specie d’inedita brutalità. In questo momento gemo, tremo vivamente, per il fatto che percepisci i miei lamenti, sì, li senti eccome immaginandoti tra le mie gambe, ma adesso non vuoi, non vuoi mettere giù e ti racconto in un attimo di come le mie dita coraggiose, insolenti e persino maligne spingerebbero in te come adesso spingono verso di me. Perciò io accuso, boccheggio soltanto e manifesto, rabbrividisco semplicemente come i miei gemiti che t’arrivano caldi dopo averti raccontato dei fluidi sul mio palmo.

Finalmente adesso godo, malgrado ciò non te lo dico, giacché lo percepisci di certo, perché quell’atto è lungo, anzi lunghissimo, poiché te lo godi tutto, perché non voglio che tu ne perda un solo istante, dopo me vado come sono arrivata senza rivolgerti il saluto sperando di lasciarti lì, ancora per azzardare e per tentare di capire come tu abbia potuto lasciarmi entrare, distruggendo e sbaragliando a fondo le mie membra affettandomi l’anima.

Tutto questo, difatti, è avvenuto nella maniera d’uno sconvolgimento inedito e finanche per certi aspetti cruento, feroce e smisurato, eppure curiosamente e insolitamente aggraziato, armonioso e persino insolitamente bizzarro, selvaggio e proporzionato.

{Idraulico anno 1999}

 

Clicca qui per guardare centinaia di video porno !!!